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Vallo Alpino: Caposaldo Malamot: Centro di Fuoco 1
di Gianfranco Genta © (09/09)
Realizzato fra gli anni 1932-1935 all'interno del versante N della Cima di Bard, ad una quota di 2680 m. slm il Centro di Fuoco 1 venne costruito in caverna secondo i dettami della Circolare 200. Armato di tre mitragliatrici in casematte in caverna protette da piastra corazzata in tre parti incrociando il fuoco con l'arma S del Centro 6 (ubicato sotto la Caserma difensiva Malamot) avrebbe dovuto interdire il passaggio a forze francesi che provenienti dal Vallone di Savine avessero tentato l'aggiramento delle difese del Moncenisio attraverso il Col Giaset. Le tre armi, con campo di tiro sfalsato fra loro avrebbero coperto i settori del versante S del Malamot (Arma 1) il Lago Bianco (Arma 2) e il Col Giaset(Arma 3). Il Centro era dotato di un impianto fotofonico di collegamento con la Postazione T alla Corna Rossa, un gruppo elettrogeno di cui si può notare il tubo di scarico dei gas combusti in alto a sx della porta di accesso, una riserva d'acqua in serbatoi di eternit ed un ricovero interno per il personale formato da circa 20 uomini e di un impianto di ventilazione e depurazione dell'aria. Il cavalletto dei filtri della depurazione è stato asportato e ora giace in un ghiaione sottostante. Sono presenti in loco diverse scatole arrugginite che probabilmente contenevano i filtri per la depurazione dell'aria. Una porta corazzata piana ancora in sede dotata di feritoia con i 4 fori filettati per il sostegno dell'affustino di una mitragliatrice chiudeva l'accesso al Centro.

L'Opera si presenta in parte rivestita e in parte nella nuda roccia, con un notevole dislivello interno superato da 2 rampe di scale con la più lunga (37 scalini) priva del rivestimento. Il Centro non è dotato di uscita di emergenza. Appena varcata la porta di accesso il corridoio non è rivestito, troviamo subito alla nostra sx il vano della fotofonica con ancora in sede i tubi binati e il braccetto della mensola di supporto dell'apparato. Proseguiamo e troviamo una porta stagna che dà accesso al vano del gruppo elettrogeno, sono ancora presenti il basamento in cemento, le staffe che ospitavano le batterie e nel pozzetto del serbatoio della riserva carburante un serbatoio da 430l spaccato dal gelo fa bella mostra di sè. Immediatamente oltre il vano del gruppo, sulla dx del corridoio un basamento in cemento ospitava i serbatoi in eternit della riserva d'acqua. Proseguiamo lungo il corridoio sempre nella nuda roccia in leggera salita e raggiungiamo la base di una rampa di scale di 37 gradini che in leggera curva conduce alla parte superiore del Centro che ospita le casematte delle armi e il ricovero. Al termine della rampa una svolta a baionetta del corridoio conduce alla diramazione (nostra dx) dell'arma 1. Da questo punto inizia la parte rivestita.

Svoltiamo a dx e raggiungiamo la postazione dell'Arma 1, con campo di tiro il versante S del Malamot. Ritorniamo al corridoio principale e svoltiamo a dx verso il Ricovero ed una volta raggiuntolo ci balza subito agli occhi la grande massa di detriti penetrati all'interno dalla presa d'aria. Proseguiamo uscendo dal medesimo e percorrendo il corridoio principale raggiungiamo la diramazione a dx che ci condurrà alla casamatta dell'arma 2 con campo di tiro verso il Lago Bianco. E qui le cose si complicano: la diramazione è allagata, già da subito l'acqua è alta una ventina di cm e a alla fine del tratto di corridoio è presente una svolta a baionetta che non ci consente di vedere la postazione dell'arma 2. Purtroppo non ho con me gli stivali da pescatore ma solo quelli che arrivano al ginocchio, li indosso, quindi con cautela mi avvio verso la svolta con poche speranze di raggiungere la postazione in quanto il livello dell'acqua continua a salire. Riesco comunque a superare la svolta a baionetta e ad immettermi nel tratto rettilineo di corridoio che raggiunge la postazione e distinguo chiaramente l'apertura della piastra corazzata in tre parti. A questo punto non posso procedere oltre in quanto il livello continua a salire e la prima gelida acqua inizia ed entrarmi negli stivali. Riguadagno in fretta l'asciutto, mi tolgo gli stivali, ricalzo i miei amati scarponi e ci dirigiamo verso la postazione dell'Arma 3 con campo di tiro vero il Col Giaset. Un'ultima rampa di scale con i gradini ricoperti di bianco calcare ci divide dalla postazione: una volta che l'abbiamo raggiunta abbiamo la sorpresa di trovare in terra, ancora intatto, un serbatoio in eternit della riserva d'acqua, chissà mai chi e soprattutto perché l'avran portato fin lassù. A questo punto abbiamo finito la visita al Centro 1 e ci avviamo verso l'uscita con tanta voglia di rivedere lo splendido panorama che solo il Moncenisio sa offrire.

A coloro che fossero interessati alla visita si consiglia di lasciare l'autovettura nel piccolo parcheggio a W della diga e proseguire a piedi lungo la strada militare del Malamot fino a raggiungere il bivio di fronte ai ricoveri del Giaset. Tralasciare il ramo che conduce al Malamot e dirigersi vero il Lago Bianco passando a fianco della Postazione T. Una volta raggiunto il lago percorrere la riva N fino a raggiungere alla nostra sx il ghiaione alla cui sx una trentina di m più in alto è ubicato l'ingresso (attenzione: da questo punto occorre navigare a vista e fuori sentiero in quanto l'ingresso non è visibile). Si risale i ghiaione fino raggiungere una trentina di metri di dislivello più in alto alla nostra sx una quasi invisibile traccia di sentiero che tagliando di traverso uno sperone roccioso ci condurrà appena sotto l'ingresso. (prestare molta attenzione e soprattutto passo sicuro) Come già detto l'ingresso è molto difficile da individuare e personalmente consiglio di fare come ho fatto io con ottimi risultati: entrare nella Postazione T e guardare attraverso il tubo della fotofonica, individuerete subito e senza problemi l'ubicazione dell'ingresso del Centro 1. Vista la notevole lunghezza della parte non rivestita e la presenza di pietre staccatesi dalla volta e dalle pareti del corridoio si consiglia l'uso del casco protettivo e nel caso che si abbia interesse a visitare la casamatta 2 anche l'uso di stivali da pescatore. Indispensabili le torce elettriche. Oltre alle normali raccomandazioni di prudenza si ricorda la difficoltà della marcia fuori sentiero nel tratto del ghiaione e nell'attraversamento del tratto roccioso. Una volta usciti dal Centro se si è interessati a vedere esternamente le cannoniere bisogna percorrere il tratto roccioso fino a raggiungere il ghiaione, invece di scendere risalirlo per qualche metro e le postazioni le troveremo alla nostra sx. Si possono preventivare circa tre ore abbondanti di cammino. La visita descritta è stata effettuata dallo scrivente il 18 agosto 2009.

Bibliografia:
Moncenisio Battaglie e Fortificazioni di M.Minola e O. Zetta
La Montagna Fortificata di PG Corino e P.Gastaldo

Foto 1: il sito del Centro 1 (indicato con la X rossa) visibili a sx la Cima di Bard (m.3150 slm) e a dx la cima del Monte Giusalet (m.3127 slm). Foto 2: indicato con la linea rossa il percorso per raggiungere l'ingresso del Centro 1 posizionato all'interno del cerchietto.
Foto 3: percorso dettagliato. Foto 4: ultimo tratto del percorso di accesso al Centro 1, l'ingresso è visibile al termine della linea rossa.
Foto 5: picchetti per il reticolato visibili durante l'avvicinamento. Foto 6: l'ingresso del Centro 1.
Foto 7: l'apertura del condotto dei gas di scarico del gruppo elettrogeno visto dall'esterno. Foto 8: il tubo in eternit del gas di scarico del gruppo elettrogeno visto dall'interno.
Foto 9: vista ravvicinata dell'ingresso. Foto 10: se volete seguirmi possiamo iniziare la visita.
Foto 11: il vano della fotofonica. Foto 12: i tubi della fotofonica.
Foto 13: porta stagna di accesso al vano del gruppo elettrogeno. Foto 14: il basamento del gruppo elettrogeno.
Foto 15: la mensola per il sostegno delle batterie. Foto 16: anche se spaccato dal gelo è ancora presente il serbatoio della riserva del carburante.
Foto 17: basamento in cemento per i serbatoi della riserva d'acqua. Foto 18: corridoio in salita verso la scala.
Foto 19: inizio della rampa di scale di 37 gradini. Foto 20: a questo punto la scala svolta a sx.
Foto 21: termine della rampa di scale. Foto 22: corridoio verso il Ricovero e le casematte delle armi.
Foto 23: si va verso la parte rivestita del corridoio. Visibile a sx una piccola frana. Foto 24: inizia la parte rivestita del Centro 1.
Foto 25: visibile a dx l'inizio della diramazione del corridoio che conduce alla casamatta 1. Foto 26: corridoio e porta stagna di accesso alla casamatta 1.
Foto 27: la piastra corazzata di protezione dell'Arma 1. Foto 28: il campo di tiro dell'Arma 1. In cima al monte Malamot è visibile l'omonima caserma.
Foto 29: la postazione dell'Arma 1 vista dall'esterno. Foto 30: si prosegue, svoltiamo a dx verso il ricovero.
Foto 31: tubazioni dell'aria nel corridoio. Foto 32: siamo entrati nel ricovero.
Foto 33: interno del ricovero. Foto 34: tubazioni dell'aria all'interno del ricovero.
Foto 35: la nicchia dell'apparato di ventilazione. Foto 36: la grande massa di detriti penetrata all'interno del ricovero attraverso il camino della presa d'aria.
Foto 37: tubazione dell'aria ormai arrugginita. Foto 38: usciamo dal ricovero, indossiamo gli stivali e ci inoltriamo nella diramazione allagata che conduce alla casamatta dell'arma 2. Di fronte a noi una svolta a baionetta.
Foto 39: abbiamo superato la svolta a baionetta, il livello dell'acqua continua a salire ed inizia ad entrare negli stivali. Osserviamo la piastra corazzata in 3 parti di fronte a noi e torniamo indietro. Foto 40: la feritoia della piastra dell'arma 2 vista dall'esterno.
Foto 41: l'interno allagato della casamatta dell'Arma 2 visto dall'esterno attraverso la feritoia. Foto 42: postazione dell'arma 2 vista dall'esterno.
Foto 43: la zona del Lago Bianco, campo di tiro dell'arma 2. Foto 44: vista d'insieme delle cannoniere 1 e 2.
Foto 45: iniziamo a salire verso la casamatta dell'arma 3. Foto 46: alla fine delle scale la casamatta 3.
Foto 47: accesso alla casamatta 3, visibile a terra il serbatoio in eternit della riserva dell'acqua potabile. Foto 48: il serbatoio in eternit.
Foto 49: la piastra corazzata in tre parti a protezione dell'arma 3. Foto 50: il Lago e Col Giaset, campi di tiro dell'arma 3.
Foto 51: picchetto per il reticolato a protezione della postazione 3. Foto 52: il fianco sx della postazione 3.
Foto 53: vista frontale della postazione 3. Foto 54: mimetizzazione in pietre della postazione 3.
Foto 55: la cannoniera dell'arma 3 vista dall'esterno. Foto 56: si ritorna verso il ricovero.
Foto 57: usciamo dal ricovero. Foto 58: ripercorriamo nuovamente con attenzione la parte non rivestita verso l'uscita.
Foto 59: percorriamo una svolta a baionetta nella roccia. Foto 60: inizia la lunga discesa nel tratto di scala non rivestito.
Foto 61: la scala. Foto 62: la scala è ripida ed umida, si può scivolare con facilità. PRESTARE ATTENZIONE.
Foto 63: verso l'uscita. Foto 64: inizia a filtrare la luce.
Foto 65: l'ingresso visto dall'interno,si intravede il Lago Bianco. Foto 66: finalmente alla luce del sole.Uno sguardo verso il Col Giaset …
Foto 67: … un altro verso il lago del Moncenisio. Foto 68: nel ghiaione sottostante giace il cavalletto dell'impianto di ventilazione del Centro.
Foto 69: altra vista del cavalletto. Foto 70: anche dal Centro 1 un carissimo saluto agli amici di ICSM.
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