“Mi auguro vivamente che il Parlamento Europeo decida di difendere lo Stato di diritto e i diritti umani”
Durante una conferenza stampa a Strasburgo, l’eurodeputata Ilaria Salis di Avs (The Left) ha espresso preoccupazioni riguardo alla richiesta dell’Ungheria di revocare la sua immunità parlamentare. Questa azione del governo ungherese potrebbe portare a un processo nel Paese, nonostante le condizioni descritte da Salis come inadeguate per un giudizio equo. “Mi auguro vivamente che il Parlamento Europeo decida di difendere lo Stato di diritto e i diritti umani”, ha sottolineato Salis, mostrando incertezza sul futuro della propria immunità.
Salis ha passato oltre 15 mesi in custodia cautelare nelle carceri ungheresi, dove ha denunciato essere stata sottoposta a tortura psicologica e isolamento. Arrestata durante una retata legata alle manifestazioni antifasciste, l’eurodeputata critica il sostegno del governo all’evento neonazista noto come Giornata dell’onore. Le accuse contro di lei sono state definite arbitrarie e prive di prove concrete.
Durante la sua detenzione, Salis ha descritto condizioni igieniche precarie e lunghi periodi d’isolamento senza possibilità di comunicazione con l’esterno.
Ha anche riferito interrogatori mirati ad estorcere confessioni forzate. “Ero in una condizione che si configura come tortura bianca”, ha dichiarato riguardo al suo trattamento nelle carceri ungheresi.
La Commissione Europea si è detta preoccupata per il caso Salis, enfatizzando l’importanza della presunzione d’innocenza e criticando la presentazione degli imputati con strumenti coercitivi quali catene durante i processi. L’Ungheria è stata ripetutamente sanzionata per violazioni dello Stato di diritto, inclusa l’indipendenza della magistratura e i diritti umani.
Nel contesto della plenaria a Strasburgo, Ilaria Salis ha criticato aspramente l’accordo Italia-Albania sui migranti, definendolo una vergognosa operazione coloniale volta ad attaccare i diritti dei migranti attraverso procedure accelerate ed esternalizzate per valutazioni e rimpatri. Ha chiesto al Parlamento Europeo una netta presa di distanza da tale operazione e invocato canali sicuri per la migrazione.
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