It.Cultura.Storia.Militare On-Line
invia stampa testo grande testo standard
Bookmark and Share
[HOME] > [icsm WORLD] > [Reportage: Vallo Alpino]
Vallo Alpino: Caposaldo Pattacroce - Batteria B5 e Opera Staccata
di Gianfranco Genta © (09/07)
Costruita fra gli anni 1933 e 1936, ad una quota di 2390 m., sotto il sito in cui sorgeva l'ottocentesca Batteria Pattacroce Alta la Batteria B5 (617a Batteria GaF) era armata con tre cannoni da 75/27 mod.06 in casamatta metallica. Si trattava di una Batteria in caverna costruita seconda i dettami della circolare N.200, presidiata da 85 uomini ed aveva il compito, con il fuoco dei suoi pezzi di battere le direttrici del Colle del Piccolo Moncenisio. In un vero dedalo di gallerie erano ubicati tutti i servizi essenziali al funzionamento della Batteria, il gruppo elettrogeno della potenza di 8 Kw, i vari serbatoi delle riserve d'acqua necessaria al personale e per il raffreddamento delle armi. Il personale trovava sistemazione in un ricovero lungo circa 50 metri e largo 3, all'occorrenza poteva alloggiare nel Ricovero B5 che è la caserma presente all'ingresso della Batteria Pattacroce. La ventilazione era garantita da due apparati ubicati in apposite nicchie, una posizionata nel corridoio del gruppo elettrogeno e una nel ricovero. L'Opera era dotata di 2 ingressi, il principale posizionato al termine di una trincea scavata nella roccia nei pressi del Ricovero B5 e difeso da una postazione in cunicolo armato ed il secondario nel fossato della Batteria ottocentesca difeso da una postazione in pietre allo scoperto. Erano presenti inoltre un magazzino (attualmente inagibile), i depositi delle munizioni e il Centro di Comando. Un apposito cunicolo si staccava dal corridoio di collegamento fra il locale che ospitava il gruppo elettrogeno, i serbatoi dell'acqua, l'apparato ventilazione e il ricovero, e con andamento parallelo a quest'ultimo permetteva di raggiungere il Centro di Comando, le postazioni delle armi e l'ingresso secondario evitando di percorrere il ricovero. Nelle vicinanze del deposito munizioni dell'Arma n.3 si diparte una galleria scavata nella roccia (inagibile in quanto crollata a metà percorso) che collegava la Batteria con l'Opera Staccata. Per l'osservazione del tiro la batteria si avvaleva dell'osservatorio del Centro n.12 ubicato nelle vicinanze.

Opera staccata

Quest'Opera,armata di una mitragliatrice in cupola corazzata in istallazione a pozzo venne ricavata, modificando e riutilizzando locali e scale presenti nel muro di scarpa del fossato NE della vecchia batteria Pattacroce Alta. E'presente il classico ricovero per il personale e una riserva d'acqua contenuta in serbatoi di eternit, mentre non abbiamo trovato traccia del gruppo elettrogeno, per cui supponiamo che per l'energia elettrica ci si servisse del gruppo elettrogeno in dotazione alla batteria. Sulla parte superiore dal muro di scarpa, in prossimità di un piccolo manufatto adibito a latrina, erano posizionati due accessi da cui si dipartivano, in discesa, due corridoi che conducevano alla base del pozzo della mitragliatrice e al ricovero. I due corridoi si univano successivamente per intersecare il cunicolo proveniente dalla Batteria B.5 e sbucare successivamente all'interno del fossato. Compito di quest'opera era quello di proteggere gli ingressi e la parte posteriore della batteria da infiltrazioni nemiche.

Iniziamo la nostra visita percorrendo il breve tratto in trincea di roccia che si diparte giungendo all'ingresso principale, protetto da una porta blindata e da una postazione in cunicolo armato per la difesa ravvicinata. Dopo aver percorso il classico tratto a "baionetta" e disceso alcuni gradini il corridoio conduce (dopo aver superato la diramazione che conduce alle armi e ai servizi logistici) al deposito della batteria (ATTENZIONE NON ENTRARE in quanto al centro della volta del medesimo un crollo fa dubitare della solidità). Per prudenza noi ci limitiamo ad osservarlo dall'ingresso e ritorniamo indietro per imboccare alla nostra sx il corridoio precedentemente tralasciato. Alla nostra dx sono presenti 4 vani che ospitano rispettivamente:
1° Gruppo elettrogeno da 8 Kw e vasca riserva carburante;
2° Cisterne riserva acqua;
3° Apparati ventilazione;
4° Cisterne riserva acqua.

Dopo quest'ultimo vano il corridoio con una svolta di 90° piega decisamente a sx, e dopo aver superato il corridoio di collegamento con il resto dell'opera, finisce nel grande ricovero (lungo circa una cinquantina di metri e largo tre). Un vano a sx ospitava l'impianto i ventilazione, mentre a sx una derivazione ci conduce al locale destinato al comando della batteria, a sua volta collegato tramite corridoi all'ingresso secondario, all'ingresso principale e al corridoio principale di accesso alle armi. Noi percorriamo tutto il ricovero e in fondo a sx un breve tratto di corridoio ci conduce ad intersecare perpendicolarmente il corridoio principale di accesso alle casematte delle armi. Noi prendiamo la diramazione a sx, dopo un tratto rettilineo e due vani destinati alla riserva d'acqua il corridoio piega a dx, dove troviamo altri 2 vani per la riserva d'acqua, altra svolta a dx e dopo le due riservette munizioni giungiamo alla base della scala di circa 30 gradini che ci condurrà alla base della casamatta metallica A1 dove, superati gli ultimi cinque gradini, ci troveremo all'interno della medesima: una scritta sulla parete ci indica che è dedicata all' "ALPINO MEDAGLIA ARGENTO GUNIBERTO".

Ritorniamo indietro lungo il corridoio percorso precedentemente, oltrepassiamo la derivazione per il ricovero e giungiamo ad un'intersezione a croce, tralasciamo la derivazione dx e svoltiamo a sx verso la casamatta dell'arma A2 che raggiungiamo dopo aver superato i vani della riservetta munizioni e 27 gradini. Questa casamatta è dedicata al "FANTE BORELLO ANTONIO". Torniamo indietro e all'intersezione a croce svoltiamo a sx; dopo aver superato un deposito per l'acqua il corridoio piega a dx; oltrepassiamo un ulteriore vano per le cisterne dell'acqua, trovando subito dopo un'intersezione a Y: il ramo di destra (NON PERCORRERLO ASSOLUTAMENTE) scavato nella roccia e non rivestito, conduce all'Opera Staccata. Noi prendiamo il corridoio a sx, superiamo la riservetta munizioni e subito dopo tre rampe di scale per un totale di circa 60 gradini giungiamo nella casamatta A3 dedicata al "FANTE CAFFO AGOSTINO CROCE GUERRA AL V.M."

A questo punto ritorniamo indietro fino all'intersezione a croce ed imbocchiamo la derivazione a sx, saliamo 10 gradini e giungiamo ad un intersezione a T, il ramo a dx ci condurrà al Centro di Comando della Batteria, comunicante con il Ricovero e con l'ingresso principale. Ritorniamo indietro, proseguiamo diritti e con due rampe di scale giungeremo all'ingresso secondario nel fossato della vecchia Batteria Pattacroce. Di qui in pochi minuti raggiungeremo i due ingressi dell'Opera Staccata, ubicati sulla sommità del muro di scarpa nei pressi di un piccolo fabbricato adibito a latrina, sul retro dl Ricovero B5.

La visita all'Opera Staccata richiede pochi minuti, come già detto i corridoi in discesa che si dipartono dai due ingressi si congiungono nei pressi del fossato (a questo punto, per coloro che fossero interessati si consiglia la visita ai resti dell'ottocentesca Batteria Pattacroce, oggetto di un prossimo reportage) e risalendo leggermente in direzione SW la visita esterna alle casematte delle armi. Si raccomanda di NON SALIRE ASSOLUTAMENTE sulle scale a pioli che conducono alle casematte delle armi: si tratta pur sempre di materiale ferroso e arrugginito, posizionato oltre 70 anni fa, della cui tenuta io non sono affatto sicuro: considerando il fatto che bisogna salire di oltre 10 metri lascio a voi le conclusioni. Per il resto, a parte le macerie (frutto di un'esplosione) presenti all'inizio, il magazzino con segni di cedimento della volta e la galleria di collegamento con l'Opera staccata, il resto dell'Opera è visitabile con prudenza. Essendo l'Opera molto estesa si raccomanda di entrare con almeno una torcia a testa ed una di riserva.

Per gli interessati alla visita si consiglia di lasciare la vettura nello spazio posizionato all'estremità della diga, di qui imboccare la strada militare per il Pattacroce, raggiungibile in circa due ore di comodo cammino. Ed ora spero che le fotografie, meglio delle parole illustrino la Batteria B5. La visita appena descritta è stata effettuata dallo scrivente il 28 luglio 2007.

Bibliografia: "LA MONTAGNA FORTIFICATA" di PG.Corino e P.Gastaldo. Ed. MELLI

Foto 1: le 3 casematte dei cannoni da 75/27 della Batteria B5 viste dal Centro di Fuoco N.10, e in cima al rilievo i resti della Batteria Pattacroce. Foto 2: il Ricovero B5, alla sua sx inizia la trincea in roccia che conduce all'ingresso principale della Batteria.
Foto 3: di fronte a noi l'inizio cella trincea. Foto 4: l'ingresso principale della Batteria, visibile sopra la porta lo scarico del motore del gruppo elettrogeno.
Foto 5: particolare del condotto per lo scarico all'esterno dei gas del motore del gruppo elettrogeno. Foto 6: la postazione in cunicolo armato per la protezione dell'ingresso vista dall'esterno.
Foto 7: la rampa di scale che conduce al corridoio di accesso al deposito.Notare a dx il tubo di scarico dei gas del motore del gruppo elettrogeno. Foto 8: il corridoio di accesso al deposito.
Foto 9: il locale del deposito, notare a sx la volta lesionata e in terra il materiale caduto. Foto 10: il corridoio di accesso ai servizi.
Foto 11: il vano del gruppo elettrogeno con i basamenti del motore. Foto 12: la vasca della cisterna della riserva del carburante.
Foto 13: vano del gruppo elettrogeno visto verso l'esterno. Foto 14: il vano dei serbatoi dell'acqua.
Foto 15: resti dei distanziali in legno dei serbatoi dell'acqua. Foto 16: vano dell'apparato di ventilazione,in alto i condotti delle prese d'aria.
Foto 17: secondo vano dei serbatoi dell'acqua con i resti degli stessi. Foto 18: il basamento dei serbatoi dell'acqua.
Foto 19: il lato E del ricovero. Foto 20: il lato W del ricovero.
Foto 21: il corridoio verso la casamatta A1. Foto 22: vano per le cisterne dell'acqua.
Foto 23: la rampa di scale che conduce alla casamatta A1. Foto 24: l'interno della casamatta A1.
Foto 25: interno casamatta A1. Foto 26: la dedica all'interno della casamatta.
Foto 27: campo di tiro del pezzo A1. Foto 28: vista esterna della casamatta A1.
Foto 29: vista frontale della casamatta A1. Foto 30: la feritoia per il pezzo da 75/27 della casamatta metallica A1.
Foto 31: la marchiatura di fabbrica della casamatta metallica A1. Foto 32: si inzia la discesa, destinazione casamatta A2.
Foto 33: la scala in discesa che conduce al corridoio principale. Foto 34: riservette munizioni lungo il corridoio principale.
Foto 35: vano con i ripiani per i serbatoi dell'acqua lungo il corridoio principale. Foto 36: stipite della porta stagna lungo il corridoio principale.
Foto 37: abbiamo lasciato il corridoio principale,ci stiamo dirigendo verso la casamatta A2, di cui si intravede già la luce che filtra dalla feritoia. Foto 38: la casamatta A2 è quasi raggiunta.
Foto 39: l'interno della casamatta. Foto 40: l'anello, avvitato sul tetto della casamatta, che permetteva di movimentare il pezzo tramite un sistema di funi e carrucole.
Foto 41: la dedica all'interno della casamatta. Foto 42: campo di tiro dell'arma A2.
Foto 43: vista frontale della casamatta A2. Foto 44: particolare della feritoia della casamatta metallica.
Foto 45: la marchiatura di fabbrica della casamatta metallica. Foto 46: ed ora verso la casamatta A3.
Foto 47: il distacco dalla volta dell'intonaco permette di apprezzare il rinforzo in putrelle d'acciaio. Foto 48: verso il corridoio principale.
Foto 49: il corridoio principale, in questo tratto in salita, con i ripiani di appoggio per i serbatoi dell'acqua. Foto 50: resti della tubazione dell'aria rigenerata.
Foto 51: fine del corridoio principale, visibile a sx la derivazione verso la casamatta A3 e a dx l'inizio della galleria di collegamento. Foto 52: a galleria di collegamento con l'Opera Staccata (NON ADDENTRARSI ASSOLUTAMENTE).
Foto 53: corridoio in salita verso la casamatta A3. Foto 54: ultimo tratto verso la casamatta.
Foto 55: l'interno della casamatta A3. Foto 56: la dedica all'interno della casamatta.
Foto 57: l'anello necessario alla movimentazione del pezzo è stato asportato, sulla volta resta solamente il foro filettato. Foto 58: campo di tiro dell'arma A3.
Foto 59: vista laterale della casamatta A3. Foto 60: vista frontale.
Foto 61: la marchiatura di fabbrica della casamatta metallica. Foto 62: la visita alle postazioni delle armi è finita. Ritorniamo indietro dirigendoci verso il Centro di Comando e l'ingresso secondario.
Foto 63: verso il corridoio principale. Foto 64: corridoio principale, si intravede a sx la derivazione verso il Centro Comando e ingresso secondario, a dx la derivazione verso la casamatta A2.
Foto 65: la scala che conduce alla derivazione a Y, a sx verso l'ingresso secondario, a dx verso il Centro Comando. Noi percorreremo quest'ultima. Foto 66: termine del corridoio che immette nel locale del Centro Comando.
Foto 67: spezzoni di tubazioni dell'aria. Tubo verde, aria rigenerata. Tubo arancione, aria viziata proveniente dai ricoveri. Foto 68: il locale del Centro Comando.
Foto 69: il lungo corridoio che dal Centro Comando permetteva di bypassare il ricovero. Foto 70: tubazione dell'aria rigenerata. Notare il profilato in acciaio di rinforzo.
Foto 71: in fondo alla scala a dx ci attende l'uscita. Foto 72: siamo all'uscita, il cielo azzurro ci appare bellissimo.
Foto 73: particolare del volantino di chiusura della porta blindata dell'ingresso secondario. Foto 74: l'ingresso secondario visto dall'esterno.
Foto 75: la postazione allo scoperto per arma leggera a difesa dell'ingresso secondario vista dallo stesso. Foto 76: la postazione scoperta vista dall'esterno. La visita alla Batteria B5 è finita. Ora ci dirigiamo verso l'Opera Staccata, distante pochi minuti.


Opera staccata

Foto 77: il malloppo di ingresso dell'Opera Staccata,ubicato in posizione defilata nel muro di scarpa. Si vede al centro della foto l'ingresso superiore. Foto 78: la diversa angolazione di ripresa consente di vedere i due ingressi.
Foto 79: il manufatto destinato a latrina ubicato in prossimità dell'ingresso dell'Opera Staccata. Foto 80: l'interno della medesima.
Foto 81: iniziamo la discesa nell'opera staccata,la scalinata di accesso vista dal basso. Foto 82: l'intonaco si è ormai staccato completamente dalla volta, mettendo a nudo le putrelle metalliche di rinforzo.
Foto 83: stipite di porta stagna. Foto 84: l'inizio della galleria in caverna di collegamento (NON PERCORRERE) con la Batteria B5.
Foto 85: l'accesso al ricovero, munito di porta stagna. Foto 86: tubazione dell'aria viziata proveniente dal ricovero e destinata all'esterno.
Foto 87: il ricovero. Foto 88: il vano degli apparati di ventilazione.
Foto 89: il basamento dei serbatoi dell'acqua,ancora in sede un serbatoio in eternit. Foto 90: l'inizio del corridoio che dal ricovero conduce all'esterno.
Foto 91: l'uscita nel fossato, noi non usciamo, ritorniamo indietro verso la derivazione che conduce al pozzo della mitragliatrice e all'uscita superiore. Foto 92: visibile a dx la derivazione che conduce al pozzo dell'arma.
Foto 93: la cupola corazzata dell'arma e la scala metallica di accesso visti dal basso. Foto 94: anche la visita agli interni dell'Opera Staccata è finita,oltre l'uscita,visibile sulla sommità della scala ci attendono la visione sul lago e una breve visita all'esterno della casamatta.
Foto 95: questa vista ci gratifica ampiamente del lungo tempo trascorso nell'oscurità. Foto 96: in alto a sx sul muro di scarpa è visibile la parte in calcestruzzo della casamatta dell'arma. L'uscita inferiore dell'opera staccata proprio sotto di questa nel fossato.
Foto 97: vista frontale della postazione della mitragliatrice da muro di controscarpa. Foto 98: vista laterale della postazione.
Foto 99: l'interno della cupola corazzata visto dalla feritoia dell'arma. Foto 100: particolare della cupola corazzata e della feritoia dell'arma.
RIPRODUZIONE RISERVATA ©
[HOME] > [icsm WORLD] > [Reportage: Vallo Alpino]