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Linea Maginot: Avant-Poste de la Vallée Etroite
di Gianfranco Genta © (07/07)
Posizionato in cima ad un modesto rilievo, ad una quota di 2370 m., l'avamposto di Valle Stretta dista circa 1 Km in linea d'aria a Nord dell'omonimo colle, su cui nel 1940 passava la linea di confine fra Italia e Francia. Compito dell'avamposto era quello di interdire il passaggio attraverso il Colle di Valle Stretta (m.2445) a forze avversarie (Italiane) che attraverso la Valle del rio des Herbieres puntassero sulla città di Modane. Resta comunque il fatto che se anche le forze Italiane fossero riuscite a superare l'opera di avamposto sarebbero finite sotto il fuoco delle armi della Grossa Opera Maginot del Lavoir, posizionata ad una quota di 1950 m., 7 chilometri a SW di Modane.

L'Avamposto de la Vallée Etroite, costruito negli anni 1935-1936 si componeva di 4 Blocchi in cemento armato, dotati di armamento costituito da Mitragliatrici e Fucili Mitragliatori. All'esterno la difesa ravvicinata era assicurata da 4 postazioni allo scoperto, due per mortaio da 60 mm, 1 per fucile mitragliatore e una per arma automatica. La parte sotterranea dell'avamposto (non si trattava di opera in caverna, ma semplicemente cemento e lamiera ondulata ricoperti da uno strato di terra) si estendeva su una superficie di circa 200 m. quadrati. L'ingresso, i Blocchi n.2-3-4, i depositi munizioni, i locali dei servizi logistici erano uniti dalla galleria di ingresso (in cemento) che raggiungeva i locali dei servizi (rivestiti in lamiera ondulata). Questi ultimi, a forma di L, dopo aver raggiunto il Blocco 2, piegavano a Sx di 90° e terminavano sotto i Blocchi 3-4 (questi 2 blocchi erano praticamente sovrapposti). Nel Blocco 4 (quello superiore) era presente l'uscita di soccorso dell'avamposto.

Il Blocco 1 era collegato all'ingresso principale tramite una trincea allo scoperto rivestita di cemento lunga circa 20 metri ed ora crollata. Un'ulteriore trincea simile alla precedente e lunga pochi metri conduceva alla postazione esterna n.1 per fucile mitragliatore, l'ingresso al Blocco 4 avveniva tramite una piccola porta corazzata ubicata sul lato Est. La postazione per arma automatica n.2 era invece raggiungibile attraverso una botola con scala metallica a pioli che si dipartiva al termine della galleria di ingresso, in corrispondenza della porta corazzata che dava accesso ai locali dei servizi logistici. La postazione per mortaio N.1 era posizionata a fianco dell'ingresso principale, mentre la postazione N.2 era raggiungibile tramite una diramazione che si dipartiva dalla destra della galleria principale, una decina di metri dopo l'ingresso. All'esterno, in prossimità dell'ingresso era posizionata una tavola di orientamento, mentre poco più in basso in posizione defilata erano posizionati i baraccamenti usati dal personale in tempo di pace. L'armamento dei singoli Blocchi era così composto:
  • Blocco 1
    • 1 Fucile mitragliatore con campo di tiro verso W a protezione dell'ingresso principale
    • 1 Fucile mitragliatore con campo di tiro verso N (Roc Mounioz)
  • Blocco 2
    • 1 Mitragliatrice con campo di tiro verso S (Colle di Valle Stretta)
    • 1 Mitragliatrice con campo di tiro verso W, (Provenienze dai Colli Battailléres o Cheval Blanc)
    • 1 Fucile mitragliatore con campo di tiro verso E (Protezione ravvicinata dei Blocchi n.3-4)
  • Blocco 3
    • 1 Mitragliatrice con campo di tiro verso S (Colle di Valle Stretta)
    • 1 Mitragliatrice con campo di tiro verso E (Provenienze dai Colli di Valle Stretta e Replanette)
  • Blocco 4
    • 4 Fucili mitragliatori orientati ai quattro punti cardinali (uno per lato)
La postazione per Fucile mitragliatore orientata a N era incorporata nella corazzatura della porta dell'uscita di soccorso. Il Blocco svolgeva funzioni di uscita di soccorso ed osservatorio. Questo Blocco era praticamente sovrastante il Blocco 3. La numerazione dei Blocchi e delle Postazioni è stata attribuita dallo scrivente.

Come per gli altri avamposti della Maginot Alpina neppure per questo era prevista l'energia elettrica, l'illuminazione era fornita da lampade a petrolio, mentre per il riscaldamento e per la cucina si ricorreva a legname e carbone. L'acqua veniva fornita da una sorgente ubicata in prossimità dell'opera e convogliata verso la stessa tramite una conduttura sotterranea. Era presente comunque una riserva d'acqua contenuta in serbatoi. La ventilazione era garantita a una serie di tubazioni che partendo dall'ingresso principale si irradiava in tutti i locali. Il ventilatore era ad azione manuale. L'Opera era dotata di Posto di Comando, Infermeria, Cucina, locali di riposo e centralino telefonico per le comunicazioni. Circa 40 uomini costituivano il presidio dell'avamposto.

Brevi cenni di storia

L'Avant-Poste de la Vallée Etroite ebbe il suo battesimo del fuoco intorno alle ore 12 del 21 giugno 1940 quando l'opera venne investita dal fuoco della batteria da 75/13 posizionata nella zona Valle delle Tavernette, a sud del Colle di Valle Stretta ad una quota di circa 2300 m.P urtroppo,la mancanza di artiglieria pesante fa si che i danni arrecati dalle salve sparate dai 75/13 si riducano a buche nel terreno e squarci nei reticolati che circondano l'avamposto, non compromettendone minimamente l'efficienza bellica.

Cosicché,q uando gli uomini del reparto esploratori del II Battaglione - 92° Reggimento, Divisione di Fanteria Alpina Superga alle ore 13,30 valicano il confine al Colle di Valle Stretta vengono immediatamente investiti dal fuoco delle mitragliatrici dell'Avamposto e sono costretti a rientrare, fortunatamente senza danni. Poco più tardi il tentativo viene ripetuto dagli uomini della 5a Compagnia con lo stesso risultato, appena varcato il Colle vengono investiti dal fuoco francese e si lamentano i primi feriti italiani, alcuni gravi. Intanto a supporto dell'Avamposto, sono intervenuti i pezzi da 75 della Grossa Opera Maginot del Lavoir e tutto il crinale del Colle di Valle Stretta viene investito dal fuoco francese. Vista l'impossibilità di progredire dal Colle, verso sera viene tentata una diversione ad Est che consente di raggiungere ed occupare quota 2520 nelle vicinanze di un ricovero.

L'alba del 22 giugno vede la zona coperta da una fittissima nebbia che consente ai reparti Italiani di superare il Colle inosservati,quando il vento, alzatosi improvvisamente dissolve la nebbia, il movimento delle truppe Italiane appare chiaro ai Francesi che scatenano contro di esse un infernale fuoco di sbarramento. Nel tentativo di far tacere le armi dell'avamposto, viene posizionato sul crinale del colle un pezzo anticarro da 47 mm con lo scopo di centrare con tiro d'imbocco le svasature delle armi dell'Opera. Purtroppo una granata, sparata forse dal Lavoir lo centra in pieno uccidendo un servente e ferendo gli altri. Viene ordinata la sospensione dell'attacco e da parte Italiana si contano 8 morti e diversi feriti.

Il giorno 23 nella zona del Colle di Valle Stretta non viene effettuato alcun tentativo di penetrazione da parte Italiana, ci si limita ad attività di pattuglia, mentre le armi dell'avamposto di Valle Stretta e del Lavoir sparano metodicamente e con efficacia contro le prime linee e le retrovie Italiane in ogni condizione di tempo, a dimostrazione di quanto fossero state accuratamente preparate le tabelle di tiro da parte degli artiglieri Francesi. L'ora dell'entrata in vigore dell'armistizio chiesto dalla Francia all'Italia (le 01,35 del 25 giugno) vede l'Avant-Poste de la Vallée Etroite ancora saldamente in mano Francese e le truppe Italiane bloccate nella zona del Colle. L'Opera ha pienamente assolto il suo compito.

Visita all'Avant-Poste de la Vallée Etroite

La visita esterna dei Blocchi di combattimento e delle varie postazioni si presenta molto interessante e priva di difficoltà. Il Blocco 1 non è visitabile in quanto la porta corazzata (unico ingresso) posizionata sul lato E è ermeticamente bloccata in posizione chiusa.

Dal Blocco 1 una brevissima trincea scoperta in direzione S (ormai crollata) ci conduce alla postazione per Fucile mitragliatore n.1. Noi percorriamo invece in direzione W il bordo della trincea (anche questa ormai crollata) lunga una ventina metri che ci conduce all'ingresso principale e alla postazione per mortaio n.1. Imbocchiamo la galleria principale, dopo aver percorso alcuni metri lo smottamento del terreno ha fatto pericolosamente convergere le pareti laterali fra di loro creando nei muri vistose e pericolose spaccature. Con prudenza,e soprattutto con la presenza di una persona all'esterno, superiamo questo tratto, lungo alcuni metri e largo alla base non più di 30 cm e troviamo sulla dx la diramazione (in parte crollata) che conduce alla postazione per mortaio n.2. Noi proseguiamo lungo la galleria, ritornata in condizioni di sicurezza, e troviamo a sx tre locali della superficie di circa 4 m2 ciascuno destinati contenere le munizioni. Al termine della galleria, lunga circa 30 m. una nicchia a sx (chiusa da una botola metallica) e dotata di una scala metallica a pioli conduce alla postazione esterna per arma automatica. Oltrepassiamo una porta corazzata divisa in due settori passando attraverso la parte inferiore aperta e dopo aver disceso un paio di scalini giungiamo all'estremità N del locale dei servizi. Da qui in avanti non ci è più possibile proseguire in quanto il locale, fino al Blocco 2 risulta completamente allagato con circa 50 cm. d'acqua. Torniamo indietro e tentiamo l'ingresso dal Blocco 4 attraverso l'uscita di soccorso. La porta corazzata dell'uscita è aperta e all'interno possiamo notare le tre feritoie per i fucili mitragliatori (la quarta arma sparava attraverso la feritoia della porta corazzata). Un pozzo con scala alla marinara ci conduce al livello del sottostante Blocco 3 e qui purtroppo abbiamo la conferma di quanto temevamo: anche qui sono presenti 50 cm d'acqua e non essendo in possesso di stivali da pescatore risaliamo la scala e ritorniamo all'aperto senza aver potuto visitare il locale a L che ospitava i vari servizi ed i Blocchi dell'armamento n. 2 e 3. Una visita comunque consigliata per la bellezza del luogo e gli esterni dell'opera molto interessanti. Sconsigliata, pericolosa e non troppo interessante la visita agli interni.

A coloro che fossero interessati alla visita, da Bardonecchia si consiglia di imboccare la strada che percorrendo tutta la Valle Stretta termina nei pressi delle Grange di Valle Stretta e dei Rifugi 3° Alpini e Re Magi (presente un ampio parcheggio per auto). Imboccare la strada sterrata che conduce al Pian delle Fonderie (seguire le indicazioni per il Monte Thabor). Arrivati al Piano tralasciare il bivio a sx, che conduce alla Maison des Chamois e al Thabor, e tenere la destra fino a passare il torrente sul Ponte delle Fonderie. Da questo punto la strada sterrata diventa sentiero, in alcuni punti anche ripido, seguirlo e dopo aver attraversato il Pian delle Tavernette si raggiungerà il Colle di Valle Stretta, segnalato da una croce e da un piccolo laghetto. Dal Colle i Blocchi dell'avamposto sono già visibili di fronte a noi a circa 1 km in linea d'aria. Da questo punto in poi, non essendoci sentiero che conduce all'avamposto si "navigherà" a vista, scegliendo il percorso ritenuto più conveniente.

Io ho imboccato il sentiero che parte a sinistra (W) dopo il laghetto e che conduce al rifugio Monte Thabor, e dopo averlo percorso per circa 10 minuti, con il rifugio ormai in vista, ho deviato a dx (fuori sentiero) scendendo lungo un vallone erboso fino a raggiungere un ponte sul Rio Herbiers, attraversarlo in direzione Est e proseguire lungo il sentiero fino a raggiungere l'Avamposto. Riguardo ai tempi dell'escursione si può preventivare un tempo totale di circa 3,30 - 4 ore dal momento che abbiamo parcheggiato l'automobile.

La visita appena descritta è stata effettuata dallo scrivente il 14 luglio 2007.

Bibliografia: "La Battaglia delle Alpi 10-25 giugno 1940" di Alberto Turinetti di Priero-Ed.Susalibri.
"La Ligne Maginot en Savoie" di A.Chazette-A Destouches-P.Touzin.Ed. Histoire et Fortification-Paris
Cartografia: Valli di Susa-Chisone-Germanasca Scala 1-50000 Istituto Geografico Centrale-Torino

Foto 1: le Grange di Valle Stretta viste dal sentiero di salita al Colle omonimo. Qui si parcheggia l'auto ed inizia l'escursione. Foto 2: pian delle Tavernette. Come resistere alla tentazione di una breve sosta in quest'oasi di pace?
Foto 3: il Colle di Valle Stretta(m.2434) qui passava nel 1940 il confine fra Italia e Francia. Visibile a sx il sentiero percorso dallo scrivente che conduce al rifugio Monte Thabor. Foto 4: i malloppi dell'Avamposto(Al centro in basso) visti dal Colle di Valle Stretta. Sullo sfondo il Roc Mounioz (m.2745)
Foto 5: i malloppi visti dal vallone che discende vero il ponte sul rio Herbiers. Foto 6: il ponte sul rio Herbiers e il sentiero da percorrere per raggiungere l'Avamposto che ormai dista pochi minuti.
Foto 7: l'Avant-Poste de la Vallée Etroite è raggiunto. Possiamo iniziare la visita. Foto 8: il Colle di Valle Stretta visto dall'Avamposto. La fotografia permette di visualizzare la difficile orografia del luogo e capire la difficoltà cui andarono incontro, nel 1940, le forze Italiane durante il tentativo di sfondamento verso Modane.
Blocco 1
Foto 9: vista da E, con la porta corazzata di accesso ermeticamente chiusa. Sullo sfondo la Rocca Bissort (m.3008) Foto 10: vista da N, visibile la feritoia per il fucile mitragliatore.
Foto 11: particolare della feritoia. Foto 12: vista da W. Nascosta dalla vegetazione la feritoia dell'arma per la difesa ravvicinata dell'ingresso principale.
Blocco 2

Foto 13: vista da S. Sullo sfondo il Roc Mounioz. Foto 14: feritoia della mitragliatrice con campo di tiro verso il Colle di Valle Stretta.
Foto 15: la piastra corazzata di protezione della mitragliatrice. Foto 16: vista da E con la feritoia del Fucile Mitragliatore. Sullo sfondo la Rocca Bissort.
Foto 17: vista da SE. Foto 18: vista da NE.
Blocco 3
Foto 19: in primo piano il Blocco 3 visto da S. In alto il Blocco 4. Foto 20: la feritoia della mitragliatrice con campo di tiro verso il Colle di Valle Stretta.
Foto 21: vista da E. In primo piano la postazione della mitragliatrice con campo di tiro verso le provenienze dei Colli Valle Stretta e Replanette. Foto 22: la feritoia della mitragliatrice.
Blocco 4

Foto 23: vista da S. Si noti la feritoia dell'osservatorio protetta. Foto 24: vista da SW. Si distinguono l'osservatorio (S) e la feritoia per Fucile Mitragliatore (W).
Foto 25: il lato E del blocco 4 (in alto). Foto 26: la feritoia dell'osservatorio riparata dalla cupoletta in cemento.
Foto 27: particolare della feritoia dell'osservatorio. Foto 28: particolare della feritoia per fucile mitragliatore lato W.
Foto 29: vista da NW. In primo piano la porta corazzata dell'uscita di soccorso. Foto 30: particolare della porta di soccorso vista dall'esterno. Al centro la feritoia per il fucile mitragliatore. Noi proviamo ad entrare.
Foto 31: la feritoia dell'osservatorio vista dall'interno. Foto 32: la feritoia per fucile mitragliatore lato W.
Foto 33: resti del paranco per sollevamento carichi. Foto 34: iniziamo a scendere verso il Blocco 3 e i locali servizi.Notare la scala alla marinara e la condotta dell'aria per la ventilazione.
Foto 35: la latrina. Foto 36: particolare della tubazione dell'aria.
Foto 37: sul pavimento inizia ad esserci acqua,si procede con qualche difficoltà. Foto 38: oltre l'asse di legno i cm. d'acqua sono circa 50. Si torna indietro.
Foto 39: verso l'uscita. Foto 40: la porta corazzata dell'uscita di soccorso vista dall'interno.
Interni della galleria Principale

Foto 41: l'ingresso della galleria principale. Foto 42: l'interno della galleria principale, si iniziano a notare i cedimenti della parete sx.
Foto 43: i cedimenti sono sempre più evidenti. A dx la diramazione verso la postazione per mortaio n.2. Foto 44: l'interno della diramazione.
Foto 45: si prosegue lungo la galleria. Foto 46: visibili a sx i resti della porta in legno che chiudeva il vano deposito munizioni n.1. (in totale i depositi sono tre).
Foto 47: interno del deposito munizioni n.2. Foto 48: la porta corazzata di accesso ai locali servizi.Visibile a sx la derivazione per la postazione esterna dell'arma automatica.
Foto 49: la scala metallica di accesso alla postazione. Foto 50: la piastra metallica di chiusura della botola.
Foto 51: la porta corazzata vista dal lato esterno.La parte inferiore è aperta. Si prosegue. Foto 52: particolare dell'apertura.
Foto 53: particolare dello sportello mobile. Foto 54: oltrepassata la porta stagna iniziamo a scendere.
Foto 55: nel corridoio inizia ad intravedersi l'acqua. Foto 56: la ventola dell'impianto di ventilazione ad azione manuale.
Foto 57: il volano a manovella che tramite una catena di trasmissione azionava la ventola. Foto 58: contenitore in cemento per acqua.
Foto 59: particolare della tubazione dell'aria con valvola e ventola. Foto 60: il locale servizi con il rivestimento metallico ondulato. Come si vede nel locale l'acqua è profonda. Si torna indietro.
Foto 61: la porta stagna corazzata vista dall'interno. Foto 62: verso l'uscita.
Foto 63: visibile a dx l'ingresso del vano deposito munizioni. Foto 64: danni sulla parete dx.
Foto 65: danni sulla parete sx. Foto 66: l'azzurro cielo della Savoia e il Roc Mounioz ci accolgono all'uscita.
Esterni dell'Avamposto

Foto 67: visibile a sx la postazione N.1 per fucile mitragliatore, al centro la breve trincea di accesso, a dx il Blocco n.1. Foto 68: la trincea di accesso alla postazione.
Foto 69: particolare della postazione. Foto 70: la postazione per arma automatica. Notare la piastra metallica di copertura della botola.
Foto 71: la tavola di orientamento. Foto 72: la postazione per mortaio n.2.
Foto 73: l'accesso alla galleria principale dalla postazione mortaio n.2. Foto 74: la postazione mortaio n.,visibili sullo sfondo i resti dei baraccamenti.
Foto 75: la postazione mortaio e l'ingresso principale. Foto 76: vista da NW dei Blocchi n,4 e 2. In primo piano la postazione arma automatica.
Foto 77: la trincea di collegamento fra il Blocco 1 e l'ingresso principale. Foto 78: i Blocchi n.2-3-4 e il Roc Mounioz.
Foto 79: le Gros Ouvrages du Lavoir, al centro nella fotografia il Blocco n.5 dell'Opera visto dall'Avamposto di Valle Stretta. Foto 80: finita la visita la strada per l'Italia è ancora tanta, però ad una piccola sosta al Refuge du Mont Thabor non possiamo dire di no.
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