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Przemysl: tracce della Grande Guerra
di Matteo Zmajevich (testo) e Andrea Scartabellati (fotografie) © (05/10)
Przemysl è una città della Polonia meridionale situata a circa 230m s.m. sulle ultime propaggini dei Carpazi, allo sbocco in pianura del San, su ambedue le rive di questo fiume. La città deve la sua notorietà alle vicende belliche verificatesi durante la Prima guerra mondiale nel periodo 1914-1915, vicende che videro contrapposti l'esercito austro-ungarico all'esercito russo. Przemysl, città piazzaforte austro-ungarica, subì due distinti assedi da parte delle truppe zariste. Il primo dal settembre all'ottobre 1914; il secondo dal novembre successivo al marzo 1915, terminato con la caduta della piazzaforte per esaurimento delle scorte alimentari e delle munizioni. Degli assedi e delle lotte di allora sono testimonianza le fotografie che qui si presentano.

La fortezza di Przemysl rappresentava uno dei bastioni più importanti di un sistema organico di piazzeforti costruite in Galizia dall'Impero Austro-Ungarico per proteggersi, in caso di conflitto dalla Russia. Nodi strategici vitali di questo sistema di difesa erano costituiti, oltre a Przemysl, da Cracovia, dalle fortificazioni della linea San-Dniester, e dalle opere di Lemberg (Leopoli; L'viv in ucraino; L'vov in polacco) la capitale storica della regione.

La funzione specifica degli approntamenti militari era quella di sbarrare all'avversario, avanzante da Est, le strade adducenti alla Galizia Occidentale ed ai passi dei Carpazi, porta della vasta pianura ungherese. Con Przemysl, tuttavia, solo Cracovia possedeva delle fortificazioni realmente poderose e munite. Per quanto concerne i peculiari compiti assegnati alla piazzaforte di Przemysl, va ricordato la protezione e messa in sicurezza della ferrovia Lemberg-Cracovia, e la copertura dei passi carpatici retrostanti, in particolare quelli di Lupkow e Dukla.

Un grave inconveniente per la fortezza era dato dal fatto che la ferrovia proveniente da Cracovia, anziché giungere direttamente a Przemysl con percorso Ovest-Est, compiva un largo giro transitando per Jaroslav, più a valle lungo il San, e arrivava in città da Nord-Est. Per questa ragione, un avversario avanzante da est (tra i fiumi Dniester e il Bug) avrebbe potuto ben presto mettere Przemysl sotto il tiro delle proprie artiglierie, minacciandone la funzione di arteria vitale. In realtà, era stata pianificata dai Comandi austriaci, fin dal tempo di pace, una "ferrovia della valle del San" che collegasse la fortezza con la Galizia occidentale, meno esposta agli attacchi russi provenienti da Est. Tuttavia, il progetto non era mai arrivato alla fase operativa. Allo stesso modo, pure la ferrovia Chyrow-Przemysl, che correva attraverso i contrafforti carpatici innestandosi sul tronco principale Lemberg-Cracovia ad Oriente della fortezza, era ugualmente esposta alla minaccia di un avversario proveniente da Est.

La fortezza di Przemysl era costituita da un anello di prima linea di forti esterni della circonferenza di 45 km, con 17 opere principali di cui 5 corazzate, e 19 intermedie (avanzate) di cui 7 corazzate. Una seconda cinta continua di opere in terra era aderente alla periferia della città, per una conferenza di 15 km. Accanto a dei forti di costruzione recente convivevano opere difensive vetuste, che rendevano la fortezza in parte incompleta, obsoleta e in alcuni punti vulnerabile. L'artiglieria era costituita da quasi un migliaio di pezzi di vario calibro, oltre metà dei quali, però, di modello antiquato e con corta gittata. L'artiglieria pesante era costituita da obici e mortai da 150mm, posti in cupole girevoli con osservatori corazzati; per il tiro ravvicinato vi erano cannoni a tiro rapido da 80mm in torrette girevoli. L'armamento leggero era costituito da 114 mitragliatrici in gran parte mobili. Il presidio di sicurezza constava di 22 battaglioni di Landsturm, truppe della territoriale, composte in genere da uomini anziani e poco motivati.

Allo scoppio della guerra Przemysl venne messa in stato di difesa. Le autorità austroungariche mobilitarono 25.000 lavoratori per questo obiettivo, che avrebbe dovuto essere raggiunto entro 6 settimane dal decreto di mobilitazione. Nonostante l'imponenza dei lavori previsti soltanto la parte principale delle sistemazioni venne ultimata in tempo utile, prima che l'assedio zarista avesse inizio.

Dopo l'esito sfavorevole per gli austroungarici delle due battaglie di Lemberg, le armate austrungariche iniziarono un ripiegamento verso il fiume San, inseguite dalle armate russe dirette verso la città. Il generale Hermann Kusmanek von Burgneustatten, comandante della piazzaforte di Przemysl, ricevette l'ordine di prepararsi alla resistenza, con 65 battaglioni, di cui 40 di Landsturm, 7 squadroni, 4 batterie da campagna, 43 compagnie di artiglieria da fortezza e 48 gruppi di artiglieria di Landsturm, più 8 compagnie di zappatori per un totale - compreso il personale di servizio non combattente - di circa 130.000 uomini e 21.000 cavalli.

Il 22 settembre mentre proseguiva l'avanzata alle spalle degli austriaci, l'esercito zarista occupò Jaroslav sul San, e il 28 iniziò a porre sotto assedio la piazzaforte.

Giunto l'autunno, la situazione per l'esercito imperiale austro-ungarico era tutto fuorché brillante. Se a Sud lo schieramento era penosamente appoggiato a Przemysl, a Nord e nella zona di Cracovia era intento a ricostruire le armate duramente provate dai primi scontri. D'altra canto, anche la situazione tra le file degli attaccanti russi non era facile. La lunga battaglia delle frontiere aveva messo in evidenza le carenze della preparazione militare zarista, mentre sul piano della consistenza delle truppe le gravissime perdite subite, la scarsità di munizioni, ed un apparato logistico sostanzialmente improvvisato, limitavano fortemente l'operatività delle grandi unità.

Fattore positivo per i Russi era stata la presa di Leopoli che come centro storico intellettuale ed amministrativo della Galizia rivestiva un ruolo politico e morale di grande rilievo. Come detto, inoltre, la città rappresentava anche una certa rilevanza militare, in quanto strategico centro ferroviario e stradale verso i fiumi San e Dniester, e felice luogo di raccolta delle truppe che avessero voluto esercitare una velata minaccia contro le terre di Ungheria attraverso i passi dei Carpazi.

A conti fatti, tre quarti della regione galiziana era così occupata dai Russi, che nominarono come governatore provvisorio il generale conte Bobrinski.

L'assedio della piazzaforte di Przemysl fu inizialmente condotto dalla Terza armata del generale Radko-Dimitriew, cui si sostituì dai primi giorni di ottobre l'Undicesima Armata del generale Cerbacev. Il 6 ottobre Cerbacev, nonostante non disponesse di materiale d'assedio efficace né di artiglieria pesante - sia perché l'esercito russo ne scarseggiava, sia per il pessimo stato delle strade che ostacolava i trasporti impedendo l'arrivo di nuovi cannoni - lanciò le sue divisioni contro i reticolati che delimitavano proteggendoli i forti esterni della città. Al prezzo di perdite inaudite, due forti furono conquistati, ma l'attacco fu sospeso in seguito per l'ordine del Granduca Nicola, preoccupato di non sprecare forze in vista della prevedibile controffensiva tedesca guidata da Hindenburg.

Con l'azione tedesca, tutto il fronte orientale tornava in movimento. La discesa delle truppe di Hindenburg verso il San, costrinse i Russi a ripiegare celermente e ad interrompere l'assedio della piazzaforte Przemysl. Liberate dalla pressione zarista, anche le truppe austro-ungariche poterono rimettersi in movimento. Pertanto, mentre l'ala sinistra della Terza Armata austro-ungarica di Svetozar Boroeviv si congiungeva con la Quarta Armata dell'Arciduca Giuseppe Ferdinando a Jaroslav, la destra proseguiva l'avanzata, e l'11 ottobre entrava a Przemysl portando soccorso agli assediati e chiudendo la prima fase dell'assedio.

Nel frattempo, costretto a lasciare gran parte del territorio galiziano conquistato, il Granduca Nicola, comandante delle truppe zariste, si proponeva una rivincita nell'immediato, fidando sull'arrivo dei rinforzi che si stavano concentrando nella zona di Brest-Litowsk.

La controffensiva austro-tedesca fu allora arrestata. L'ala sinistra di Hindenburg, allungatasi troppo e minacciata sul fianco dal rapido dislocarsi delle truppe russe, fu costretta alla ritirata, mentre gli austro-ungarici - entrati in contatto col nemico - erano battuti sul San dalla Terza armata zarista. Il nuovo slancio russo - a costo di gravissime perdite umane - portava a Nord all'occupazione delle città di Lodz, Radom e Petrocov. Ai primi di novembre, poi, le avanguardie russe raggiungevano il fiume Varta. A Sud gli Austriaci erano così ricacciati nuovamente verso i Carpazi, mentre Przemysl era di nuovo cinta d'assedio.

In breve, dopo un mese di durissimi combattimenti (4 ottobre - 4 novembre 1914) e di ondeggiamenti del fronte, la seconda battaglia di Galizia si concludeva con un nulla di fatto, se non la rinnovata pressione russa su Przemysl. Dal 6 novembre, infatti, i Russi tornavano ad investire la piazza, che già tre giorni dopo, il 9, si trovò completamente accerchiata.

Questa volta le operazioni d'assedio furono affidate all'Undicesima Armata del generale Andrei Nikolaevich Selivanov, che, prudentemente, non essendo dotato di artiglieria pesante, evitò i sanguinosi assalti di massa, ricorrendo ad un assedio in piena regola sulla base di un'antica quanto efficace strategia: quella di affamare la guarnigione nemica fino a costringerla alla resa.

Con l'obiettivo principale di liberare Przemysl, il 23 gennaio 1915 le forze austro-ungariche del feldmaresciallo Franz Conrad von Hötzendorf passavano all'offensiva, muovendo in formazioni serrate dalla cresta dei Carpazi. Nello stesso tempo, la guarnigione della piazzaforte, che mirò - senza successo - a congiungersi con esse, sostenne violenti combattimenti contro le truppe assedianti.

L'offensiva austriaca fu ostacolata nei trasporti di armi e munizioni dalla neve e dal ghiaccio, che rendevano le strade quasi intransitabili, mentre la scarsità di artiglieria da montagna minava la potenza offensiva. Inoltre la strenua resistenza russa costrinse gli attaccanti ad imprevisti stop, e ai primi arretramenti già il giorno 26.

La situazione non mutò nemmeno quando tra febbraio e marzo le truppe austro-ungariche ripresero l'offensiva, che anzi fu definitivamente sospesa a seguito di un violento contrattacco russo il giorno 15.

Fallita la liberazione della città, la situazione materiale e morale all'interno della piazzaforte si fece giorno dopo giorno più critica. La scarsità di viveri cominciò a debilitare gravemente i difensori, ed alcune sporadiche azioni di alleggerimento non raggiunsero esito favorevole. Anche il tentativo di portare all'esterno della fortezza i documenti e le riserve finanziarie attraverso l'impiego di tre palloni aerostatici finì male. Levatisi in volo da Przemysl con metà le retroguardie austriache, furono invece sospinti dai venti verso il territorio controllato dal nemico russo.

Vista l'impossibilità di reggere ancora a lungo l'assedio, il generale Kusmanek giocò un'ultima disperata carta, tentando una sortita a sorpresa. Raccolte le truppe ancora in efficienza, e mobilitati tutti gli uomini della guarnigione, sferrò un disperato attacco all'alba del 19 marzo, non favorito dalle pessime condizioni metereologiche. Allorchè l'unica divisione ancora in efficienza, la ventitreesima Honved, fu messa in rotta dal tiro violento dell'artiglieria e dall'impeto della quarantottesima divisione russa, fu chiaro che l'azione - fino ad allora capace di fruttare solo pochi chilometri di territorio, ma nessuna reale via di fuga verso le truppe amiche - era condannata all'insuccesso. Dopo un furibondo battagliare, i resti della guarnigione furono così costretti a rientrare all'interno della piazzaforte, ormai prigione a cielo aperto, di Przemysl.

Il 21 marzo il consiglio di difesa decise per la resa, in vigore dal giorno seguente. Le ultime ore per gli assediati furono frenetiche. Artiglierie, munizioni e materiali rotabili vennero resi inservibili, i documenti di Stato maggiore con i piani di battaglia distrutti. Il giorno 22 marzo il generale Kusmanek con 8 generali , 2.593 ufficiali e 117.000 soldati si arrendeva alle forze zariste. I Russi mantennero il possesso della piazzaforte fino al 02 giugno del 1915, quando una nuova offensiva austro-ungarica, sorretta dall'alleato tedesco, rimise in movimento il fronte in Galizia, riportando le insegne imperiali asburgiche a svettare sulla città. Ancora una volta, il destino di assediati e assedianti andava sovrapponendosi.

Bibliografia essenziale:

- A. Clark, The Eastern Front 1914-18. Suicide of Empires, Moreton-in-Marsh (Gloucestershire), 1999.
- F. Lamendola, L'assedio di Przemysl dal settembre 1914 al marzo 1915, icsm.it
- M. Paléologue, La Russia degli Zar durante la Grande guerra, Firenze, 1929
- A. Tosti, Storia della Guerra Mondiale, volume primo (1914-1916), Milano, 1937
- A. Valori, La guerra dei Tre Imperi, 1914-1917, Bologna, 1925
- J. Winter, B. Baggett, 1914-18. The Great War and the Shaping of the 20th Century, London 1996.

Questo è un reportage fotografico del Tour:

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