It.Cultura.Storia.Militare On-Line
invia stampa testo grande testo standard
Bookmark and Share
[HOME] > [icsm WORLD] > [Reportage: Vallo Alpino]
Vallo Alpino: Caposaldo Orco: Postazione 76
di Gianfranco Genta © (09/10)
Come le vicine Valli di Lanzo anche la Valle dell'Orco essendo priva di valichi stradali con la confinante Francia non fu mai dotata di un importante sistema difensivo. I pochi valichi, tutti ubicati a quote prossime o superiori ai 3000 m di quota risultano percorribili solo per pochi mesi nel periodo estivo e non permettono sicuramente il transito a grossi contingenti di truppe e neppure a mezzi motorizzati. Fra i più importanti da N a SW possiamo citare il Passo di Galisia (m.3002), il Passo della Losa (m.2970), il Passo della Vacca (m.2980) e il Colle del Carro (m.3108).

Tuttavia all'approssimarsi del conflitto con la Francia il nostro Stato Maggiore che evidentemente vedeva truppe francesi valicare ogni colle e scendere in Piemonte decise di fortificare la zona erigendo una decina di Postazioni Tipo 7000 di cui otto a sbarrare le provenienze dai passi citati e due nella zona della frazione Chiapili a sbarrare la strada del Nivolet. Mentre le provenienze dei primi tre colli citati convergono nella zona del lago Serru ed erano battute da sei postazioni, la provenienza dal Colle del Carro che attraversato il Vallone omonimo si immette a W della frazione Chiapili di Sopra sulla strada che conduce al Col del Nivolet era difesa dalla Postazione 75 ubicata su un costone denominato Rocce Grandi ad una quota di 2310 m e dalla Postazione 76 (nostra meta odierna) ubicata a 2300 m. di quota in località Alpe Cernera. Tutte queste Opere erano inserite nel Caposaldo ORCO che a sua volta faceva parte del Sottosettore Autonomo "Levanna" inserito fra il IX Settore "Moncenisio" e il X "Baltea" che aveva competenza sul tratto di arco alpino che va dal Rocciamelone alla Cima di Galisia.

La 76 è una Tipo 7000, realizzata nel 1939 e armata con due mitragliatrici, il mascheramento in pietre per le pareti e lose per il tetto tendono a farla assomigliare ad una baita. Un'incisione con data rilevata all'interno ci dice che essa era presidiata nel luglio del 1940. Lo stato interno della postazione è perfetto mentre per l'esterno e il tetto parte della mascheratura stanno cedendo. L'interno è quanto mai semplice, appena entrati troviamo una stanza con a dx l'apertura della fotofonica di collegamento con la Postazione 75 (probabilmente mai installata) ed in fondo alla stanza i due accessi alle casematte delle armi 1 e 2.

A coloro che fossero interessati alla visita si consiglia da Torino raggiungere Ceresole Reale, proseguire e superare la frazione Chiapili di Sopra. Dopo un paio di Km circa troveremo la fermata della corriera e alla nostra sx una strada con divieto di accesso e a volte chiusa da una sbarra. Parcheggiata l'auto in una piazzola vicino imboccheremo questa strada chiusa al traffico che si inoltra nel Vallone del Carro e che in un paio d'ore scarse di cammino ci porterà all'Alpe Cernera dove finisce la strada. Di qui guardando in direzione NE individueremo la sagoma della 76 che raggiungeremo a vista in pochi minuti.

L'escursione è vivamente consigliata in quanto si svolge completamente all'interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso in un ambiente incontaminato e lontano dal flusso del grande turismo diretto principalmente al Colle del Nivolet. Noi in tutta la giornata abbiamo incontrato dei pastori con le capre nei pressi dell'Alpe. L'escursione descritta è stata effettuata dallo scrivente il 29 agosto 2010.

Bibliografia: "Le strade dei forti", di M. Boglione

Foto 1: abbiamo parcheggiato l'automobile, di fronte a noi il Vallone del Carro. Foto 2: inizia la strada militare che ci condurrà all'Alpe Cernera, agli autoveicoli il transito è vietato, come in tutte le strade secondarie del Parco.
Foto 3: il cartello indicatore ci indica che siamo sulla giusta via. Foto 4: pur se in continua salita lo stato della strada si mantiene buono.
Foto 5: i continui tornanti ci hanno permesso di guadagnare quota rapidamente. Foto 6: l'aspro anfiteatro terminale del Vallone del Carro con il ghiacciaio omonimo.
Foto 7: abbiamo oltrepassato l'Alpe Cernera, si procede a vista verso la 76 visibile in alto. Foto 8: la Postazione 76 con le cannoniere delle armi 1 e 2.
Foto 9: la cannoniera 1 e la facciata S della Postazione. Foto 10: vista da SE.
Foto 11: la cannoniera 2 e la facciata W della postazione. Notare il disfacimento della mascheratura in pietre. Foto 12: la facciata E con l'ingresso.Si intravede a sx il laghetto dell'Alpe Cernera e sullo sfondo il ghiacciaio del Carro.
Foto 13: il perfetto mascheramento della parte superiore con le lose a simulare il tetto di una baita . Foto 14: in questo punto del tetto le lose hanno ceduto lasciando spazio al calcestruzzo catramato.
Foto 15: l'ingresso visto da SE. Foto 16: l'ingresso.
Foto 17: appena entrati troviamo a dx il condotto della fotofonica di collegamento con la Postazione 75. Foto 18: la facciata N e l'apertura della fotofonica.
Foto 19: il piccolo locale con funzione di ricovero. A sx la casamatta 1 e diritti la casamatta 2. Foto 20: l'interno della casamatta 2 e il basamento dell'arma.
Foto 21: particolare della cannoniera 2 vista dall'esterno. Foto 22: accesso alla casamatta 1.
Foto 23: l'interno della casamatta 1 con il basamento dell'arma. Foto 24: la feritoia dell'arma 1. Notare il rinforzo costituita da un angolare metallico della medesima.
Foto 25: particolare della cannoniera dell'arma 1 vista dall'esterno. Foto 26: la data incisa 2-7-1940 indica che la postazione era presidiata durante il breve conflitto con la Francia.
Foto 27: l'ingresso visto dall'interno con il condotto della fotofonica. Foto 28: anche dalla Postazione 76 un carissimo saluto agli amici di ICSM.
RIPRODUZIONE RISERVATA ©
[HOME] > [icsm WORLD] > [Reportage: Vallo Alpino]