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Introduzione

Al 10 giugno 1940 (a guerra appena iniziata) la Regia Marina era composta da

  • 6 corazzate, di cui due di tipo moderno da 35.000 tonn. (tipo Littorio)
  • 7 incrociatori da 10.000 tonn.
  • 14 incrociatori leggeri tra le 5.000 e le 8.000 tonn.
  • 12 cacciatorpediniere conduttori di flottiglia
  • 28 moderni cacciatorpediniere
  • 19 cacciatorpediniere di vecchio modello
  • 69 torpediniere
  • 117 sommergibili di vario tipo e tonnellaggio.

Era quindi una marina numerosa e potente, anche se squilibrata per tipo di unità e con qualche lacuna tecnica che ne riduceva la reale efficienza, senza inoltre considerare la grande difficoltà nel provvedere alle unità una scorta di combustibile liquido sufficiente ad una guerra prolungata.

Quest'ultimo fattore non era una mancanza della Marina, quanto una deficienza congenita dell'Italia, che, al momento della guerra, non aveva scoperto giacimenti di petrolio nel suo sottosuolo; non si poteva inoltre contare su regolari rifornimenti dall'estero, visto che tra gli avversari erano annoverate alcune delle marine più forti del mondo. Da questo punto di vista il comando della Marina fu persino lungimirante: allo scoppio della guerra c'erano scorte di nafta prevedibilmente sufficienti per un anno di guerra (all'incirca 2.000.000 tonn.); stà di fatto che la scarsezza di combustibile pesò come fattore negativo sull'andamento delle operazioni per tutta la durata della guerra.

Durante la guerra il numero di unità fu ulteriormente incrementato, ma dopo l'armistizio le navi della Marina rimasero inutilizzate, e dopo la Guerra non rimase quasi nulla, tanto che la Marina italiana venne lentamente ricostruita a partire quasi da zero.

D'altro canto la seconda Guerra Mondiale segnò definitivamente il tramonto delle grandi unità di superficie armate di cannone (anche se gli USA in questi ultimi anni fanno buon uso delle corazzate) in favore dei sommergibili, delle portaerei e dei missili.

In questa pagina è mia intenzione illustrare il concetto di nave da guerra, ovviamente nell'ottica dell'epoca, per poi passare ad esaminare quelle che erano le preparazioni, sia come mezzi navali, sia come capacità tecniche della Regia Marina. Non può poi mancare una breve descrizione storica degli avvenimenti, anche se per questioni di spazio, su un piano grande strategico e non certo tattico.

In ultimo ho allegato un elenco dei nomi, diviso per classi delle principali unità della Regia Marina all'inizio della guerra, sia in attività, sia in preparazione, insieme ai loro dati tecnici.

C'è poi la sezione che ho chiamato "Contributi al sito" nella quale intendo raccogliere testimonianze d'epoca inedite, racconti di veterani ed articoli di appassionati.

Perché ho deciso di fare questa pagina

Queste due qua sotto furono le mie prime navi giocattolo, o meglio, da bambino mi regalarono due di quelle navi in plastica a forma di navi da guerra, del tipo al quale si applica un motorino a pila e mio padre mi disse che erano la Cavour e la Zara. Io non avevo la più pallida idea, allora, di chi fosse Cavour e di che cosa fosse Zara, ma i nomi mi piacevano e le due navi furono la corazzata Cavour e l'incrociatore Zara.

La corazzata Cavour e l'incrociatore Zara mentre tira ad un bersaglio

In seguito, durante l'adolescenza, maturai la decisione di frequentare l'Accademia navale; purtroppo la vita mi portò per altre strade, come spesso succede, e l'Accademia rimase un sogno nel cassetto. Restò però in me una duplice passione: la marina da guerra, dalle origini ad oggi e la storia della seconda Guerra Mondiale. Non sono certo uno storico, solo un lettore vorace; sulla II Guerra ho letto moltissimo da autodidatta (non l'ho vissuta, sono nato negli anni '60), anche perchè il sistema scolastico italiano tralascia facilmente la storia dalla II Guerra, visto che, sfortuna vuole, nel programma tale insegnamento è fissato alla fine dei corsi dell'ultimo anno (siano elementari, medie o superiori), e spesso si è indietro con il programma...

Come ho detto ho letto molto, moltissimi libri divulgativi ad anche alcuni "tecnici" (tra le altre cose sono anche un patito di wargame) e mi sono accorto di una grande mancanza: la stragrande maggioranza degli autori pubblicati dai nostri principali editori sono anglofoni e spesso hanno la tendenza a glorificare (e non sempre a ragione) le forze armate alleate ed a denigrare o addirittura ignorare quelli che furono i loro avversari.

La Marina italiana della II Guerra (come succede anche alle altre nostre forze armate) è spesso ignorata, trattata come una forza qualitativamente inferiore e con disprezzo: questo non è del tutto esatto. La Marina ebbe sicuramente dei difetti, oltre che delle deficenze, alcune congenite del nostro Paese, come la sopracitata mancanza di combustibile liquido, ma anche dei pregi.

Da tutto ciò nasce l'idea di questa pagina: dare una visione dei fatti su quello che era la Regia Marina allo scoppio della Guerra e negli anni della Guerra stessa, facendo il punto su quelle che erano le sue deficienze preparative per esaltare quello che fece malgrado queste ultime. Non vuole essere una pagina di Storia, perché ci vorrebbe molto di più di questo spazio per essere esaurienti, ma una visione dei mezzi, con i loro pregi e difetti, oltre ad alcune conclusioni più o meno personali sul "perché andò così".


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