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Vallo Alpino: Caposaldo Abitato di Thuras: Centro 84, Centro 85, Centro 85 bis e Centro 86
di Mattia Collaro © (05/07)
Superato l'abitato di Bousson, si continua su una strada sterrata seguendo le indicazioni per Ruille e poi per Thuras. Da Ruille in poi ci vuole il permesso del comune di Cesana per proseguire in auto. Da qui, dopo parecchi tornanti si giunge ad una piana, quota 1951, dove si incontra l'abitato di Thuras, formato da poche baite, quasi tutte devastate dall'incendio causato dalle truppe tedesche nel 1944. Guardando verso il Colle di Thuras, le fortificazioni le troviamo sulla sinistra (destra orografica del torrente Thuras), la prima è l'opera 84, poi salendo si incontrano l'85, l'85 bis e infine il più alto alla base del Roc Boucher è il centro 86.

Centro 84: l'opera si presenta completamente ruderata, i due malloppi per mitragliatrice che danno verso il Colle di Thuras, sno completamente distrutti; con molta cautela e soprattutto dotati di caschetto di protezione si possono comunque visitare i camminamenti, passando da una nicchia del malloppo A2 (quello più vicino alla strada). Da qui incontriamo una scala scavata nella roccia che scende facendo una curva, porta ad una diramazione, a destra si va al malloppo A1, il corridoio è ingombro di macerie; a sinistra immette sul corridoio principale che porta al reparto logistico, pieno di immondizia e all'ingresso anch'esso inagibile sia da dentro che da fuori. Internamente non vi sono pericoli, le volte sono in perfetto stato ad eccezione dei tratti attigui ai malloppi. L'opera fu costruita nel 1937, era presidiata da 15 uomini e faceva parte di una bretella che costituiva uno sbarramento di fondovalle, per raddoppiare le difese della prima linea posta molto più in alto al Colle di Thuras.

Centro 85: pochi metri più in alto del centro 84, posto più sulla destra, vi sono dei ruderi; l'opera tipo 7000, armata con due mitragliatrici, realizzata nel 1939, fiancheggiava il tiro con il centro 85 e controllava gli accessi all'abitato di Thuras. Oggi purtroppo è rimasto poco da vedere, il blocco in calcestruzzo è parecchi grande, solo uno dei malloppi è rimasto abbastanza integro, ed è ancora presente in sito parte dell'affusto della mitragliatrice.

Centro 85 bis: dal centro 85, salendo sulla collinetta alle sue spalle, si arriva in breve tempo ad un'altra opera, più una postazione che un centro. Questa è sicuramente la fortificazione meglio conservata (esternamente), della Valle di Thuras; il malloppo è ancora perfettamente riconoscibile sia internamente che esternamente. Anche questa era armata con due mitragliatrici poste su treppiede, infatti non ci sono piastre in acciaio, ed era del tipo 7000.

Centro 86: molto più in alto, a quota 2140, dopo aver percorso un inesistente sentiero tra alberi, detriti, molto pericoloso, si arriva al centro 86, incastonato nelle basse pendici del Roc Boucher; il mascheramento dell'opera la rende invisibile da qualunque parte, solo un occhio esperto riesce a vedere le uscite da distanza. L'ingresso non c'è, evidentemente l'esplosione lo ha distrutto e i blocchi in calcestruzzo sono scesi verso vale, si capisce comunque dove era ubicato grazie alla presenza di un tubo di sfiato e da blocchi in cemento sparsi qua e la. Con particolare attenzione, camminando sui ghiaioni si possono raggiungere i malloppi delle due mitragliatrici. Si entra dal malloppo A1, che si presenta come un buco con una scala che scende. La pianta dell'opera è identica a quella del centro 84, fu realizzata nel 1937 e aveva una guarnigione di 15 uomini. la visita interna è priva di pericoli, scendendo la scala ci troviamo in un lungo corridoio non rivestito, ove sulle pareti passava l'impianto elettrico, sono rimaste le scatole di derivazione e alcuni interruttori; sulla sinistra una diramazione porta al malloppo A2. Proseguendo diritto invece arriviamo al ricovero in caverna, pulito e rivestito, sul soffitto vi sono delle staffe per le tubazioni dell'impianto di areazione. Proseguendo sul fondo si arriva alla latrina, particolare come forma e poi al citato ingresso ingombro di macerie.

Per informazioni più dettagliate relative a opere del Vallo Alpino nelle aree limitrofe vi consiglio di visitare il mio sito http://www.bardonecchiafortificata.it; per commenti relativi al Caposaldo Thuras qui descritto, mandatemi email a: mattyjones@libero.it.

La visita a tali opere è stata effettuata dallo scrivente ad agosto del 2006 e a maggio del 2007.

Ecco ora alcune fotografie che illustrano le opere visitate.

Foto 1: ruderi del malloppo A2 del centro 84. Foto 2: dal malloppo A1 si scende tramite una scala curva, il camminamento è privo di rivestimento in calcestruzzo.
Foto 3: reparti interni, devastati e sporchi. Foto 4: il ricovero del centro 84 è ormai ingombro da rifiuti.
Foto 5: vista dell'opera 85, è solo un grosso blocco armato con 2 mitragliatrici. Foto 6: il malloppo A1 del centro 85, in primo piano parte dell'affustino per la mitragliatrice.
Foto 7: vista sulla piana di Thuras dal malloppo A1 del centro 85. Foto 8: il malloppo ancora riconoscibile dell'opera 85 bis, posta poco più in alto del centro 85.
Foto 9: l'ingresso parzialmente intero dell'opera 85 bis, sullo sfondo la Valle di Thuras. Foto 10: interno del malloppo del centro 85 bis.
Foto 11: le uscite delle armi del centro 86 viste dall'abitato di Thuras, dalla foto sembrano 3 ma in realtà i malloppi sono solo 2. Foto 12: il malloppo A2 del centro 86 mimetizzato nella parete rocciosa del Roc Boucher, ora siamo a quota 2140.
Foto 13: il malloppo A1 semi distrutto del centro 86, parte della piastra in acciaio ha resistito allo smantellamento. Foto 14: vista dall'interno del malloppo A1, in primo piano una riservetta.
Foto 15: corridoio interno, senza rivestimento, in primo piano parte dell'impianto elettrico che correva lungo la roccia. Foto 16: verso il reparto logistico dell'opera, comincia ad esserci l'intonaco alle pareti, le intelaiature delle porte stagne, non ci sono più macerie sul pavimento.
Foto 17: il corridoio di accesso ai malloppi ingombro di detriti, tra i quali parti dei contenitori di acqua in eternit. Foto 18: sul soffitto del ricovero vi sono delle staffe installate in modo anomalo rispetto a tutte le opere degli altri settori difensivi limitrofi, servivano comunque a reggere le tubazioni provenienti dall 'impianto di ventilazione.
Foto 19: il reparto logistico, in alto le staffe e sulla destra la nicchia per l'impianto di areazione, al fondo del ricovero il corridoio continua verso l'ingresso. Foto 20: il gabinetto dell'opera, interessante il particolare della posizione per i piedi, questo tipo lo si trova in un opera nella Conca di Bardonecchia e in diversi centri del Moncenisio.
Foto 21: tubo di sfiato del malloppo di ingresso del centro 86. Foto 22: parte del malloppo di ingresso del centro 86, sullo sfondo la carrozzabile che dall'abitato di Thuras sale verso il Colle di Thuras.
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