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Vallo Alpino: Caposaldo Pattacroce - Centro n.XIII Postazione n.25
di Gianfranco Genta © (07/07)
Inserito nel I SISTEMA DIFENSIVO-IX SETTORE MONCENISIO-SOTTOSETTORE XI B MONCENISIO il Caposaldo Pattacroce, posizionato fra i Capisaldi Malamot e Rivers aveva il compito, in concorso con questi, di arrestare tentativi di aggiramento del Colle del Moncenisio a forze avversarie provenienti dal Colle del Piccolo Moncenisio. Era composto dalla Batteria B5, dai Centri n.10-11-12-XIII-13A, postazione 25 e numerosi ricoveri per la truppa. La Postazione 25, classica opera tipo 7000 era costituita da una casamatta in calcestruzzo con rivestimento mimetico anteriore costituito da pietre. Posizionata a dx della strada, all'inizio del falsopiano del Pattacroce la Postazione 25, costruita nel 1939 era armata con una mitragliatrice. Aveva il compito di difendere la strada che dal Pattacroce scende al Varisello e contrastare azioni da parte di piccole unità avversarie che fossero riuscite a superare il Caposaldo. Il Centro n.XIII, costruito fra il 1932 e il 1935 all'interno di un rilievo ad una quota di 2220, era un'Opera mista (Calcestruzzo e caverna) del Tipo 200 ed era armato con 2 mitragliatrici aventi come campo di tiro la Valle del Piccolo Moncenisio. L'arma A1 era ospitata in una cupola corazzata rivestita di calcestruzzo posta in cima ad un pozzo, raggiungibile tramite una scala metallica a pioli (NON SALIRE ASSOLUTAMENTE), mentre l'arma A2 era posizionata all'interno di un malloppo in calcestruzzo ed era protetta da una piastra corazzata a minimo spessore frontale. A fianco della casamatta era posizionata l'uscita di emergenza n.1. L'osservazione era garantita da un osservatorio in cupola corazzata installato all'estremità di un pozzo, con campo visivo dal Colle del Piccolo Moncenisio al Pian delle Fontanette, anche qui per la salita ci si avvaleva di una scala metallica a pioli (NON SALIRE ASSOLUTAMENTE). Pur avendo un presidio di soli 16 uomini il Centro era dotato di ben tre aperture costituite dall'ingresso e da due uscite di emergenza.

Sul versante S del rilievo, in posizione defilata all'eventuale fuoco avversario erano ubicati l'ingresso principale, costituito da un vistoso malloppo in cemento con il condotto della fotofonica e l'uscita di emergenza n.2. Quest'ultima, posizionata alla fine di una caverna di collegamento non rivestita era dotata di una porta-garitta che durante lo smontaggio scivolò(o fu gettata) nel ghiaione prospiciente rotolando fin nei pressi del Centro 13 B (Caposaldo River) ove si trova tuttora. L'uscita di emergenza n.1 invece era ubicata nel malloppo dell'arma A2 sul versante N. nei cui pressi furono costruite alcune postazioni, scoperte e in pietra per armi leggere.

Il Centro era dotato di un impianto fotofonico (forse mai installato) posizionato nel malloppo di ingresso, depositi munizioni, una mitragliatrice in casamatta metallica (A1), una mitragliatrice in malloppo di calcestruzzo (A2), un osservatorio in cupola corazzata, un gruppo elettrogeno da 1,62 Kw, un gruppo di ventilazione e un deposito per la riserva d'acqua contenuta in serbatoi di eternit.

Iniziamo la nostra visita entrando dall'ingresso principale, trovando alla nostra sx la minuscola postazione della fotofonica, seguita dall'ingresso a baionetta protetto da cunicolo armato per la difesa interna dell'ingresso. Subito dopo a dx è presente il vano del gruppo elettrogeno con la vasca del serbatoio della riserva del carburante. Proseguendo lungo il corridoio troviamo una porta stagna e una prima deviazione, a dx si entra nel ricovero e si prosegue verso l'arma A2, l'osservatorio e l'uscita di emergenza n.2. Tralasciamo questa deviazione e proseguiamo diritti, dopo aver superato un'altra porta stagna, verso la postazione dell'arma A1 che raggiungeremo dopo una leggera svolta sx del corridoio ed aver superato il deposito munizioni e i 6 gradini di una scala. Dalla base del pozzo una scala metallica a pioli (NON SALIRE ASSOLUTAMENTE) conduce alla postazione dell'arma A1 nella cupola corazzata.Ritorniamo indietro e giunti alla deviazione a sx precedentemente tralasciata entriamo nel ricovero trovando a dx il vano dei serbatoi dell'acqua e a sx il vano che conteneva l'impianto di ventilazione. Al fondo del ricovero, protetto da una porta stagna inizia un corridoio con gradini larghi in discesa che dopo aver effettuato una leggera svolta a sx conduce a una derivazione a T, il ramo di dx conduce all'osservatorio, noi proseguiamo diritti in direzione della casamatta dell'arma A2 che raggiungiamo dopo aver superato il deposito munizioni, dei gradini in salita e un tratto rettilineo di corridoio. Dopo aver visionato la casamatta usciamo all'esterno attraverso l'uscita di sicurezza n.1 per una visita esterna del malloppo. Rientriamo e raggiunta la derivazione appena tralasciata, svoltiamo a sx. Una scalinata rettilinea ci conduce ad un'ultima derivazione a T, svoltiamo a sx e percorriamo la scalinata che ci conduce alla base del pozzo dell'osservatorio (anche qui NON SALIRE ASSOLUTAMENTE SULLE SCALE). Ritorniamo indietro, svoltiamo a sx e percorriamo tutta la galleria non rivestita che ci conduce all'uscita di sicurezza n.2. All'esterno non troviamo una via che ci conduca all'ingresso principale, quindi lo raggiungiamo rifacendo il percorso inverso. Si sconsiglia l'ingresso in questa galleria in quanto verso l'uscita una parte della volta e della parete sono franate. Una volta ritornati all'aperto si può iniziare la visita esterna del Centro, che riguarderà la cupola corazzata dell'arma A1 e la cupola corazzata dell'osservatorio.

A coloro che fossero interessati alla visita si consiglia di seguire l'itinerario descritto per raggiungere la Batteria B1 (Caposaldo Rivers). Giunti nei pressi della Batteria non raggiungerla, ma proseguire lungo la strada del Pattacroce. Dopo aver superato l'ultimo tornante (i muri a secco di contenimento sono vere opere d'arte) giungiamo ad un falsopiano e troviamo alla nostra dx la postazione 25. Di qui, ci dirigiamo a NE seguendo un avvallamento e tenendo come riferimento la cupola corazzata superiore del Centro 13 A (oggetto di un prossimo REPORTAGE) la raggiungiamo. Da questo punto vedremo leggermente più in basso l'ingresso del Centro XIII che raggiungiamo in pochi minuti. Occorrono preventivare circa 2 ore di comodo cammino.

L'escursione descritta è stata effettuata dallo scrivente il 21 luglio 2007.
Come al solito via alle fotografie.
Bibliografia "La montagna Fortificata" di PG Corino e P.Gastaldo Ed.Melli
Cartografia "Valli di Lanzo e Moncenisio" Foglio 2 Scala 1:50000 Istituto Geografico Centrale

Postazione 25
Foto 1: i tornanti della strada militare Gran Croce-Bivio Varisello-Batteria Pattacroce, realizzata nel 1887.Sullo sfondo il lago del Moncenisio. Foto 2: il perfetto stato di conservazione del muro di sostegno della strada militare.
Foto 3: l'ingresso della Postazione 25. Foto 4: accesso all'interno.
Foto 5: l'interno della casamatta, con la feritoia e il basamento dell'arma. Foto 6: il lago del Moncenisio visto dall'interno dell'ingresso della postazione.
Foto 7: la parte superiore della postazione. Foto 8: vista frontale della postazione.
Il Centro XIII
Foto 9: visibile a sx il malloppo dell'ingresso e più in basso a dx l'uscita di emergenza n.2, ripresi dalla strada che sale al Pattacroce. Foto 10: vista a NE dalla postazione 25. E' visibile sopra lo sperone roccioso la cupola corazzata (bianca) del Centro 13A. Il malloppo dell'ingresso del Centro XIII si trova a pochi minuti di cammino da questa.
Foto 11: il malloppo dell'ingresso visto dalla cupola corazzata del Centro 13°. Foto 12: il basamento della teleferica che serviva il Centro.
Foto 13: vista Frontale del malloppo dell'ingresso.Visibile a sx della porta il condotto della fotofonica.Iniziamo la nostra visita all'interno. Foto 14: la caduta dell'intonaco mostra le putrelle metalliche di rinforzo della volta del corridoio di ingresso.
Foto 15: il vano della fotofonica. Foto 16: l'interno del condotto della fotofonica.
Foto 17: la postazione in cunicolo armato per la difesa interna dell'ingresso vista dall'entrata. Foto 18: la postazione vista dall'interno, visibile a sx la tubazione che espelleva all'esterno i gas del motore del gruppo elettrogeno.
Foto 19: corridoio principale.Visibile a dx l'accesso al vano del gruppo elettrogeno. Foto 20: il basamento del motore a scoppio della potenza di 1,62 Kw.
Foto 21: la vasca del serbatoio della riserva del carburante-PRESTARE ATTENZIONE in quanto è colma d'acqua e priva di protezione. Foto 22: proseguiamo lungo il corridoio principale.
Foto 23: superiamo una porta stagna, avanti verso la postazione A1. Foto 24: particolare di un portalampada fissato alla volta. Come si può notare dalle goccioline d'acqua l'umidità regna sovrana.
Foto 25: resti di tubazioni dell'impianto di ventilazione.Il tubo giallo trasportava l'aria proveniente dall'esterno,quello verde l'aria proveniente dall'impianto di ventilazione. Foto 26: ultimo tratto di corridoio prima degli scalini che conducono alla base del pozzo dell'arma A1.
Foto 27: i sei gradini che conducono alla base del pozzo. Foto 28: la base del pozzo.La scala a pioli metallica conduce alla postazione dell'arma in cupola corazzata (NON SALIRE ASSOLUTAMENTE).
Foto 29: l'interno della postazione visto dal basso. Notare che la forma del pozzo non è circolare ma quasi ellittica, ciò per facilitare la movimentazione dell'arma. Foto 30: la postazione dell'arma A1 vista dall'esterno.
Foto 31: vista anteriore della postazione A1. Foto 32: particolare della cupola corazzata 1.
Foto 33: l'interno della postazione visto dalla feritoia dell'arma. Foto 34: marchiatura della cupola corazzata. Terni si riferisce sicuramente all'omonima acciaieria mentre la cifra 44 non siamo in grado di spiegarla. Possiamo solo escludere che si riferisca all'anno di costruzione.
Foto 35: ed ora via verso il ricovero. A sx dietro il telaio in legno il vano del deposito munizioni. Foto 36: il corridoio verso il ricovero.
Foto 37: il ricovero visto da W. Si distinguono da sx il vano della riserva d'acqua, al centro l'accesso al corridoio verso l'arma A2 e l'osservatorio, a sx il vano degli apparati di ventilazione. Foto 38: il vano con il basamento e il telaio in legno dei serbatoi della riserva d'acqua.
Foto 39: serbatoio dell'acqua in eternit. Foto 40: il vano dell'apparato per la ventilazione.
Foto 41: oltre questa porta stagna ubicata sul lato E del ricovero inizia il corridoio in discesa con gradini verso la postazione A2. Foto 42: notare le dimensioni dei gradini del corridoio.
Foto 43: qui il corridoio piega decisamente a sx. Foto 44: abbiamo appena lasciato alla nostra dx la derivazione verso l'osservatorio. Di fronte a noi la scala verso la casamatta A2 e a sx il vano deposito munizioni.
Foto 45: particolare della scala. Foto 46: fine del corridoio.A sx l'accesso alla casamatta, a dx l'accesso al cunicolo dell'uscita di emergenza n.1. (ATTENZIONE al tubo dell'aria incastrato all'ingresso della casamatta)
Foto 47: l'interno della casamatta A2. Foto 48: la piastra corazzata di protezione del tipo "a minimo spessore frontale".
Foto 49: la strada del Piccolo Moncenisio vista dalla feritoia dell'arma. Foto 50: ed ora verso il cunicolo dell'uscita di emergenza n.1.
Foto 51: dopo un breve tratto il cunicolo piega a sx di 90° e ci conduce all'esterno,consentendoci la vista del malloppo. Foto 52: il malloppo A2 visto dall'esterno.Notare i resti delle scaglie di pietra della mimetizzazione. Visibile a sx l'uscita di sicurezza n.1.
Foto 53: il malloppo A2 visto dalla strada del Piccolo Moncenisio. Notare la perfetta mimetizzazione con l'ambiente circostante. Si nota a malapena (al centro) l'ombra scura della cannoniera. Foto 54: la cannoniera dell'arma A2.
Foto 55: vista del malloppo A2. Foto 56: l'uscita di sicurezza. Finita la visita esterna del malloppo A2 si rientra nell'opera, diretti verso l'osservatorio.
Foto 57: il corridoio dell'uscita di sicurezza visto verso l'interno. Foto 58: verso l'osservatorio.
Foto 59: il corridoio principale. Visibili a sx l'inizio del corridoio di derivazione verso l'osservatorio e in primo piano il coperchio aperto dei resti di un quadro elettrico. Foto 60: alla fine della scalinata la base del pozzo dell'osservatorio.
Foto 61: la porta stagna che isolava l'osservatorio dal resto dell'opera. Foto 62: formazioni calcaree vicino alla presa d'aria dell'osservatorio.
Foto 63: la base del pozzo(notare la forma perfettamente circolare) con la scala a pioli metallica di risalita verso la cupola corazzata (NON SALIRE ASSOLUTAMENTE). Foto 64: l'interno del pozzo visto dal basso.
Foto 65: la cupola dell'osservatorio vista da SW.Notare itubi delle prese d'aria. Visibili sullo sfondo il Colle del Moncenisio e la strada di comunicazione fra questo e il Colle del Piccolo Moncenisio. Foto 66: vista da NW. Sullo sfondo il Pian delle Fontanette.
Foto 67: la parte frontale della cupola vista da N. Foto 68: la cupola vista dall'alto.
Foto 69: scendiamo dall'osservatorio dirigendoci verso l'uscita di emergenza n.2. Foto 70: a sx il corridoio verso l'uscita 2.
Foto 71: resti dell'impianto di illuminazione. Un portalampada fissato alla volta. Foto 72: fine del corridoio rivestito. Oltre la porta stagna inizia la parte non rivestita.
Foto 73: tratto del cunicolo in caverna (altezza massima circa m.1,75). Foto 74: l'uscita di emergenza n.2 vista dall'interno.
Foto 75: il tratto di cunicolo interessato dalla frana. Foto 76: il cunicolo visto verso l'interno.
Foto 77: il punto di giunzione fra parte in roccia e rivestita vista verso l'interno. Foto 78: l'uscita di emergenza n.2 vista dall'esterno. In origine era dotata della porta-garitta che ora giace nei pressi del Centro 13B.
Foto 79: la porta-garitta del Centro XIII. Foto 80: anche se non protetta dalla cupola corazzata questa marmotta ha svolto egregiamente il ruolo di sentinella.
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