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Linea Maginot: Gros Ouvrage du Saint Gobain
di Gianfranco Genta © (07/07)
Denominata dai francesi Gros Ouvrage (Grossa Opera) du Saint Gobain, ubicata all'interno di un rilievo a Nord-Est della città di Modane (Savoia) l'opera, con il fuoco delle sue armi, aveva il compito di interdire, in concorso con le altre opere della zona, a forze avversarie (Italiane) la Valle del fiume Arc a monte di Modane, la Route Nazionale N.6 (RN 6) proveniente dal Moncenisio e contemporaneamente tenere sotto controllo l'uscita della galleria ferroviaria del Frejus in località Saint Antoine.

L'opera era stata così denominata perché nei suoi pressi, a fianco del fiume Arc, era attiva una fabbrica del celebre gruppo Saint Gobain.

Costruita fra il 1933 e il 1939, si sviluppava internamente alla montagna, con un dedalo di gallerie e locali per una superficie sotterranea di oltre 2000 m2, a livelli di quota differenti che variavano dai 1110 m. del Blocco 2 (il più alto) ai 1085 del Blocco 4 (il più basso).

I quattro Blocchi (B1-B2-B3-B4) destinati ad ospitare l'armamento, il Blocco d'ingresso, denominato E.M.H (Entrée Munitions et Hommes - Entrata Munizioni e Uomini) ed il Blocco B5 (l'unico non armato) destinato all'evacuazione dei fumi prodotti dalla cucina e dai motori del gruppo elettrogeno avevano la parte esterna (quella che nelle Opere Italiane è denominata malloppo) costruita in calcestruzzo.

Il presidio dell'Opera era costituito da 5 Ufficiali e 149 fra sottufficiali e truppa per un totale di 154 uomini. Erano presenti tre specialità dell'Armée e precisamente il Genio per il funzionamento degli impianti dei gruppi elettrogeni, di ventilazione, di riscaldamento ecc. l'Artiglieria per il servizio ai pezzi e le Trasmissioni per tutto ciò che era inerente alle comunicazioni. L'autonomia operativa dell'Opera senza rifornimenti esterni era di circa novanta giorni.

Blocco E.M.H.

Protetto da un fosso diamante sul lato anteriore il Blocco d'ingresso era armato con una postazione mista JM/CAC (Mitragliatrice Binata mod Reibel 1931 cal.7,5 mm / Cannone Anti Carro da 37 mm, alternabili secondo le esigenze). Il fosso diamante era inoltre battuto dal fuoco di due fucili mitragliatori mod.FM 24/29. Una campana corazzata GFM armata con un Fucile Mitragliatore assicurava la difesa ravvicinata del blocco. Un'apposita apertura permetteva di lanciare delle bombe nel fosso diamante.

L'ingresso nel Blocco avveniva tramite un ponte levatoio metallico che, superato il fosso, immetteva nella galleria principale dell'Opera. Questa,lunga oltre 250 metri, era percorsa in tutta la sua lunghezza da 2 binari a scartamento ridotto su cui correvano dei vagoncini spinti a mano, necessari per il trasporto interno di materiali. Apposite piattaforme intervallate lungo il percorso permettevano di deviare i carrelli verso i corridoi laterali. Ai suoi lati erano presenti i locali dei vari servizi logistici e si diramavano i corridoio diretti ai 4 Blocchi di combattimento. Il primo tratto della galleria principale era protetto da 2 postazioni per Fucile Mitragliatore.

Blocco 1

Protetto da un doppio fossato diamante difeso da 2 fucili mitragliatori e dotato di una feritoia per il lancio di bombe, l'armamento del Blocco 1 era costituito da 2 Mortai Brand da 81 mm mod.1932. Per la difesa ravvicinata ci si avvaleva di una campana corazzata GFM armata di Fucile Mitragliatore. Il Blocco si sviluppava su due livelli; l'inferiore ospitava il posto di comando ed il locale riserva - approntamento proietti, che tramite un montacarichi venivano trasferiti alla camera di tiro, quello superiore la camera di tiro, la campana corazzata e un'uscita di soccorso. Attualmente nel blocco sono in corso lavori di restauro, per cui l'accesso è vietato al pubblico.

Blocco 2

Anche questo si sviluppava su due livelli ed era il più grosso dell'intera Opera. Al livello inferiore erano ubicati il posto il posto di comando, il locale approntamento proietti e la camerata. A quello superiore erano ubicate le 2 camere di tiro per due mortai da 81mm, una postazione mista cannone anticarro da 47 mm - mitragliatrice binata Reibel (alternabili secondo le esigenze) e una postazione per mitragliatrice binata Reibel. Erano presenti inoltre 2 campane corazzate, la prima armata con la mitragliatrice binata Reibel, la seconda, destinata alla difesa ravvicinata dell'opera, con un fucile mitragliatore.

Blocco 3

Il blocco, utilizzato come osservatorio, era dotato di una campana corazzata utilizzata come osservatorio con annesso un fucile mitragliatore, una postazione per la difesa ravvicinata con fucile mitragliatore e una postazione ottica in collegamento con l'opera di Saint Antoine ubicata sul lato opposto della vallata.

Blocco 4

Questo blocco, in pratica il più basso dell'opera è raggiungibile dalla galleria principale tramite un corridoio in discesa. Questo corridoio ospita sul lato destro una serie di rampe di scale e su quello sinistro un piano inclinato, sul quale, tramite un verricello azionato a mano venivano fatti scorrere i carichi (munizioni) destinati alle armi. L'armamento era costituito da 2 postazioni per mitragliatrice binata Reibel e da una campana corazzata con fucile mitragliatore per la difesa ravvicinata.

Blocco 5

Si tratta in pratica di un blocco privo di armamento destinato esclusivamente all'evacuazione dei gas di scarico dei motori a scoppio dei gruppi elettrogeni e dei fumi prodotti dalla cucina dell'opera.

Servizi logistici e impianti

L'acqua destinata alla guarnigione e al raffreddamento delle armi proveniva da una sorgente esterna all'opera, da qui veniva canalizzata all'interno e riforniva tre cisterne. Per il vitto ci si serviva di una cucina elettrica a tre fuochi e due forni, il locale era dotato di due lavandini e di uno scaldaacqua elettrico. I pasti venivano serviti agli uomini tramite un'apertura nel muro della cucina. Non essendo l'opera fornita di refettorio i medesimi venivano consumati nelle camerate. Il riscaldamento era assicurato da due aerotermo che distribuivano aria calda ai vari locali i quali a loro volta erano tutti dotati di un piccolo radiatore elettrico della potenza di 0,5 Kw. L'illuminazione era garantita da lampadine ad incandescenza, disponibili in emergenza lampade a petrolio.

La ventilazione era garantita da ventilatori elettrici, una sala con batteria di filtri entrava in azione nel caso in cui l'opera fosse stata oggetto di attacco con i gas. Tutti i blocchi usufruivano della ventilazione indipendente con aria tratta dalla galleria principale. Un circuito indipendente provvedeva all'espulsione dell'aria viziata proveniente dalle latrine,dalla cucina e dall'officina elettrica tramite gli scarichi ubicati nel blocco 5.

L'energia elettrica era fornita, in condizioni normali dalla centrale di Modane e in caso di interruzione della linea da tre gruppi elettrogeni della potenza di 45 Kw ciascuno con motori diesel. Un'officina meccanica dotata di varie macchine utensili, un tornio, una mola, un trapano a colonna ecc. garantiva la manutenzione necessaria ai gruppi elettrogeni e ai vari impianti dell'Opera.

Le trasmissioni erano garantite da collegamenti telefonici indipendenti con l'esterno e con i vari blocchi dell'opera attraverso una centralina telefonica. I vari locali dei blocchi potevano inoltre comunicare tramite un tubo trasmettitore di voce oppure tramite l'apparecchiatura denominata Carpentier. Un trasmettitore ottico garantiva il collegamento con l'opera di Saint Antoine ubicata sul lato opposto della valle dell'Arc.

L'infermeria ubicata all'interno dell'opera garantiva l'assistenza sanitaria agli uomini della guarnigione. Due sale appositamente allestite e l'ingresso del Blocco EMH raccolgono numerosi cimeli e residuati bellici recuperati nelle vicinanze e sulle montagne circostanti.

Obice 105/22

All'esterno del complesso,in prossimità della parte superiore del malloppo del Blocco 2 è stato posizionato un obice da 105/22 mod.14/61 matricola 020032.

L'Opera di Saint Gobain oggi

Ultimata nel 1939 l'opera fu solo marginalmente interessata dai combattimenti fra Italiani e Francesi del giugno 1940. Fu occupata per brevissimo tempo dalle truppe Tedesche nel mese di settembre del 1944, ed abbandonata il 15 dello sesso mese,senza operare alcun tipo di distruzione, in seguito al ripiegamento tedesco su una linea più arretrata di fronte all'avanzata delle truppe Francesi su Modane. Fu riarmata nel dopoguerra, divenendo deposito di munizioni durante la guerra d'Algeria nel 1956 e dopo di questa deposito del Genio.

Nel 1991 la svolta: l'Opera di Saint Gobain viene ceduta all'Association du Musée de la Traversée des Alpes per essere trasformata in un Museo. Dopo un lungo ed accurato lavoro di restauro e di messa in sicurezza da parte dei volontari dell'Associazione l'Opera è stata finalmente aperta al pubblico ed è l'unica Opera della Maginot Alpina in Savoia visitabile. L'Associazione dispone di un suo sito Internet http://www.fortifications-maurienne.com e di un indirizzo email museeta@wanadoo.fr cui rivolgersi per ogni tipo di informazione riguardante l'Opera di Saint Gobain.

La visita descritta è stata effettuata dallo scrivente il 1 luglio 2007.

Si consiglia caldamente una visita all'opera, in quanto solo così ci si può rendere conto di come vivevano in pace e in guerra gli uomini di presidio a queste opere e l'alto grado di tecnologia (siamo nel 1933) raggiunto da progettisti ed esecutori del Gros Ouvrage du Saint Gobain.

L'opera è aperta al pubblico nei seguenti periodi ed orari.
Luglio e Agosto: tutti i giorni dalle ore 10 alle 12 e dalle 14 alle 19.
Aprile, Maggio, Giugno, Settembre, Ottobre, Novembre: lunedì, venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 12 e dalle 14 alle 19.
Gennaio, Febbraio, Marzo, Dicembre: tutti i giorni su PRENOTAZIONE per gruppi di almeno 20 persone.
Costo del biglietto di entrata 8 Euro (veramente ben spesi).

La città di Modane (Francia) sede dell'Opera di Saint Gobain è comodamente raggiungibile da Torino tramite l'Autostrada e il Traforo del Frejus uscendo all'uscita di Modane (pedaggio Autostrada e Traforo circa 40 Euro). Dalla città comode indicazioni ci condurranno in pochi minuti all'ingresso dell'Opera.

In alternativa al percorso sopracitato, da Torino si può raggiungere Susa proseguendo per il valico del Moncenisio percorrendo la strada statale, da qui scendere a Lanslebourg, svoltare a sinistra e percorrendo la Valle dell'Arc proseguire fino a Modane, con un percorso totale di circa 140 Km. In questo secondo caso non occorre preventivare il costo di Autostrada e Traforo.

Di fronte all'ingresso dell'Opera è posizionato un parcheggio per automobili e una piccola area attrezzata con qualche tavolo permette di consumare il pranzo al sacco.

I malloppi esterni e l'obice da 105/22 sono comodamente raggiungibili con un sentiero che si diparte dal blocco di ingresso.

Mai come in questo caso, penso che le foto illustreranno l'Opera meglio delle parole.

Bibliografia: "La Ligne Maginot en Savoie" di A. Chazette, A. Destouches, P. Touzin - Edition Histoire & Fortification-Paris
"Le fortezze delle Alpi Occidentali" Vol.I da M. Minola e D. Gariglio. Ed l'Arciere - Cuneo.

Foto 1: una campana GFM nuova ci accoglie al bivio per l'Opera di Saint Gobain. Foto 2: pannello di benvenuto nelle adiacenze del Blocco EMH dell'ingresso.
Blocco E.M.H.

Foto 3: vista frontale del Blocco, con il ponte levatoio metallico sollevato, in alto a dx la campana GFM. Foto 4: il fosso diamante, il ponte levatoio sollevato, la passerella pedonale e la feritoia del fucile mitragliatore per la difesa ravvicinata.
Foto 5: vista laterale, si possono osservare a sx la feritoia per fucile mitragliatore, a dx quella per cannone anticarro oppure per la mitragliatrice binata. Foto 6: la campana GFM, sullo sfondo la città di Modane.
Foto 7: le feritoie della GFM. Foto 8: targa ricordo posizionata sull'ingresso pedonale.
Foto 9: il ponte levatoio è stato abbassato: può iniziare la nostra visita all'interno. Foto 10: all'ingresso la bandiera Francese.
Foto 11: residuati bellici all'ingresso. Foto 12: cartello indicante la presenza di un campo minato, recuperato nei pressi dell'Opera.
Foto 13: iniziamo ad inoltrarci all'interno delle gallerie da soli, Ernesto è riservato alle visite guidate. Foto 14: la prima delle numerose porte stagne che incontreremo lungo la galleria principale e i vari cunicoli di collegamento fra i blocchi.
Foto 15: la galleria principale, possiamo distinguere a terra i binari della decauville e di fonte la postazione per FM (Fucile Mitragliatore) destinato alla protezione interna dell'ingresso. Foto 16: particolare del lato esterno della postazione, con la canna del fucile mitragliatore FM 24/29.
Foto 17: la postazione vista dall'interno. Foto 18: latrina.
Blocco 1
Foto 19: causa lavori di restauro il Blocco 1 non è visitabile, ci accontenteremo di una visita esterna. Foto 20: il blocco visto da SW. Si notano a dx le 2 cannoniere dei mortai da 81 mm e la campana GFM.
Foto 21: il fosso diamante, le cannoniere dei mortai e la campana GFM. Foto 22: la cannoniera della mitragliatrice per la difesa del fosso diamante.
Foto 23: l'uscita di soccorso. Visibile l'uscita circolare del condotto per il lancio di bombe all'interno del fosso diamante. Foto 24: il Bocco visto da W.
Foto 25: la campana GFM con le tre aperture per Fucile Mitragliatore. Foto 26: campana GFM con a dx i resti del reticolato di protezione.
Blocco 2
Foto 27: le indicazioni sono chiare, via verso il Blocco 2. Foto 28: la galleria di diramazione verso il Blocco 2.
Foto 29: ultime indicazioni. Foto 30: accesso alla camerata, si intravedono i letti a castello.
Foto 31: verso il posto di comando. Foto 32: porta di ingresso al Posto di Comando-Centrale di tiro.
Foto 33: interno del PC-Centrale di tiro. Foto 34: il trasmettitore di ordini "Carpentier".
Foto 35: tabella di tiro: qui erano riportati i dati relativi al vento. Foto 36: tabella informazioni.
Foto 37: accesso al locale sottufficiali. Foto 38: porta stagna di accesso al locale approntamento proietti.
Foto 39: particolare del chiavistello di chiusura della porta stagna. Foto 40: banco di lavoro in legno e apparecchiatura per lo spolettamento proietti.
Foto 41: il montacarichi destinato a trasportare i proietti alla camera di tiro. Foto 42: particolare del contenitore del montacarichi in cui venivano inseriti i proietti per i mortai.
Foto 43: carrello portaproietti. Foto 44: accesso alla camera di tiro delle mitragliatrici binate Reibel (JM).
Foto 45: la camera di tiro, con le postazioni delle 2 JM, sopra l'arma di dx è visibile la rotaia che permetteva di far scorrere i cannone anticarro e sostituirlo alla JM. Al centro si nota il radiatore elettrico da 0,5 Kw per il riscaldamento. Foto 46: particolare della postazione di sx.
Foto 47: particolare della postazione di sx. Foto 48: ingresso della camera di tiro dei mortai.
Foto 49: mortaio Brandt da 81 mm mod.32. Postazione dx. Foto 50: mortaio Brandt, postazione sx.
Foto 51: punto di innesto della canna del mortaio nella feritoia. Foto 52: volantino per la regolazione dell'alzo.
Foto 53: serbatoio per l'acqua di raffreddamento delle armi. Foto 54: esterno del Blocco 2. Il lato S con le aperture delle mitragliatrici JM. Sono ancora presenti i resti della mimetizzazione dell'epoca.
Foto 55: particolare della piastra di corazzatura con i fori per l'uscita delle canne della mitragliatrice binata JM Reibel. Foto 56: il fosso diamante di protezione del lato S.
Foto 57: il lato E del Blocco con le campane GFM e JM. Foto 58: il fosso diamante di protezione del lato E: si distingue sotto il piano di campagna l'apertura della cannoniera del mortaio.
Foto 59: la campana GFM per la difesa ravvicinata del Blocco. Foto 60: la campana JM con campo di tiro verso la rotabile del Bourget.
Blocco 3
Foto 61: inizio della galleria di collegamento verso il Blocco 3. Foto 62: galleria di collegamento.
Foto 63: locale impianto filtrazione aria del Blocco, visibili i filtri. Foto 64: ventola azionata da motore elettrico per la circolazione dell'aria.
Foto 65: valvola e tubazioni dell'aria. Foto 66: interruttori dell'impianto elettrico.
Foto 67: camerata con brande a castello. Foto 68: galleria verso la camera delle armi e del collegamento ottico.
Foto 69: postazione per Fucile mitragliatore, in basso il dispositivo per lanciare bombe nel fosso diamante. Foto 70: postazione per i collegamento ottico con l'opera di Saint Antoine.
Foto 71: camera per l'alimentazione elettrica del posto radio. Foto 72: apparecchiatura elettrica per l'impianto radio.
Foto 73: accesso alla campana GFM. Foto 74: l'interno della campana GFM.
Foto 75: ventola ad azionamento manuale, per l'immissione di aria pulita all'interno della campana. Foto 76: vista esterna del Blocco.
Foto 77: apertura per FM a difesa del fosso diamante. Foto 78: vista esterna del collegamento ottico.
Foto 79: la campana GFM-Osservatorio. Foto 80: l'interno della campana visto dalla feritoia.
Blocco 4
Foto 81: inizia il Blocco 4. Foto 82: galleria di collegamento.
Foto 83: derivazione verso il locale lavandini e servizi igienici. Foto 84: lavabo.
Foto 85: orinatoi. Foto 86: galleria in discesa verso il blocco delle armi .Visibile a sx la scala per il personale e a dx il piano inclinato per il trasporto munizioni. La pendenza è di 45°.
Foto 87: la lunga scala è finita. Si cammina nuovamente in piano. Foto 88: camerata con brande a castello.
Foto 89: un angolo della camerata. Foto 90: ultimo tratto di galleria prima della postazione delle armi.
Foto 91: l'accesso alla postazione delle armi. Foto 92: postazione sx con mitragliatrice binata JM Reibel. Il tubo corrugato sotto l'arma serviva a scaricare i bossoli nel fosso diamante antistante il Blocco.
Foto 93: postazione dx: il supporto dell'arma e la piastra di protezione sono stati smontati. Foto 94: il supporto e la piastra di protezione della JM sono stati posizionati su un cavalletto.
Foto 95: il serbatoio dell'acqua necessario al raffreddamento delle armi. Foto 96: porta di accesso al pozzo della campana GFM.
Foto 97: il pozzo e la campana GFM visti dalla base. Foto 98: la scala alla marinara e l'impianto di ventilazione della campana GFM visti dall'alto.
Foto 99: feritoia di osservazione della campana. Foto 100: postazione per fucile mitragliatore per difesa del fosso diamante.
Foto 101: presa d'aria della conduttura dell'aria. Foto 102: esterno del Blocco 4 visto da S.
Foto 103: il Blocco visto da SW. Foto 104: il fosso diamante.
Foto 105: vista esterna della postazione della mitragliatrice binata Reibel. Foto 106: la campana GFM. Sullo sfondo il fiume Arc.
Foto 107: il Blocco evacuazione fumi visto da N. Foto 108: particolare del punto di uscita degli scarichi.
Servizi logistici e impianti
Foto 109: carrello su rotaie. I binari percorrevano tutta la galleria principale e gran parte delle derivazioni. Apposite piattaforme girevoli permettevano ai carrelli un cambiamento di direzione di 90°. Foto 110: particolare della piattaforma rotante per il cambio di direzione dei carrelli.
Foto 111: il locale che ospita tre gruppi elettrogeni. Foto 112: quadro di comando del gruppo elettrogeno.
Foto 113: quadri di comando elettrici. Foto 114: officina manutenzione, il tornio.
Foto 115: officina manutenzione, trapano a colonna. Foto 116: locale trattamento aria.
Foto 117: locale trattamento aria, particolare della ventola. Foto 118: locale trattamento aria, particolare di una valvola.
Foto 119: locale trattamento aria, particolare del filtro. Foto 120: accesso al locale infermeria.
Foto 121: interno dell'infermeria. Foto 122: locale cucina. Cucina elettrica a tre fuochi e due forni.
Foto 123: locale cucina, lavandino e piani di lavoro. Foto 124: locale cucina, scaldaacqua elettrico.
Foto 125: apertura attraverso la quale venivano serviti i pasti agli uomini della guarnigione. Foto 126: galleria principale.
Foto 127: sala dei cimeli, elmetti tedeschi. Foto 128: sala dei cimeli, elmetti italiani.
Foto 129: sala dei cimeli, mine anticarro tedesche. Foto 130: centrale telefonica dell'opera.
Foto 131: particolare degli apparati di comunicazione. Foto 132: armadio stagno destinato a contenere componenti delicati degli apparati di comunicazione. Il giusto grado di umidità era ottenuto tramite sacchetti di Sali minerali.
Obice da 105/22 e vista d'insieme
Foto 133: obice da 105/22, sullo sfondo Modane. Foto 134: i Blocchi 2 (in alto) e 3 (in basso) visti dal ponte sul fiume Arc.
Foto 135: i Blocchi 2-3-4 (dall'alto in basso) visti dal ponte sul fiume Arc. Foto 136: l'Insegna del SETTORE FORTIFICATO DI MODANE.
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