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Flakvierling 38 nelle Forze Armate Italiane
by Koll. Kurtz 07/10/02
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L'origine dell'arma: durante la I G.M. la Erhardt progettò la 2cm FlzK A.A gli esemplari prodotti furono nascosti agli alleati, continuando lo sviluppo presso società create all'estero. La "Waffenfabrik Solothurn" creata in Svizzera nel 1929 era una società sussidiaria della "Rheinische Metallwaaren-und-Maschinenfabrik" che con l'acquisizione nel 1933 della "August Borsig GmbH" divenne "Rheinmetall-Borsig", denominazione valida fino al 1956, poi divenne "Rheinmetall".

In Svizzera la Solothurn produsse la mitragliera 2cm. S5-100. Alla denuncia del trattato di Versailles e riarmo della Germania la Rheinmetall-Borsig ne ricavò i modelli: FlaK 30 A.A., KwK30 per blindati., MG C/30L navale.

Sempre sul medesimo progetta la Mauser-Werke ne migliorò le prestazioni producendo i modelli: Flak 38 e KwK 38, Geb FlaK 38 per truppe da montagna e (finalmente ci siamo arrivati!) la versione quadrinata Flakvierling 38. La versione quadrinata fu impiegata da tutte le forze armate tedesche rimanendo in produzione per l'intero conflitto. Con l'incremento delle prestazioni degli aerei alleati la cadenza di tiro e il calibro non erano più sufficienti (era alimentata con caricatori ad astuccio da 20 colpi). Nelle ultime battute della guerra furono montati sugli SdKfz. dei complessi tripli di mitragliere aeronautiche Mauser MG 151 alimentate a nastro. Si studiò anche una versione radar asservita. Gli successe il cannone 3cm FlaK 103/38, ma questa è un'altra storia!

Le prime Flakvierling giunte in Italia furono nel luglio 1940, Hitler fece dono personale a Mussolini di un treno blindato denominato C/20. Era composta da varie vetture più due vagoni armati ciascuno di due Flakvierling con equipaggio di 30 uomini. Questo treno Vip non sarà mai usato da Mussolini e i due vagoni armati saranno impiegati nella difesa di Bari, poi di Roma per finire nel 1943 in Sicilia. A partire dal 1942 la Germania cominciò a fornire sempre più materiale, in quell'anno le Flakvierling furono 30, nel successivo 1943 furono 75. A queste si devono aggiungere quelle cedute in prestito. Ne usufruirono tutti, l'Esercito, Marina e Aviazione. Si costituirono nella primavera 1943 quattro compagnie contraerei dotate di Flakvierling e mitragliatrici St. Etienne montate su vagoni ferroviari per la difesa della Calabria e Sicilia.

La Marina le imbarcò sulle torpediniere e sui preziosissimi mercantili. Nel periodo della cobelligeranza furono imbarcate a poppa delle motosiluranti tipo CRDA da 60 t. Nel dopoguerra continuarono ad essere imbarcate sulle torpediniere e sempre a poppa delle motosiluranti tipo Vosper (ex US NAVY). Si ha notizia dell'uso di due treni (uno di base a Milano e l'altro a Santhià) da parte della Legione di Polizia E. Muti armati ciascuno di due mitragliere Flakvierling.

In Italia si studiò un complesso quadruplo con le mitragliere Scotti sia campale sia montata su scafo di carro M e un complesso sestuplo con le Breda da imbarcare sulla portaerei Aquila (chi fosse interessato può vederlo al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano).

Per gli amanti dei numeri:
Le mitragliere tedesche sia Flak 30 e 38 cal.20X65 e utilizzavano munizionamento 20X138B. Le Breda mod.35 cal. 20X65, le Scotti mod.38-41 cal. 20X70 e utilizzavano il medesimo munizionamento 20X138B. Le Oerlikon S cal 20X70 utilizzano (sono ancora in dotazione alla MM) il munizionamento 20X110RB.

Gradite integrazioni.
Saluti Koll. Kurtz.

Reply di Antonio M.

Interessantissimo il post, vorrei però approfittarne per "spezzare una lancia" per uno dei migliori prodotti della nostra industria bellica del periodo, la mitragliera Breda 20/65, utilizzata largamente come arma contraerea (e, all'inizio della guerra, controcarri) e apprezzata anche dal nemico che fece largo uso degli esemplari catturati sia su mezzi terrestri che navali, preferita anche al cannone Bofors da 40mm per la maggiore celerità di tiro.

Il sistema di alimentazione a piastrina era a mio avviso superiore a quello ad astuccio dell'arma tedesca (infatti la piastrina traslava via via che i colpi venivano sparati e veniva poi espulsa dal lato opposto; il servente, perciò, poteva subito inserire una nuova piastrina senza dover eliminare quella appena esaurita). La pecca maggiore è il fatto che (mi risulta) non furono mai immessi in servizio affusti pluriarma.

Ciao
Antonio

Reply di koll. Kurtz

Caro Antonio,
vi è una notevole differenza tra una mitragliera da 20 che copre il settore corto e un cannone automatico da 40 che copre quello medio. La celerità di tiro: la Breda tirava (teoricamente) 240 colpi/minuto (Flak 38 480 c.m.), per un peso di 0,135 kg. a proietto, il Bofors (teoricamente) 120 colpi minuto, per un peso di 0,955 kg. Fai tu il conto quanta "materia" veniva lanciata contro il bersaglio!

Gli inglesi (pure i tedeschi e altri) riutilizzarono le breda (anche i 47/32) perché non ne avevano di meglio, o non costavano niente! L'alimentazione a piastrina (i bossoli vuoti venivano rimessi nella piastrina, era così anche per le altre armi Breda la 37 cal 8 e il cannoncino a.a. da 37), se da una parte era più veloce aveva lo svantaggio di trascinare nel meccanismo di sparo tutto quello che vi depositava sopra, che si impastava con la lubrificazione dell'arma. Nel periodo anteguerra il sistema migliore era quello a chiocciola della Oerlikon, ma aveva lo svantaggio del peso e del costo. Come ho scritto i tedeschi (leggi Mauser) erano riusciti ad alimentare le mitragliere aereonautiche con un sistema a nastro disintegrabile, che alla fine fu utilizzato anche in complessi terrestri. I cannoni motore Hispano-Suiza HS 404 dei Dewoitine o Morane francesi avevano un caricatore a chiocciola da 60 colpi. Lo stesso cannone fu montato a bordo degli Spitfire sempre con la stessa alimentazione e numero di colpi. Il Messerschmit Bf109E aveva uno o due cannoni Ikaria MG-FF con il medesimo sistema di caricatore e numero di colpi. Ma nella sucessiva versione Bf 109F montarono i Mauser MG 151 alimentati a nastro. La Breda aveva un'accordo tecnico-commerciale con la francese Hotchkiss, che influiva molto positivamente sulla qualità delle proprie armi. La famosa e affidabilissima Breda 37, non era altro che la Hotchkiss mod. 14 montata sul trepiede dell'asburgica Schwarzlose. Pure la mitragliera da 20 e da 37 erano molto "ispirate"! Peccato che la Hotchkiss non producesse un buon fucile mitragliatore e i nostri poveri soldati dovettero sorbirsi il famigerato Breda mod. 30!

Per la marina venne prodotto e imbarcato un complesso doppio della mitraglira Breda. Fu anche studiato un complesso quadruplo (visitabile al Museo Navale di Venezia) e come scrivevo uno sestuplo.

Ciao Koll. Kurtz
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