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Vallo Alpino: Caposaldo Pattacroce: Centro di Fuoco N.10
di Gianfranco Genta © (12/07)
Costruito fra gli anni 1932 e 1936 secondo quanto prescritto dalla Circolare N.200, il Centro di Fuoco N.10 ubicato a circa 2650 m. di quota è l'Opera più elevata dell'intero Caposaldo. Armata con tre mitragliatrici in casematte metalliche batteva con il fuoco delle sue armi la dorsale che dal Piccolo Moncenisio sale al Malamot e l'ampia conca a NW che scende verso la Batteria B5. Con un presidio di circa 20 uomini, l'Opera che si sviluppa totalmente in caverna era dotata di un ingresso principale protetto da una postazione in cunicolo armato per la difesa ravvicinata e di un'uscita di emergenza. Parte del cunicolo che conduce a quest'ultima è stato lasciato allo stato grezzo. L'Opera era dotata di un gruppo elettrogeno da 1,62 kw, un gruppo per la ventilazione (è ancora presente all'interno un cavalletto di sostegno del gruppo per la filtrazione dell'aria), un ricovero per il personale e della riserva d'acqua con i serbatoi in eternit. Era previsto un impianto fotofonico, mai installato, nei pressi dell'ingresso.

Iniziamo la nostra visita agli interni partendo dall'ingresso. Superiamo la postazione fotofonica e la svolta a baionetta del cunicolo armato e troviamo alla nostra sx il vano del gruppo elettrogeno, proseguiamo diritti lungo il corridoio che dopo una svolta a sx di 90° va ad immettersi nel corridoio principale dell'Opera. Qui troviamo un'intersezione T, noi prendiamo la diramazione a sx e troviamo subito una rampa di scale, un pianerottolo e una successiva rampa di scale che ci condurrà alla base del pozzo della casamatta metallica dell'arma A1. La scala metallica di salita verso l'arma è stata asportata. Ritorniamo indietro ed entriamo nel ricovero, a sx troviamo la nicchia dell'impianto di ventilazione con ancora in sede il cavalletto che sosteneva i filtri dell'aria mentre sulla dx sono presenti le due nicchie che ospitavano i serbatoi della riserva d'acqua. Lasciamo il ricovero e proseguiamo lungo il corridoio principale fino alla derivazione a sx che percorriamo fino a raggiungere la base del pozzo dell'arma A2. Qui la scala a pioli metallica è ancora presente (per prudenza comunque si SCONSIGLIA di salire) e sul pavimento giace la grata della botola dell'arma. E' presente sul pavimento la puleggia che faceva parte del sistema per il recupero del servente eventualmente ferito. Ritorniamo al corridoio principale e dopo un'ampia svolta a dx troviamo alla nostra sx il corridoio che conduce all'uscita di emergenza. Lo imbocchiamo e dopo aver percorso un tratto rivestito il corridoio resta allo stato naturale, in roccia per tornare nuovamente rivestito nel tratto finale. Usciamo all'aperto su un piccolo terrazzino naturale e ritorniamo all'interno per recarci alla base del pozzo dell'arma N.3. Anche qui troveremo la scala a pioli metallica per la salita all'arma e per terra la grata della botola e la puleggia del sistema per la discesa del servente. Ritorniamo all'ingresso e uscendo all'aperto potremo andare a vedere dall'esterno le tre postazioni delle armi.

Per raggiungere il Centro N.10 si consiglia di lasciare l'auto al parcheggio ubicato all'estremità della diga, imboccare la strada per il Pattacroce e percorrerla fino al Km.5 (Pietra miliare) nei pressi della curva imboccare il poco visibile sentiero (direzione sud) che ci porterà al Centro. Durante la marcia di avvicinamento passeremo davanti ai Ricoveri S e III/2 oggetto del prossimo report. Occorrono preventivare circa due ore e mezzo-tre di cammino. La visita appena descritta è stata effettuata dallo scrivente il 24 agosto 2007.

Foto 1: l'ingresso e la postazione dell'arma A1 visti durante la marcia di avvicinamento, si nota chiaramente il sentiero di salita. Foto 2: l'ingresso, si notano a sx il condotto della fotofonica e in alto il tubo dei gas di scarico del gruppo elettrogeno.
Foto 3: particolare della feritoia della porta di ingresso. Foto 4: la svolta a baionetta e la postazione in cunicolo armato vista dall'esterno.
Foto 5: il condotto della fotofonica. Foto 6: l'interno del condotto della fotofonica.
Foto 7: inizia il corridoio verso il gruppo elettrogeno. Foto 8: il basamento del motore del gruppo elettrogeno della potenza di 1,62 kw.
Foto 9: la fossa del serbatoio della riserva carburante. Foto 10: la nicchia con le staffe di supporto della batteria di accumulatori.
Foto 11: corridoio verso la casamatta A1. Foto 12: alla fine delle scale la base del pozzo della casamatta A1.
Foto 13: l'interno del pozzo della casamatta. Foto 14: la casamatta A1 vista dall'esterno.
Foto 15: si scende verso il ricovero. Foto 16: vano riservetta munizioni arma A1.
Foto 17: porta stagna di accesso al ricovero. Foto 18: il ricovero. A dx la nicchia dell'apparato di ventilazione, a sx le nicchie della riserva d'acqua e per terra i distanziali in legno dei serbatoi dell'acqua.
Foto 19: il cavalletto dei filtri dell'impianto di ventilazione. Foto 20: le prese d'aria dell'impianto di ventilazione.
Foto 21: resti della tubazione dell'impianto di filtrazione. Foto 22: tubazione aria filtrata.
Foto 23: basamento dei serbatoi dell'acqua. Foto 24: resti dell'impianto elettrico.
Foto 25: resti dell'impianto elettrico. Foto 26: corridoio verso la casamatta A2.
Foto 27: riservetta munizioni dell'arma A2. Foto 28: scala di accesso alla casamatta A2.
Foto 29: la base del pozzo della casamatta A2. Foto 30: la puleggia del sistema per la discesa del servente.
Foto 31: la griglia del pavimento della botola. Foto 32: l'interno del pozzo della casamatta A2. Notare la mancanza della botola nel pavimento della postazione.
Foto 33: la scala a pioli metallica per accedere alla postazione. NON SALIRE. Foto 34: la casamatta A2 vista dall'esterno.
Foto 35: tratto di corridoio curvo verso la casamatta A3 e l'uscita di sicurezza. Foto 36: il corridoio dell'uscita di emergenza.
Foto 37: verso l'uscita. Foto 38: inizio della parte rivestita.
Foto 39: l'uscita di emergenza vista dall'esterno. Foto 40: si ritorna all'interno,verso la casamatta A3.
Foto 41: questo tratto di pavimento presenta una notevole crepa, dovuta all'innalzamnto del terreno sottostante. Foto 42: tratto terminale del corridoio, a dx la riservetta munizioni dell'arma A3.
Foto 43: la base del pozzo dell'arma A3. Foto 44: anche qui è ancora presente la griglia del pavimento della botola.
Foto 45: l'interno del pozzo della casamatta A3. Foto 46: la casamatta A3 vista dall'esterno.
Foto 47: la casamatta A1. Foto 48: la casamatta A1.
Foto 49: la casamatta metallica e la feritoia dell'arma. Foto 50: il Colle del Moncenisio visto dal Centro N.10.
Foto 51: il Forte di Varisello visto dal Centro N.10. Sullo sfondo i Monti Lamet e Rocciamelone. Foto 52: Punta Roncia vista dal Centro N.10.
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