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Forte Roncia
di Gianfranco Genta © (01/07)
Per l'aiuto politico e militare dato dalla Francia al Regno di Sardegna nel 1859 (Seconda Guerra d'Indipendenza) che con la sconfitta dell'Austria avrebbe portato al futuro Regno d'Italia la Lombardia, gli accordi prevedevano che la Contea di Nizza e il Ducato di Savoia sarebbero passati alla Francia. Tuttavia l'abile azione del Conte Camillo Benso di Cavour e dei suoi diplomatici riuscirono a convincere l'Imperatore di Francia Napoleone III a rinunciare al Moncenisio che sarebbe così rimasto in mano Piemontese.

Tuttavia le trattative non furono brevi, e l'accordo sui nuovi confini fu firmato a Torino solo il 7 marzo 1861. Dieci giorni dopo nella Capitale Sabauda Vittorio Emanuele II veniva incoronato Re d'Italia. Pur se ancora privo del Veneto che sarebbe stato annesso nel 1866 e del Lazio che lo avrebbe seguìto nel 1870 era nato il Regno d'Italia. In seguito agli accordi di Torino nella zona dell'altopiano la linea di confine stabilita andava dal colle del Piccolo Moncenisio al colle del Moncenisio con la zona a nord della linea sotto la sovranità francese e quella sud comprendente il lago e tutto l'altopiano sotto la sovranità Sabauda. Tale confine rimarrà invariato fino al 1947 quando in seguito agli accordi di pace esso verrà riposizionato più a sud di circa 8 chilometri. I francesi avevano così acquisito l'intera area del Moncenisio fino quasi a Ferrere. Numerosi sono ancora in zona i vecchi cippi di confine ed uno, quello posizionato al Col Clapier (in quel punto il confine non è stato modificato) reca sul versante Italiano la croce Sabauda e su quello Francese il giglio di Francia.

Torniamo adesso un po' indietro nel tempo: nel 1861 con il passaggio della Savoia alla Francia il Moncenisio pur restando in mano Italiana era completamente indifeso. La porta verso Torino e la valle padana spalancata. Non dimentichiamo infatti che i forti dell'Esseilon erano passati in mano francese, il forte della Brunetta presso Susa era stato raso al suolo per volere di Napoleone nel 1796, e l'unica opera esistente al Moncenisio era il forte Gatto, una piccola opera voluta dall'imperatore francese armata di 4 cannoni, chiaramente insufficiente e inadatta a fermare un'eventuale invasione da parte dei cugini d'oltralpe. Inoltre, con la costruzione della strada napoleonica costruita fra gli anni 1803 e 1809 si apriva la via al movimento di grandi masse di truppe e di mezzi motorizzati.

La crisi fra Italia e Francia, conseguente la presa di Roma nel 1870 aprì gli occhi al governo Italiano e lo convinse dell'estrema necessità di dotare il settore del Moncenisio di efficienti opere di difesa. Con uno sforzo finanziario non indifferente, venne quindi costituita nel 1874 la Piazza militare del Moncenisio. Essa si componeva di tre forti di sbarramento, il Varisello, il Cassa e il Roncia. Ubicati in posizioni strategiche sull'altopiano essi avrebbero costituito una valida barriera a eventuali penetrazioni dai colli del Piccolo Moncenisio e del Moncenisio.

Il Forte Roncia, nostra meta odierna fu costruito fra gli anni 1877 e 1880 ad una quota di 2294 m. dominando il lago e lo sbocco dei colli. Si tratta di un'opera a torre in fossa, di pianta semicircolare a due piani con due ordini di fuoco, al piano terra la fucileria e al primo piano l'artiglieria.

Dal 1880 al 1894 l'armamento fu costituito da 6 pezzi d'artiglieria tipo 9 AR RET da 90mm, con una gittata di 6 chilometri, che nello stesso anno furono sostituita da 2 pezzi tipo 15 GRC RET da 150 mm, e da tre pezzi 12 GRC RET da 120mm. Entrambi i tipi avevano una gittata di circa 7700 m.

Purtroppo il rapido evolversi delle artiglierie ai primi del 900 ne decretò,assieme alle similari opere dell'epoca, la prematura fine. Il forte venne infatti disarmato nel 1915 con l'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale.

Tornò a nuova vita nel 1934 quando con il nome di Casermetta ex Forte Roncia venne ristrutturato per diventare una caserma destinata a ospitare gli uomini delle molte opere ubicate nei pressi. Il presidio era di circa 180 uomini. Il forte era totalmente circondato da un fossato alto circa 6 metri e largo altrettanto, protetto da un terrapieno che ne elevava il livello fino al primo piano, così che ne sporgevano solo le artiglierie.

L'ingresso al forte avveniva tramite un ponte levatoio e ci si immetteva subito nel piccolo cortile interno di forma circolare. Al piano terra erano ubicate le postazioni per i fucilieri e tutti i servizi logistici, cucine, camerate, depositi latrine ecc, mentre una rampa, che consentiva il movimento dei pezzi d'artiglieria saliva dal piano terra al piano primo dove erano posizionate le casamatte per i cannoni.

Con la ristrutturazione del 1934 postazioni e casamatte furono trasformate in camerate, ma la struttura del forte non subì grandi trasformazioni. Dei tre forti che costituivano lo sbarramento del Moncenisio il forte Roncia non è solo il più piccolo e quello costruito in posizione più elevata, grazie all'opera di un'associazione di appassionati francesi che ne ha curato la conservazione e un discreto restauro è sicuramente anche quello meglio conservato.

Essendo aperto al pubblico nei mesi estivi (sicuramente luglio e agosto) e visto il buono stato di conservazione del medesimo è una visita che si consiglia caldamente essendo alla portata di tutti. Per raggiungere il Forte Roncia si consiglia di lasciare l'auto al Piano delle Fontanette,nel parcheggio di fronte alla chiesa a forma di piramide, e da lì in circa mezz'ora di cammino su comodo sentiero si raggiungerà il forte. L'escursione al Forte Roncia è stata effettuata dallo scrivente il 2 luglio 2006.

Come al solito via alle fotografie.

Bibliografia: "Moncenisio in guerra" di M. Minola Ed. Susalibri
"La montagna fortificata" di PG. Corino e P.Gastaldo ed. Melli

Foto 1: la panoramica, scattata dal sentiero che conduce al lago Clair permette di capire l'importante posizione strategica del Forte Roncia (visibile a dx) con il campo di tiro delle sue armi che spaziava su tutto il versante nord del lago, dal Colle del Piccolo Moncenisio (individuabile a sx) a quello del Moncenisio (a dx). Foto 2: al colle del Piccolo Moncenisio è ancora presente un cippo del confine fra Francia e Italia nel 1861. Nella foto il lato Francese.
Foto 3: l'attuale e vecchio confine al Col Clapier, il versante Italiano con la croce Sabauda .. Foto 4: .. e il versante Francese con il Giglio di Francia
Foto 5: la strada militare Bivio Forte Cassa-Forte Roncia, costruita nel 1904 aveva una lunghezza di circa 4 chilometri. Precedentemente il Forte era servito da una strada militare che partiva dai pressi dell'Albergo della Posta all'estremità nord del lago. Foto 6: cartello indicatore della quota del Forte Roncia e varie indicazioni.
Foto 7: il Forte Roncia visibile in alto,il Pian delle Fontanette con la Chiesa piramidale (qui si parcheggerà l'auto) e il versante dell'itinerario di salita al Roncia visti dal Forte Varisello. Foto 8: il Forte Roncia visto dalla diga del Moncenisio. La fotografia è stata scattata il 13 gennaio 2007.
Foto 9: il Forte Roncia con sullo sfondo i ghiacciai della Vanoise. Foto 10: la fotografia dall'alto permette di apprezzare la pianta del Forte, il fossato e il terrapieno che lo circondano.
Foto 11: il lato dell'ingresso del Forte visto da sud. Foto 12: il Forte visto da Est.
Foto 13: l'ingresso del Forte con l'interruzione del terrapieno. Foto 14: il portale d'ingresso.
Foto 15: targa esplicativa posizionata all'ingresso. Foto 16: il ponte levatoio.
Foto 17: il lato interno dell'ingresso visto dal cortile. Foto 18: il corridoio circolare al pianterreno.
Foto 19: casamatta per fucileria al piano terra. Foto 20: casamatta per fucileria, alcune feritoie sono state chiuse.
Foto 21: piano terra: la porta chiusa impedisce di proseguire, forse conduce alla polveriera. Foto 22: il locale latrine..
Foto 23: .. particolare delle medesime. Foto 24: balcone sul cortile interno.
Foto 25: vista dal balcone, notare la struttura circolare. Foto 26: il corridoio superiore visto dal cortile, sullo sfondo le propaggini di Cima Roncia.
Foto 27: la parte inferiore della rampa di accesso alle postazioni di artiglieria. Foto 28: la parte superiore della rampa con la porta di accesso al corridoio delle casamatte.
Foto 29: casamatta dell'artiglieria. Foto 30: il campo di tiro di un pezzo d'artiglieria visto dalla cannoniera di una casamatta.
Foto 31: visibile sulla sx l'apertura del collegamento con un'altra casamatta. Foto 32: la scala che dal corridoi superiore conduce al tetto del Forte.
Foto 33: corridoio superiore con ingresso di una casamatta.Notare la volta in legno,appena restaurata. Foto 34: locale interno,con uscita sul balcone.
Foto 35: scorcio del fossato che circonda tutto il Forte. Foto 36: particolare del fossato e delle feritoie dei fucilieri.
Foto 37: feritoia di una cannoniera vista dal fossato. Notare l'accurato lavoro, anche estetico dei conci di pietra. Foto 38: cannoniera vista dal fossato.
Foto 39: versante SUD-EST del muro di controscarpa. Sullo sfondo il Monte Lamet. Foto 40: versante est del muro di controscarpa.
Foto 41: interno del fossato. Foto 42: il ponte levatoio e l'ingresso visti dal fossato.
Foto 43: interno del fossato. Foto 44: cannoniera vista dalla cima del terrapieno.
Foto 45: cannoniere e fossato sul versante nord. Foto 46: versante SUD-OVEST e monte Lamet.
Foto 47: versante sud in prossimità dell'ingresso visti dal terrapieno. Foto 48: dopo la vista sul Forte la vista sulla natura. Il Moncenisio è anche questo.
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