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L'Ottocentesca Batteria del Gran Serin
di Mattia Collaro © (10/07)
Da Susa si prende la deviazione per Meana e si prosegue lungo la strada asfaltata e poi sterrata per il Colle delle Finestre. Il dislivello è notevole, circa 1700 m; la pendenza media della strada è 9,1% e la lunghezza complessiva è di 18,6 Km. La carrozzabile è quasi del tutto asfaltata, gli ultimi 8 Km sono in sterrato ma molto agevole (ricordo che la strada fu messa in sesto per l'88° Giro d'Italia); consiglio comunque prudenza.
Arrivati al Colle delle Finestre, quota 2178, si prosegue in discesa sino al bivio per l'Assietta, la strada è sterrata ma molto agevole (in periodo estivo è chiusa al transito, se non con permessi specifici). La strada è parecchio lunga ma poi alla fine si arriva ad un bivio quota circa 2400, dove si vede la Valle di Susa. A sinistra si prosegue per i trinceramenti dell'Assietta e per il Mottas, a destra un'ampia strada sterrata, bloccata da una sbarra, prosegue per circa 30 min di marcia, per portare alla Batteria del Gran Serin.
La batteria, costruita nel 1884, è molto ampia, tutto il colletto ove è installata, da quota 2587 a quota 2615, è recintato da un muro in alcuni punti demolito. Arrivando dalla strada, la prima cosa che si incontra è il portale distrutto protetto da feritoie per fucilieri; da qui è possibile vedere sulla destra in lontananza i baraccamenti del Gran Serin: caserme protette da fossato capaci di ospitare sino a 600 uomini. Il baraccamento invece che abbiamo sulla sinistra appena entrati ospitava il presidio della batteria, circa 250 uomini. Proprio sopra di esso vi è una grande apertura: un lungo corridoio in mattoni, porta alla polveriera. Internamente le travature in legno hanno retto alle ingiurie del tempo. Ritornando all'esterno e seguendo la strada interna si arriva a postazioni per mortai da 15 A.R. ret e poi ad un cunicolo parzialmente sepolto da detriti; percorrendolo ci si immette in una lunga galleria sotterranea che conduce alla caponiera del fossato, dotata di feritoie per fucilieri. La parte più alta della batteria invece disponeva di 8 piazzole per cannoni da 12 G.R.C. Ret (da 120 mm. in ghisa, rigato, cerchiato a retrocarica), poste a due a due, intervallate da una piccola riservetta per le munizioni. Il campo di tiro spaziava dalla Testa dell'Assietta alla Batteria della Gran Costa.
Per informazioni più dettagliate relative alle fortificazioni nelle aree limitrofe vi consiglio di visitare il mio sito http://www.bardonecchiafortificata.it; per commenti relativi al forte qui descritto, mandatemi email a: mattyjones@libero.it.
Arrivati al Colle delle Finestre, quota 2178, si prosegue in discesa sino al bivio per l'Assietta, la strada è sterrata ma molto agevole (in periodo estivo è chiusa al transito, se non con permessi specifici). La strada è parecchio lunga ma poi alla fine si arriva ad un bivio quota circa 2400, dove si vede la Valle di Susa. A sinistra si prosegue per i trinceramenti dell'Assietta e per il Mottas, a destra un'ampia strada sterrata, bloccata da una sbarra, prosegue per circa 30 min di marcia, per portare alla Batteria del Gran Serin.
La batteria, costruita nel 1884, è molto ampia, tutto il colletto ove è installata, da quota 2587 a quota 2615, è recintato da un muro in alcuni punti demolito. Arrivando dalla strada, la prima cosa che si incontra è il portale distrutto protetto da feritoie per fucilieri; da qui è possibile vedere sulla destra in lontananza i baraccamenti del Gran Serin: caserme protette da fossato capaci di ospitare sino a 600 uomini. Il baraccamento invece che abbiamo sulla sinistra appena entrati ospitava il presidio della batteria, circa 250 uomini. Proprio sopra di esso vi è una grande apertura: un lungo corridoio in mattoni, porta alla polveriera. Internamente le travature in legno hanno retto alle ingiurie del tempo. Ritornando all'esterno e seguendo la strada interna si arriva a postazioni per mortai da 15 A.R. ret e poi ad un cunicolo parzialmente sepolto da detriti; percorrendolo ci si immette in una lunga galleria sotterranea che conduce alla caponiera del fossato, dotata di feritoie per fucilieri. La parte più alta della batteria invece disponeva di 8 piazzole per cannoni da 12 G.R.C. Ret (da 120 mm. in ghisa, rigato, cerchiato a retrocarica), poste a due a due, intervallate da una piccola riservetta per le munizioni. Il campo di tiro spaziava dalla Testa dell'Assietta alla Batteria della Gran Costa.
Per informazioni più dettagliate relative alle fortificazioni nelle aree limitrofe vi consiglio di visitare il mio sito http://www.bardonecchiafortificata.it; per commenti relativi al forte qui descritto, mandatemi email a: mattyjones@libero.it.
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