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Fredric March
di Piero F.

Fredric March (1897-1975) si chiamava in realtà Frederick Ernest McIntyre Bickel, e prima di fare l'attore era un irreprensibile funzionario di banca. Dotato di una irrequietezza intelligente e sofisticata, negli anni '20 si votò al teatro, rivelandosi interprete straordinario per presenza scenica e per duttilità vocale. Con l'avvento del cinema sonoro approdò a Hollywood come tanti altri attori teatrali di successo, e sfondò immediatamente anche nel cinema, contendendo a John Barrymore la prestigiosa palma di "mostro sacro" del cinema americano. Il suo prestigio derivava da una concezione della sua professione molto in anticipo sui tempi: non permise mai di farsi imbrigliare in un "personaggio", come accadeva ai divi dello star system, ma si rimetteva in discussione ogni volta cambiando non solo i ruoli, ma perfino l'aspetto fisico. Non a caso il suo Dottor Jekyll del 1932 colpì profondamente pubblico e critici (ricevette il suo primo Oscar) per la caratterizzazione estrema del "doppio" personaggio: a tutt'oggi è considerata la migliore trasposizione sullo schermo della creatura di R.L. Stevenson, con buona pace del pur bravo Spancer Tracy che l'interpretò nel 1941.
Se negli anni '30 fu un divo (per quanto atipico, forse più stimato che "amato"), nel dopoguerra si dedicò a caratterizzazioni capaci, da sole, di nobilitare un film indipendentemente dal valore di questo: e se I migliori anni della nostra vita (per il quale ricevette un secondo Oscar) sarebbe stato comunque un grandissimo film, non altrettanto si può dire di Nel mezzo della notte, salvato dalla grandissima performance di un March ultrasessantenne. Tra i suoi migliori film ci sono, ovviamente, quelli per cui ricetteve altre nominations all'Oscar: The Royal Family at Broadway (1930, inedito in Italia), la prima edizione di E' nata una stella (1937) e Morte di un commesso viaggiatore (1951), ma chiunque abbia visto la sua strepitosa grinta di volitivo pater familiae in Ore disperate e Sette giorni a maggio, non potrà mai dimenticarla. Dopo di lui, solo Laurence Olivier seppe dare partecipazioni così intense e significative a figure di anziani.

WAR FILMS
Sia da protagonista, che da comprimario di prestigio, Fredric March frequentò il film bellico e militare con la consueta bravura, sebbene occasionalmente. Veramente notevole il melodramma sulla I GM, Le vie della gloria, in coppia con Lionel Barrymore.

The Eagle and the Hawk, 1933 [L'aquila e il falco]
The Road to Glory, 1936 [Le vie della gloria]
The Buccaneer, 1938 [I filibustieri]
So Ends Our Night, 1941 [Così finisce la nostra notte]
Tomorrow the World, 1944 [E domani il mondo...]
The Bridges at Toko-Ri, 1954 [I ponti di Toko-Ri]
Alexander the Great, 1956 [Alessandro il grande]
Seven Days in May, 1964 [Sette giorni a maggio]
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