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Marlon Brando
di Piero F.

Non v'è dubbio che Marlon Brando (1924-2004) sia stato solo uno dei tanti grandi attori del XX secolo, ma unica è la sua statura di divo universale, cioè il suo rappresentare, per diversi decenni, l'immagine emblematica del cinema stesso. Non divenne attore per fortuita combinazione, come accadde a certi famosi divi, e forse nemmeno per smodata ambizione, come nel caso di altri. In realtà fu spinto a calcare le scene dalla madre, che aveva una passione irrefrenabile per il teatro, e aveva recitato, negli anni Venti, accanto al giovane Henry Fonda alla Playhouse di Omaha, dove all'epoca abitavano i Brando (nome che pare derivare da un francese Bandeau, o secondo altre fonti dall'olandese Brandeis). Il giovane Marlon, con la sorella maggiore Jocelyn (a lungo attiva in teatro, cinema e TV) , iniziò a frequentare l'Actor's Studio di New York, e fu subito giudicato un "fenomeno". Già nel 1947 conquistava Broadway con una strepitosa interpretazione dell'animalesco e sexy Kowalski, nel dramma Un tram che si chiama desiderio. Nel 1951 il regista Elia Kazan traspose in pellicola quel famoso lavoro di Tennesse Williams, facendo di Brando, all'istante, un sex-symbol di portata planetaria. Kazan portò l'attore all'apice del successo dirigendolo in altri due film, l'ultimo dei quali, Fronte del porto, procurò il primo Oscar all'attore, che aveva solo trent'anni, sei film alle spalle, ed era ormai un mito, il Numero Uno. Negli anni '50 "divo del cinema" significava automaticamente Marlon Brando.
Dopo Il selvaggio, Brando era ormai identificato nell'immaginario collettivo come un ribelle, un insofferente, oltre che un sex-symbol idolatrato dal pubblico femminile: ciò lo indusse a tentare di scrollarsi di dosso quelle etichette, cercando di differenziare il più possibile i ruoli che gli venivano offerti. Purtroppo per lui, sbagliò quasi tutte le sue scelte (compreso l'unico film che diresse, I due volti della vendetta), e nei diciotto anni successivi a Fronte del porto percorse un'umiliante parabola discendente che lo emarginò sempre più dal "cinema che conta". Sono ben pochi i film da salvare, in quel periodo: forse solo I giovani leoni, dove peraltro la sua parte era sovrastata da quella di Monty Clift. Alla fine degli anni Sessanta, Marlon Brando era evitato come un appestato da registi e produttori.
Nel 1971 dovette sottoporsi addirittura a un provino per ottenere il ruolo di Vito Corleone in Il padrino: ma Francis Coppola credette fermamente nella "resurrezione" di Brando, che ripagò il regista (e il pubblico di tutto il mondo) con un'interpretazione sorprendente e memorabile. La performance gli procurò un altro Oscar, che però rifiutò platealmente, inimicandosi di nuovo l'ambiente di Hollywood. Ma l'imprevedibile Marlon aveva in serbo un'altra sorpresa, il film-scandalo Ultimo tango a Parigi, che lo riportò, ormai cinquantenne, ai fasti dei suoi anni più verdi. A quel punto, divenne ancora una volta l'attore più richiesto ed ambito, anche per ruoli di contorno, e Brando sfruttò senza alcun ritegno la situazione, chiedendo (e spesso ottenendo) cachet astronomici per brevi apparizioni. L'ultima sua parte di rilievo, per quanto ancora "secondaria" fu quella del tenebroso colonnello Kurtz in Apocalypse Now, un'interpretazione molto intensa se rapportata alle svogliate performances dei suoi ultimi anni, quasi fosse un debito da saldare nei confronti di Coppola, l'unico che aveva creduto in lui nei momenti più bui della carriera.

WAR FILMS
Marlon Brando, attore introverso e problematico, non era certamente adatto a ruoli d'azione, perciò non ci si aspetti di vederlo in un vero e proprio film di guerra, dove si spara, si assalta, si scarica adrenalina. L'unico film in cui lo si vede portare un'arma automatica è I giovani leoni, ma tuttavia sono abbastanza numerosi i suoi ruoli di ambiente bellico o militare.

The Men, 1950 [Uomini]
Viva Zapata!, 1952 [Viva Zapata]
Desirée, 1954 [Desirée]
Sayonara, 1957 [Sayonara]
The Young Lions, 1958 [I giovani leoni]
Mutiny on the Bounty, 1962 [L'ammutinamento del Bounty]
The Ugly American, 1963 [Missione in Oriente]
The Saboteur/Code Name Morituti, 1965 [I morituri]
Reflections in a Golden Eye, 1967 [Riflessi in un occhio d'oro]
Queimada, 1968 [film italiano, titolo americano: Burn!]
Apocalypse Now, 1979 [Apocalypse now]
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