Chiudi finestra

Burt Lancaster
di Piero F.

Burton Stephen Lancaster (1913-1994) non è stato solo dei più grandi divi del dopoguerra, era una leggenda vivente. Acrobata da circo (in coppia con Nick Cravat, che apparirà in molti dei suoi primi film), divenne attore di teatro e nel 1946 debuttò nel cinema con un classico di Siodmak, I gangsters. Immediatamente fondò una propria casa di produzione per sottrarsi alla logica dello star-system, e diede fiducia a giovani registi sconosciuti (tra gli altri, Robert Aldrich e John Frankenheimer). La sua figura di attore si evolse con gli anni dall'atletico dongiovanni col sorriso da canaglia, al volitivo e autoritario self-made man che tanto piacque ai nostri Visconti e Bertolucci, i quali lo vollero più volte nei loro film: tra questi, Il gattopardo resta forse l'apice della carriera di Lancaster.
Pur essendo un attore incensato e pluripremiato (Oscar per Il figlio di Giuda, nominations per Da qui all'eternità, L'uomo di Alcatraz, Atlantic City), non aveva eccessiva autostima, diceva sempre che gli importava di più "fare" il film che recitarlo: a volte affidava il ruolo di protagonista ad altri, tenendo per sè figure di comprimario: è il caso di Vera Cruz, dove la star è Gary Cooper, oppure di Mare caldo, dove la parte principale fu affidata a Clark Gable.
Tale noncuranza per la propria carriera di attore era frutto di una genuina vivacità culturale (perché Burt era in effetti un uomo molto colto) ma gli costò anche perdite di denaro in produzioni fallimentari al botteghino, pur se di notevole spessore intellettuale (p.es. Un uomo a nudo, 1968), alimentando sempre più la sua leggenda di film maker irregolare e caparbio. C'era solo un altro attore degno di competere con lui su questo piano: il suo amico Kirk Douglas, col quale formava una coppia di "ragazzi terribili " (che poi divenne di "vecchietti terribili": dei sette film che girarono insieme, l'ultimo, affettuosamente autocelebrativo, fu Due tipi incorreggibili, quand'erano entambi ultrasettantenni...)

WAR FILMS
Dal medioevo alle guerre nucleari, tutte le epoche belliche sono coperte dalla ricca filmografia di Burt Lancaster. Anche quando l'età non gli permetteva più l'azione sfrenata, il suo cipiglio da Comandante che non ammette replica era una solida garanzia per la riuscita di un film di guerra.

The Flame and the Arrow, 1950 [La leggenda dell'arciere di fuoco]
Ten Tall Men, 1951 [I dieci della Legione]
From Here to Eternity, 1953 [Da qui all'eternità]
South Sea Woman, 1953 [Il sergente Bum]
Vera Cruz, 1954 [Vera Cruz]
Run Silent Run Deep, 1958 [Mare caldo]
The Devil's Disciple, 1959 [Il discepolo del diavolo]
Judgement at Nuremberg, 1961 [Vincitori e vinti]
Seven Days in May, 1964 [Sette giorni a maggio]
The Train, 1965 [Il treno]
Castle Keep, 1969 [Ardenne '44: un inferno]
Ulzana's Raid, 1972 [Nessuna pietà per Ulzana]
Twilight's Last Gleaming, 1977 [Ultimi bagliori di un crepuscolo]
Go Tell The Spartans, 1978 [Vittorie perdute]
Zulu Dawn, 1979 [Zulu Dawn]
La pelle, 1981 [prod. italiana, di Liliana Cavani]
RIPRODUZIONE RISERVATA ©

Chiudi finestra