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Vallo Alpino: Moncenisio: Il Forte Varisello
di Gianfranco Genta © (11/08)
Edificato fra gli anni 1877 e 1880 sull'altura del Varisello ad una quota di 2105m il Forte con i coevi Cassa e Roncia costituiva il sistema di sbarramento del Moncenisio, resosi indispensabile dopo la cessione della Savoia alla Francia. Il forte si presenta con una pianta pentagonale, a fossa,con due ordini di casematte per artiglieria e per fucilieri. Al livello superiore (piano di campagna) erano state ricavate 27 casematte per pezzi tipo 9 A.R. Ret, tuttavia non tutte erano armate e i pezzi in numero inferiore alle casematte potevano essere spostati in base alle esigenze. Al piano inferiore si trovavano le cannoniere per obici e fucileria.Compito dei fucilieri era battere con loro fuoco il fossato. Tutto il complesso era circondato da un ampio fossato tranne il fronte W dove la ripidità della scarpata assicurava la necessaria protezione. Il fronte W era protetto da due ordini di fucileria.
Al centro un fabbricato a due piani con volta alla prova ospitava,con i relativi servizi la guarnigione del forte composta da circa 400 uomini. Una polveriera sotterranea ricavata nella roccia sotto lo spiazzo prospiciente l'ingresso, era raggiungibile tramite una scala e una lunga galleria da un accesso ubicato nei pressi della caponiera SW. Il locale della polveriera, destinata a contenere 100.000 Kg di polvere era totalmente separata dalla roccia circostante da un'intercapedine larga circa mezzo metro ed il pavimento, originariamente in legno poggiava su pilastrini di cemento alti circa 50 cm in modo da garantire la circolazione dell'aria ed eliminare l'umidità. Una grande cisterna sotterranea (attenzione ai buchi sul pavimento) alimentata dalle precipitazioni garantiva la riserva idrica al forte. Il collegamento fra il livello superiore e quello inferiore era assicurato da una rampa in terra che permetteva la movimentazione dei pezzi dal cortile ubicato al piano di campagna a quello inferiore.
Il Forte Varisello fu il canto del cigno della costruzione lapidea e in terra in quanto lo sviluppo delle artiglierie e dei nuovi proietti ne decretarono la fine. Le prove di tiro contro le strutture del forte effettuate negli anni 1909 e 1910 ne dimostrarono chiaramente la vulnerabilità come si può vedere ancora oggi dai danni provocati principalmente sul fronte N del forte. Iniziava l'epoca delle batterie corazzate.
Dopo tale data il forte venne impiegato principalmente come deposito e magazzino a supporto delle Batterie La Court e Paradiso e delle opere del Vallo che dopo il 1930 sarebbero sorte nella zona. Nel corso della breve Campagna di Francia il 20 giugno 1940 il Comandante del I Corpo d'Armata generale Vecchiarelli stabilì il suo comando presso il forte Varisello.
A coloro che fossero interessati alla visita si consiglia di lasciare l'autovettura al parcheggio ubicato a W della diga e con una comoda camminata di circa 15 minuti raggiungere il Forte. Viste le condizioni si raccomanda molta prudenza nell'eventuale visita,specialmente agli interni. La visita descritta è stata effettuata dallo scrivente il 20 settembre 2008.
Bibliografia:
"Le Operazioni del giugno 1940 sulle Alpi Occidentali" di V.Gallinari
"La montagna fortificata" di P.G. Corino e P.Gastaldo
"Le Fortezze delle Alpi Occidentali" di M.Minola e D.Gariglio
Al centro un fabbricato a due piani con volta alla prova ospitava,con i relativi servizi la guarnigione del forte composta da circa 400 uomini. Una polveriera sotterranea ricavata nella roccia sotto lo spiazzo prospiciente l'ingresso, era raggiungibile tramite una scala e una lunga galleria da un accesso ubicato nei pressi della caponiera SW. Il locale della polveriera, destinata a contenere 100.000 Kg di polvere era totalmente separata dalla roccia circostante da un'intercapedine larga circa mezzo metro ed il pavimento, originariamente in legno poggiava su pilastrini di cemento alti circa 50 cm in modo da garantire la circolazione dell'aria ed eliminare l'umidità. Una grande cisterna sotterranea (attenzione ai buchi sul pavimento) alimentata dalle precipitazioni garantiva la riserva idrica al forte. Il collegamento fra il livello superiore e quello inferiore era assicurato da una rampa in terra che permetteva la movimentazione dei pezzi dal cortile ubicato al piano di campagna a quello inferiore.
Il Forte Varisello fu il canto del cigno della costruzione lapidea e in terra in quanto lo sviluppo delle artiglierie e dei nuovi proietti ne decretarono la fine. Le prove di tiro contro le strutture del forte effettuate negli anni 1909 e 1910 ne dimostrarono chiaramente la vulnerabilità come si può vedere ancora oggi dai danni provocati principalmente sul fronte N del forte. Iniziava l'epoca delle batterie corazzate.
Dopo tale data il forte venne impiegato principalmente come deposito e magazzino a supporto delle Batterie La Court e Paradiso e delle opere del Vallo che dopo il 1930 sarebbero sorte nella zona. Nel corso della breve Campagna di Francia il 20 giugno 1940 il Comandante del I Corpo d'Armata generale Vecchiarelli stabilì il suo comando presso il forte Varisello.
A coloro che fossero interessati alla visita si consiglia di lasciare l'autovettura al parcheggio ubicato a W della diga e con una comoda camminata di circa 15 minuti raggiungere il Forte. Viste le condizioni si raccomanda molta prudenza nell'eventuale visita,specialmente agli interni. La visita descritta è stata effettuata dallo scrivente il 20 settembre 2008.
Bibliografia:
"Le Operazioni del giugno 1940 sulle Alpi Occidentali" di V.Gallinari
"La montagna fortificata" di P.G. Corino e P.Gastaldo
"Le Fortezze delle Alpi Occidentali" di M.Minola e D.Gariglio
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