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Vallo Alpino: Caposaldo Rivers Centro n.14
di Gianfranco Genta © (06/07)
Inserito nel I Sistema Difensivo-IX Settore MONCENISIO-Sottosettore IX/B MONCENISIO, il Caposaldo RIVERS era costituito dalla Batteria B1, dai Centri n.13/b, 14, 16, 17, 18, VII, postazioni n.26 (attualmente sommersa) n. 15 (iniziata e mai ultimata) e l'Osservatorio Varisello. Completavano il Caposaldo numerosi ricoveri in caverna che potevano ospitare le truppe destinate a raggiungere i punti di combattimento come rinforzo oppure appoggiare un eventuale contrattacco Italiano verso il confine Francese.

Il caposaldo Rivers si estendeva dalle vecchie dighe (ormai sommerse) ai primi contrafforti del Monte Pattacroce con il compito di proteggere le dighe ed interdire i movimenti a truppe e mezzi corazzati francesi nel pianoro sottostante. Occorre sempre tenere presente che all'epoca in cui le opere furono costruite il lago non aveva la superficie attuale e il pianoro sottostante si prestava al movimento di mezzi corazzati.

Il Centro n.14,costruito fra il 1932-35 ad una quota di 2050 m., era un'opera di tipo 200, mista calcestruzzo-caverna con 4 malloppi in calcestruzzo che ospitavano 4 mitragliatrici e un cannone anticarro da 47 mm.

I malloppi A1(Ovest), A2 e A3 in calcestruzzo con rivestimento in pietra ospitavano le mitragliatrici mentre il malloppo binato A4 (Est, su due piani) con mascheramento in calcestruzzo ospitava un cannone anticarro al piano inferiore e una mitragliatrice al superiore.

Il Centro, che ospitava un presidio di 32 uomini era dotato di un'ingresso principale (attualmente non praticabile in quanto chiuso a chiave con una porta metallica) un ingresso secondario in origine dotato di porta-garitta e due feritoie per la difesa ravvicinata. Questo ingresso è stato murato nel dopoguerra ma una breccia praticata nel muro consente l'accesso all'opera.

Le uscite di sicurezza erano due (attualmente impraticabili) ed erano ubicate nei pressi dei malloppi A3 e A4. Due fotofoniche ubicate nei malloppi A1 e A2 permettevano i collegamenti con i Centri 13b e 16.

L'osservatorio attivo in cupola corazzata era dotato di 6 feritoie che garantivano un campo di osservazione di 360 gradi. Le tre feritoie anteriori avevano dimensioni maggiori delle posteriori e un fucile mitragliatore, attraverso esse poteva garantire la difesa ravvicinata. L'arma del malloppo A1 (Est) incrociando il tiro con le armi del Centro 13b batteva una selletta presente fra i due centri. Le armi dei rimanenti malloppi avevano come campo di tiro il pianoro sottostante.

Completavano l'opera i vari equipaggiamenti quali il gruppo elettrogeno, la riserva d'acqua, le riservette munizioni ecc.

L'opera non è completamente visitabile in quanto all'imbocco Est del ricovero è stato eretto un muro e posizionata una grata in ferro impedendo così di procedere oltre.

Non si potranno così visitare i malloppi A1, A2, il ricovero e l'ingresso principale. Molto probabilmente questi locali vengono utilizzati come deposito dalla società francese dei telefoni oppure dall'EDF (Electricitè de France) quindi si raccomanda il massimo rispetto e non cercare assolutamente di accedere.

Entriamo quindi dall'ingresso secondario e dopo aver percorso un tratto di corridoio a baionetta, completamente rivestito troviamo alla nostra dx il locale che ospitava il gruppo elettrogeno (Prestare la solita attenzione alla vasca che conteneva la riserva di carburante in quanto priva di protezione) e subito dopo un'intersezione a T ci immette in un lungo corridoio scavato nella roccia. La diramazione di dx conduce al malloppo A4 (Est), un'ulteriore diramazione a sx conduce alla cupola corazzata dell'osservatorio.

La diramazione a sx dell'intersezione a T conduce invece verso il ricovero ed i malloppi A1, A2 e A3.

Noi iniziamo la visita da quest'ultima diramazione e dopo aver percorso un lungo tratto di corridoio non rivestito quest'ultimo con un gomito di 90 gradi (da questo punto in avanti il corridoio è nuovamente rivestito) ci conduce al malloppo A3 e dopo aver superato 4 gradini giungiamo alla casamatta dell'arma protetta da una piastra corazzata in tre parti e alla botola dell'uscita di emergenza. Ritorniamo al corridoio, svoltiamo a sx e dopo aver trovato il vano della riservetta munizioni giungiamo allo sbarramento che ci impedisce di entrare nel ricovero. E' tuttavia possibile osservare quest'ultimo attraverso le maglie della grata. Ripercorriamo a ritroso il percorso appena effettuato, oltrepassiamo l'intersezione a T dell'ingresso secondario, tralasciamo la derivazione che alla nostra sx conduce all'osservatorio e dopo aver superato due porte stagne (rimangono solamente gli stipiti) proseguiamo diritti verso il malloppo A4, quello posizionato a Est dell'opera con al piano terra il pezzo anticarro e a quello superiore la mitragliatrice.

Poco dopo aver superato la seconda porta stagna il corridoio è nuovamente rivestito e ci conduce al piano terra ove è ubicata la postazione del pezzo anticarro (si percorrono 4 gradini in discesa) protetta da una piastra piana corazzata. Sul pavimento della casamatta, a dx è posizionata la botola dell'uscita di emergenza (ATTENZIONE è piena d'acqua e priva di protezione)

Una scala di 12 gradini ci condurrà dal piano terreno al livello superiore ove trovano posto la postazione per la mitragliatrice protetta da una piastra corazzata a minimo spessore frontale e un condotto per una fotofonica mai installata.

Ripercorriamo il corridoio principale fino a trovare alla nostra dx il lungo corridoio (non rivestito) che dopo una porta stagna ci condurrà verso l'osservatorio. Alla fine della parte in roccia inizia una parte rivestita che dopo un andito a baionetta e una ripida scala di 30 gradini ci porta alla base del pozzo verticale (alto circa 6-7 metri) della cupola corazzata dell'osservatorio. Una scala alla marinara conduce fino alla cupola ma il pavimento metallico (del peso di qualche quintale) della postazione è incastrato pericolosamente a qualche metro d'altezza sopra di noi, fra la scala e la parete del pozzo dando l'impressione di cadere da un momento all'altro. Si SCONSIGLIA ASSOLUTAMENTE non solo di salire la scala alla marinara ma anche di sostare alla base del pozzo. Il pericolo non è costituito solo dal pavimento incombente ma dai molti IDIOTI che si divertono a lanciare pietre dalle feritoie dell'osservatorio.

A questo punto si ritorna indietro,raggiunto il corridoio principale svoltiamo a destra fino a raggiungere il corridoio a sinistra che ci condurrà all'uscita.

A coloro che fossero intenzionati a visitare l'opera si consiglia di lasciare l'auto al parcheggio ubicato all'estremità Ovest della diga del Moncenisio, imboccare la strada che costeggia il lago e in circa 40 minuti di comodo cammino si raggiungerà la selletta che divide i Centri 13b e 14, raggiungibili entrambi da questo punto in pochi minuti. L'opera 13b non è stata visitata in quanto l'unico ingresso era ancora sotto un accumulo di neve.

La visita descritta è stata effettuata dallo scrivente il 12 maggio 2007.
Alcune foto degli esterni sono state scattate nel corso dell'estate 2006.

Ed ora via alle fotografie.

Bibliografia: La Montagna Fortificata di P.G. CORINO e P. GASTALDO Ed. Melli - Susa
Sito: http://valloalpino.altervista.org.

Foto 1: la selletta che divide i Centri 13b (appena visibile a sx) e il Centro n.14 a dx. Foto 2: il Centro n.14 visto da Sud, si distinguono da sinistra il malloppo A1, l'ingresso principale, i malloppi A2, A3 e l'ingresso secondario. Non visibile, in quanto nascosto dal profilo dell'altura il malloppo A4.
Foto 3: i 4 malloppi delle armi visti da Est. Foto 4: il Centro n.14 visto dal Centro 13b.
Foto 5: l'ingresso secondario privo della porta-garitta. Si distinguono i due condotti per la difesa ravvicinata. Foto 6: l'ingresso principale, con la porta metallica chiusa a chiave.
Foto 7: il malloppo A1, a fianco della cannoniera il condotto della fotofonica di collegamento con il dirimpettaio Centro 13b. Foto 8: il malloppo A2 con la cannoniera e il condotto della fotofonica di collegamento con il Centro n.16.
Foto 9: il condotto della fotofonica visto dall'esterno. Foto 10: la feritoia dell'arma A2 vista dall'esterno.
Foto 11: l'interno della casamatta A2 visto dalla feritoia dell'armao. Foto 12: l'ingresso secondario,con la breccia praticata nel muro,che ne permette l'accesso.
Foto 13: la prima svolta a baionetta del corridoio. Foto 14: lo stipite della prima porta stagna.
Foto 15: il corridoio di ingresso, rivestito, che conduce alla diramazione a T del corridoio principale, visibile a dx l'accesso al vano del gruppo elettrogeno. Foto 16: il basamento del motore del gruppo elettrogeno.
Foto 17: la vasca (colma d'acqua) del serbatoio della riserva di carburante. Foto 18: il vano destinato agli accumulatori, con le staffe di sostegno dei medesimo.
Foto 19: lo stipite della porta stagna di accesso alla diramazione a T del corridoio principale. Foto 20: il corridoio principale,non rivestito,verso la casamatta A3.
Foto 21: ora il corridoio principale diventa rivestito.. Foto 22: diritti verso la casamatta A3,a destra verso il ricovero.
Foto 23: i 4 scalini che conducono alla casamatta A3, visibile in basso a destra la botola dell'uscita di emergenza n.1. Foto 24: l'accesso alla casamatta.
Foto 25: la piastra corazzata di protezione in tre parti. Foto 26: particolare della piastra, notare l'abbondanza di calcare.
Foto 27: particolare della feritoia dell'arma A3. Foto 28: particolare della parte frontale della piastra di protezione.
Foto 29: vista dall'interno della casamatta A3,all'interno dell'altura di fronte è ubicato il Centro n.16. Foto 30: vista esterna del malloppo A3, anche qui, come per i malloppi A1e A2 il mascheramento esterno dei medesimi è ottenuto con scaglie di pietra.
Foto 31: si va verso il ricovero, visibile in fondo la diramazione a sx. Foto 32: resti delle condutture dell'aria.
Foto 33: staffa di sostegno delle tubazioni dell'aria, lungo il corridoio che conduce al ricovero. Foto 34: il vano della riservetta munizioni dell'arma A3.
Foto 35: il corridoio verso il ricovero. Il pavimento è letteralmente ricoperto dai pezzi di intonaco che si sono staccati dalle pareti. Foto 36: fine del percorso. Abbiamo raggiunto il lato Est del ricovero, il muro e la grata ci impediscono di proseguire.
Foto 37: lo sbarramento. Foto 38: particolare del muro e della grata.
Foto 39: il lato Ovest del ricovero, visto da Est attraverso le maglie della grata. Foto 40: si ritorna indietro, verso il malloppo binato A4.
Foto 41: inizia il tratto non rivestito. Foto 42: porta stagna verso il malloppo A4.
Foto 43: inizio del corridoio rivestito verso il malloppo A4. Foto 44: accesso al piano terra della casamatta A4.
Foto 45: visibile in basso l'accesso alla botola dell'uscita di emergenza n.2. Foto 46: la botola dell'uscita di emergenza, colma di trasparentissima acqua.
Foto 47: l'interno della casamatta anticarro, con la piastra corazzata di protezione. Foto 48: vista dalla feritoia dell'arma controcarro. L'ultima neve tarda a sciogliersi.
Foto 49: il soffitto rinforzato della casamatta. Notare le colate di calcare. Foto 50: si ritorna indietro, dopo la pozza d'acqua una derivazione a destra con una scala di 12 gradini ci condurrà alla postazione per mitragliatrice al piano superiore.
Foto 51: a sinistra la scala verso la mitragliatrice, a destra il corridoio verso l'anticarro. Foto 52: verso la postazione della mitragliatrice. Visibile a sinistra il vano della riservetta delle munizioni.
Foto 53: la casamatta superiore. Foto 54: la piastra corazzata a minimo spessore frontale di protezione della mitragliatrice.
Foto 55: resti della conduttura dell'aria. Foto 56: resti dell'impianto elettrico.
Foto 57: a dx della postazione dell'arma è ubicata la nicchia dell'impianto fotofonico n.3 mai installato. Foto 58: l'interno del condotto della fotofonica.
Foto 59: vista dalla feritoia della mitragliatrice. Foto 60: il malloppo binato A4 visto dalla postazione n.15. Si distinguono chiaramente le cannoniere delle 2 armi: in basso l'anticarro e in alto la mitragliatrice.
Foto 61: particolare della mimetizzazione in calcestruzzo del malloppo A4. Foto 62: si scende e si va verso l'osservatorio.
Foto 63: visibile a destra la derivazione che dal corridoio principale ci porterà all'osservatorio. Foto 64: il corridoio verso l'osservatorio.
Foto 65: lo stipite della porta stagna che isolava l'osservatorio dal resto del complesso. Foto 66: corridoio di accesso al pozzo dell'osservatorio.
Foto 67: la scala con 29 gradini che porta alla base del pozzo. Foto 68: la base del pozzo con la scala alla marinara che conduce alla cupola corazzata 6 metri più in alto.
Foto 69: l'interno del pozzo, a pedana incombe su di noi,non ci soffermiamo nemmeno un attimo. Foto 70: la cupola corazzata dell'osservatorio vista da NW.
Foto 71: la cupola vista da Sud. Foto 72: vista anteriore della cupola.
Foto 73: l'interno del pozzo visto dalla feritoia anteriore della cupola. Foto 74: verso il corridoio dell'ingresso.
Foto 75: il corridoio dell'uscita, alla fine si intravede la luce del giorno. Foto 76: la breccia praticata nel muro dell'ingresso vista dall'interno.
Foto 77: siamo all'aperto, un ultimo sguardo ai malloppi del Centro 13b (meta di una prossima escursione) ancora circondati dalla neve. Foto 78: siamo ormai diretti verso l'autovettura: il Moncenisio ci saluta così.

Il giorno della mia visita al Centro 14, 12 maggio 2007, complici il tempo tiranno e la presenza di alcune chiazze di neve non mi fu possibile accedere all'esterno del malloppo binato A4 per fotografarlo. Ieri 31 agosto a causa delle condimeteo che non facevano presagire nulla di buono abbiamo optato per una passeggiata dal parcheggio sotto al forte Varisello alla cappelletta di Saint Barthlemy che prevede il passaggio vicino al Centro 14. Raggiunto l'ingresso e accertata l'impossibilità di raggiungere il terrazzamento prospiciente il malloppo binato A4 passando dall'esterno (terreno scosceso e privo di appigli per cui si SCONSIGLIA questa via) decidiamo di passare dall'interno passando attraverso la feritoia presente nella corazzatura del pezzo da 47 mm situata nella parte inferiore del malloppo. La cosa è risultata fattibile pur con qualche contorsione e l'indispensabile assistenza di una persona all'interno della casamatta. Ho così potuto fotografare l'esterno del malloppo da vicino e l'uscita di sicurezza del Centro ancora dotata di porticina metallica (bloccata).
Foto 79: l'uscita di sicurezza,con la porticina metallica chiusa e bloccata. Foto 80: la cannoniera superiore per mitragliatrice.
Foto 81: la cannoniera inferiore per l'anticarro. Foto 82: resti di filo spinato sull'esterno del malloppo.
Foto 83: il malloppo binato A4 visto dall'esterno. Foto 84: particolare della feritoia inferiore dell'anticarro, unica via per raggiungere l'esterno del malloppo.
Foto 85: la visita esterna è finita. Con qualche contorsione si può rientrare. Foto 86: anche dal Centro 14 un saluto agli utenti di ICSM.
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