Chiudi finestra

Clark Gable
di Piero F.

Clark Gable (1901-1960) fu per tre decenni, quasi ininterrottamente, una delle dieci maggiori money-making stars, e specialmente negli anni Trenta fu l'indiscusso Numero Uno, o "The King", come l'aveva ribattezzato la stampa. Non c'è dubbio che Gable, dotato di orecchie a sventola che sembravano in primo momento precludergli una carriera cinematografica, rappresentasse più un modello di rude virilità (e di insolente sfacciataggine) che di bellezza maschile. In effetti, attirava sia la passione delle donne che l'ammirazione - con solo una punta d'invidia - degli uomini, del tipo "ma che gli fai tu alle donne?!"; così per molto tempo ci si dimenticò che era anche un fior d'attore, capace di recitare sui registri più disparati. Sempre che glielo permettessero: infatti si lamentava spesso del fatto che, qualsiasi personaggio dovesse interpretare, i registi - e il pubblico - volevano semplicemente "che facesse Clark Gable".
Le sue origini rimangono controverse: durante la seconda guerra mondiale il suo ufficio stampa diffuse la notizia che il padre era olandese e la madre irlandese, e quando in seguito girò un film in Olanda vi fu accolto come un cittadino onorario. Ma sembra che fosse una mossa per nascondere, in un momento così delicato, le sue origini tedesche (che pare abbia poi confermato egli stesso). Sarebbe nato, dunque, col nome di William Clarke Gabel a Cadiz (nell'Ohio, notoriamente una colonia d'immigrazione tedesca), e in effetti era conosciuto in gioventù come "Billy". Approdato a Hollywood nel 1930, in piena rivoluzione del sonoro, colpì maggiormente con l'inconfondibile voce che con la faccia, ma dopo appena qualche film, non solo ci si abituò al suo aspetto, ma esso proprio piacque, e ne fece il divo più popolare della nuova era del cinema.
Nonostante il suo status di sex-symbol, oggetto del desiderio del pubblico femminile, Gable ebbe una vita sentimentale complicata e infelice. Le sue due prime mogli era molto più vecchie di lui di 15/20 anni, e ciò naturalmente solleticò i pruriti edipici degli psicanalisti, oltre a deludere stuoli di ragazze di marito. Ma la terza moglie, la vivace e sofisticata attrice Carole Lombard, sembrava essere la miglior cura per i complessi dell'attore, che visse con lei - come dichiarò in seguito - i tre anni più belli della sua vita. La Lombard morì in un incidente aereo nel 1942, e Gable, spezzato dal dolore, abbandonò il cinema e si arruolò in aviazione, distinguendosi in guerra per l'incoscienza quasi suicida con cui affrontava i pericoli. Ma sopravvisse, e dopo parecchi anni di assenza tornò al cinema, dove lo aspettava una seconda carriera di uomo maturo: sempre rude e virile, ma ora con una maschera cinica e disincantata. The King regnava ancora, nonostante tutto: nel 1955 era ancora in vetta alla classifica dei money-makers, e rimase ai primi posti della classifica fino alla morte.
Morì per un attacco cardiaco a 59 anni, dopo altri due matrimoni, e appena due giorni dopo aver terminato le riprese de Gli spostati, durante le quali aveva messo a dura prova il suo fisico domando cavalli selvaggi. Lasciò in eredità al cinema una serie impressionante di film, belli o brutti, infami o sublimi, ma tutti dominati dalla sua magnetica presenza.

WAR FILMS
Una figura di duro, tenace e volitivo come Gable era ovviamente predestinata a rivestire ruoli di comando, e in effetti sono numerose le sue apparizioni in divisa, sia che si tratti di guerra vera e propria, oppure di ambiente militare in tempo di pace.

Hell divers, 1931 [I demoni dell'aria]
Night fly, 1933 [Volo di notte]
China seas, 1935 [Sui mari della Cina]
Mutiny on the Bounty, 1935 [La tragedia del Bounty]
Test pilot, 1938 [Arditi dell'aria]
Gone with the wind, 1939 [Via col vento]
Somewhere I'll find you, 1942 [Incontro a Bataan]
Homecoming, 1948 [La lunga attesa]
Command decision, 1948 [Suprema decisione]
Betrayed, 1954 [Controspionaggio]
Soldier of fortune, 1955 [L'avventuriero di Hong Kong]
Run silent, run deep, 1958 [Mare caldo]
RIPRODUZIONE RISERVATA ©

Chiudi finestra