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Vallo Alpino: Caposaldo Rivers: Centro di Fuoco N.16
di Gianfranco Genta © (10/07)
Inserito nel Caposaldo Rivers il Centro di Fuoco N.16 era posizionato a N del forte di Varisello all'interno di un rilievo che in conseguenza dell'innalzamento delle acque causato dalla costruzione della diga alla fine degli anni 60 si è trasformato in un promontorio. Costruito fra gli anni 1932-1935 secondo i dettami della Circolare N.200 era un'opera mista calcestruzzo-caverna. L'armamento era costituito da 4 mitragliatrici, due (A1 e A2) erano sistemate in posizione binata all'interno del malloppo in calcestruzzo orientale, in casematte protette da piastra corazzata di protezione in tre parti che incrociavano il fuoco con la mitragliatrice superiore del Centro N.17, mentre altre due mitragliatrici(A3 e A4) trovano posto in casamatte di calcestruzzo in caverna, posizionate ad occidente, anche queste protette da piastra corazzate di protezione in tre parti, incrociavano il fuoco con le armi del Centro N.14. Nel malloppo orientale erano anche ubicati l'ingresso principale (I1), l'uscita di sicurezza e l'impianto fotofonico(F1) di collegamento con il Centro di Fuoco N.17. Un secondo impianto fotofonico(F2) era ubicato all'interno della casamatta A3 e garantiva il collegamento con il Centro di Fuoco N.14. Due ricoveri(R1 ed R2)erano destinati alla guarnigione di presidio al Centro,che aveva un organico di trenta uomini. Gli apparati dell'impianto di ventilazione e i serbatoi della riserva dell'acqua erano posizionati all'interno del Ricovero R2. Un secondo ingresso (I2) era posizionato sul versante occidentale nei pressi della casamatta A3 ed era dotato di una postazione in cunicolo armata per la difesa ravvicinata. L'energia elettrica necessaria al Centro era prodotta da un gruppo elettrogeno della potenza di 1,62 KW, ubicato in un apposito locale nei pressi dell'ingresso I1. poiché nella marcia di avvicinamento al Centro N.16 transiteremo davanti all'osservatorio Varisello e al Ricovero L descriverò brevemente anche questi.

Osservatorio Varisello

Posizionato a NE del Forte di Varisello ad una quota di 2020 m. l'osservatorio costruito nel 1939 era una tipica Tipo 7000 in calcestruzzo a pianta circolare, dotata di un ingresso, tre feritoie per l'osservazione e una condotta per l'impianto fotofonico, forse mai installato. Si presenta in cattivo stato di conservazione.

Ricovero L

Posizionato a SW del Centro N.16,distante pochi minuti di cammino il Ricovero L, costruito fra il 1932 e il 1935 era un'opera in caverna, dotato di due ingressi. Quello inferiore (I1) era protetto da una postazione postazione per fucile mitragliatore posizionata superiormente alla porta di accesso e raggiungibile tramite una scala a pioli metallica. Dotata di due feritoie poteva battere campi di fuoco sfalsati fra loro di 90°. L'ingresso superiore (I2) era protetto da una singola postazione per fucile mitragliatore. Il camerone, avente la dimensione di m.12x2 poteva ospitare 16 uomini. Tuttora in buono stato di conservazione è visitabile senza problemi.

Visita al Centro di Fuoco N.16

Devo fare una piccola premessa, erano anni che tentavo una visita agli interni di questo Centro, ma purtroppo tutti i miei tentativi (e penso anche quelli di molti altri) erano sempre stati vanificati dall'elevato livello dell'acqua presente all'interno del Centro che in alcuni casi,a d esempio l'ingresso I2 raggiungeva il soffitto e delle cannoniere A3 e A4 dove l'acqua raggiungeva la feritoia dell'arma trasbordando all'esterno. Al massimo, negli anni scorsi, muniti di stivali da 40cm ci si poteva inoltrare, se si era fortunati nel malloppo orientale. Di proseguire nel corridoio principale, verso i Ricoveri e le casematte in caverna A3 e A4 nemmeno parlarne (a meno di dotarsi di tuta da sub e respiratore. La grande quantità di acqua presente all'interno è dovuta, secondo lo scrivente ad infiltrazioni dovute allo scioglimento delle neve presente sul rilievo e siccome l'inverno scorso in zona, le precipitazioni sono state abbastanza limitate, sperando nella mia buona stella lo scorso 31 agosto decido di effettuare una ricognizione per sincerarmi dello stato dei luoghi(in breve il livello dell'acqua)

Con mia grande sorpresa e gioia il corridoio di ingresso è praticamente asciutto e con i normali scarponi riesco a visitare senza troppi problemi il malloppo orientale e i ricoveri R1 e R2. Quì però, dove inizia il corridoio che conduce alle casematte A3 e A4 l'acqua, profonda circa mezzo metro mi costringe a fermarmi e ritornare indietro. La ricognizione però è stata positiva, infatti secondo la mia supposizione munito di stivali da pescatore è possibile visitare internamente l'intera opera, la visita completa è solo rimandata. Detto e fatto, mi sono procurato un paio di stivali da pescatore, li ho infilati nello zaino e domenica 8 ottobre mi sono ripresentato all'ingresso. Adesso iniziamo a visitare il Centro di Fuoco N.16 all'interno.

Nelle foto degli interni, specie nella parte "bagnata" notate sui muri laterali il segno lasciato dal livello dell'acqua in condizioni normali. Entriamo dall'ingresso principale I1, quello ubicato nel malloppo orientale e dopo aver superato una svolta a baionetta troviamo la botola dell'uscita di sicurezza con la copertura metallica sollevata (fare attenzione) proseguiamo e troviamo alla nostra sx il locale del gruppo elettrogeno (anche qui fare attenzione alla fossa del serbatoio della riserva del carburante colma d'acqua e priva di protezione), subito dopo il corridoio svolta a dx di circa 90° e tralasciando la diramazione a sx che conduce ai ricoveri e alle casematte in caverna proseguiamo diritti. A questo punto il corridoio piega nuovamente a dx di 90° e conduce all'interno del malloppo orientale, di fronte a noi il vano dell'impianto fotofonico F1 di collegamento con il Centro N.17, a dx la casamatta dell'arma A2 e a sx quella dell'arma A1.

Ritorniamo indietro e giunti alla diramazione precedentemente tralasciata iniziamo a percorrerla,dopo un tratto di corridoio rettilineo lungo una decina di m. entriamo nel ricovero R1, lo percorriamo e imbocchiamo in fondo il corridoio che conduce al ricovero R2. Nel ricovero R2 sono presenti a sx il vano che ospitava l'impianto di ventilazione e in fondo a dx il basamento che sosteneva i serbatoi in eternit della riserva dell'acqua. Attraversiamo il ricovero e subito dopo lungo il corridoio, praticamente dall'inizio della visita abbiamo camminato sull'asciutto, troviamo l'acqua profonda circa mezzo metro.

Mia moglie, che mi ha accompagnato fino adesso si ferma qui, soprattutto per motivi di sicurezza miei. Per me nessun problema, gli stivali da pescatore mi riparano a sufficienza, dopo aver superato la diramazione a sx che conduce all'ingresso I2 proseguo diritto lungo il corridoio, tastando il terreno davanti a me con un bastone (nonostante la limpidezza dell'acqua potrebbero essere nascoste sul pavimento, sotto la fanghiglia delle buche) fino a raggiungere la diramazione a sx che conduce alla casamatta A3, la percorro e giungo dentro alla casamatta, di fronte a me la nicchia della fotofonica di collegamento con il Centro N.14 e a dx la postazione dell'arma con la piastra corazzata di protezione in tre parti. Sul pavimento sono presenti circa trenta cm. d'acqua. Ritorno indietro e dopo aver raggiunto il corridoio principale, l'acqua è sempre profonda circa mezzo metro, svolto a sx dirigendomi verso la casamatta A4, dopo una svolta a sx il livello dell'acqua diminuisce gradatamente fino giungere a zero all'interno della casamatta. Ripercorro a ritroso il corridoio principale fino a raggiungere la diramazione a dx che conduce all'ingresso secondario (I2) e qui l'acqua raggiunge la profondità massima, circa 70 cm., raggiunto il lato interno della postazione in cunicolo armato. Dopo aver superato una doppia svolta a baionetta e salito 4 gradini sono all'esterno.

Un breve sguardo al panorama e di nuovo via nell'interno fino a raggiungere l'intersezione per il ricovero dove mi attendeva pazientemente mia moglie in quanto non mi aveva seguito nel tratto bagnato in quanto sprovvista di stivali ma sopratutto per ragioni di sicurezza. Inoltrandomi infatti in un ambiente sconosciuto, non sapendo quanta acqua avrei trovato, e per far fronte a qualunque imprevisto ero molto più tranquillo lasciandola all'asciutto pronta ad intervenire in caso di necessità. Raggiungiamo quindi l'uscita principale ed iniziamo la visita esterna dell'opera. A coloro che desiderassero visitare l'opera si consiglia innanzitutto un paio di stivali da pescatore, e dopo aver lasciato l'auto nel parcheggio all'estremità della diga e imboccare la strada che conduce al Forte Varisello. All'altezza del primo tornante imboccare il sentiero che si diparte a dx. Dopo pochi minuti troveremo, leggermente più in alto l'Osservatorio Varisello, proseguiamo inoltrandoci nella boscaglia fino a vedere di fronte a noi i due ingressi del Ricovero L. Il malloppo orientale con l'ingresso del Centro N.16 è visibile a pochi minuti di cammino un leggermente più in alto. Dal parcheggio al Centro N.16 si può preventivare circa mezz'ora di cammino.

La visita appena descritta è stata effettuata lo scorso 7 ottobre.
Un ultimo avviso: mentre la situazione del livello dell'acqua non è sicuramente destinata a cambiare nei prossimi giorni, non posso assolutamente prevedere come sarà fra un mese, ma sopratutto come sarà l'anno prossimo in base a quanto nevicherà quest'inverno. Quindi se qualcuno è intenzionato a visitare il Centro 16 ne approfitti adesso, prima della chiusura del valico del Moncenisio alla prima nevicata. Le fotografie che seguiranno sono state eseguite dallo scrivente durante la visita appena descritta e durante le varie ricognizioni effettuate al Centro.

E adesso Buona Visita a tutti con le fotografie.

Bibliografia. Sito: http://valloalpino.altervista.org.

Foto 1: il promontorio del Varisello visto dall'omonimo Forte. Foto 2: il sito con il Centro N.16. Visibile a dx il Malloppo Orientale, al centro le cannoniere in caverna e in basso il ricovero L con i due ingressi.
Foto 3: il malloppo orientale. Foto 4: vista ravvicinata del malloppo orientale, a sinistra è visibile l'ingresso principale e fra le cannoniere delle armi A1 e A2 il condotto della fotofonica di collegamento con il Centro 17.
Foto 5: via gli scarponi, calziamo gli stivali ed iniziamo la visita agli interni del Centro di Fuoco N.16. Foto 6: l'ingresso principale.
Foto 7: la botola dell'uscita di sicurezza. Foto 8: il corridoio.
Foto 9: il locale del gruppo elettrogeno. Foto 10: le staffe di sostegno della batteria di accumulatori.
Foto 11: la fossa del serbatoio della riserva del carburante. Foto 12: il basamento del motore del gruppo elettrogeno.
Foto 13: porta stagna nel corridoio verso le casematte A1 e A2. Foto 14: accesso alle casematte.
Foto 15: il vano della fotofonica F1. A dx la casamatta dell'arma A2, a sx quella dell'A1. Foto 16: i tubi della fotofonica.
Foto 17: il condotto e i tubi della fotofonica F1 visti dall'esterno. Foto 18: la casamatta dell'arma A1 con la piastra corazzata di protezione.
Foto 19: vista dalla feritoia dell'arma A1. Foto 20: la casamatta dell'arma A2.
Foto 21: l'altura con l'osservatorio Varisello visti dalla feritoia dell'arma A2. Foto 22: la cannoniera dell'arma A2 vista dall'esterno.
Foto 23: la cannoniera dell'arma A1 vista dall'esterno. Foto 24: il corridoio principale verso il ricovero R1.
Foto 25: il ricovero R1. Foto 26: esaminando il portalampade del ricovero R1.
Foto 27: corridoio verso il ricovero R2. Foto 28: il ricovero R2.
Foto 29: il basamento dei serbatoi in eternit della riserva dell'acqua. Foto 30: il vano degli apparati della ventilazione.
Foto 31: il corridoio verso le casematte A3 e A4. Qui finisce la parte asciutta della visita. Visibile a sx la diramazione verso l'ingresso secondari. Diritti verso le casematte. Foto 32: con prudenza, tastando la solidità del pavimento possiamo iniziare a visitare la parte "bagnata" del Centro N.18.
Foto 33: e via, verso le casematte A3 e A4. Foto 34: visibile a sx la diramazione verso la casamatta A3. Anche se non percepibile, a causa della limpidezza, l'acqua qui è profonda circa 60 cm..
Foto 35: corridoio di collegamento fra la casamatta A3 e quello principale. Foto 36: l'interno della casamatta A3. Visibile in fondo il vano della fotofonica.
Foto 37: i tubi della fotofonica. Foto 38: il Centro di Fuoco N.14 visto dal tubo della fotofonica.
Foto 39: la piastra corazzata di protezione dell'arma A3. Foto 40: il Centro N.14 visto dalla feritoia dell'arma.
Foto 41: portalampada per l'illuminazione della casamatta. Foto 42: resti dell'impianto elettrico.
Foto 43: circa 30 cm. di acqua sono presenti sul pavimento della casamatta. Foto 44: e adesso via verso il corridoio principale e la casamatta A4.
Foto 45: corridoio verso la casamatta A4. Foto 46: lo stipite della porta stagna della casamatta A4.
Foto 47: l'interno della casamatta A4. Foto 48: la piastra di protezione dell'arma.
Foto 49: vista dalla feritoia dell'arma A4. Foto 50: pavimento della casamatta A4 è asciutto.
Foto 51: si ritorna verso il corridoio principale e l'ingresso secondario. Foto 52: portalampada sulla volta del corridoio.
Foto 53: resti della tubazione dell'aria rigenerata. Foto 54: neanche durante la visita alla parte "bagnata" ero lasciato solo.
Foto 55: corridoio verso l'ingresso secondario.La postazione in cunicolo armato vista dall'interno. Foto 56: resti della tubazione dell'aria viziata rigenerata.
Foto 57: ultimi gradini prima dell'uscita. Foto 58: l'ingresso secondario visto dall'interno.
Foto 59: il malloppo dell'ingresso secondario visto dall'esterno. Foto 60: la postazione in cunicolo armato vista dall'esterno.
Foto 61: si ritorna verso il corridoio principale. Foto 62: la visita alla parte "bagnata" è finita. Si ritorna al malloppo orientale e all'uscita principale.
Foto 63: l'accoglienza che ci riserva il Moncenisio all'uscita. Adesso si parte per la ricognizione eterna delle cannoniere A3 e A4. Foto 64: incastonate nella roccia le cannoniere A3 e A4.
Foto 65: le cannoniere. In primo piano A4, dietro A3. Foto 66: la cannoniera A3, a destra della feritoia dell'arma è visibile il condotto della fotofonica.
Foto 67: il condotto della fotofonica visto dall'esterno. Foto 68: la cannoniera A4. La visita al Centro N.16 è finita. Ci dirigiamo verso il ricovero L.

Ricovero L

Foto 69: visibili a sx i due ingressi, inferiore e superiore del Ricovero L. In alto a dx il malloppo orientale del Centro di Fuoco N.16. Foto 70: l'ingresso inferiore, con la feritoia n.1 per l'arma automatica.
Foto 71: la scala di accesso alla postazione dell'arma automatica. Si intravedono le due feritoie sfalsate fra loro di 90°. Foto 72: vista esterna della feritoia N.2.
Foto 73: il corridoio di accesso al camerone. Foto 74: l'interno del ricovero. Il legnale sul pavimento è depositato dalle acque del lago quando queste penetrano all'interno.
Foto 75: le scale di accesso all'ingresso superiore. Foto 76: l'ingresso superiore con la postazione difensiva. Ora ci dirigiamo verso l'osservatorio Varisello.

Osservatorio Varisello

Foto 77: l'osservatorio Varisello. Foto 78: l'ingresso.
Foto 79: accesso all'interno. Foto 80: il condotto della fotofonica visto dall'interno.
Foto 81: vista esterna del condotto della fotofonica. Foto 82: feritoia dell'osservatorio vista dall'interno.
Foto 83: vista esterna di una feritoia. Foto 84: lo sfaldamento del cemento, fa sembrare la crepa una feritoia.
Foto 85: l'osservatorio,con sullo sfondo il Forte Varisello. Foto 86: campo visivo dell'osservatorio.
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