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Vallo Alpino: Caposaldo Valle Stretta - Centro n. 39
di Gianfranco Genta © (04/07)
Inserito nel I Sistema Difensivo- VIII SETTORE BARDONECCHIA - SOTTOSETTORE VIII/A COLOMION - il Caposaldo Valle Stretta detto anche di Sette Fontane si componeva dei Centri n.39 - 39 bis - Caserma XXIII ed alcune postazioni per mitragliatrice allo scoperto di minore importanza. Compito del Caposaldo, ubicato all'inizio della Valle Stretta era quello di interdire il passaggio della medesima a forze avversarie (Francesi) provenienti dai vari colli presenti in zona fra i quali quelli di Valmenier e di Valle Stretta con obiettivo Bardonecchia.

Il Centro n.39, costruito nel 1934-1935 secondo i dettami della circolare 200 era un'opera mista (Calcestruzzo-Caverna) posizionata sulla sinistra orografica del Rio di Valle Stretta all'altezza del Lago di Sette Fontane e dell'omonima diga, con l'ingresso principale a 1550 m. di quota. Era armato con 4 mitragliatrici, le armi A1 e A2 in caverna non avevano alcun malloppo esterno, feritoie e casematte erano ricavate interamente nella roccia mentre le armi A3 e A4 erano posizionate all'interno di un malloppo in calcestruzzo all'estremità OVEST del Centro. L'ingresso principale (estremità EST) era costituito da un malloppo in calcestruzzo con due impianti fotofonici (mai installati) di collegamento con la Caserma XXIII e con il Centro 39 bis sul lato opposto della vallata.

Un secondo ingresso attivo, dotato di porta-garitta con funzioni di osservatorio e difensive conduceva all'interno del Centro al livello dell'arma A1.

All'interno del Centro, che praticamente si sviluppava su tre livelli, trovavano posto inoltre i vari servizi logistici (che avrò modo di descrivere dettagliatamente durante la descrizione della visita) destinati al funzionamento della medesima. Il personale necessario al funzionamento del Centro era di 20 uomini.

Un'uscita di sicurezza (attualmente ostruita da una frana) era ricavata sotto il malloppo binato. Il passaggio in territorio francese, come tutta la Valle Stretta in seguito al trattato di pace del Febbraio 1947 e la sua vicinanza con il Lago di 7 Fontane lo hanno salvato da interventi di demolizione e il Centro si presenta integro e visitabile in sicurezza.

Iniziamo ora la nostra visita del Centro 39 partendo dall'ingresso principale, dotato in origine di una porta stagna.

Appena entrati a fianco della porta sono posizionati i due condotti murati, che avrebbero dovuto contenere i tubi delle fotofoniche, proseguendo nel cunicolo ora non più rivestito, dopo aver superato 4 gradini giungiamo al locale del gruppo elettrogeno con ancora in sede i basamenti del motore, degli accumulatori e la vasca del serbatoio del carburante.

A questo punto il cunicolo piega decisamente a sinistra di circa 90° e superati altri 2 gradini si immette nel locale destinato a contenere la riserva d'acqua. Sono ancora presenti due serbatoi in eternit e il basamento che li sosteneva.

Si prosegue nel cunicolo (ora rivestito) e ci si immette nel locale ricovero (il più grande del Centro) destinato ad ospitare il presidio. Dopo un tratto rettilineo si diparte alla nostra sinistra il cunicolo che conduca all'ingresso attivo, a questo punto il camerone dopo aver superato un ulteriore gradino piega leggermente a destra per terminare all'inizio del corridoio della postazione dell'arma A1, posizionato a sinistra,mentre a destra è ubicato il piccolo locale destinato contenere l'impianto di ventilazione. Percorriamo quindi il tragitto fino alla casamatta dell'arma A1, scavata nella roccia e priva della piastra di protezione frontale. Subito prima della casamatta è posizionato a sinistra il vano della riservetta munizioni.

Torniamo indietro, e giunti al ricovero imbocchiamo la ripida scala che con circa 40 gradini ci porterà alla diramazione(a sinistra) che conduca alla casamatta dell'arma A2, simile in tutto e per tutto alla postazione dell'arma A1.

Tornati al corridoio principale svoltiamo nuovamente a sinistra e una prima rampa di scale con circa 40 gradini ci conduce a un pianerottolo privo di derivazioni, e proseguendo con altrettanti gradini giungiamo ad un tratto in piano, di fronte a noi un bivio: la derivazione a destra conduce all'uscita di sicurezza, quella sinistra dopo aver superato altri 10 gradini ci condurrà all'interno del malloppo binato delle armi A3 e A4, queste ultime provviste della piastra corazzata di protezione in tre parti. A questo punto si torna indietro sino a giungere alla derivazione (la troveremo a destra) che conduce all'ingresso attivo, si percorre un corridoio e dopo aver lasciato a sinistra il locale delle latrine si raggiungerà la porta-garitta dell'ingresso attivo. Adesso avendo visitato tutti i locali del Centro 39 si potrà scegliere se scendere dal ghiaione di fronte a noi, piuttosto impervio (sconsigliato) oppure ritornare all'ingresso principale e scendere con comodo sentiero.

Per coloro che fossero interessati ad una visita del Centro n. 39 si consiglia di uscire dall'autostrada a Bardonecchia, percorrere la strada che conduce in Valle Stretta e dopo l'abitato di Melezet lasciare l'autovettura in una piazzola alla destra della strada nei pressi di un campeggio. La piazzola(m.1475) è perfettamente riconoscibile dalla piccola altura che la sovrasta, sulla cui sommità sono visibili i resti della postazione n.111, un'opera Tipo 7000 demolita nel dopoguerra (vedere le fotografie n.1-2-3-4). A questo punto si imbocca la strada sterrata che conduce verso il lago e dopo circa mezz'ora di passeggiata, giunti in prossimità del medesimo, cercare (con molta fortuna) a destra le quasi inesistenti tracce di sentiero che attraverso il bosco, in circa 20 minuti di cammino ci porterà all'ingresso principale. In caso di difficoltà nel trovare la traccia del sentiero si può proseguire lungo lo sterrato fino a trovare, sempre alla nostra destra un ghiaione sulla cui sommità è perfettamente visibile la porta-garitta in metallo dell'ingresso attivo. Valutare a questo punto se il tragitto è alla nostra portata. Assolutamente consigliato invece per ritorno il sentiero che parte dall'ingresso principale. Indispensabile munirsi di una buona pila, e vista la grandezza dell'opera delle batterie di ricambio onde evitare di trovarsi nell'oscurità totale in caso di esaurimento delle medesime.

L'escursione descritta è stata effettuata dallo scrivente il 18 marzo 2007. Ed ora, come al solito parlino le fotografie.

Bibliografia: Festung 7 di M.Boglione
La Montagna Fortificata di PG.Corino e P.Gastaldo ed.MELLI
Sito: http://valloalpino.altervista.org.

POSTAZIONE N. 111

Foto 1: le macerie dell'opera 111. Foto 2: il blocco in calcestruzzo con evidenti i gradoni della cannoniera.
Foto 3: uno sguardo all'interno. Foto 4: particolare dell'interno.
CENTRO N. 39

Foto 5: vista parziale del Centro n. 39 dalla strada che sale in Valle Stretta,sono visibili il malloppo binato in calcestruzzo,la postazione dell'arma A2 e la porta-garitta dell'ingresso attivo.La postazione dell'Arma A1 è nascosta dalla vegetazione. Foto 6: al centro la porta-garitta dell'ingresso attivo e a destra il malloppo dell'ingresso principale(dietro il pino) visti dalla strada che sale al Col della Scala.
Foto 7: il malloppo dell'ingresso principale con il condotto della fotofonica di collegamento con la caserma XXIII. Foto 8: l'ingresso principale con lo stipite della porta stagna.
Foto 9: il condotto della fotofonica di collegamento con il Centro 39 bis. Foto 10: il condotto della fotofonica murato all'interno.
Foto 11: finita la parte rivestita del cunicolo d'ingresso inizia quella in roccia.Dopo i 4 gradini è ubicato il locale del gruppo elettrogeno. Foto 12: il basamento degli accumulatori.
Foto 13: il basamento del motore e la vasca del serbatoio del carburante. Foto 14: la tubazione di alimentazione del motore.
Foto 15: il locale deposito acqua. Foto 16: un serbatoio di eternit giace sul pavimento.
Foto 17: il secondo serbatoi ancora sul suo basamento.Notare i bulloni di fissaggio del coperchio e il telaio in legno sul retro. Foto 18: il cunicolo rivestito che dal locale della riserva d'acqua conduce al ricovero del personale.
Foto 19: il ricovero visto da Est. Foto 20: la nicchia di ingresso del cunicolo che conduce all'ingresso attivo che percorreremo al ritorno.
Foto 21: il lato ovest del ricovero,visibile a sinistra la scala che conduce alle casematte delle armi A2-A3-A4, subito dopo lo stipite della porta stagna, a sinistra inizia il corridoio che conduce alla casamatta dell'arma A1. A destra il vano del locale dell'impianto di ventilazione. Foto 22: il primo tratto del cunicolo verso l'arma A1 (visibile in fondo la feritoia della medesima) presenta la volta piana.
Foto 23: .. il secondo la volta a botte. Foto 24: la casamatta dell'arma A1.
Foto 25: la feritoia, priva della piastra corazzata di protezione. Foto 26: resti dell'impianto di ventilazione.
Foto 27: la nicchia della riservetta munizioni,adesso via verso l'arma A2. Foto 28: la ripida scala (39 gradini) che conduce al 2° livello, ove è posizionata l'arma A2.
Foto 29: il cunicolo rivestito che ci conduce alla casamatta dell'arma A2. Foto 30: ulteriori 5 gradini ci conducono all'interno della casamatta.
Foto 31: l'interno della casamatta, visibile il piano di sostegno dell'arma e le 2 staffe di sostegno del tubo dell'aria, che tramite un tubo flessibile e una maschera veniva inalata dal servente. Foto 32: la feritoia dell'arma, scavata nella roccia. Come per l'arma A1 non era prevista la piastra di protezione.
Foto 33: vista dalla feritoia dell'arma A2. Foto 34: la riservetta munizioni dell'arma A2.
Foto 35: questi 37 scalini ci conducono a un pianerottolo privo di derivazioni, di qui un'altra rampa di scale di 35 gradini ci porta all'imbocco del cunicolo per il malloppo binato (armi A3-A4). Foto 36: il pianerottolo.
Foto 37: la rampa con 35 gradini. Foto 38: ingresso del cunicolo verso il malloppo.
Foto 39: il collettore dello spurgo della condensa presente nelle tubazioni dell'aria. Foto 40: la riservetta munizioni del malloppo 1.
Foto 41: il cunicolo a destra conduce all'uscita di sicurezza, la scala a sinistra al malloppo. Foto 42: il cunicolo dell'uscita di sicurezza.
Foto 43: l'uscita di sicurezza ostruita da una frana. Foto 44: condotti di aerazione.
Foto 45: l'ultima rampa di scale (11 gradini) che conduce al malloppo. Foto 46: il malloppo delle armi A3-A4 visto dalla strada che sale in Valle Stretta.
Foto 47: il cunicolo di collegamento fra le due postazioni delle armi. Foto 48: postazione arma A3 con la piastra corazzata di protezione in tre parti. Notare l'accumulo di calcare.
Foto 49: la feritoia dell'arma A3. Foto 50: la Valle Stretta vista dalla cannoniera dell'arma A3.
Foto 51: il cunicolo verso l'arma A4. Foto 52: piastra corazzata e feritoia dell'arma A4.
Foto 53: campo di tiro dell'arma A4,è visibile la strada che risale la Valle stretta. Foto 54: si inizia il ritorno.
Foto 55: avanti con attenzione.. Foto 56: la ripidità della scala e l'acqua presente sui gradini consigliano la massima prudenza durante la discesa. E adesso avanti verso l'ingresso attivo.
Foto 57: l'ingresso del cunicolo che dal ricovero conduce all'ingresso attivo. Foto 58: visibile sullo sfondo la porta-garitta.
Foto 59: locale latrine. Foto 60: latrina.
Foto 61: la porta-garitta metallica dell'ingresso attivo vista dal ghiaione sottostante. Foto 62: la porta-garitta vista dall'interno.
Foto 63: la Guglia Rossa vista dalla feritoia superiore della porta-garittae. Foto 64: il lago di 7 Fontane visto dalla feritoia est.
Foto 65: la porta-garitta vista dall'esterno. Foto 66: la magnifica vista sul Lago 7 fontane ci accoglie all'uscita dell'ingresso attivo,dopo tanta oscurità apprezziamo maggiormente lo spettacolo.
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