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Vallo Alpino: Sbarramento di Malles-Glorenze Opere n. 4-7-22
di Gianfranco Genta © (03/07)
Nel mese di marzo dell'anno 1938 con l'Anschluss (annessione) da parte della Germania dell'Austria quest'ultima cessò di esistere come nazione e divenne una provincia tedesca. I 420 Km di confine fra Italia e Austria divennero quindi confine fra il Regno d'Italia e Germania.

Il 22 maggio dello stesso anno a Berlino i governi di Italia e Germania firmarono il Patto d'Acciaio, un accordo che prevedeva mutuo soccorso in caso di conflitto, collaborazione della produzione bellica, ecc. ed avrebbe avuto una durata decennale.

Nonostante tutto questo, Mussolini che evidentemente non si fidava dell'alleato tedesco diede ordine nel 1939 di iniziare in Alto Adige i lavori relativi a una serie di opere (oltre 300) che inserite nei tre settori di competenza, XIII Settore VENOSTA-XIV Settore ISARCO-XV Settore PUSTERIA avrebbero dovuto garantire l'impenetrabilità dei confini Italiani da parte di truppe germaniche. La costruzione di queste Opere durò fino al mese di ottobre dell'anno 1942 quando una comunicazione del Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito Generale Ugo Cavallero su ordine del Duce ordinò la fine di ogni tipo di lavoro di rafforzamento alla frontiera con la Germania.

Tutto questo mentre le due nazioni alleate erano militarmente impegnate fianco a fianco dal fronte africano a quello russo. Il 1945 vide l'Austria occupata dalle forze della potenze vincitrici e suddivisa in 4 settori sotto la giurisdizione rispettivamente di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Unione Sovietica. Il 15 maggio 1955 fu firmato a Vienna, fra le potenze vincitrici e il governo austriaco il trattato che sanciva la ricostituzione dello Stato Austriaco indipendente, democratico e neutrale. Le ultime truppe di occupazione lasciarono l'Austria il 25 ottobre 1955.

Nel 1949 dopo l'ingresso dell'Italia nella NATO ed in piena guerra fredda diverse opere del Vallo Alpino in Alto Adige vennero rimesse in funzione, riadattate negli equipaggiamenti e armamenti, pronte a contrastare un'eventuale invasione da parte di forze del Patto di Varsavia. Non dimentichiamo infatti che un forte contingente russo occupò stabilmente una parte considerevole di territorio austriaco fino al 1955.

Con la caduta del muro di Berlino avvenuta nel 1989 il Vallo Alpino perse definitivamente la sua ragione d'essere e le opere cominciarono ad essere dimesse. Nel 1993 la dismissione delle opere fu ultimata e queste in base al decreto legislativo n.495 del 21 dicembre 1998 divennero proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano che iniziò la vendita delle opere ai privati.

Inserito nel II Sistema difensivo del XIII Settore VENOSTA lo sbarramento di MALLES-GLORENZA composto da un totale di 25 opere tipo 15000 di cui 11 Grandi e 14 Medie aveva il compito di sbarrare la Val Venosta a forze avversarie che provenienti dal Passo Resia e superato lo sbarramento posto a difesa del medesimo dirigessero verso Merano.

Opera n. 4

Opera Media tipo 15000 in calcestruzzo era armata con tre mitragliatrici, un cannone anticarro e un lanciafiamme. Come testimoniano i segni delle cannonate sulla parte frontale l'opera venne usata come bersaglio nel dopoguerra

Opera n. 7

Opera Media tipo 15000 in calcestruzzo era armata con 4 mitragliatrici

Opera n. 22

Opera Media tipo 15000 in calcestruzzo era armata con 4 mitragliatrici. Le tre opere descritte sono visibili dalla SS.40 nei pressi dell'abitato di Malles-Venosta e raggiungibili a piedi in pochi minuti di cammino. Essendo tutte e tre di proprietà privata e non avendo rintracciato in loco il proprietario non sono in grado di descrivere l'interno delle opere. Infine un consiglio turistico: se siete in zona non tralasciate di visitare Glorenza, autentico gioiello medievale, unica città dell'Alto Adige a conservare intatte le mura perimetrali dell'epoca e il Lago di Resia dalle cui acque emerge il campanile del XIV secolo, ricordo dell'antico paese sommerso nel 1950 in seguito alla costruzione della diga.

Bibliografia: "Le Fortificazioni del Vallo Alpino Littorio in Alto Adige" di Bernasconi A. e Muran G. ed.TEMI Trento

Opera n.4

Foto 1: il fronte dx dell'opera n.4. Foto 2: il fronte sx.
Foto 3: la parte anteriore dx con le feritoie delle armi. Foto 4: la parte posteriore sx.
Foto 5: la perfetta mimetizzazione dell'opera con l'ambiente circostante. Foto 6: vista fronto-laterale sx.
Foto 7: parte anteriore dell'opera. Foto 8: la parte anteriore contenente le casematte e le feritoie per le armi.
Foto 9: essendo stata usata come bersaglio per prove di tiro sono evidenti i segni lasciati dai colpi in arrivo. Foto 10: feritoia per mitragliatrice.
Foto 11: feritoia per arma anticarro. Foto 12: feritoia per mitragliatrice.
Foto 13: la feritoia dell'arma anticarro e i resti del mascheramento. Foto 14: particolare dei resti del mascheramento.
Opera n.7

Foto 15: l'opera n.7 vista dall'opera n.4. Foto 16: vista frontale dell'opera n.7.
Foto 17: vista ravvicinata. Foto 18: feritoia per mitragliatrice.
Foto 19: vista laterale. Foto 20: vista lateral.
Foto 21: vista latero-posteriore. Foto 22: vista posteriore,sono evidenti i resti del muro di mascheramento dell'oper.
Foto 23: vista leterale sx. Foto 24: feritoia per mitragliatrice.Anche qui sono evidenti i segni dei proiettili in arrivo(piccolo calibro) sul bersaglio.
Foto 25: resti del mascheramento. Foto 26: feritoia per mitragliatrice.
Foto 27: la piastra corazzata posta a protezione della postazione. Foto 28: feritoia per mitragliatrice.
Opera n.22

Foto 29: vista fronto-laterale sx dell'opera n.22. Foto 30: fronte sx dell'opera.
Foto 31: vista dell'opera. Foto 32: la parte anteriore contenente le casematte per le armi.
Foto 33: la parte posteriore. Foto 34: ancora qualche tempo e la vegetazione nasconderà completamente quest'opera alla vista.
Glorenza e Lago di Resia

Foto 35: la porta d'ingresso principale di Glorenza. Foto 36: le mura perimetrali della città.
Foto 37: scorcio del centro città. Foto 38: il campanile del XIV secolo emerge dalle acque del Lago di Resia.
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