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Vallo Alpino: Caposaldo Clapier: Centro di Fuoco n.2
di Gianfranco Genta © (08/10)
Il Caposaldo Clapier formato dai Centri di Fuoco n.1-2-2bis, 3, Casermetta Clapier e numerose postazioni Tipo 7000 aveva essenzialmente il compito di sbarrare la via a forze francesi che provenienti dalla Valle Savine avessero tentato di raggiungere Susa scendendo dal Col Clapier attraverso la valle della Clarea aggirando il sistema difensivo del Moncenisio. A titolo di curiosità segnaliamo che il Col Clapier è accreditato dagli storici come uno dei probabili colli utilizzati dal condottiero cartaginese Annibale nel 218 A.C. per valicare le alpi,come ricordato in loco da una targa bronzea posizionata dai francesi.

Realizzato secondo i dettami della Circolare 200 ad una quota di circa 2500 m slm il Centro 2 era un'opera mista caverna-calcestruzzo. Armato con due mitragliatrici posizionate in un malloppo binato e dotate di piastra di protezione piana con campo di tiro verso la Valle Savine era dotato di un unico ingresso posizionato al termine di una breve trincea scavata nella roccia, subito dopo troviamo il vano del gruppo elettrogeno con la vasca per il serbatoio della riserva carburante, un paio di piccoli vani e il ricovero. Al termine di questo un breve tratto di corridoio ci porta ad una scala in salita che conduce all'interno del malloppo. Si sconsiglia di proseguire oltre in quanto al termine della scala l'effetto dell'opera di demolizione è impressionante, con blocchi di cemento in equilibrio instabile e un vistoso crollo sulla volta della scala. Impossibile quindi raggiungere le postazioni d'arma N. 1 e 2 che cercheremo di individuare nel corso della ricognizione esterna, nel corso della quale occorre prestare particolare attenzioni al filo spinato presente e ai numerosi picchetti di sostegno. Ricordiamo che nel punto in cui fu realizzato il Centro 2 il confine fra Italia e Francia non ha subito rettifiche, quindi il fatto di essere rimasto in Italia per pochi metri ne ha decretato la condanna. Ci avviamo quindi verso l'uscita per procedere alla ricognizione esterna del malloppo delle armi e qui non troviamo altro che un cumulo di macerie, si riescono comunque ancora ad intravedere le due piastre piane di protezione delle armi.

A coloro che fossero interessati alla visita si consiglia di lasciare l'auto nei pressi di una bergeria al Colle del Piccolo Moncenisio (interessanti i cippi confinari del 1861 che vennero piazzati in virtù dei nuovi confini conseguenti alla cessione della Savoia alla Francia) ed imboccare il sentiero che in un paio d'ore di comoda camminata ci condurrà al Lago Savine e successivamente al Col Clapier. Una volta raggiunto il cippo confinario (interessanti la Croce Savoia e il Giglio di Francia sui due lati del cippo che indicano le rispettive nazioni) non scendere ma svoltare a dx ed in pochi minuti raggiungeremo la trincea di accesso al Centro 2. La visita descritta è stata effettuata dallo scrivente il 12 luglio 2010.

Foto 1: Colle del Piccolo Moncenisio: abbiamo appena posato l'autovettura ed incrociamo questo vecchio cippo confinario, la data 1861 ricorda che fu posizionato dopo la cessione alla Francia della Savoia da parte del Regno d'Italia, ma il Moncenisio rimaneva Italiano! Foto 2: abbiamo raggiunto il lago Savine, visibili al centro i Denti d'Ambin.
Foto 3: costeggiamo il lago, sullo sfondo si intravede il Col Clapier nostra meta odierna. Foto 4: tranquillo pascolo in riva al lago, sullo sfondo i monti della Vanoise.
Foto 5: siamo quasi alla meta, visibili al centro il rilievo del Centro 2 ed il malloppo ruderato, a sx il Col Clapier. Foto 6: abbiamo raggiunto il Col Clapier,il giglio sul cippo confinario indica che è il versante Francese …
Foto 7: … e la croce Savoia il versante Italiano. Foto 8: questa targa francese, posizionata fra l'altro in territorio Italiano,indica questo colle come la possibile località del passaggio delle alpi da parte di Annibale.
Foto 9: la trincea e l'accesso al Centro 2 Foto 10: l'ingresso.
Foto 11: se volete seguirmi iniziamo la visita al Centro 2. Foto 12: la sequenza dei vani lungo il corridoio principale.
Foto 13: il vano del gruppo elettrogeno con la vasca del serbatoio della riserva carburante. Foto 14: il corridoio verso il ricovero con a sx i vari vani.
Foto 15: il ricovero, a dx la scala verso le casematte impraticabili delle armi A1 e A2. Foto 16: la scala di accesso alle casematte, notare la quantità di detriti sugli scalini.
Foto 17: si sconsiglia la salita. Foto 18: si intravedono le macerie alla sommità della scala.
Foto 19: l'interno della casamatta delle armi,irriconoscibile e completamente ruderato. Foto 20: preoccupante cedimento della volta del corridoio.
Foto 21: la piastra piana di protezione dell'arma A1. Impossibile vedere dall'interno quella dell'arma A2. Foto 22: si torna indietro.
Foto 23: la svolta a baionetta che immette nel ricovero. Foto 24: il ricovero visto verso l'ingresso.
Foto 25: l'ingresso visto dall'interno,ora usciamo e procediamo alla ricognizione esterna. Attenzione al filo spinato! Foto 26: picchetto e filo spinato.
Foto 27: picchetto per filo spinato. Foto 28: nascosta in un anfratto questa matassa di filo spinato probabilmente non è mai stata usata.
Foto 29: i ruderi del malloppo delle armi A1 e A2 visto da N. Foto 30: i ruderi visti da W.
Foto 31: altra vista da W. Foto 32: la postazione dell'arma A2 vista dall'esterno. Fra le macerie si intravede la piastra di protezione piana.
Foto 33: gradoni di dx della cannoniera dell'arma A2. Foto 34: gradoni di sx della cannoniera dell'arma A2.
Foto 35: vista frontale della cannoniera dell'arma A1, si intravede la piastra piana. Foto 36: la feritoia della piastra piana dell'arma A1.
Foto 37: la cannoniera dell'arma A1. Foto 38: anche dal Centro 2 un salutissimo agli amici di ICSM.
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