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Vallo Alpino: Caposaldo Roncia: Centro di Fuoco N.24
di Gianfranco Genta © (12/07)
Oltre ad essere il Centro di Fuoco edificato alla quota più elevata (2500 m.) dell'intero Caposaldo è anche l'unico ubicato sulla destra orografica del torrente Roncia. Costruito totalmente in caverna secondo le prescrizioni della Circolare N.200 sulle propaggini Sud del monte omonimo ed ultimato nel 1935 era armato con tre mitragliatrici in casamatta rivestita, protette da piastre di protezione in tre parti. L'ingresso era protetto da una postazione in cunicolo armato. Il Centro era dotato di un'uscita di sicurezza (attualmente inagibile) un gruppo elettrogeno della potenza di 1,62 kw e un impianto fotofonico di collegamento con il Centro N.23 bis. Il rifornimento idrico era garantito da acquedotto esterno. Serbatoi in eternit posizionati lungo la scala costituivano la riserva d'acqua. Il Centro all'interno è totalmente rivestito, tranne il tratto con scala in muratura che conduce alla casamatta dell'arma A3. L'esterno delle cannoniere era ricavato direttamente nella parete rocciosa e privo di rivestimento o mascheramento.

Iniziamo adesso la nostra visita all'interno. Dopo aver varcato l'ingresso e giunti alla doppia svolta a baionetta che ospita la postazione in cunicolo armato per la difesa dell'ingresso una diramazione a sx ci conduce alla postazione dell'impianto fotofonico di collegamento con il Centro 23 bis e al vano che ospita il gruppo elettrogeno. Ritorniamo indietro e superato la svolta a baionetta troviamo la botola dell'uscita di emergenza, attualmente scoperta (ATTENZIONE). La pedana metallica della botola, su cui si appoggiava l'eventuale servente della postazione in cunicolo armato giace attualmente alla base del cono dei detriti dello scavo in fondo al vallone. Proseguiamo lungo il corridoio fino a raggiungere un'intersezione a T, imbocchiamo la diramazione a sx e giungiamo all'interno del Ricovero, dove un'apposita nicchia ospitava l'impianto di ventilazione. Lasciamo il Ricovero e dopo aver percorso un breve tratto di corridoio rettilineo troviamo ala nostra sx la diramazione che ci porta alla casamatta che ospitava l'arma A2, il cui fuoco batteva il vallone del torrente Roncia. Ritorniamo indietro, svoltiamo a sx e dopo aver superato il vano della riservetta munizioni dell'arma A2 il corridoio svolta decisamente a sx e raggiunge l'interno della casamatta che ospitava la mitragliatrice A1, il cui fuoco si incrociava con quello dell'arma A1 del dirimpettaio Centro 23 bis. Rifacciamo il percorso a ritroso e tralasciando la diramazione che conduce all'ingresso raggiungiamo la scala che conduce alla postazione dell'arma A3, destinata a battere con il suo fuoco il vallone del Roncia. Ultimata la visita possiamo ritornare all'ingresso.

Per coloro che fossero intenzionati a visitare l'opera si consiglia di lasciare l'auto al parcheggio della piramide, prendere il sentiero per il Forte Roncia, superare il Centro N.22 e dirigersi verso il malloppo in calcestruzzo del Centro N.23. Sotto di questo troveremo i resti della vecchia strada che dal Forte Roncia (visibile a dx) raggiungeva l'antico Albergo della Posta. Svoltiamo a sx in direzione N e la percorremo fino a superare il torrente Roncia su un ponte. Qui abbandoniamo la strada e svoltiamo a dx (NE) su una traccia di sentiero non sempre evidente. Avendo cura di tenere sempre il torrente alla nostra destra dopo aver percorso il fondo del vallone detritico raggiungeremo la base del rilievo che ospita il Centro. Di qui un visibile sentiero a zig-zag a mezza costa ci porterà all'ingresso. Fare attenzione al tratto di sentiero stretto ed esposto che immette all'ingresso. L'ingresso comunque, è già individuabile durante il percorso di avvicinamento in fondo al vallone osservando di fronte a noi il cono dei detriti provenienti dallo scavo dell'opera. Dal momento in cui lasciamo l'auto possiamo preventivare circa un'ora e un quarto di cammino. L'escursione descritta è stata effettuata dallo scrivente il 23 settembre 2007.

Bibliografia: Sito: http://valloalpino.altervista.org.

Foto 1: la strada che univa il vecchio albergo della Posta al Forte Roncia. Qui siamo all'altezza del Centro N.23, lasciamoci il Forte Roncia alle spalle e dirigiamoci verso il torrente omonimo. Foto 2: abbiamo lasciato il ponte, percorrendo il falsopiano stiamo raggiungendo il rilievo del Centro N.24,già visibile di fronte a noi, con le cannoniere A1 e A2 e il cono dei detriti dello scavo.
Foto 3: il rilievo del Centro 24 visto dalla base. Foto 4: le cannoniere A1 e A2 viste dal Centro N.23 bis.
Foto 5: l'ingresso del Centro. Foto 6: la doppia svolta a baionetta con la postazione in cunicolo armato.
Foto 7: diramazione, a sx il vano della fotofonica, a dx quello del gruppo elettrogeno. Foto 8: il vano della fotofonica.
Foto 9: i tubi della fotofonica. Foto 10: il basamento del gruppo elettrogeno e dietro la fossa del serbatoio della riserva carburante.
Foto 11: la nicchia con le staffe di supporto della batteria di accumulatori. Foto 12: la porta stagna di accesso al ricovero.
Foto 13: tubazione dell'aria filtrata o rigenerata. Foto 14: tubazione aria viziata proveniente dal ricovero.
Foto 15: il ricovero, visibile a dx la nicchia che ospitava l'impianto di ventilazione. Foto 16: la nicchia dell'impianto di ventilazione, sono visibili i segni lasciati dal quadro comandi.
Foto 17: porta stagna del ricovero di accesso al corridoio delle casematte A1 e A2. Foto 18: il volantino di chiusura e lo spioncino (con vetro in sede) della porta stagna.
Foto 19: a sx l'accesso alla casamatta A2 e a dx la riservetta munizioni della stessa. Foto 20: accesso alla casamatta dell'arma A2.
Foto 21: l'interno della casamatta A2. Foto 22: la piastra corazzata di protezione in tre parti.
Foto 23: la feritoia per l'arma. Foto 24: le staffe di sostegno della tubazione dell'aria depurata per il servente.
Foto 25: si ritorna verso il corridoio principale. Foto 26: apparecchiatura per lo spurgo della condensa dell'aria rigenerata.
Foto 27: all'interno delle fortificazioni è facile trovare nidi di volatili. Foto 28: porta stagna di accesso alla casamatta dell'arma A1.
Foto 29: la piastra di protezione in tre parti dell'arma A1. Foto 30: campo di tiro dell'arma A1.
Foto 31: i fori per il fissaggio del supporto dell'arma. Foto 32: le cannoniere A1 e A2 viste dall'esterno.
Foto 33: verso la casamatta A3. Foto 34: tratto di corridoio non rivestito verso la casamatta A3.
Foto 35: la nicchia dei serbatoi della riserva dell'acqua. Foto 36: il tratto in curva della scalinata di accesso alla casamatta A3.
Foto 37: porta stagna di accesso alla casamatta. Foto 38: l'interno della casamatta.
Foto 39: la piastra di protezione in tre parti. Foto 40: la cannoniera A3 vista dall'esterno.
Foto 41: si ritorna verso l'uscita. Foto 42: la postazione in cunicolo armato vista dall'interno.Visibile in basso la botola dell'uscita di emergenza.
Foto 43: la botola dell'uscita di emergenza, priva della pedana metallica. Foto 44: la pedana della botola dell'uscita di emergenza in fondo al ghiaione.
Foto 45: l'uscita di emergenza vista dall'esterno. Foto 46: il tombino dell'acquedotto, posizionato di fronte all'ingresso.
Foto 47: l'interno del tombino. Foto 48: vista dall'ingresso.
Foto 49: la cannoniera A1 vista dai pressi dell'ingresso. Foto 50: il nostro percorso di salita visto dall'ingresso. Sullo sfondo il lago del Moncenisio e Punta Clairy.
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