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Vallo Alpino: Caposaldo Pattacroce: Centro di Fuoco 13/A
di Gianfranco Genta © (07/08)
Realizzato all'interno di uno sperone roccioso a SE della Batteria Pattacroce Alta fra gli anni 1932 e 1936 ad una quota di 2250 m. il Centro di Fuoco 13/A era un'opera mista caverna-calcestruzzo del Tipo 200. Armato con tre mitragliatrici, due in casamatta metallica e una in malloppo di calcestruzzo si sviluppava quasi verticalmente all'interno del rilievo.

Una postazione in cunicolo armato ne difendeva l'unico ingresso ed era presente un'uscita di emergenza sotto di questo. Un ponticello permetteva di superare un canalone consentendone così l'accesso (sconsigliato ai sofferenti di vertigini). Il Centro era dotato di un ingresso, un'uscita di emergenza (suppongo inagibile) una postazione in cunicolo armato a difesa dell'ingresso, un ricovero per il personale, un gruppo elettrogeno, una riserva d'acqua e un impianto per la ventilazione. L'arma n.1 aveva come campo di tiro l'ampia conca del Pattacroce, la n.2 il retro e l'ingresso principale del Centro n.XIII ed infine la 3 i Rivers.

Iniziamo la nostra visita agli interni e superato lo stretto ponticello troviamo di fronte a noi l'ingresso, in origine protetto da porta-garitta e leggermente più in basso l'apertura esterna dell'uscita di emergenza. Una volta entrati e superata una doppia svolta a baionetta troviamo alla nostra dx un locale parzialmente rivestito che ospitava il gruppo elettrogeno, la cisterna della riserva del carburante, la botola dell'uscita di emergenza e la postazione del servente dell'arma a difesa dell'ingresso.

Percorriamo ancora un breve tratto di corridoio e raggiungiamo un diramazione a Y, tralasciando il ramo di sx che conduce alle casematte metalliche delle armi A1 e A2 ed imbocchiamo quello di dx, una scala in discesa di circa 50 gradini ci conduce nel ricovero ove erano posizionati i serbatoi in eternit della riserva d'acqua e l'impianto di ventilazione. Al termine del ricovero un corridoio in piano (al momento della nostra visita qui erano presenti circa 20 cm. di acqua) ci condurrà all'interno della casamatta del malloppo in calcestruzzo dell'arma n.3 che era protetta da una piastra corazzata in tre parti.

Ritorniamo indietro alla biforcazione precedente ed imbocchiamo una scala in salita di 35 scalini, al termine di questa un'ulteriore diramazione a Y: il ramo di sx con una scala di 35 gradini ci conduce alla base del pozzo della casamatta metallica dell'arma A1 mentre la diramazione di dx dopo un tratto in piano raggiunge un'ulteriore scala in salita che con due rampe di scale, circa 40 gradini ci conduce alla base del pozzo della casamatta metallica dell'arma A2. In entrambi i pozzi sono presenti le scale metalliche a pioli per la risalita ma se ne sconsiglia l'uso. A questo punto la visita al Centro 13/A è terminata e possiamo ritornare verso l'ingresso. La visita agli interni è particolarmente suggestiva in quanto il calcare bianco ormai ricopre quasi totalmente muri e scale donando all'ambiente un aspetto irreale.

A coloro che fossero interessati alla visita si consiglia di lasciare la vettura al solito parcheggio all'estremità della diga e percorrere la strada militare che conduce al Pattacroce, raggiunta la Postazione 25, lasciarla e scendere in direzione della Casamatta A1 già perfettamente visibile e giunti nei pressi di questa iniziare a scendere lungo il ripido declivio erboso avendo cura di lasciare a dx i resti di una teleferica. Appena oltrepassati prendere a sx a mezza costa e raggiungere l'ingresso. Si possono preventivare circa due ore di cammino. La visita descritta è stata effettuata il 28 luglio 2007.

Bibliografia: Moncenisio Battaglie e Fortificazioni di O. Zetta e M. Minola.
Foto 1: il sito in cui fu realizzato il Centro 13/A. Contraddistinto dal n.1 il ponticello dell'ingresso e con il n.2 il malloppo in calcestruzzo dell'arma A3. Foto 2: l'ingresso e in basso l'apertura esterna dell'uscita di emergenza.
Foto 3: l'ingresso ormai privo della porta-garitta. Foto 4: la postazione in cunicolo armato vista dall'esterno.
Foto 5: vista interna del cunicolo armato con in basso la botola dell'uscita di emergenza. Foto 6: la botola dell'uscita di emergenza.
Foto 7: la fossa del serbatoio della riserva carburante e a dx, rovesciato, il basamento del gruppo elettrogeno. Foto 8: si scende verso il ricovero, notare lo spesso strato di calcare.
Foto 9: resti di cavo elettrico. Foto 10: resti di apparecchiatura elettrica.
Foto 11: il ricovero verso la casamatta A3. Foto 12: la nicchia dell'impianto di ventilazione.
Foto 13: il basamento dei serbatoi della riserva d'acqua con ancora in sede un contenitore in eternit. Foto 14: corridoio verso la casamatta.
Foto 15: porta stagna di accesso alla casamatta A3. Foto 16: tubi dell'apparato di ventilazione. Verde per l'aria filtrata o rigenerata, giallo per l'aria proveniente dall'esterno.
Foto 17: tubazione dell'aria filtrata o rigenerata destinata alla casamatta. Foto 18: la casamatta A3.
Foto 19: resti dell'impianto elettrico all'interno della casamatta. Foto 20: portalampada.
Foto 21: la piastra corazzata di protezione in tre parti. Foto 22: vista dalla feritoia dell'arma verso i Rivers.
Foto 23: vista dalla feritoia dell'arma verso il torrente Roncia e Pian delle Fontanette. Foto 24: il malloppo A3 visto durante la salita.
Foto 25: si ritorna indietro, lasciamo il ricovero e risaliamo verso le casematte A1 e A2. Foto 26: resti della tubazione dell'aria viziata rigenerata.
Foto 27: staffa di sostegno dell'aria viziata-rigenerata. Foto 28: si risale verso la prima diramazione a Y.
Foto 29: abbiamo raggiunto la prima diramazione, continuiamo a salire verso la casamatta A1. Foto 30: seconda diramazione, diritti verso A1 a dx verso A2.
Foto 31: al termine delle scale dopo un doppia svolta a baionetta il corridoio raggiunge la base del pozzo dell'arma A1. Foto 32: la scala metallica che risale il pozzo verso l'arma A1.
Foto 33: la casamatta metallica A3 vista dalla base. Foto 34: alla base del pozzo è ancora presente una carrucola che faceva parte di un complesso sistema per la discesa del servente eventualmente ferito.
Foto 35: la casamatta A1 vista dall'esterno. Foto 36: particolare della casamatta metallica.
Foto 37: l'interno della casamatta A1 visto dalla feritoia. Foto 38: si va verso A2, portalampada sulla volta del corridoio.
Foto 39: rampa di scale verso la casamatta A2, vista dal vano riservetta munizioni. Foto 40: accesso alla casamatta A2.
Foto 41: portalampada incrostato dal calcare. Foto 42: resti dell'impianto elettrico.
Foto 43: il pozzo dell'arma A2 visto dal basso. Foto 44: la casamatta A2 vista dall'esterno.
Foto 45: si ritorna verso l'uscita, il calcare continua regnare sovrano. Foto 46: sempre molta prudenza nel salire e scendere le scale e puntare bene la pila dove si mettono i piedi. Nella fotografia il flash rende tutto chiaro, in realtà siamo nel buio assoluto.
Foto 47: a dx la diramazione verso l'uscita. Foto 48: l'ingresso visto dall'interno. Visibile lo stretto passaggio del ponticello di accesso.
Foto 49: il panorama che ci accoglie all'uscita: si distinguono chiaramente il lago e lo sbarramento del Moncenisio, il Forte Varisello e il monte Rocciamelone. Foto 50: infine un caro saluto a tutti gli amici di ICSM dal Centro 13/A.
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