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Vallo Alpino: Caposaldo Malamot: Centri di Fuoco 7, 8 e 9
di Mattia Collaro © (07/09)
Ci sono due itinerari possibili per visitare tali opere: il primo è scendendo dal Malamot in direzione Pattacroce, il secondo il contrario, come ho fatto io, dalla Pattacroce si risale il rilievo sino all'opera n° 10 e poi si prosegue sulla cresta lungo il sentiero che porta alla caserma difensiva del Malamot in circa due ore.

Percorrendo questo itinerario dopo il centro 10 Caposaldo Pattacroce quota 2600 m, ci spingiamo oltre fino a raggiungere i 2700 m s.l.m. dove è ubicato il vasto centro in caverna N° 9. Posto sotto un traliccio dell'alta tensione, infatti c'è un ronzio elettrico che ci accompagna lungo parte del percorso. Il centro era armato con cinque mitragliatrici e presidiato da trenta uomini, non è stato ultimato per quanto riguarda i rivestimenti in calcestruzzo di alcune aree interne. Costruito nel 1932-1935, aveva lo scopo di battere le pendici della Valle del Piccolo Moncenisio. L'ingresso principale è per ora inagibile perché colmo di neve, l'unico accesso è l'uscita di emergenza del malloppo occidentale n°1. Da qui si diparte un corridoio in roccia molto lungo che porta ad una diramazione a T: a destra il cunicolo è bloccato dal ghiaccio che ostruisce fino alla volta (come allo Chaberton) e quindi gli altri malloppi occidentali non saranno mai visitabili; a sinistra si prosegue sino a raggiungere il ricovero interno con ancora il basamento dell'impianto di ventilazione, l'ingresso principale e il pozzo della torretta metallica. Esternamente ci sono varie trincee e tubi di sfogo dell'impianto di areazione. La cupola in acciaio è dotata di quattro conchiglie rotanti ed è immersa in un paesaggio mozzafiato. Proseguendo in direzione Malamot troviamo i resti di una precedente fortificazione di fine '800 e al di sotto un ingresso per un ricovero occasionale non portato a compimento.

Proseguendo il sentiero o la cresta in direzione Malamot, troviamo le cannoniere del centro 8, altra opera dotata di torretta in acciaio e armata con quattro mitragliatrici. Qui ci sono vari ingressi. L'opera è del 1932-1935, era presidiata da trenta uomini, ed è posta più o meno a 2800m di quota. Dal malloppo occidentale è possibile entrare strisciando nel cunicolo di emergenza, ma lo sconsiglio. Percorrendo il rilievo, troviamo un altro malloppo ben mimetizzato di una casamatta metallica e poi sulla cima la cupola con al di sotto l'ingresso. Il malloppo meridionale è anche dotato di ingresso quindi a voi la scelta. Anche questa cupola è dotata di quattro conchiglie per il brandeggio delle armi ed è marcata Fiat 1932. L'interno è un po' pericoloso a causa del ghiaccio persistente, ma non ci sono pericoli di altro genere.

Proprio di fronte a quest'ultima opera visitata, sul colle ove era posizionata l'ottocentesca batteria del Malamot, armata con 12 pezzi da 149 G, c'è un altro centro ampio ma più che altro lungo, il N° 7. E' posto sotto un altro traliccio dell'alta tensione e ha un grande sviluppo in lunghezza. Tra il malloppo settentrionale e l'ingresso c'è un corridoio lungo quasi 200 metri, dal quale poi si dipartono gli accessi ad un'altra postazione e al ricovero. Il blocco visitato, in questo periodo era stracolmo di neve e ho avuto difficolta a passare con il livello che mi arrivava alle spalle in alcuni punti (mi sono bagnato un po'). L'opera è sempre del 1932-1935 ed è armata con tre mitragliatrici ed era presidiata da 23 uomini. L'accesso ad un malloppo è impossibile perché occluso dal ghiaccio.

Per informazioni più dettagliate relative a opere del Vallo Alpino nelle aree limitrofe vi consiglio di visitare il mio sito www.bardonecchiafortificata.it.

Ecco ora le attese fotografie che illustrano ciò che ho appena descritto.

Opera n°. 9

Foto 1: vista sulle cannoniere occidentali. Foto 2: la cannoniera del malloppo occidentale.
Foto 3: ingresso principale sommerso dalla neve. Foto 4: il malloppo occidentale con l'uscita di fortuna.
Foto 5: il secondo malloppo. Foto 6: il terzo malloppo ancora sotto la neve.
Foto 7: ingresso di fortuna. Foto 8: la piastra della mitragliatrice.
Foto 9: corridoio in roccia verso il resto dell'ampia opera. Foto 10: il cunicolo di accesso verso la torretta e l'ingresso.
Foto 11: il cunicolo di accesso ai malloppi due e tre completamente bloccato dal ghiaccio. Foto 12: il grande ricovero interno.
Foto 13: basamento dell'impianto di ventilazione con un filtro a terra (non più in sito). Foto 14: dalla fine del ricovero si sale verso ulteriori diramazioni.
Foto 15: diramazione in roccia, a dx si va alla torretta, dritto all'ingresso. Foto 16: interno pozzo torretta.
Foto 17: ingresso principale ancora in ghiaccio. Foto 18: cunicolo da rivestito a non rivestito.
Foto 19: una delle prese d'aria dell'opera. Foto 20: la torretta metallica, sullo sfondo sotto il traliccio c'è il centro 7, sul rilievo a dx invece c'è il centro 8.
Foto 21: la torretta. Foto 22: primo piano con tubi di sfiato.
Foto 23: una delle conchiglie della torretta. Foto 24: nei pressi risalendo verso il centro 8 c'è un piccolo ricovero non ultimato.

Opera n°. 8

Foto 25: malloppo occidentale. Foto 26: malloppo Occidentale e ingresso di fortuna.
Foto 27: il mascheramento di una casamatta metallica. Foto 28: la torretta con sullo sfondo la caserma difensiva del Malamot.
Foto 29: il malloppo meridionale. Foto 30: cunicoli interni colmi di neve.
Foto 31: interno malloppo occidentale e uscite di fortuna. Foto 32: ricovero interno.
Foto 33: scala di collegamento alla torretta. Foto 34: scala a chiocciola interna.
Foto 35: riservette su due piani lungo la rampa di accesso all'ingresso due e torretta. Foto 36: la torretta e l'ingresso due.
Foto 37: primo piano della torretta e di sfondo il malloppo meridionale. Foto 38: la fantastica cupola, sulla destra il Roccia Melone, qui siamo a circa 2900 metri di quota.
Foto 39: vista sul Forte Varisello dal centro 7. Foto 40: vista sulla caserma difensiva del Malamot (fine itinerario).

Opera n°. 7

Foto 41: ingresso immerso nella neve. Foto 42: interno ingresso principale.
Foto 43: la fotofonica. Foto 44: particolare delle tubazioni dell'impianto di areazione.
Foto 45: il vasto ricovero interno. Foto 46: bivio per l'accesso ai distinti settori.
Foto 47: l'inizio del corridoio con neve portata dal vento. Foto 48: la neve nell'ingresso di fortuna.
Foto 49: tubazioni dell'aria verso il malloppo. Foto 50: interno dell'osservatorio.
Foto 51: l'osservatorio in neve. Foto 52: il malloppo dell'osservatorio con l'uscita di fortuna.
 
Foto 53: uno dei blocchi per mitragliatrice.  
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