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Linea Maginot: Forte ed Opera Maginot dello Janus
di Gianfranco Genta © (08/08)
L'importanza del sito del Monte Janus che con i suoi 2543 m. di quota domina l'ampia conca del Monginevro, zona di confine fra Italia e Francia, non era evidentemente sfuggita agli strateghi francesi che già nel 1884 provvedevano a costruire una strada di collegamento fra la zona fortificata del Gondrand e la cresta E dell'anticima del monte. Qui fra il 1886 e il 1889 ad una quota di 2529 m venne edificata una caserma con funzioni di ridotta, tutt'ora esistente, che viene comunemente chiamata Forte Janus.

La costruzione in blocchi di pietra e cemento venne gravemente danneggiata nel giugno 1940 dai colpi provenienti dallo Chaberton, i cui effetti sono tuttora visibili. Ulteriori lavori quali la costruzione di ricoveri in caverna, depositi munizioni e un blocco per 4 cannoni da marina del calibro di 95 mm a protezione della zona Forte Gondrand vennero ultimati nel 1906. Fra il 1933 e il 1937 venne intrapresa sotto il sito la costruzione dell'Opera Maginot in caverna denominata dai francesi Gros Ouvrage du Janus. Si trattava di un'opera mista con armamento di artiglieria e fanteria. Il presidio era di 225 uomini. Vennero realizzati otto blocchi di combattimento uno dei quali ottenuto conglobando il blocco con 4 cannoni da 95 precedentemente realizzato, nell'opera e due blocchi camino tutti collegati fra loro tramite un complesso sistema di gallerie e cunicoli. L'energia elettrica era fornita da da tre generatori alimentati da motori diesel della potenza di 140 CV ciascuno. Sempre all'interno erano ricavati i magazzini, depositi munizioni, riserve d'acqua, carburante, cucine e i vari servizi logistici.

Complessivamente l'armamento era così distribuito:
Blocco 1 EHM. Ubicato sul versante S destinato all'ingresso di uomini e materiali dotato di ponte levatoio metallico armato con una postazione per fucile mitragliatore ed una per mitragliatrice gemellata Reibel/AC 47mm. Sul tetto è presente una campana GFM (fucile mitragliatore).
Blocco 2. Ubicato sul versante N, armato con 2 mortai Brandt da 81 mm e due postazioni per mitragliatrice gemellata (JM) Reibel.
Blocco 3. Ubicato sul versante N con due postazioni per cannoni da 75/31.
Blocco 4. Ubicato sulla cresta a E e dotato di due campane, una VDP dotata di feritoie e periscopio per l'osservazione e una GFM (fucile mitragliatore) per la difesa ravvicinata. Sulla campana GFM è evidente il segno lasciato dall'impatto di un proietto da 149 proveniente dallo Chaberton, poco più di una scalfittura.
Blocco 5. Ubicato sul versante N con funzioni di osservatorio.
Blocco 6. Ubicato sul versante S armato con mitragliatrice gemellata (JM).
Blocco 7. Ubicato sul versante N armato con mitragliatrice gemellata (JM).
Blocco 8. Ubicato sul versante S armato con 4 cannoni da marina da 95 mm e dotato di osservatorio.Interessanti i 4 pozzi sulla parte superiore destinati al ricambio dell'aria nelle 4 casematte.

L'Opera dello Janus, pur incassando molti colpi da parte dell'artiglieria italiana ne uscì praticamente indenne, a parte estesi danneggiamenti limitati alla caserma ottocentesca posizionata sulla cresta. Ebbe una parte attiva nei combattimenti che contribuirono a fermare l'avanzata Italiana in quel settore nel giugno 1940. Fu occupata da truppe tedesche nel mese di agosto del 1944 e ripreso dalle forze francesi della France Libre il mese successivo. Nel dopoguerra l'Opera è stata utilizzata da l'Armèe e successivamente dimessa, passando nella disponibilità del comune di Montgenevre. Attualmente l'Opera è chiusa e non è possibile accedere all'interno. Una visita all'esterno è comunque consigliata, limitatamente alla caserma, ai Blocchi 1, 4, 8 e al Blocco-camino ubicato sulla cresta all'ingresso del Forte.

I rimanenti Blocchi sono posizionati in parete, su terreno ripido e friabile per cui mi sono astenuto per la loro posizione pericolosa dal visitarli esternamente. A coloro che fossero interessati alla visita si consiglia di effettuarla nei mesi di luglio e agosto in cui sono funzionanti la cabinovia Chalmette con partenza dal Monginevro (ampio parcheggio) e successivamente la seggiovia Gondrand con arrivo al forte omonimo. Utilizzando entrambi gli impianti si giunge al Forte Gondrand (oggetto del prossimo reportage), da quel punto si scende al Colletto Gondrand e da qui si imbocca la strada militare che conduce in vetta allo Janus. Durante la discesa dal Forte Gondrand al Colletto sarà interessante visitare ricoveri e baraccamenti di fine ottocento-primi novecento. Escluso il tempo delle visite dal Forte Gondrand al Forte Janus si può preventivare circa un'ora di cammino.Per il ritorno invece si consiglia scendere fino al Colletto e da qui prendere la traccia di sentiero che seguendo il tracciato di una sciovia ci porterà alla stazione a valle della seggiovia Gondrand. Da questo punto possiamo scegliere se utilizzare la cabinovia Chalmette (utilizzata all'andata) distante dieci minuti di cammino oppure scendere direttamente a piedi seguendo la pista delle mountain-bike e giungere al parcheggio della cabinovia ove abbiamo parcheggiato l'autovettura. Dal Forte Janus al Monginevro a piedi si può preventivare circa un'ora e mezzo di cammino. Se invece si decide di effettuare il percorso di andata a piedi (Monginevro-Forte Gondrand-Forte Janus) si possono preventivare circa tre ore di cammino. La visita appena descritta è stata effettuata dallo scrivente il 24 agosto 2008.

Cartografia: IGC-Valli di Susa,Chisone e Germanasca - Foglio 1 Scala 1.50000
Bibliografia: Festung 7 di Marco Foglione
Le Fortezze delle Alpi Occidentali di M. Minola e D. Gariglio. Vol. 1° Ed. L'arciere - Cuneo

Foto 1: il sito della visita odierna visto dalla cima del monte Chaberton(m.3130) Contraddistinti dai numeri: 1. Monte Chenaillet; 2. Forte Gondrand; 3. Monte e Forte Janus. Foto 2: il monte Janus versante S.
Foto 3: il sito del Forte e dell'Opera Maginot. Contraddistinti dai numeri: 1. Blocco 1 EMH; 2. Blocco camino 2 e Caserma ottocentesca; 3. Blocco 8; 4. Blocco 4; 5. Strada di accesso. Foto 4: il Blocco 1 visto da E.
Foto 5: blocco 1 vista frontale. Foto 6: porta di accesso munizioni,funge da ponte levatoio.
Foto 7: porta di accesso del personale con le 2 feritoie per le armi. Foto 8: il fosso-diamante prospiciente l'opera.Notare il tubo della caditoia per bombe a mano.
Foto 9: la campana GFM. Foto 10: marchiatura della campana.
Foto 11: il Blocco 1 visto dall'alto. Foto 12: perimetro S del Forte e Blocco camino 2.
Foto 13: vista frontale Blocco camino 2. Foto 14: ingresso deposito.
Foto 15: interno del deposito ricolmo di macerie. Foto 16: blocco 8 per 4 cannoni da 95 visto da E.
Foto 17: blocco 8 visto da W (foto del 29 maggio 2005). Foto 18: pozzi delle prese d'aria per le casematte dei pezzi.
Foto 19: resti di una porta metallica nel fossato antistante le cannoniere. Foto 20: l'osservatorio del Blocco 8.
Foto 21: cannoniera. Foto 22: traversa.
Foto 23: vista frontale del Blocco 8. Foto 24: blocco 4.
Foto 25: le campane GFM e VDP (Osservatorio) del Blocco 4.Sullo sfondo il monte Chaberton. Foto 26: la campana GFM.
Foto 27: il segno lasciato sulla campana GFM da un colpo da 149 sparato dallo Chaberton. Foto 28: l'interno della campana GFM visto dalla feritoia.
Foto 29: marchiatura della campana GFM. Foto 30: la campana VDP (Osservatorio).
Foto 31: campana VDP. Foto 32: campana VDP,Monte Chaberton e l'abitato di Claviere.
Foto 33: particolare del dispositivo di chiusura dell'apertura per la fuoriuscita del periscopio. Foto 34: ricovero.
Foto 35: ingresso del ricovero. Foto 36: interno del ricovero.
Foto 37: l'ingresso del ricovero visto dall'interno. Foto 38: postazione allo scoperto per arma leggera.
Foto 39: la stessa vista da altra posizione. Foto 40: il Blocco-camino 1 e il Blocco 2.
Foto 41: vista dall'alto dei due blocchi. Foto 42: il lato W della caserma.
Foto 43: altra vista del lato W. Foto 44: vista parziale del sito (foto del 29 maggio 2005).
Foto 45: i lati W e S della caserma (foto del 29 maggio 2005). Foto 46: i lati E e S visti dal Blocco 4 (foto del 29 maggio 2005).
Foto 47: il lato E è molto danneggiato. Foto 48: particolare dei danni.
Foto 49: danneggiamento sul lato W. Foto 50: l'ingresso della caserma.
Foto 51: feritoia per fucileria e finestra. Foto 52: perimetro S del Forte.
Foto 53: perimetro S del Forte visto dall'interno. Foto 54: perimetro N visto dall'interno.Sulo sfondo i Centri di La Vachette e Briançon.
Foto 55: il monte Chenaillet visto dallo Janus. Foto 56: gli abitati di Montgenevre, Claviere e il monte Chaberton visti dallo Janus.
Foto 57: la valle della Clarèe con gli abitati di Val des Pres e Plampinet visti dallo Janus. Foto 58: il Pic de la Roquebrune visto dallo Janus.
 
Foto 59: e agli amici di ICSM un saluto dallo Janus.  
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