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Linea Maginot: Forte Turra
di Gianfranco Genta © (11/06)
L'importante posizione strategica del monte Petite Turra che con i suoi 2529 metri d'altezza domina completamente la conca del Moncenisio (foto n.1) non era evidentemente sfuggita allo Stato Maggiore Francese che già negli anni dal 1891 in poi decise di erigere dei baraccamenti e ricoveri nei pressi della cima,che dall'anno successivo vennero presidiati stabilmente da reparti di Chasseur Alpin. Nel 1898 i Francesi si resero conto che poche baracche e ricoveri non erano certo sufficienti a fermare un'invasione italiana dal Moncenisio e decisero quindi di trasformare quelle opere in una fortezza.Venne costruita un'ampia opera in muratura costituente il perimetro vero e proprio,all'interno di questo vennero inglobate le opere precedenti, ma l'intervento più importante fu sicuramente lo scavo delle caverne in roccia che terminavano con quattro postazioni di artiglieria che battevano da una posizione dominante le opere italiane del Moncenisio e la rotabile che percorreva tutta la conca dal villaggio della Gran Croce al colle del Moncenisio.

Per i lettori non pratici del luogo apro qui una breve parentesi sul lago del Moncenisio:agli occupanti del forte Turra di fine ottocento non appariva sicuramente la vista della foto n.1 in quanto l'originario lago aveva una superficie di circa 50 ettari, che divennero 270 alla fine del 1924 con la costruzione da parte degli Italiani della terza diga. I tre sbarramenti furono costruiti frà il 1912 e il 1921. Con la costruzione del grande sbarramento, visibile al fondo del lago nella foto n.1, da parte dell'E.d.F. (Electricitè de France) fra il 1961 e il 1968 la superficie del lago aumentò a 668 ettari e il livello delle acque aumentò di circa 50 metri, sommergendo tutte le opere ivi presenti. Sparì così il vecchio ospizio, alcune borgate, ponti, la vecchia strada napoleonica e molte opere del Vallo Alpino frà i quali i Centri di fuoco 17, 18, 19 ecc. Non voglio prolungarmi oltre sulle opere sommerse in quanto saranno oggetto di un mio prossimo reportage. Torniamo quindi al forte Turra: la vecchia strada militare che dagli Chalets Suiffet saliva al forte si dimostrò ben presto insufficiente per garantire i necessari rifornimenti,così fra il 1931 e il 1935 fu costruita, in due tronchi una teleferica (i cui resti sono tuttora visibili) che collegava Lanslebourg con il forte.

Alla vigilia della dichiarazione di guerra dell'Italia alla Francia (10 giugno 1940) il forte era armato con due cannoni a tiro rapido da 75 mm, 2 mitragiatrici, 4 mortai da 81 e disponeva di una guarnigione di circa 80 uomini. Dopo i primi 10 giorni di guerra, trascorsi in relativa tranquillità, come del resto su tutto il fronte alpino, il 21 giugno il forte entrò in azione contro le truppe Italiane che avanzavano sulla dorsale del monte Tomba e contro una colonna nei pressi della borgata Gran Croce contrastato dai tiri(oltre 500 colpi) delle batterie La Court e Paradiso.

Il giorno successivo un fuoco ininterrotto di oltre sei ore da parte delle batterie italiane provocò gravi danni alle infrastrutture e l'interruzione dei collegamenti telefonici. Nonostante ciò il tentativo Italiano di impossessarsi del forte fallì, come pure un secondo tentativo effettuato verso sera scendendo dal colle della Beccia, tentativo stroncato dal tiro di un pezzo da 75mm ubicato presso l'ingresso del forte. Vista l'inutilità di questi assalti il forte Turra fu nuovamente sottoposto a un intenso tiro da parte delle batterie Italiane che danneggiarono ulteriormente gli edifici e l'osservatorio. Il 24 giugno un ulteriore assalto delle truppe Italiane non sortì alcun effetto. Dopo quest'assalto i cannoni italiani da 149/35 riaprirono il fuoco aprendo nuove brecce nel muro perimetrale e danneggiando con tiri di precisione gli imbocchi delle cannoniere in caverna.

L'armistizio fra Italia e Francia del 25 giugno pose fine ai combattimenti e su tutto l'arco alpino tornò la pace. Il forte Turra non era stato conquistato dagli Italiani e la sua guarnigione si arrese solo il 1° luglio quando i suoi difensori ricevettero l'onore delle armi da parte di un plotone Italiano schierato. Ma per il vecchio forte non era finita: occupato da truppe tedesche e da unitè della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana) nel periodo 1944-1945, fu trasformato in caposaldo avanzato del settore Moncenisio. Diversi attacchi Francesi tesi alla riconquista dell'importante posizione fallirono, ed il forte restò in mano Italo-Tedesca fino al mese di aprile 1945 quando all'approssimarsi della fine del secondo conflitto mondiale gli occupanti lo abbandonarono definitivamente.

Per chi volesse recarsi visitare il Forte Turra si consiglia da Torino prendere l'autostrada per Bardonecchia, uscire a Susa e prendere la SS.25 per il Moncenisio, costeggiare tutto il lago fino al colle del Moncenisio (m.2083), lasciare l'autovettura nel parcheggio al colle (foto n.2) e da qui imboccare il sentiero, ben indicato dalla segnaletica, che in circa un'ora ci porterà a un colletto e da qui la segnaletica (foto n.3) ci indicherà che il forte dista ormai solo 5 minuti. Al ritorno, dopo la visita al forte, da questo punto si consiglia, prima di iniziare la discesa verso l'autovettura di effettuare una diversione verso i baraccamenti (in vista) della stazione di arrivo della teleferica. Si consiglia vivamente questa visita in quanto è veramente alla portata di tutti, non solo per l'interesse storico ma anche per l'insuperabile panorama che si offrirà ai nostri occhi durante la salita. L'escursione trattata è stata effettuata dallo scrivente il 3 settembre 2006. Ora diamo il via alle immagini.

Bibliografia: "Le fortezze delle Alpi Occidentali" Vol.1° di D.Gariglio e M.Minola ed. L'Arciere-Cuneo"
Cartografia: I.G.C. carta n.2 Valli di Lanzo e Moncenisio. Scala 1:50.000

Foto 1: la conca del Moncenisio vista dal Forte Turra. Foto 2: il colle del Moncenisio (m.2083) con il parcheggio visti salendo al Forte Turra.
Foto 3: palina segnaletica nelle vicinanze del Forte. Foto 4: obelisco a forma di fascio, era presente all'epoca in tutti i posti di confine del Regno d'Italia. Questo del Colle del Moncenisio, forse perché il territorio è passato sotto la sovranità Francese nel 1947, si è salvato ed è stato trasformato in una sorta di monumento a ricordo delle truppe alpine e ai caduti in montagna.
Foto 5: la targa posta alla base del monumento. Foto 6: il vecchio cippo di confine fra il Regno d'Italia e la Francia del 1861. Su di esso l'Union Troupes de Montagne ha posato una targa per ricordare tutti i combattenti che si sono affrontati su queste montagne fra il 1940 e il 1945.
Foto 7: vetta della Petite Turra (m.2529) e Forte. Foto 8: osservatorio del Forte.
Foto 9: mura perimetrali e saponiera. Foto 10: targa esplicativa posizionata all'ingresso del Forte.
Foto 11: ingresso principale del Forte. Foto 12: l'ingresso del forte visto dall'interno.
Foto 13: particolare del meccanismo del sollevamento del ponte levatoio. Foto 14: casermetta comando.
Foto 15: interno di un locale del corpo di guardia: notare il buco, probabilmente una cannonata. Foto 16: data incisa sulla casermetta comando.
Foto 17: la fontana-lavatoio del Forte. Foto 18: mura perimetrali.
Foto 19: la baracca delle latrine. Foto 20: latrina.
Foto 21: reticolati a difesa del Forte.Sullo sfondo è visibile Lanslebourg. Foto 22: ingresso in caverna n.1 (il numero è stato assegnato da me).
Foto 23: imbocco della cannoniera n.1. Sono evidenti i danni provocati dai colpi italiani da 149mm. Foto 24: interno della galleria n.1.
Foto 25: galleria di collegamento. Foto 26: ingresso in caverna n.2 (anche qui il numero è stato assegnato dall'autore).
Foto 27: la camera di sparo della cannoniera n.2. Foto 28: il lago del Moncenisio visto dall'interno di una postazione.
Foto 29: ingresso di una postazione. Foto 30: mura perimetrali danneggiate.
Foto 31: postazione. Foto 32: mura del Forte.
Foto 33: reticolati a difesa del Forte. Visibile sullo sfondo il colle del Moncenisio. Foto 34: mura perimetrali con le feritoie per la difesa ravvicinata.
Foto 35: l'osservatorio del Forte Turra. Foto 36: il terrazzo dell'osservatorio.
Foto 37: il forte Italiano del Varisello visto dall'interno dell'osservatorio. Foto 38: vista sulla valle dell'Arca e sui ghiacciai della Vanoise.
Foto 39: vista sulla valle dell'Arc verso Bessan. Foto 40: la stazione di arrivo della teleferica e i baraccamenti del personale.
Foto 41: pilone di sostegno della teleferica con le funi ancora in sede. Foto 42: stazione di arrivo della teleferica e relativi meccanismi di manovra.
Foto 43: i carrelli della teleferica per il trasporto dei materiali. Foto 44: l'ingresso secondario del Forte Turra,purtroppo impraticabile per il franamento della strada.
Foto 45: nei pressi dell'osservatorio è cresciuta questa stella alpina: l'omaggio della natura a tutti coloro che qui hanno sofferto e combattuto.
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