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Vallo Alpino: Caposaldo Scala - Opere n. 37 / 37 C / 37 bis
di Gianfranco Genta © (12/06)
Dove inizia la Valle Stretta, subito dopo il Lago 7 Fontane e relativa diga, si diparte sulla sinistra una strada (costruita dai francesi nel 1969) che attraverso il lungo pianoro del Col della Scala (divenuto territorio francese dopo il trattato di pace del 1947) ci porta attraverso la Valle della Clarèe a Nevache e Briançon. Recandoci sul luogo ci si rende immediatamente conto dell'importanza strategica del sito, tanto che alla metà degli anni 30 lo Stato Maggiore Italiano decise di costruire una serie di Opere denominate CAPOSALDO SCALA. Compito del caposaldo era quello di prevenire e respingere eventuali attacchi e infiltrazioni francesi aventi come destinazione Bardonecchia.

Il Caposaldo era composto da 7 Opere e precisamente; Centro n.36 - Centro n.36 bis - Centro n.37 - Centro n.37C - Centro n.37 bis - Centro n.38 - Ricovero XXI ed era inserito nel I SISTEMA DIFENSIVO dell'VIII SETTORE BARDONECCHIA-SOTTOSETTORE VIII/A COLOMION.

OPERA 37

All'estremità nord del pianoro del Col della Scala, ad una quota di 1775 m. fu costruito fra il 1935 e il 1938 il centro n.37, l'opera più settentrionale e bassa dell'intero caposaldo. Si tratta di un'opera mista (calcestruzzo e caverna) costruita secondo le disposizioni della Circolare 200. Si compone di un ingresso in posizione defilata (un secondo fu forse demolito quando si costruì la strada) una postazione fotofonica ed una torretta metallica con armamento e funzione di osservatorio. Presidiavano l'opera 7 uomini, mentre la torretta metallica, con feritoie orientate ai 4 punti cardinali ospitava un'armamento composto da 2 mitragliatrici che potevano essere usate contemporaneamente senza che i serventi si intralciassero. Le 4 feritoie presenti sulla torretta permettevano un campo di tiro di 360 gradi.

OPERA 37 C

Posizionata un poco più a sud dell'opera 37 ed a una ventina di metri più in alto fu costruita nel 1938 l'0pera 37 C, un'opera di tipo 7000 costituita da un unico blocco in calcestruzzo con ingresso sul lato sx della stessa. Era armato con un pezzo anticarro da 47mm con campo di tiro orientato sulla strada proveniente dal Colle della Scala.

OPERA 37 BIS

Posizionata appena più in alto dell'opera 37 C è anche questa costruita nel 1938 secondo i dettami della circolare 7000, a differenza della precedente però era armata con una mitragliatrice e presentava l'ingresso in trincea protetto da un muro. Compito di quest'opera era proteggere con il fuoco della mitragliatrice la sottostante opera 37 C e battere la strada proveniente da Col della Scala.

STAZIONE DI ARRIVO DELLA TELEFERICA

Come detto precedentemente all'epoca della costruzione del caposaldo il medesimo non era servito da una strada, ma da un sentiero che partendo da Pian del Colle raggiungeva il Centro. Per poter agevolmente far giungere i rifornimenti al caposaldo fu costruita una teleferica per soli materiali, con percorso Pian del Colle-Col della Scala, i cui resti della stazione di arrivo sono visibili nei pressi della torretta metallica del centro n.37. Come i lettori potranno notare dalle fotografie lo scrivente si è recato in loco due volte: l'escursione invernale è stata effettuata il 14 gennaio 2006, mentre quella estiva il 17 giugno 2006.

Per chi volesse effettuare l'escursione nella stagione estiva si fa presente che le opere descritte sono comodamente raggiungibili in autovettura. Da Torino prendere l'autostrada per il Freius ed uscire a Bardonecchia. Di qui prendere la strada in direzione Melezet-Valle Stretta e dopo il lago 7 Fontane svoltare a sx in direzione Col della Scala-Nevache. Giunti all'estremità nord del pianoro parcheggiare l'auto sotto la torretta metallica del Centro n.37e iniziare l'escursione. I malloppi dei centri 37 C e 37 bis sono raggiungibili in pochi minuti, ubicati a dx della strada in direzione sud.

Per chi volesse invece recarsi in inverno si consiglia di lasciare l'auto nei vasti parcheggi (costruiti per le Olimpiadi invernali TORINO-2006) a Pian del Colle e proseguire lungo la strada indicata per il periodo estivo, in poco più di un'ora di cammino si giungerà al Centro 37. Non è necessario essere provvisti di racchette da neve, sono sufficienti gli scarponi, in quanto la strada è frequentemente battuta da motoslitte che rendono il fondo sufficientemente duro. Si precisa comunque che proprio la mancanza di racchette da neve ha impedito allo scrivente la visita invernale al'opera 37 BIS.

I bellissimi panorami e il perfetto stato di conservazione delle opere consigliano la visita in ogni stagione dell'anno,è comunque in inverno che si possono capire i sacrifici dei reparti della GaF (Guardia alla Frontiera) destinati al presidio di queste opere. Tutto il territorio ospitante queste opere in seguito al trattato di pace del febbraio 1947 è diventato territorio francese.

Come al solito via alle fotografie.

Bibliografia: "La montagna fortificata" di P.G CORINO e P.GASTALDO. Ed. MELLI-Borgone di Susa
Sito: http://valloalpino.altervista.org.

Foto 1: i parcheggi invernali visti salendo al Col della Scala. Foto 2: il lago 7 Fontane in versione "invernale".
Foto 3: la strada verso il Col della Scala: in inverno con gli scarponi, in estate con l'autovettura. Foto 4: sempre la strada, però siamo quasi arrivati: dopo la galleria c'è l'ingresso del Centro 37.
Foto 5: l'ingresso del Centro 37 il 14 gennaio. Foto 6: l'ingresso del Centro 37 il 17 giugno.
Foto 7: la torretta metallica del Centro 37 con sullo sfondo la Guglia Rossa il 14 gennaio. Foto 8: la torretta metallica del Centro 37 con sullo sfondo la Guglia Rossa il 17 giugno.
Foto 9: la postazione fotofonica del Centro 37 il 14 gennaio. Foto 10: la postazione fotofonica del Centro 37 il 17 giugno.
Foto 11: feritoia Est della torretta. Foto 12: particolare della torretta.
Foto 13: la torretta vista da Ovest. Foto 14: la torretta vista da Est.
Foto 15: Centro 37. La torretta e il condotto di aerazione. Foto 16: Centro 37. La torretta.
Foto 17: Centro 37. Particolare della torretta: il supporto della conchiglia. Foto 18: Centro 37. Interno della torretta.
Foto 19: Centro 37. Interno della torretta. Foto 20: Centro 37. Interno della torretta.
Foto 21: Centro 37. Scala alla marinara all'interno della torretta. Foto 22: Centro 37. Scala alla marinara all'interno della torretta.
Foto 23: Centro 37 C. Vista frontale il 14 gennaio. Foto 24: Centro 37 C. Vista frontale il 17 giugno.
Foto 25: Centro 37 C. Vista laterale dx il 14 gennaio. Foto 26: Centro 37 C. Vista laterale dx il 17 Giugno.
Foto 27: Centro 37 C. Vista fronto-laterale sx il 14 gennaio. Foto 28: Centro 37 C. Vista fronto-laterale sx il 17 giugno.
Foto 29: Centro 37 C. Spigolo post.sx del malloppo. Foto 30: Centro 37 C. Malloppo e ingresso.
Foto 31: Centro 37 C. Spigolo ant. dx. Foto 32: Centro 37 C. Spigolo ant. Sx.
Foto 33: Centro 37 C. Apertura della cannoniera del pezzo anticarro da 47mm. Foto 34: Centro 37 C. La porta di ingresso.
Foto 35: Centro 37 C. Interno della postazione del pezzo anticarro e la feritoia della cannoniera. Foto 36: Centro 37 C. Targa posta a dx dell'ingresso che riporta,ancora abbastanza leggibile la seguente scritta: "DOPO UN LUNGO ED ASPRO COMBATTIMENTO LA G.A.F. RIPRENDE LA SUA VITA NEI NUOVI CONFINI. SOL. PIANTA. 1918 DIS MILANO. GIUSEPPE ROMAGNOLI 1916.".
Foto 37: Centro 37 bis. Vista frontale del malloppo. Foto 38: Centro 37 bis. L'ingresso in trincea.
Foto 39: Centro 37 bis. La trincea d'ingresso vista dall'alto. Foto 40: Centro 37 bis. La porta di ingresso.
Foto 41: Centro 37 bis. L'interno della camera di sparo e la postazione per mitragliatrice. Foto 42: Centro 37 bis. La feritoia per la mitragliatrice.
Foto 43: Centro 37 bis. Il malloppo visto da sx. Foto 44: Centro 37 bis. Il malloppo visto da dx.
Foto 45: Centro 37 bis. Il malloppo-Vista frontale. Foto 46: Centro 37 bis. Particolare della cannoniera.
Foto 47: Centro 37 bis. Particolare del rivestimento superiore. Foto 48: Centro 37 bis. Particolare del rivestimento frontale.
Foto 49: resti della stazione di arrivo della teleferica PIAN del COLLE-COL DELLA SCALA. Foto 50: resti della teleferica.
Foto 51: resti della teleferica. Foto 52: Centro n.37 La presa d'aria posizionata sopra la porta di ingresso.
Vallo Alpino: Interni del Centro n. 37
di Gianfranco Genta © (01/07)
Lo scorso 17 giugno il muro che chiudeva l'ingresso dell'opera 37 al Col della Scala era praticamente intatto rendendo quindi impossibile una visita interna ai locali dell'opera. Nel frattempo però un'ignoto "visitatore" ha praticato un'apertura nella muratura che chiudeva l'ingresso,consentendo così il passaggio di una persona.

Il 26 dicembre scorso quindi mi sono recato al Col della Scala per visitare internamente tutta l'opera.

All'interno, nei locali del ricovero e della latrina si sono notati evidenti segni di esplosione, e poiché non vi sono stati tentativi di demolizione dell'opera è possibile che nei sopracitati locali siano stati fatti esplodere dei residuati bellici, recuperati dai francesi nell'opera stessa oppure nei dintorni. La struttura del Centro n.37 non ne ha comunque minimamente risentito.

Appena varcato il muro dell'ingresso n.1, superato il vestibolo alla nostra destra è ubicato il piccolo locale della fotofonica e alla sinistra la scala che discende per circa 7 metri. In fondo alla stessa si diparte sulla destra il corridoio, completamente rivestito, lungo una quindicina di metri, che conduce al locale della riserva d'acqua, al ricovero del personale (superficie circa 20 metri quadrati ) con al centro il piccolo cratere provocato dall'esplosione, alla riservetta munizioni e alla torretta metallica. Purtroppo tutte le pietre gettate nel corso degli anni dalle feritoie della torretta hanno completamente ostruito quest'ultima parte rendendo così praticamente irraggiungibile la base della torretta stessa, come si potrà notare nella foto n.17.

Tornati alla base della scala si svolta a destra per un paio di metri, a questo punto il corridoio con una svolta di 90° piega a sinistra. Dopo qualche metro il rivestimento dello stesso lascia il posto alla nuda roccia fino al locale del gruppo elettrogeno che troviamo sulla nostra destra. Proseguendo (il corridoio è nuovamente rivestito) si raggiungono le latrine, anche qui sono evidenti le tracce dell'esplosione, ed infine, dopo aver piegato leggermente a destra si raggiunge l'ingresso n.2, anch'esso ormai ingombro dai detriti provenienti dalla costruzione della strada, come si può notare nella foto n.37. Dalla fine della scala all'ingresso n.2 il corridoio ha una lunghezza di circa 60-70 m. e un'altezza al centro di circa 2 m.

L'opera è visitabile internamente in condizioni di sicurezza (munirsi di pila).

Circa l'ingresso n.2, secondo lo scrivente potrebbe trovarsi sotto l'attuale sede stradale ma le condizioni di innevamento al momento della visita non ne hanno permesso la localizzazione.

E adesso avanti con le fotografie che sicuramente illustreranno l'opera meglio delle parole.

Foto 1: scarponi ai piedi, svoltiamo a sinistra verso il Col della Scala. Foto 2: l'ingresso n.1 dell'opera 37, è evidente la breccia praticata nel muro.
Foto 3: siamo entrati,nel vestibolo il buio totale. D'ora in avanti pila accesa. Foto 4: non fa freddo, le gocce di umidità imperlano il soffitto.
Foto 5: il locale della fotofonica con il condotto binato. Foto 6: particolare del locale della fotofonica.
Foto 7: particolare dei condotti della fotofonica. Foto 8: interno del condotto della fotofonica.
Foto 9: iniziamo a scendere. Foto 10: alla fine della scala le derivazioni verso la torretta (a dx) e verso l'ingresso n.2 (a sx).
Foto 11: il collettore dell'acqua di condensa delle tubazioni dell'aria. Foto 12: il telaio della porta stagna del corridoio della torretta.
Foto 13: verso la torretta. Foto 14: il corridoio visto dal lato nord del ricovero.
Foto 15: il lato sud del ricovero. Foto 16: il cratere dell'esplosione sul pavimento del ricovero.
Foto 17: il locale della riservetta e l'accesso alla torretta ormai colni di pietre. Foto 18: la volta del ricovero butterata dalle schegge dell'esplosione.
Foto 19: resti della tubazione per la riserva d'acqua. Foto 20: a destra il locale della riserva acqua.
Foto 21: il basamento su cui poggiava la vasca in eternit della riserva d'acqua. Foto 22: inizio del corridoio verso l'ingresso n.2a.
Foto 23: particolare del sistema di chiusura della porta stagna. Foto 24: finisce il rivestimento in cemento, inizia la nuda roccia.
Foto 25: il punto del passaggio fra il cemento e la roccia. Foto 26: il corridoio privo del rivestimento.
Foto 27: il locale, non rivestito, del gruppo elettrogeno. Sono visibili il basamento del motore (a sx) e degli accumulatori (a dx). Foto 28: il basamento motore e dietro il pozzetto della riserva carburante.
Foto 29: il pozzetto della riserva carburante. Foto 30: meccanismo manuale per il ricambio dell'aria, posizionato nel locale del gruppo elettrogenoo.
Foto 31: proseguendo verso l'ingresso n.2 il corridoio è nuovamente rivestito. Foto 32: resti dell'impianto di illuminazione sulla volta del corridoio.
Foto 33: il lungo corridoio verso l'ingresso n.2. Foto 34: stalattiti formatesi sulla volta.
Foto 35: la latrina danneggiata dall'esplosione. Foto 36: ormai il misterioso ingresso n.2 non dovrebbe essere lontano.
Foto 37: finalmente! Ecco il lato interno dell'ingresso. Come previsto è totalmente ingombro di detriti e non si può uscire. Foto 38: si torna indietro, verso l'uscita.
Foto 39: siamo alla base della scala, in alto a destra la luce del giorno: ne avevo bisogno. E adesso finalmente si può camminare alla luce del sole, in mezzo alla neve, verso la vettura. Foto 40: il cippo di confine ci dice che siamo nuovamente in Italia, sullo sfondo è visibile la caserma XXIII che la prossima estate sarà meta di una nostra visita.
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