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Martin Sheen
di Piero F.

Il vero nome di Martin Sheen è Ramon Estevez, nato nel 1940 a Dayton, Ohio, da padre cubano e madre irlandese (settimo di dieci figli). Si vocifera che a decidere della futura carriera dell'attore, fu la negata ammissione all'Università di Dayton, che convinse il giovane a dedicarsi al teatro. Con grande dispiacere del padre: Ramon si scelse lo pseudonimo di Martin Sheen per non coinvolgere la famiglia in un mestiere che ai genitori appariva "vergognoso".
Ebbe qualche successo e una buona notorietà nei circuiti off-Broadway, lavorò anche per la TV, ma il cinema pareva non sapere che farsene di un ragazzo che in qualche modo assomigliava ai "grandi ribelli" dall'aspetto infantile e il perenne broncio: infatti il giovane sembrava James Dean, ma non aveva un briciolo del suo carisma. Debuttò nel 1967 in The Incident (New York ore tre: l'ora dei vigliacchi), ma tutti tessereo le lodi di Tony Musante e quasi nessuno notò Martin Sheen. Dopo altre apparizioni poco significative, ebbe la sua grande occasione quando fu scelto da Terrence Malick, con l'altrettanto sconosciuta Sissy Spacek, per formare la giovane coppia "diabolica" di Badlands (La rabbia giovane, 1973). Una storia che anticipava di vent'anni Assassini nati (i ruoli di Sheen e della Spacek furono replicati da Woody Harrelson e Juliette Lewis), ma proprio perché troppo in anticipo sui tempi, il film fu trascurato e circolò pochissimo. Nessuno credeva ancora che potesse davvero reggere una parte di protagonista in un film importante. Come attore era solo bravino, nulla di eccezionale, e continuava a mancargli una forte personalità.
Francis Coppola stupì comprensibilmente tutto l'ambiente del cinema, affidando a lui la parte del capitano Willard in Apocalypse Now, ma in realtà si trattava di un ripiego, giacché il regista aveva offerto quel ruolo a tanti attori ben più carismatici, e tutti l'avevano rifiutato perché la sceneggiatura non ne definiva a sufficienza la personalità. Sheen non aveva nulla da perdere a provarci, e accettò di apparire al terzo posto in cartellone, dietro Brando e Duvall, pur essendo il suo il personaggio principale. Interpretò docilmente la parte secondo le disposizioni di Coppola e, in effetti, le espressioni perplesse e stupite dell'attore, forse involontarie e reali, risultano funzionali al personaggio. Durante la lavorazione, Sheen subì un infarto (aveva solo 36 anni!) dal quale si riprese, ma costò tre mesi di ritardo nella già tribolata odissea del film. Fu comunque il colpo di fortuna della sua vita, senza quel film Martin Sheen era destinato a rimanere un attore di scarsa rilevanza, magari dimenticato già negli anni Ottanta. Da allora, si può dire che viva "di rendita" sul prestigio di Apocalypse Now, limitandosi ad apparizioni-cameo e a pochissimi (e dimenticabili) ruoli di protagonista. Curiosamente, solo sette anni dopo quella pietra miliare, toccò a suo figlio, Charlie Sheen, partecipare a un altro film di culto sul Vietnam, Platoon (ma dopo un promettente inizio, anche la carriera di Charlie si arenò, nonostante il padre facesse di tutto per aiutarlo, anche improvvisandosi produttore e regista). Altri tre figli di Martin sono attori, però col vero cognome: il più noto è Emilio Estevez, ma è mediocre quanto gli altri. Mentre più solida e apprezzata sembra la carriera (più che altro televisiva) di Joe Estevez, fratello minore di Ramon/Martin.

WAR FILMS
Ovviamente Sheen non ha alcunché di marziale, perciò non stupisce affatto che abbia partecipato a pochi film di ambiente bellico o militare. Stupisce invece, come si è già detto, che nonostante ciò abbia avuto un ruolo così importante in Apocalypse Now, che l'ha consegnato alla storia del cinema. E stupisce anche un po' che abbia dedicato al genere bellico una delle sue rarissime prove di regia..

Catch-22, 1970 [Comma 22]
No Drums, No Bugles, 1971 [inedito in Italia]
Apocalypse Now, 1979 [Apocalypse now]
The Final Countdown, 1980 [Countdown - Dimensione zero]
Cadence, 1991 [Uomini al passo], anche regia
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