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Forte Eben Emael
di Marco Agnello © (10/01)
Dove si trova

Questa grande fortezza occupa uno spazio di 75 ettari su un costone roccioso appena a Nord-Est dell'omonimo paese, vicino a Maastricht, in Belgio. Per raggiungerla, si percorre l'autostrada Liegi - Maastricht (E 25) direzione Maastricht, prendendo l'uscita "2" "Visè Haccourt" e proseguendo per Haccourt. Raggiunto questo comune si prosegue verso "Tongres Hasselt", attraversando due ponti sul fiume Mosa, per poi proseguire verso "Hasselt 38" per circa un Km, dove finalmente si incontrano le indicazioni per Eben-Emael. Si attraversa il paese, lasciandosi sulla destra prima la Chiesa e poi una fermata coperta degli autobus, per poi incontrare l'indicazione per la fortezza e svoltando a destra in breve si giunge al parcheggio.

Indicativamente è aperta per le visite un fine settimana al mese da marzo a novembre con orario dalle 10.00 alle 16.00; per il calendario riferirsi a questa pagina web: Fort Eben-Emael. Official Website. (English).

Cenni storici

Foto 1: il blocco di ingresso al forte
Dopo l'esperienza disastrosa della I Guerra Mondiale, gli ingegneri militari belgi capirono che la protezione della zona di Vise era fondamentale per la sicurezza del paese. La scelta del sito dove costruire un'opera fortificata fu facilitata dallo scavo del Canale Alberto (1927-1929), quando proprio in questo luogo fu scavato un trincerone profondo un'ottantina di metri per collegare il fiume Mosa al canale stesso. Col taglio si ottenne uno sperone roccioso molto vasto, protetto verso nord-est dal Canale Alberto e dalla tagliata artificiale, mentre il lato sud era già costituito da una pendenza naturale che permetteva un'ampia vista sulla vicina Germania. ( La costruzione durò tre anni, dal 1932 al 1935, con la spesa di 24 milioni di franchi dell'epoca. Il compito principale dell'opera doveva essere quello di battere i ponti sulla Mosa, in modo da impedirne l'attraversamento di truppe corazzate nemiche: il successivo attacco ne sancirà invece l'inutilità.

Il forte fu interessato dagli eventi bellici della II Guerra Mondiale l'alba del 10 maggio 1940: 56 paracadutisti tedeschi del gruppo Granit al comando del tenente Witzig, atterrarono con degli alianti nell'area del forte, armati soltanto di armi leggere individuali. Subito dopo l'atterraggio, con l'utilizzo di cariche cave (vedi foto più avanti), misero fuori combattimento le torrette corazzate, piazzando l'esplosivo nelle feritoie dei cannoni o vicino alle canne degli stessi, riuscendo a penetrare all'interno della struttura e prendendo prigioniera l'interra guarnigione, composta da 800 uomini (peraltro la forza effettiva avrebbe dovuto essere di 1200 uomini).

Foto 2: cannone difensivo del blocco di ingresso
Foto 3: vista di una galleria del primo piano
Foto 4: particolare della cupola da 120 mm con gli effetti di una carica cava
Il tutto avvenne in poche ore, e praticamente senza perdita da parte tedesca, mentre si ebbero dei caduti tra la guarnigione belga.

Il forte

Fu costruito secondo le più moderne tecnologie dell'epoca, con porte antigas che separavano le diverse zone del forte stesso, una fitta rete di telefoni interni intercomunicanti, un sistema antincendio, dei sistemi di aerazione con atmosfera interna "sotto pressione" per favorire l'espulsione all'esterno dell'aria viziata delle camere di combattimento, sei generatori per la corrente elettrica ed un pozzo per l'approvvigionamento idrico.

Scavato in una collina calcarea, il forte ha struttura triangolare, con la base lunga circa 800 metri e i due lati di circa 900. A nord-est è protetto dal taglio dello scavo del canale Alberto, con una parete a strapiombo di 65 metri. Il forte è costruito su 2 piani: il piano terra, circa 45 metri sotto la superficie, interamente riscaldato e che comprendeva le camerate e tutti i servizi per gli uomini della guarnigione; il primo piano, 25 metri sotto la superficie era costituito da un sistema di gallerie lungo 5 km che collegavano tutte le postazioni d'artiglieria e le casematte, a loro volta collegate a primo piano da una serie di scale metalliche lunghe tra i 18 e i 25 metri. Il collegamento tra il piano terra e il piano superiore era assicurato da due scalinate e un ascensore.

La guarnigione era composta da 1200 uomini comandati da un Maggiore, suddivisa in due gruppi di 500 artiglieri e un gruppo di 200 uomini costituito dal personale tecnico civile. I due gruppi di artiglieri si alternavano nel forte, trascorrendo una settimana di guarnigione ed una settimana nel villaggio di Wonk, situato a 7 chilometri di distanza. Questo spiega la presenza di soli 800 uomini al momento dell'attacco tedesco.

L'armamento del forte consisteva in due batterie: Batterie 1, composta dalle casematte e dalle cupole d'artiglieria per la difesa dei ponti, e la Batterie 2, costituita dai bunker difensivi del forte sparsi intorno al forte stesso. La prima era formata da una cupola con 2 cannoni da 120 mm ruotabile su 360° e con una gittata di circa 17 km, da 2 cupole a scomparsa con 2 cannoni a fuoco rapido da 75 mm ruotabili a 360° e gittata di 8 km, e da 4 casematte ciascuna fornita di 3 cannoni da 75 mm ruotabili per un angolo di 70° e gittata di 8 km.

Al contrario, la Batterie 2 era formata da sei blocchi con armi di calibro minore per la difesa della fortezza stessa e 2 blocchi per mitragliatrici situati a nord e a sud dello spalto superiore. Anche il blocco di ingresso faceva parte di questa batteria.

Foto 5: cannone da 75mm in posizione Foto 6: lo stesso cannone visto dall'interno
Foto 7: il retro della casamatta, con i tavolacci-brandina ribaltabili Foto 8: particolare di una casamatta con 3 cannoni da 75 mm

La visita

La visita al forte si può dividere in tre parti. Nella prima, dopo aver pagato il biglietto di ingresso (prezzo di 5 Euro), si può girovagare liberamente per parte del piano terra, dove sono stati ricostruiti abbastanza fedelmente alcuni ambienti dell'epoca, tra cui gli appartamenti del comandante, una camerata, la sala medica, le cucine.

Foto 9: letto a castello nella camerata ricostruita Foto 10: ispezione
Foto 11: raccolta di armi e divise Foto 12: effetto di una carica cava su una porta..

Nella seconda parte si è accompagnati dai volontari del forte a visitare parte del primo piano, percorrendo i lunghi corridoi sotterranei, molto suggestivi, entrando in una casamatta con i tre cannoni da 75, poi visitando parte del blocco forzato dai tedeschi, dove sono visibili gli effetti delle cariche cave posizionate sulle porte blindate con putrelle di ferro e sacchi di sabbia che isolavano le varie parti della costruzione.

Foto 13: .. e dell'onda d'urto sulla retrostante scala metallica di collegamento Foto 14: il retro della stessa porta

Nella terza parte, una volta tornati fuori, si consiglia di fare una lunga passeggiata sul terrapieno del forte, per vedere dall'esterno la disposizione delle casematte e delle cupole, con i segni evidenti delle cariche cave piazzate dai paracadutisti tedeschi. Per questa parte, si consigliano scarpe robuste, a causa del terreno sempre fangoso anche in piena estate, stando attenti a rispettare i campi coltivati!

Foto 15: la parte esterna del forte con una casamatta Foto 16: carica cava da 50 kg e da 12,5 kg
 
Foto 17: effetti di una carica cava su una cupola corazzata di un osservatorio  


In totale per la visita completa bisogna considerare non meno di tre ore.
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