Concordato preventivo per le Partite Iva, quando avviene il controllo del Fisco? Cambiano le regole: attenti a queste date

Ci sono importanti novità per quanto riguarda le partite Iva e le tasse da pagare. Ecco come potrebbe funzionare il nuovo concordato preventivo.

Una serie di nuove regole pensate per ridurre l’evasione fiscale. Le sta mettendo a punto il governo e riguardano, nello specifico, le partite Iva che potrebbero essere inserite in un meccanismo di concordato preventivo riguardante le imposte da pagare. Le norme relative al versamento delle tasse da parte degli autonomi sono state approvate dall’ultimo CdM e potrebbero rivoluzionare, e non di poco, le procedure. Vediamo come, dunque, potrebbe cambiare lo scenario.

Concordato preventivo per partite iva, che cos'è
In cosa consiste il concordato preventivo per i lavoratori autonomi ANSA FOTO Icsm.it

Proprio nel corso del Consiglio dei Ministri l’esecutivo ha deciso di introdurre il concordato preventivo dei tributi, il meccanismo che potrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi allo scopo di spingere un maggior numero di contribuenti che lavorano con Partita Iva a versare le tasse riducendo i casi di evasione fiscale.

Partite Iva, nuove regole per la tassazione degli autonomi, arriva il concordato preventivo

Una piaga che vale, nel Belpaese, 83,6 miliardi di euro 30 dei quali ascritte al settore degli autonomi e 18 dei quali conseguenti all’evasione dell’Iva. Secondo il governo il concordato preventivo, rappresentando una sorta di semplificazione del sistema fiscale, potrebbe avere come conseguenza l’invio da parte delle partite iva, di dichiarazioni contenenti dati veritieri. Ma in che modo?

Concordato preventivo, la misura contro l'evasione fiscale
Tutti i vantaggi del concordato preventivo per partite iva Icsm.it

Basandosi sul reddito dichiarato nel biennio precedente l’Agenzia delle Entrate potrà proporre loro l’importo delle tasse da versare nell’arco dei due anni successivi. Si effettuerà dunque un controllo a monte ovvero prima che le imposte dovute allo Stato vengano versate, dando al lavoratore la possibilità di accettare queste somme. Il provvedimento aveva ottimisticamente previsto, in prima battuta, introiti per 1,8 miliardi di euro ma successivamente il governo ha deciso di non accompagnare alla misura stime dei possibili maggiori introiti per lo Stato.

Su indicazione del Parlamento è stato introdotta anche un’apertura del concordato alle partite iva con indici sintetici di affidabilità minori di 8. Fermo restando il fatto che in ogni caso non potranno accedere alla misura coloro che hanno accumulato oltre 5000 euro di debiti con il fisco. I possibili beneficiari dovrebbero essere complessivamente 2,5 milioni con il regime fiscale legato agli Isa, ai quali andrebbero sommandosi altri 1,7 milioni di autonomi in regime forfettario, al quale gli Isa non vengono applicati e che versano annualmente una flat tax del 15%. Nel loro caso sarà però possibile accedere ad una forma ‘sperimentale’ di concordato con un accordo della durata di un solo anno con l’Ade. Successivamente sarà il governo a stabilire se adeguarlo o meno alle altre partite iva.

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