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Assegno di inclusione, pene più severe del RDC: chi si comporta così rischia la galera

Scattano delle pene più severe per tutti i beneficiari dell’Assegno di Inclusione. Chi si comporta in questa maniera verrà punito: le ultime

In questi mesi abbiamo visto come l’assegno di Inclusione abbia sostituito il contestatissimo Reddito di Cittadinanza. Questa misura è di certo meno dispendiosa per il Governo rispetto al RdC, visto che ha un importo medio di 645,84 euro e potrà essere erogato ai nuclei familiari che rispettano alcuni requisiti. 

Si inaspriscono le pene per tutti coloro che ricevono l’Assegno di Inclusione – Credits: Ansa Foto – Icsm.it

Tra questi troviamo coloro che hanno in famiglia un individuo affetto da disabilità, un componente che abbia raggiunto i sessanta anni d’età e tutti coloro che hanno almeno un minorenne a carico. Tuttavia, tale misura non è stata esente da critiche. In questi mesi abbiamo visto come diversi cittadini si siano lamentati nel ritardo dell’erogazione. Addirittura delle volte la domanda è stata respinta dall’INPS.

Dietro a questi rifiuti però potrebbero esserci diverse motivazioni e tra queste troviamo anche l’ISEE non rinnovato o superiore rispetto alla soglia fissata dal Governo per ottenere il beneficio. Ad ogni modo bisognerà fare comunque molta attenzione, anche quando si riceve la tanto ambita carta, in quanto rispetto al reddito di Cittadinanza le pene sono anche più severe.

Assegno di inclusione, occhio alle pene: chi commette queste infrazioni rischia grosso

L’Assegno di Inclusione, introdotto come sostituto del vecchio Reddito di Cittadinanza (RDC) richiede ai beneficiari di fornire autocertificazioni riguardo al possesso dei requisiti e al possesso dell’ISEE. Questo significa che i richiedenti devono dichiarare due volte, sotto la propria responsabilità, di soddisfare i requisiti per accedere al sostegno.

Attenzione a queste infrazioni, rischi grosso – Credits: Ansa Foto – Icsm.it

Come stabilito dall’ultimo Decreto lavoro del 1° maggio 2023, che ha istituito l’Assegno di Inclusione, sono previste sanzioni penali per chi fornisce dichiarazioni false, presenta documentazione falsa, omette di comunicare variazioni rilevanti dei redditi o del patrimonio. O ancora fornisce informazioni non veritiere per ottenere o mantenere il beneficio. Questo vuol dire che tutti coloro che agiscono in modo fraudolento rischiano delle sanzioni pesantissime, che addirittura possono raggiungere dai 2 ai 6 anni di reclusione.

Anche la semplice omissione di comunicazioni riguardanti variazioni del reddito o del patrimonio può comportare una reclusione da 1 a 3 anni. È importante, dunque, sottolineare che perdere il beneficio dell’Assegno di Inclusione è solo uno dei rischi minori associati all’ottenimento fraudolento o alla mancata comunicazione delle variazioni. 

Il Governo ha quindi stabilito delle pene pesantissime e soprattutto controlli rigorosi per chi fornisce informazioni false o reticenti. Questo sistema mira a garantire che il sostegno economico venga fornito solamente a coloro che effettivamente ne hanno bisogno e rispettano le regole stabilite. La trasparenza e l’onesta dei cittadini, in tal senso, resta quindi fondamentale.

Loris Porciello

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