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Vallo Alpino: IX Settore di copertura GaF "Moncenisio": Caposaldo Rivers: Centro di Fuoco 17
di Gianfranco Genta © (07/09)
Fra il 1932 e il 1935 perforando da parte a parte l'altura del Crin fu realizzato ad una quota di 1975 m il Centro di Fuoco 17. Si trattava di un'opera mista caverna-calcestruzzo del tipo 200, armata con due mitragliatrici in casamatta metallica e due cannoni anticarro da 57/43 RM su affusto a candeliere in malloppo binato di calcestruzzo.

La mitragliatrice A2 copriva con il suo fuoco l'avvallamento presente all'epoca fra questa e il malloppo orientale del Centro 16 mentre l'arma A2 ed i pezzi controcarro erano destinati a battere la sede della strada SS 25. Il presidio destinato all'opera era di 26 uomini.

Sul versante E del rilievo si trovano il malloppo binato dell'anticarro, l'uscita di emergenza 1 ubicata fra le due cannoniere del medesimo, la casamatta metallica dell'arma A1 e l'ingresso principale mentre sul versante W si trovavano l'ingresso secondario, l'uscita di emergenza 2, i condotti di tre fotofoniche e la casamatta metallica dell'arma A2.

L'ingresso principale era munito di cunicolo armato a protezione dell'ingresso mentre per l'ingresso 2 possiamo solo fare ipotesi in quanto è impraticabile.

Esistono i condotti per ben 6 impianti fotofonici ma solo 2 furono equipaggiati: quello ubicato presso l'ingresso principale collegato con il Centro VII e quello ubicato sul versante W collegato con il Centro 16. All'interno del centro trovavano posto il gruppo elettrogeno da 1,64 kw,il ricovero per il personale con il vano per l'impianto di ventilazione,il deposito munizioni e il deposito dell'acqua. I corridoi non si presentano rettilinei bensì ad andamento spezzettato per ridurre gli effetti dell'onda d'urto di una eventuale esplosione.

Con la costruzione nel 1968 da parte dell'EDF della diga il livello del lago si è innalzato di circa 50 metri sommergendo così anche l'altura del Crin e il Centro 17 che però quasi sempre emerge dalle acque verso la fine della primavera quando le acque provenienti dallo scioglimento delle nevi non hanno ancora iniziato a riempire il bacino, ed è in questo periodo che si può tentare di raggiungere il Centro e visitarlo.

Si SCONSIGLIA IN OGNI CASO LA VISITA AGLI INTERNI!

Attualmente si possono vedere chiaramente solamente il grandioso malloppo binato dei pezzi anticarro in tutta la sua maestosità ed avendo il flusso delle acque privato il medesimo di tutto il mascheramento circostante il bianco del calcestruzzo emergente lo rende visibile a grande distanza, e le due casematte delle armi A1 e A2 anche loro private del mascheramento con il bianco del calcestruzzo visibilissimo.

L'ingresso principale, quello secondario, l'uscita di emergenza e tutto il resto sono ormai sepolti dai detriti portati dal movimento delle acque e non ne restano che labili tracce. L'unica via di accesso all'interno del Centro è costituita dal malloppo degli anticarro, da qui con qualche contorsione passando attraverso l'apertura della piastra corazzata si potrà accedere all'interno. E' indispensabile munirsi di stivali per percorrere il tratto che va da metà ricovero all'ingresso principale.

Una volta entrati nel malloppo dell'anticarro imbocchiamo il corridoio principale e dopo aver lasciato sulla sx il deposito munizioni troviamo un'intersezione a T, noi imbocchiamo la diramazione di dx e dopo una svolta di 90° imbocchiamo due rampe di scale per circa 30 gradini e raggiungiamo la base del pozzo della casamatta metallica A2,quella con campo di tiro verso l'avvallamento di fronte al Centro 16.

Io mi sono limitato ad osservarla dal basso evitando nel modo più assoluto di salire la scala a pioli metallica che conduce qualche metro più in alto alla base della casamatta. Non dobbiamo dimenticare che tutte queste scale metalliche e l'interno stesso per quasi 9 mesi all'anno sono sommersi dall'acqua.

Ritorniamo indietro all'intersezione, svoltiamo a dx nel corridoio principale che percorriamo fino a trovare sulla nostra sx il deposito dell'acqua con ancora in sede dei serbatoi in eternit rotti e sulla dx una diramazione che conduce dopo un doppia svolta a 90° alla base di una rampa di scale di 17 gradini alla base del pozzetto della fotofonica di collegamento con il Centro 16 raggiungibile con una scala a pioli metallica,anche questa non salita.

Dalla base del pozzo una diramazione a sx con una rampa di scale di 13 gradini conduce all'ingresso secondario e all'uscita di emergenza,tutto ormai ostruito dai detriti portati dall'acqua. Rimangono invece visibili i condotti di due fotofoniche mai installate.

Ritorniamo al corridoio principale svoltiamo a dx e dopo aver percorso pochi metri troviamo a sx la diramazione che dopo un paio di rampe di scale per circa 30 gradini conduce alla base del pozzo della casamatta metallica dell'arma A2, quella con campo di tiro verso la SS 25. Anche qui NON saliamo sulla scala a pioli metallica.

Ripercorriamo la scala a ritroso, raggiungiamo il corridoio principale,svoltiamo a sx e raggiungiamo il camerone del ricovero. A sx del medesimo è ricavato il vano che ospitava l'apparato di ventilazione. Da metà del ricovero in avanti diventano indispensabili gli stivali per proseguire in quanto l'acqua inizia superare i 20 cm di livello e sale progressivamente.

Superato il ricovero il corridoio piega decisamente a sx e subito dopo troviamo il vano che ospitava il gruppo elettrogeno. Procediamo oltre e troviamo la parte interna del cunicolo armato a protezione dell'ingresso e successivamente la postazione della fotofonica di collegamento con il Centro VII con ancora in sede la mensola di supporto dell'apparato e l'ingresso ormai completamente ostruito dai detriti. Rifacciamo il percorso a ritroso e riguadagnamo la luce del sole infilandoci nuovamente nell'apertura della cannoniera.

Visto lo spesso strato di melma estremamente scivolosa presente sul pavimento dei corridoi e sugli scalini delle scale in muratura si SCONSIGLIA di addentrarsi all'interno visto anche che la presenza di acqua profonda da metà ricovero in avanti rende indispensabile l'uso degli stivali. Sulle scale metalliche poi non ho neppure provato a salire, 40 anni di immersione nell'acqua per nove mesi all'anno non avranno sicuramente contribuito a rinforzare le medesime.

A coloro che fossero interessati anche solamente alla visita degli esterni, peraltro molto interessante, si consiglia di lasciare l'autovettura al parcheggio ubicato all'estremità W della diga, imboccare a piedi la strada che sale al Varisello, e al primo tornante lasciarla per il sentiero sulla dx che scende verso il Centro 16. Una volta raggiunto l'avvallamento proprio di fronte al malloppo orientale del 16 svoltare decisamente a dx verso la visibile casamatta A1 posizionata sulla sommità dell'altura del Crin e da qui le monumentali cannoniere anticarro sul versante opposto dell'altura.

Si può preventivare una mezz'oretta abbondante di cammino dalla vettura.

La visita descritta è sta effettuata dallo scrivente il 29 maggio 2009.

Bibliografia: "Moncenisio in guerra" di M. Minola e O. Zetta
"La Montagna fortificata" di PG. Corino e P. Gastaldo
Vallo Alpino Occidentale: http://ottzetta.altervista.org/
Le Fortificazioni in caverna del Vallo Alpino: http://valloalpino.altervista.org/

Foto 1: il sito della nostra escursione odierna fotografato il 20 maggio 2006. Al centro sopra la diga centrale si distingue chiaramente l'imponente malloppo binato per pezzi anticarro del Centro di Fuoco 17. Foto 2: il 29 aprile 2007 il livello del lago è molto più alto dell'anno precedente e l'acqua ha già coperto l'uscita di emergenza 1.
Foto 3: il monumentale malloppo dell'anticarro visto da NE. Foto 4: anche se solo virtualmente seguitemi: iniziamo la nostra visita al Centro 17.
Foto 5: l'interno della casamatta del malloppo binato anticarro. Di fronte a noi la casamatta del Pezzo 1, alle nostre spalle quella del Pezzo 2 e a sx l'inizio del corridoio principale. Foto 6: la piastra corazzata del pezzo 1, dalla cui apertura siamo entrati.
Foto 7: la cannoniera 1 vista dall'esterno. Foto 8: la casamatta del Pezzo 2,i detriti portati dall'acqua hanno quasi raggiunto l'apertura della piastra corazzata.Visibile di fronte il vano e l'apertura di una fotofonica mai installata.
Foto 9: l'apertura della fotofonica sul fianco SE del malloppo. Notare la mimetizzazione con pietre ancora perfettamente conservata. Foto 10: la piastra corazzata del Pezzo 2.
Foto 11: la cannoniera 2 vista dall'esterno. Foto 12: l'apertura della fotofonica ubicata fra i due pezzi e mai installata vista dall'interno.
Foto 13: l'apertura della fotofonica vista dall'esterno. Foto 14: la porta metallica dell'uscita di emergenza 1 vista dall'interno. I detriti la hanno bloccata.
Foto 15: lo sbocco esterno del cunicolo dell'uscita di emergenza. Foto 16: l'interno del cunicolo dell'uscita di emergenza.
Foto 17: il malloppo anticarro visto da SE. Foto 18: vista frontale del malloppo.
Foto 19: dalla casamatta imbocchiamo a sx il corridoio principale. Foto 20: proseguiamo lungo il corridoio.
Foto 21: lungo il corridoio troviamo il deposito munizioni per i pezzi anticarro. Foto 22: diramazione a T, a dx verso la casamatta metallica A2 e a sx verso il ricovero e l'ingresso principale. Noi imbocchiamo la diramazione a dx.
Foto 23: resti dell'impianto elettrico. Foto 24: stipite della porta stagna di accesso alla scala dell'arma A2.
Foto 25: la prima rampa di scale verso A2. Foto 26: ancora 8 gradini e raggiungeremo la base del pozzo della casamatta A2.
Foto 27: la base del pozzo dell'arma A2 con la scala a pioli metallica di accesso alla postazione. Foto 28: la casamatta metallica A2 vista dal basso. Non ci siamo fidati a salire sulla scala metallica.
Foto 29: il campo di tiro dell'arma A2 visto dalla parte superiore della casamatta. Foto 30: vista esterna della casamatta A2.
Foto 31: vista esterna della casamatta A2, sono ancora presenti i tondini di ferro che trattenevano le pietre del mascheramento. Foto 32: ormai la sommità del Crin con il salire del livello del lago è diventata un'isoletta. Si distingue comunque la casamatta A2. La foto è stata scattata il 23 luglio 2006 dal malloppo orientale del Centro 16.
Foto 33: la sommità del Crin e la casamatta A2 viste il 23 luglio 2006. Sullo sfondo la Punta Lamet. Foto 34: la sommità del Crin e la casamatta A2 viste da altra angolazione il 23 luglio 2006.
Foto 35: il 5 luglio 2008 la sommità del Crin è veramente una piccola isoletta, emerge comunque ancora la casamatta A2. Foto 36: lasciamo la casamatta A2 e torniamo indietro.
Foto 37: iniziamo a discendere le scale, notare lo spesso strato di melma scivolosa presente sui gradini. Foto 38: staffa di sostegno della tubazione della ventilazione.
Foto 39: siamo tornati al corridoio principale, a sx il vano del deposito dell'acqua, a dx verso l'ingresso secondario e il vano delle fotofoniche e infine proseguendo diritti si va verso il ricovero, l'arma A1 e l'ingresso principale. Noi imbocchiamo la diramazione a dx verso l'ingresso secondario. Foto 40: il vano della riserva dell'acqua con i serbatoi in eternit ormai sfondati.
Foto 41: ci stiamo dirigendo verso l'ingresso secondario. Foto 42: ci attende un'altra svolta di 90°.
Foto 43: saliamo una rampa di 17 gradini. Foto 44: siamo giunti alla base del pozzo che ospitava la fotofonica installata di collegamento con il Centro 16.
Foto 45: il pozzo della fotofonica visto dal basso. Anche qui evitiamo di salire sulla scala metallica. Foto 46: il condotto esterno della fotofonica ormai sepolto dai detriti portati dalle acque del lago.
Foto 47: saliamo verso l'ingresso secondari e la seconda uscita d'emergenza, entrambi impraticabili. Foto 48: i detriti penetrati dall'ingresso secondario e dall'uscita di emergenza hanno ormai invaso il corridoio rendendolo impraticabile.
Foto 49: i condotti per due fotofoniche mai installate. Foto 50: particolare dei detriti penetrati all'interno.
Foto 51: vista esterna della parte superiore del malloppo dell'ingresso secondario. Tutto il resto è sepolto. Foto 52: in primo piano la parte superiore dell'ingresso di emergenza e dietro la parte superiore dell'ingresso secondario sovrastati dalla sommità dell'altura del Crin.
Foto 53: ritorniamo indietro, imbocchiamo il corridoio principale cerci conduce alla diramazione verso la casamatta A1. Foto 54: resti delle tubazioni dell'aria nella diramazione verso A1.
Foto 55: rampa di 22 gradini verso la base del pozzo della casamatta A1. Notare la melma sui gradini. Foto 56: tratto finale della rampa di scale che conduce alla base del pozzo.
Foto 57: la base del pozzo con la scala metallica. Notare la massa di detriti penetrata dalla feritoia dell'arma. Foto 58: il pozzo della casamatta A1 visto dal basso.
Foto 59: vista esterna dall'alto della casamatta A1. Foto 60: la casamatta vista da SE.
Foto 61: la casamatta vista da NE. Foto 62: campo di tiro della mitragliatrice A1.
Foto 63: si ritorna verso il corridoio principale. Foto 64: lo spesso strato di melma non permette quasi di vedere i gradini.
Foto 65: abbiamo raggiunto la diramazione con il corridoio principale. Svoltiamo a dx verso il ricovero. Foto 66: corridoio principale verso il ricovero. A terra altri resti di un serbatoio dell'acqua.
Foto 67: resti delle tubazioni dell'aria. Foto 68: l'interno del ricovero,visibile a sx il vano degli apparati della ventilazione. Attenzione: da questo punto in avanti sono indispensabili gli stivali.
Foto 69: il vano degli apparati di ventilazione. Foto 70: alla fine del ricovero il corridoio prosegue verso il locale del gruppo elettrogeno e l'ingresso principale.
Foto 71: lungo il corridoio resti delle tubazioni dell'aria. Foto 72: resti di un interruttore.
Foto 73: resti della tubazione dell'aria e della cerniera della porta stagna. Foto 74: visibili a sx l'accesso al vano del gruppo elettrogeno e di fronte l'apertura circolare del cunicolo armato di protezione dell'ingresso.
Foto 75: il basamento del gruppo elettrogeno e la fossa del serbatoio della riserva del carburante. Foto 76: le staffe di sostegno delle batterie di accumulatori.
Foto 77: la postazione fotofonica installata nei pressi dell'ingresso che collegava il Centro 17 con il VII.Visibile a sx della mensola l'accesso all'ingresso principale. Foto 78: i tubi binati della fotofonica e la mensola di supporto dell'apparato.
Foto 79: l'ingresso principale visto dall'interno. Come si potrà notare i detriti portati dall'acqua nel corso degli anni hanno ormai completamente occluso l'ingresso. Foto 80: l'ingresso principale visto dall'esterno. I detriti hanno sepolto tutto, non resta più nulla che faccia pensare ad un ingresso.
Foto 81: si ritorna verso l'uscita dalle cannoniere anticarro. L'acqua limpidissima all'andata è ora intorbidita dal nostro passaggio. Foto 82: un ultimo sguardo alla postazione in cunicolo armato e possiamo dirigerci all'uscita. La visita è stata lunga e la tensione accumulata ci hanno veramente fatto venire voglia di vedere il cielo sopra le nostre teste e non il cemento di un corridoio.
Foto 83: finalmente fuori, l'occasione di osservare il campo di tiro dei pezzi anticarro ci consente di ammirare il magnifico panorama del Moncenisio. Foto 84: anche dal Centro 17 un caro saluto agli amici di ICSM.
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