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Linea Maginot: Forte Olive e Forte Lenlon, ottocentesche opere sopra Nevache
di Mattia Collaro © (08/08)
Da Nevache si va in direzione Plampinet, da qui si può seguire la strada sterrata che sale all'abitato di Granon e poi a piedi sino al bivio Lenlon - Olive. Altro percorso secondo me più valido e anche meno lungo è passando dal Col du Granon, si arriva al Briançon con tutta strada asfaltata, e poi dal colle per via sterrata in circa due ore si arriva o al Lenlon prendendo il bivio sulla sinistra oppure all'Olive proseguendo diritto.

Proseguendo verso il Lenlon troviamo prima una serie di batterie campali, quattro con 4 pezzi ognuna, nelle vicinanze ci sono due riservette munizioni (blocco in calcestruzzo con due porte in ferro vicine) e poi una grande polveriera (magazzino di settore), pianta a U con varie stanzette con porte in legno e isolamento per preservare la polvere. Poi troviamo varie caserme con una disponibilità di più di 350 uomini. Il primo che si incontra arrivando dal Granon è un ricovero senza il tetto, molto ampio, con ancora le capriate in legno per reggere la volta e vari tiranti. Il secondo è formato da un corpo di guardia staccato posto più in alto e un altro baraccamento più ampio con ancora il tetto adibito a stalla (ancora oggi), nelle vicinanze c'è anche una fontana in pietra senza acqua. Una terza baracca era in direzione Forte dell'Olive ma ne restano solo poche tracce. Il tutto serviva come guarnigione a sostegno del Forte Lenlon. Infine arrivati al Forte si può notare il vasto campo di osservazione, infatti il suo compito era controllare il settore e aiutare il Forte dell'Olive poco sotto. La pianta è semicircolare, con due piani fuori terra con feritoie per fucilieri, il perimetro è difeso da una cancellata in ferro. Attualmente è in mano ad un privato e non è possibile accedere all'interno.

Forte Olive: Il forte è costruito su un costone roccioso della Cime des Ruines che domina l'abitato di Plampinet. L'opera era munita di 12 cannoni da 120 modello 1878 sistemati in piazzole a cielo aperto in barbetta. L'opera doveva battere i colli di Thures, Scala e des Acles. Nel 1932 vennero costruite 2 batterie in caverna armate con pezzi da 75/32. Il 16 giugno 1940 il forte ebbe un lungo combattimento con la batteria Jafferau e la batteria dello Chaberton, le otto torrette dei 149/35 tirarono a caso sul forte dell'Olive e questo smise di sparare. Dell'opera colpisce il colore giallastro e la dimensione della caserma principale su due piani e munita di feritoie. Consiglio una visita lungo le mura per vedere gli effetti del bombardamento italiano. Il forte è attualmente aperto ed è interamente visitabile.

Per informazioni più dettagliate relative a opere del Vallo Alpino nelle aree limitrofe vi consiglio di visitare il mio sito www.bardonecchiafortificata.it.

Foto 1: il Lenlon alle prime luci dell'alba. Foto 2: la strada verso il Col Du Granon, il tempo non era dei migliori.
Foto 3: baraccamento 1 con tetto crollato. Foto 4: baraccamento 1, l'interno.
Foto 5: le capriate in legno ancora presenti. Foto 6: il baraccamento visto salendo verso il Lenlon.
Foto 7: una delle batterie campali nell'area del Lenlon. Foto 8: riservetta munizioni 1.
Foto 9: interno riservetta munizioni. Foto 10: riservetta munizioni 2.
Foto 11: vista complessiva dei baraccamenti e delle riservette. Foto 12: la fontana senza acqua e il baraccamento 2.
Foto 13: facciata del baraccamento 2 con gli inquilini. Foto 14: la stalla.
Foto 15: baraccamento 2 e Forte Lenlon. Foto 16: magazzini di settore e Forte Lenlon.
Foto 17: ingresso per i magazzini di settore. Foto 18: dettaglio della porta di ingresso.
Foto 19: il corridoio interno. Foto 20: una delle tante riservette.
Foto 21: bivio interno, la volta è in pietra. Foto 22: una stanza più ampia.
Foto 23: secondo ingresso ai magazzini di settore. Foto 24: il Lenlon, ci stiamo avvicinando.
Foto 25: Forte Lenlon. Foto 26: il primo cancello è superabile.
Foto 27: la lunga cancellata. Foto 28: particolare del cancello in ferro.
Foto 29: parte circolare del forte. Foto 30: il forte visto dall'Olive.
Foto 31: il Forte dell'Olive visto dal Lenlon. Foto 32: in alcuni punti della strada sono rimasti i paracarri lavorati.
Foto 33: i due forti visti dalla Cima Sueur. Foto 34: la strada militare in direzione Forte dell'Olive.
Foto 35: il promontorio ove è ubicato. Foto 36: ingresso.
Foto 37: la caserma giallastra vista dall'esterno. Foto 38: i segni del bombardamento italiano lungo le mura.
Foto 39: caponiera. Foto 40: ingresso.
Foto 41: caponiera di ingresso. Foto 42: l'infilata delle caserme interne.
Foto 43: riservette nei piani bassi della caserma. Foto 44: la bellissima scala che sale agli altri livelli.
Foto 45: interni sale superiori. Foto 46: stanze superiori.
Foto 47: la cisterna del forte. Foto 48: il forno del forte.
Foto 49: interessante particolare sulla robustezza della struttura. Foto 50: accesso alle postazioni.
Foto 51: le caserme viste da un altro punto. Foto 52: abbellimento del forte.
Foto 53: abbellimento del forte. Foto 54: arrivo della teleferica.
Foto 55: batterie da 120 mm. Foto 56: prima casamatta da 75/32.
Foto 57: riservette per i pezzi da 120. Foto 58: interno casamatta 75/32.
Foto 59: dalla feritoia vista sul Colle della Scala e verso Bardonecchia. Foto 60: corridoio di collegamento tra le casamatte.
Foto 61: la piazza d'armi del forte. Foto 62: la piazza d'armi del forte.
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