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Argomento: Pearl Harbor - Recensione di Federico Colombo e www.associazione-albatros.net (09/05)
Copertina Pearl Harbor di Peter Herde, Bur
In questo libro si narrano soprattutto gli eventi diplomatici che portarono al fatidico attacco passato alla storia per la sua infamia ma anche per l'abilità strategica, che permise di affondare l'intera flotta del pacifico, tranne le portaerei. In realtà da essi si deduce come la guerra non sia stata dettata dall'imperialismo nipponico, ma abbia avuto precise radici anche nell'intransingenza dei politici americani e soprattutto nella loro incapacità, durante le trattative, di capire le ragioni giapponesi e di richiedere quindi azioni, come il ritiro delle truppe dalla Cina occupata, impossibili sul piano politico. L'analisi ben condotta permette di analizzare con precisione gli errori e le possibili soluzioni alla crisi che occupò gran parte del 1941, e che portarono poi allo scoppio di una delle guerre più sanguinose della storia. Nella prima parte i diversi personaggi politici giapponesi e americani vengono descritti con precisione e le loro azioni sono narrate integralmente e commentate con precisione e acume. Molto spesso Herde riesce ad uscire dalla trappola del senno di poi e giungere ad analisi precise sul comportamento di questi protagonisti. Si ha così un ritratto preciso del funzionamento dei due governi, dei vari organi istituzionali, delle loro posizioni e del loro comportamento. Inoltre non mancano analisi delle diverse opzioni strategiche perseguibili e dei diversi scenari ipotizzati dai militari nipponici e di come la loro scelta sia caduta su un attacco nel sud-est asiatico e non per esempio contro l'Urss di Stalin. Stupisce in un libro così ben scritto e raccontato, tanto da avere quasi le caratteristiche di un romanzo, l'enorme apparato delle note che contribuisce a rendere l'idea della precisione e scientificità della ricerca. Non manca poi negli ultimi capitoli una narrazione precisa ma non noiosa dell'attacco, con le sottolineature degli errori strategici americani e della furbizia giapponese che permise la riuscita di un piano decisamente geniale. L'attenzione è soprattutto concentrata sui diversi sistemi crittografici, i codici militari e il loro diverso utilizzo che permette di apprendere l'importanza e un esempio di uso corretto di essi per la riuscita di offensive militari di grande respiro. Non mancano poi nel testo aneddoti curiosi che contribuiscono a smorzare i toni degli avvenimenti e che fanno intuire l'importanza del caso per eventi così importanti, che troppo spesso vengono ritenuti frutto di analisi razionali ben condotte. Interessantissimo è il racconto sulla consegna della dichiarazione di guerra che riapre la discussione storica sulla diatriba che riguarda il comportamento scorretto dei giapponesi nel condurre un attacco senza una formale dichiarazione. Delle rivelazioni importanti contribuiranno a far luce su questa questione e chiarire idee e responsabilità, da cui purtroppo non vanno escluse importanti autorità americane. Tutto sommato un libro interessante, la cui unica pecca è il poco spazio dedicato alla narrazione della fatidica mattina, rispetto ad un racconto delle vicende diplomatiche dettagliato fino all'osso. Proprio per questo ne è consigliabile la lettura agli appassionati di quelle vicende e a chi vuole approfondirne la conoscenza; i neofiti del genere troveranno sicuramente maggiori difficoltà nella lettura come anche chi si aspetta una pura narrazione di vicende prettamente militari.
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