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Alsazia, Maginot di Bremmelback
di Mattia Collaro © (11/08)
Siamo in Alsazia, zona di pianura, più a nord rispetto a Strasburgo, zona di confine tra Francia e Germania e quindi nel pieno del conflitto e nell'area della linea Maginot. Tutta la zona conta centinaia di opere: opere grosse, opere medie, blocchi d'artiglieria e tantissime casematte o blocchi singoli. L'opera qui descritta è abbandonata ed è posizionata tra le opere più grandi mai realizzate: Hochwald e Schoenenbourg. Si tratta dell'opera di Bremmelback. Il blocco si trova su una strada secondaria in mezzo alle pianure ed è segnalata sull'igm militare francese; solo dal blocco 1 si può entrare, perché l'altro distante da questo circa 700 metri è stato interamente sotterrato e non si trova. La particolarità di queste opere è che sono unite tra loro da una galleria che passa ad un'incredibile profondità: dal blocco 1 si scende di otto piani, più o meno 40 metri e si arriva ad un interminabile galleria, simile a quella dei centri in caverna italiani, per poi arrivare ad un altro pozzo questa volta di soli sei piani e risalire al blocco 2. Una foto mostra il modellino di Hochwald per far capire meglio di cosa si parla. Nel mezzo di questi pozzi passava il montacarichi proietti che dalla dimensione sembra quasi un ascensore. L'opera visitata naturalmente è tutta immersa nel buio e raccomando a tutti di avere qualche pila di scorta. Il blocco 1 è particolarmente danneggiato da esplosioni, doveva essere armato con mitragliatrici ed è dotato di una cupola in acciaio armata. L'altro blocco è molto simile ma non è danneggiato e ha ancora parte dell'impianto di ventilazione con il filtro dell'aria.

Un'ultima cosa: prima di iniziare l'esplorazione consiglio di avvertire gli amici che restano fuori perché potrebbero rimanere in apprensione, la visita dura circa un'ora.

Per altre informazioni mandatemi una mail a mattyjones@libero.it.

Ecco ora le attese fotografie che illustrano ciò che ho appena descritto.

Foto 1: il blocco 1 da dove si entra. Foto 2: le esplosioni hanno sfondato parte dell'opera.
Foto 3: primo piano con putrelle sul soffitto. Foto 4: una delle feritoie scalzate per mitragliatrice binata.
Foto 5: l'incredibile pozzo che scende nelle viscere della pianura. Foto 6: la torretta di acciaio del blocco 1.
Foto 7: la scala vista da sotto, totale 8 piani. Foto 8: il corridoio parte ed è lungo circa 700 metri.
Foto 9: ricovero interno, simile ai nostri italiani. Foto 10: particolare del muro e del tombino lavorato.
Foto 11: altra deviazione, quella più bassa finisce nel nulla, l'altra prosegue ancora. Foto 12: un altro pozzo, evidentemente porta ad un altro blocco.
Foto 13: la base da dove parte la scala per il blocco 2 e un altro corridoio lungo 300 metri che porta ad una via di fuga. Foto 14: il basso tunnel che porta all'uscita di fortuna.
Foto 15: il corridoio non finisce mai. Foto 16: impianto di ventilazione e filtro dell'aria ancora presente.
Foto 17: interno del blocco 2, questo blocco non è individuabile esternamente perché sotterrato. Foto 18: la cupola in acciaio del blocco 2.
Foto 19: particolare del tavolino vicino alla camera di tiro del blocco 2. Foto 20: imponenza dell'opera e gli amici di esplorazione.
 
Foto 21: il plastico è della Maginot di Hochwald però mostra una struttura simile a quest'opera con il pozzo di collegamento.  
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