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Vallo Alpino: Caposaldo Scala - Centro 36 bis
di Gianfranco Genta © (09/07)
Ubicato sul versante orientale del pianoro del Col della Scala ad una quota di 1800 m., il Centro n. 36 bis, costruito nel 1938 secondo quanto prescritto dalla Circolare n.200 era un'opera mista calcestruzzo-caverna. Con un presidio di 15 uomini doveva con il fuoco delle sue armi e in concorso con le altre opere del Caposaldo, interdire il passaggio dal Col della Scala verso Bardonecchia a forze avversarie anche dotate di mezzi corazzati.

L'Opera era composta dal malloppo N.1 in calcestruzzo in cui trovavano posto l'ingresso, una postazione binata con 2 casematte per pezzi anticarro da 47/32, (Pezzo 1 e Pezzo 2) una riservetta munizioni per i pezzi, una postazione fotofonica di collegamento con il Centro 38, la latrina e il gruppo elettrogeno. La parte in caverna invece ospitava il vano destinato a contenere la riserva d'acqua, il ricovero per il personale e i vani destinati a ospitare l'impianto di ventilazione la riserva munizioni per le mitragliatrici del malloppo in calcestruzzo che ospitava in posizione binata le 2 casematte delle armi A1 e A2. Queste ultime erano posizionate su livelli e campi di tiro differenti, ed erano dotate di piastra di protezione piana.

L'opera ha subito una parziale demolizione nel dopoguerra da parte dei francesi che ha riguardato il malloppo dei pezzi anticarro, principalmente la parte esterna delle cannoniere dei pezzi, che risultano irriconoscibili. I detriti dell'esplosione hanno invaso i locali interni per cui si raccomanda la massima prudenza durante la visita. La parte in caverna e il malloppo delle mitragliatrici sono invece in discrete condizioni.

Iniziamo la visita dall'unico ingresso (in origine dotato di porta-stagna piana), ubicato a nord dell'opera, inglobato nel malloppo n.1. Entrando, dopo un piccolo andito troviamo a dx la postazione fotofonica di collegamento con il Centro n.38 e a sx il locale della latrina. Proseguendo giungiamo nel locale con le due casematte dei pezzi anticarro,alle spalle di queste il vano della riservetta munizioni e successivamente il vano che ospitava il gruppo elettrogeno. Tutti questi locali sono letteralmente colmi di detriti e calcinacci, per cui si raccomanda la massima prudenza.

Oltrepassato il gruppo elettrogeno una porta stagna (da questo punto in avanti inizia la parte in caverna dell'opera) ci immette in un corridoio che conduce al vano dei serbatoi della riserva d'acqua e al ricovero del personale. In fondo a questo troviamo a sx il vano destinato a contenere l'apparecchiatura per la ventilazione e a dx la derivazione, che dopo aver superato 2 porte stagne e il vano della riservetta munizioni delle mitragliatrici ci conduce alla base della scala di 21 gradini che conduce all'interno del malloppo delle mitragliatrici. Troviamo subito la casamatta dell'Arma A1 e a sx di questa una botola che con una scala metallica alla marinara ci consentirà di salire alla casamatta dell'arma A2. Non essendo presenti altri ingressi o uscite di emergenza ripercorreremo il percorso a ritroso ritornando all'ingresso. Come già accennato in precedenza, a parte il malloppo n.1 l'opera è visitabile in condizioni di sicurezza. Si raccomanda comunque prudenza e la consueta dotazione di pile e relativi ricambi. La visita appena descritta è stata effettuata dallo scrivente il 6 maggio 2007.

A coloro che fossero interessati alla visita si consiglia di lasciare l'auto nei pressi dell'ingresso del Centro n.37 e imboccare il sentiero che conduce al Col des Acles (indicato con cartello e palina in legno), dopo pochi minuti troveremo alla nostra dx i ruderi della stazione di arrivo della teleferica che partiva da Pian del Colle. Abbandoniamo il sentiero, li raggiungiamo, e proseguendo in direzione Sud su una poco evidente traccia di sentiero, in circa 10 minuti di cammino, dopo aver superato un paio di postazioni allo scoperto per la difesa ravvicinata giungeremo all'ingresso del Centro n.36 bis. Ed ora via con la documentazione fotografica per meglio documentare la visita.

Bibliografia. Sito: http://valloalpino.altervista.org.

Foto 1: postazione scoperta per arma leggera nei pressi dell'ingresso del Centro n.36 bis. Foto 2: il malloppo N.1 con l'ingresso del Centro.
Foto 3: il condotto della fotofonica di collegamento con il Centro n.38 visto dall'esterno, si possono distinguere a sx l'ingresso e a dx la cannoniera del pezzo P1 sventrata dall'esplosione. Foto 4: l'ingresso del Centro.
Foto 5: il locale latrine, con il pavimento sepolto dai detriti. Foto 6: il condotto della fotofonica visto dall'interno.
Foto 7: le 2 postazioni pezzi anticarro (P1 a dx e P2 a sx) viste dall'internoo. Foto 8: il malloppo dei pezzi anticarro (demolito) visto dall'esterno.
Foto 9: la cannoniera del Pezzo P1 vista dall'esterno. Foto 10: la cannoniera del Pezzo P2 vista dall'esterno.
Foto 11: accesso al vano del gruppo elettrogeno. Foto 12: il vano del gruppo elettrogeno.
Foto 13: il condotto per lo scarico del motore e presa d'aria per lo stesso. Foto 14: il condotto visto dall'interno.
Foto 15: porta stagna verso il locale dei serbatoi dell'acqua. Foto 16: visibile a sx il vano dei serbatoi della riserva d'acqua.
Foto 17: il basamento dei serbatoi dell'acqua. Foto 18: porta stagna di accesso al ricovero.
Foto 19: resti della tubazione sopra lo stipite della porta stagna. Foto 20: il ricovero visto da S, visibile a sx il vano della ventilazione. A dx si diparte la diramazione verso il malloppo delle mitragliatrici.
Foto 21: il vano che ospitava l'apparato per la ventilazione. Foto 22: il condotto della presa d'aria visto dall'interno.
Foto 23: lo sbocco esterno del condotto dell'aria. Foto 24: portalampade sulla volta del ricovero.
Foto 25: porta stagna di accesso al corridoio del malloppo mitragliatrici. Foto 26: corridoio verso il malloppo. Visibile a sx il vano della riservetta munizioni e al centro la scala di accesso alla casamatta.
Foto 27: particolare della tubazione dell'aria e della cerniera della porta stagna. Foto 28: scala di 21 gradini di accesso alla casamatta.
Foto 29: alla fine del corridoio la scala a pioli alla marinara che conduce alla postazione A2, noi invece svoltiamo a dx e visitiamo la postazione A1. Foto 30: l'interno della casamatta A1.
Foto 31: la piastra di protezione piana e il basamento della mitragliatrice. Foto 32: nicchie portaoggetti.
Foto 33: la nicchia sotto il basamento destinata ad ospitare il serbatoio dell'acqua di raffreddamento della mitragliatrice. Foto 34: vista esterna della cannoniera A1.
Foto 35: scala e botola di accesso alla postazione A2. Foto 36: la casamatta vista dalla scala.
Foto 37: la piastra di protezione piana e il basamento dell'arma A2. Foto 38: vista attraverso la feritoia dell'arma.
Foto 39: la botola e la scala visti dalla casamatta A2. Foto 40: si torna indietro.
Foto 41: dispositivo di spurgo della condensa dell'aria. Foto 42: il ricovero visto da N.
Foto 43: particolare della tubazione di distribuzione dell'aria. Foto 44: vista verso l'uscita dal vano riserva d'acqua.
Foto 45: vista esterna della cannoniera A2. Foto 46: il malloppo delle mitragliatrici A1 e A2.
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