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Vallo Alpino: Caposaldo Scala - Centro n.36
di Gianfranco Genta © (07/07)
Ubicato sulle pendici nord-occidentali della Cima della Sueur, ad una quota di 1850 m. il Centro n.36, con il fuoco delle sue due mitragliatici doveva, in concorso con le altre opere del Caposaldo interdire il passaggio a truppe e mezzi avversari attraverso il sottostante pianoro del Col della Scala.

Costruito nel 1938 e presidiato da 15 uomini era un'opera mista calcestruzzo-caverna del Tipo 200.

Si componeva essenzialmente di 2 malloppi destinati ad ospitare le 2 armi (A1 e A2), 2 ingressi, n.1 e 2, una postazione fotofonica di collegamento con il Centro n.38, un'uscita di emergenza (agibile attualmente, anche se bisogna camminare accovacciati) e le latrine.

I due malloppi sono le uniche parti dell'opera costruite in calcestruzzo, mentre tutti i servizi logistici quali gruppo elettrogeno, riserva d'acqua, ricovero personale, gruppo ventilazione, riservette munizioni e latrine sono ricavati in caverna.

Iniziamo la nostra visita entrando dall'ingresso n.1, protetto in origine da una porta corazzata piana. La volta del corridoio, che è completamente rivestito è piana, per diventare curva dopo alcuni metri. Proseguendo lungo il corridoio troviamo alla nostra sx il vano del gruppo elettrogeno e successivamente un altro vano destinato a contenere il serbatoio della riserva del carburante. Si tratta di una sistemazione anomala, in quanto nelle altre opere visitate gruppo elettrogeno e riserva carburante erano posizionati nello stesso vano.

A questo punto il corridoio piega decisamente a destra e dopo aver superato lo stipite di una porta stagna giungiamo al vano che ospitava la riserva d'acqua necessaria agli uomini di presidio all'opera. I tre serbatoi in eternit sono ancora intatti sui loro basamenti. Proseguiamo e dopo aver superato un'altra porta stagna giungiamo al ricovero che ospitava i 15 uomini del presidio. Un vano a sx del medesimo ospitava l'apparato per la ventilazione. Un andito dopo il ricovero, dotato di porta stagna, ci conduce ad una diramazione a L, proseguendo diritti si raggiunge il malloppo dell'arma A1 e l'uscita di emergenza, mentre percorrendo la derivazione a dx si raggiungono il malloppo dell'arma A2, le latrine e l'ingresso n.2.

Tralasciamo la derivazione a dx e proseguiamo diritti lungo il corridoio verso il malloppo A1. Superiamo una porta stagna e giungiamo nel locale della riservetta munizioni, alla nostra dx troveremo la scala di 7 gradini che conduce alla casamatta dell'arma A1. Alla base della scala (ATTENZIONE) è presente la botola (PRIVA DEL COPERCHIO E DI OGNI PROTEZIONE) che con tre scalini immette nel cunicolo dell'uscita di emergenza. Il cunicolo ha un'altezza di 90-100 cm., largo all'incirca 70 cm.e lungo una decina di metri. Queste misure sono approssimative.

Riusciamo comunque a percorrerlo fino all'esterno e rientriamo per salire al malloppo n1. Saliamo i 7 gradini e giungiamo nella casamatta dell'arma A1 che è dotata per la mitragliatrice di una piastra corazzata piana.

Ritorniamo indietro e giunti alla diramazione a L imbocchiamo il corridoio alla nostra sx, che conduce al malloppo A2 e all'uscita n.2.

Dopo aver superato una porta stagna troviamo alla nostra destra il vano della riservetta delle munizioni e a sinistra l'inizio della scala di 13 gradini che conduce alla postazione fotofonica e alla casamatta dell'Arma A2. Quest'ultima,a differenza dell'arma A1 è dotata di una piastra di protezione in tre parti.

Ritorniamo indietro e giunti al corridoio svoltiamo a sx dove incontreremo in successione le latrine e l'ingresso n.2, dotato in origine di porta corazzata piana.

Usciamo e procediamo all'ispezione esterna dei 2 malloppi delle armi.

A questo punto non ci resta che decidere se ritornare all'ingresso n.1 facendo il percorso a ritroso all'interno dell'opera oppure servirsi di un sentiero che partendo dall'ingresso n.2 in pochi minuti ci porterà al punto di partenza.

Il Centro n.36 non ha subito interventi di demolizione e le condizioni interne sono buone.

Si raccomanda comunque di non dimenticare le normali regole di prudenza: Attenzione a dove si mettono i piedi, Attenzione ai pozzetti privi di protezione e non dimenticare la pila di ricambio.

A coloro che fossero interessati ad una visita al Centro n.36 si consiglia di lasciare l'auto nei pressi del Centro n.37, raggiungerne l'ingresso e nei pressi di questo imboccare il sentiero con l'indicazione Col des Acles. Dopo circa 20 minuti di cammino e raggiunta la quota di 1850 m. una deviazione a sx ci condurrà dopo pochi metri all'ingresso principale (già visibile). Come alternativa si può proseguire sul sentiero principale per una ventina di metri, ed imboccare la deviazione a dx, segnalata con una croce di vernice rossa su un masso, e raggiungere in pochi minuti l'ingresso n.2.

La visita al Centro n.36 è stata effettuata dallo scrivente il 3 giugno 2007.

Ed ora via alle fotografie.

Bibliografia. Sito: http://valloalpino.altervista.org.

Foto 1: vista d'insieme dei malloppi A2 con il condotto della fotofonica(in primo piano) e A1. Foto 2: vista sulle cannoniere dei malloppi A2 e A1.
Foto 3: l'ingresso n.1, il principale. Della porta stagna piana resta solamente lo stipite. Foto 4: entriamo nell'opera, la volta del corridoio è ancora piana.
Foto 5: adesso la volta si è fatta curva. Notare il perfetto stato di conservazione di muri e volta del corridoio. Avanti verso il gruppo elettrogeno. Foto 6: il locale del gruppo elettrogeno.
Foto 7: il basamento del motore a scoppio da 1,62 KW di potenza. Foto 8: in quasi tutti i vani destinati ad ospitare i gruppi elettrogeni sono presenti queste staffe semicircolari. Forse erano destinate a sostenere serbatoi di forma cilindrica del carburante.
Foto 9: il lato destro del vano con il basamento motore e il tubo di mandata carburante. Foto 10: il lato sinistro del vano con alcuni ripiani.
Foto 11: il vano con la vasca del serbatoio del combustibile. Foto 12: la vasca del serbatoio.
Foto 13: il corridoio svolta decisamente a destra,ci dirigiamo verso il locale dei serbatoi della riserva d'acqua. Foto 14: visibile a sx il vano con i serbatoi della riserva d'acqua.
Foto 15: i serbatoi in eternit dell'acqua, ancora posizionati sul loro basamento. Foto 16: particolare del lato superiore dei serbatoi.
Foto 17: particolare del lato inferiore dei serbatoio. Foto 18: il telaio il legno del distanziale fra serbatoi e parete.
Foto 19: lo stipite della porta stagna che separava il ricovero dal vano dei serbatoi dell'acqua. Foto 20: il ricovero visto dal lato dell'ingresso.Si distinguono a sx il vano dell'impianto di ventilazione e a dx l'accesso verso i malloppi delle armi.
Foto 21: la nicchia dell'impianto di ventilazione.. Foto 22: particolare della presa per l'aria pulita.
Foto 23: resti della conduttura dell'aria pulita. Foto 24: tubazione dell'aria sulla volta del ricovero.
Foto 25: resti della conduttura dell'aria pulita. Foto 26: accesso alla diramazione verso i malloppi delle armi.
Foto 27: stipite della porta stagna nel corridoio di accesso al malloppo A1. Foto 28: l'accesso al malloppo dell'arma A1, visibile sul pavimento la botola dell'uscita di emergenza (ATTENZIONE priva di protezione).
Foto 29: l'accesso all'uscita di emergenza con i tre gradini. Foto 30: il cunicolo dell'uscita di emergenza visto dall'interno.
Foto 31: lo sbocco all'esterno dell'uscita di emergenza. Foto 32: l'uscita di emergenza vista dall'esterno.
Foto 33: ripercorriamo a ritroso il cunicolo,dopo aver superato i tre gradini ci dirigeremo verso l'arma A1. Foto 34: non impossibile, ma certamente scomoda l'uscita dalla botola, ed ora verso l'arma A1.
Foto 35: la rampa di scale (7 gradini) che conduce alla casamatta. Foto 36: la casamatta dell'arma A1.
Foto 37: la piastra piana di protezione, del peso di 800 Kg. dell'arma A1. Foto 38: condotto per l'evacuazione dei fumi dell'arma.
Foto 39: il malloppo A1 visto dall'esterno. Foto 40: la cannoniera A1 vista da NW.
Foto 41: vista frontale ella cannoniera. Foto 42: vista esterna del condotto di evacuazione dei fumi dell'arma.
Foto 43: verso il malloppo A2 e l'ingresso n.2. Foto 44: corridoio verso la diramazione al L,a sx verso il malloppo A2.
Foto 45: visibile a sx il vano della riservetta munizioni. A dx la nicchia di accesso alla casamatta A2. Foto 46: scala di accesso (13 gradini) alla casamatta A2, con arma e postazione fotofonica.
Foto 47: postazione fotofonica di collegamento con il Centro n.38. Foto 48: particolare della coppia di tubi della fotofonica.
Foto 49: il condotto della fotonica visto dall'interno. Foto 50: il condotto della fotofonica visto dall'esterno.
Foto 51: postazione dell'arma A2,la piastra corazzata di protezione del tipo in tre parti del peso totale di circa 3200 Kg. Foto 52: la feritoia dell'arma.
Foto 53: il basamento dell'arma. Foto 54: il pianoro del Col della Scala visto dalla feritoia dell'arma.
Foto 55: il malloppo A2 visto dal pianoro del Col della Scala il 26 dicembre 2006. Foto 56: il malloppo visto dall'ingresso n.2.
Foto 57: il malloppo A2. Foto 58: si scende verso l'ingresso n.2.
Foto 59: prima dell'ingresso troviamo la latrina, ricavate innalzando un muro di mattoni. Foto 60: la latrina.
Foto 61: particolare della latrina. Foto 62: l'ingresso n.2 visto dalla riservetta munizioni. Le latrine sono ubicate a dx immediatamente prima dell'uscita.
Foto 63: l'ingresso n.2 visto dall'esterno. Foto 64: sopra l'ingresso è posizionato il filtro della presa d'aria dell'opera.
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