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Vallo Alpino: Caposaldo Rivers: Batteria B1
di Gianfranco Genta © (06/07)
Costruita fra gli anni 1932 e 1935 secondo i dettami della Circolare n.200, la Batteria B 1 o 613 Batteria G.a.F (Guardia alla Frontiera) era un'opera mista (Calcestruzzo-Caverna) destinata a battere con il fuoco delle sue armi il versante Est del lago (ricordiamo che il lago del 1935 era molto più piccolo di quello attuale).

Posizionata ad una quota di 2200 m. a SW del Centro n.14 la Batteria B1 era l'opera più elevata del Caposaldo Rivers, armata con 3 cannoni da 75/27 mod.06 (nelle casematte sono ancora presenti le rotaie su cui scorrevano le ruote dell'affusto del cannone), ed aveva un presidio di 85 uomini.

L'opera era composta da tre postazioni in caverna per i cannoni, un ingresso principale e uno secondario, due postazioni fotofoniche (impianti probabilmente mai installati), un'uscita di emergenza (attualmente inagibile), due ricoveri per il personale, due gruppi elettrogeni, tre locali destinati a deposito dell'acqua e un osservatorio in calcestruzzo.

La soluzione dell'osservatorio in calcestruzzo fu adottata in quanto la morfologia del luogo non permetteva l'installazione della classica torretta corazzata.

L'ingresso secondario era protetto da una porta-garitta ora non più presente.

A fianco dell'ingresso principale era presente un locale in cemento di cui non conosco la funzione e ubicato fra i due ingressi il locale delle latrine. Al momento della mia visita all'opera l'ingresso principale era completamente sepolto dalla neve, mentre degli altri 2 fabbricati emergeva solo la parte superiore.

Fortunatamente libero invece l'ingresso secondario, dalla cui breccia praticata dai soliti ignoti nel muro di chiusura sono entrato per la visita interna dell'opera.

Entrando troviamo subito le due postazioni fotofoniche (murate) e dopo aver percorso un tratto di corridoio giungiamo alla casamatta dell'osservatorio. Qui è ancora presente la piastra di corazzatura con la feritoia dotata di parte del meccanismo dello scudo girevole su cui poteva venire installato a seconda delle necessità un goniometro oppure un binocolo. Alle spalle della casamatta in un locale destinato probabilmente ad ospitare la centrale tiro della batteria è presente la botola dell'uscita di emergenza. Immediatamente dopo il locale ci troviamo ad una derivazione:diritti verso il ricovero n.2 e il blocco delle armi, a sinistra verso il ricovero n.1,i servizi logistici e l'ingresso principale.

Noi procediamo diritti e giungiamo al Ricovero n.2, i muri e i soffitti sono tutti neri di fuliggine, conseguenza di un'esplosione e susseguente incendio verificatesi probabilmente nella riservetta di munizioni n.2. Non sono in grado di spiegare né i motivi dell'esplosione e neppure la data.

All'estremità opposta del ricovero alla nostra dx inizia il lungo corridoio di servizio, dove troveremo in sequenza a dx le derivazioni che conducono alle casematte delle armi n.1-2 e 3.

Fra la derivazione n.1 e la n.2 troviamo a dx un piccolo vano destinato alla riservetta munizioni n.1 e a sinistra un vano più grande. Proseguiamo lungo il corridoio di servizio e troviamo fra la derivazione n.2 e la 3 il locale della riservetta munizioni n.2. Qui, i danni al soffitto ci fanno supporre che si sia verificata l'esplosione. In una scanalatura lungo la parete qualcuno ha disposto quelle che sembrano essere delle spolette di proiettili da 75 mm.

Alla fine del corridoio la derivazione n.3 ci condurrà alla casamatta della terza arma.

Ripercorriamo all'inverso tutto il percorso per giungere alla derivazione che ci condurrà ai servizi logistici e all'ingresso principale.

Oltrepassato il Ricovero n.1 e proseguito verso l'uscita secondaria ad un certo punto prenderemo la derivazione a dx (trascurata all'andata) giungendo così al Ricovero n.1. Due locali alla nostra dx, ricavati innalzando dei muri contenevano i serbatoi in eternit della riserva d'acqua, mentre un vano a sx conteneva l'impianto di ventilazione.

In fondo al ricovero a sx una derivazione ci porta ad un ampio locale dove in successione sono stati ricavati tramite l'innalzamento di pareti di mattoni i vani destinati ad ospitare un'ulteriore riserva d'acqua, i due gruppi elettrogeni, le fosse dei serbatoi della riserva carburante ed infine l'ingresso principale protetto da cunicolo armato.

A questo punto ho potuto notare che nel muro di chiusura dell'ingresso era stata applicata una porticina metallica al momento aperta con un muro di neve all'esterno. Impossibilitato quindi a uscire dal principale sono ritornato all'ingresso secondario.

A parte dei ristagni d'acqua, superabili con normali scarponi e la casamatta n.1 in cui sono presenti circa 20 cm. d'acqua l'opera risulta visitabile senza grossi problemi. Si raccomanda sempre una pila di scorta e la solita attenzione alle fosse prive di protezione.

A coloro che fossero interessati a visitare l'opera si consiglia di lasciare l'auto al parcheggio lato ovest della diga, seguire la strada sterrata che conduce al forte Pattacroce, dopo circa un'ora di cammino, ormai in vista del malloppo dell'osservatorio un sentierino ci condurrà all'ingresso.

La visita alla Batteria B.1 è stata effettuata dallo scrivente il 19 maggio 2007.

Come al solito via alle fotografie.

Bibliografia. Sito: http://valloalpino.altervista.org.

Foto 1: la batteria B1 vista dai pressi del Centro 13B. Si distinguono da sx il locale latrine, perfettamente mimetizzato l'osservatorio, e in successione nella parete rocciosa le imboccature delle tre cannoniere. (Foto del 30 luglio 2006) Foto 2: staccionata,non sicuramente dell'epoca, con il cartello indicante la Batteria B1.
Foto 3: la parte superiore del fabbricato la cui destinazione mi è ignota. A destra, invisibile l'ingresso principale. Foto 4: la parte superiore del locale latrine.
Foto 5: il malloppo dell'osservatorio con l'ingresso secondario. Foto 6: vista frontale del malloppo.
Foto 7: la breccia nell'ingresso murato. Foto 8: si inizia la visita agli interni.
Foto 9: il condotto murato della fotofonica N.1, posizionato verso il Malamot. Foto 10: il condotto della fotofonica N.2.
Foto 11: verso la casamatta dell'osservatorio. Foto 12: la casamatta dell'osservatorio.
Foto 13: la piastra corazzata di protezione. Foto 14: il meccanismo di chiusura del guscio.
Foto 15: vista dalla feritoia dell'osservatorio. Foto 16: la feritoia vista dall'esterno.
Foto 17: particolare della piastra corazzata vista dall'esterno. Foto 18: locale probabilmente destinato ad ospitare la direzione tiro della batteria. Visibile al centro la botola dell'uscita di emergenza n.1.
Foto 19: l'interno dell'uscita di emergenza. Foto 20: l'uscita di emergenza vista dall'esterno, ormai impraticabile.
Foto 21: verso il Ricovero n.2. Foto 22: corridoio di accesso al Ricovero 2 (visibile sullo sfondo). Evidentissime la tracce di fumo sui muri e sulla volta.
Foto 23: l'accesso al lato Sud del ricovero N.2, ormai muri e volte sono anneriti dal fumo provocato dall'incendio. Foto 24: particolare di un tubo dell'impianto di ventilazione (anche lui annerito).
Foto 25: il lato Nord del Ricovero. Foto 26: l'accesso al corridoio di servizio delle armi, sul lato Est del ricovero.
Foto 27: verso la casamatta n.1. Foto 28: corridoio verso la casamatta.
Foto 29: la casamatta n.1 con la feritoia per il pezzo da 75/27. Foto 30: l'interno della casamatta 1, completamente allagato, si può notare la coppia di rotaie su cui scorreva l'affusto del pezzo da 75 mm.
Foto 31: il corridoio di servizio, da cui dipartivano le derivazioni per le casematte delle armi. Foto 32: il corridoio di servizio, a sx il vano che ospitava la direzione di tiro della batteria, a dx il vano della riservetta munizioni n.1.
Foto 33: particolare del vano della direzione tiro. Foto 34: a dx la derivazione verso la casamatta n.2.
Foto 35: corridoio verso la casamatta n.2. Foto 36: l'interno della casamatta n.2.
Foto 37: particolare delle rotaie di scorrimento dell'affusto del pezzo da 75. Foto 38: la feritoia, notare lo spessore della piastra di corazzatura.
Foto 39: esternamente alla cannoniera la neve non si è ancora sciolta. Foto 40: e adesso verso il corridoio di servizio.
Foto 41: il lungo corridoio di servizio, sulla scanalatura qualcuno ha posato delle spolette ormai arrugginite dei proietti da 75 mm, visibile a sx il vano della riservetta delle munizioni n.2. Foto 42: particolare delle spolette.
Foto 43: la riservetta munizioni n.2, qui probabilmente è avvenuta l'esplosione dei proiettili con il successivo incendio. Foto 44: particolare dei danni riportati dalla volta della riservetta.
Foto 45: danni riportati dalla volta e dai muri della riservetta n.2. Foto 46: corridoio verso la postazione dell'arma n.3,si noti la quantità di calcare presente sui muri.
Foto 47: l'interno della casamatta n.3. Foto 48: la piastra corazzata dell'arma.
Foto 49: campo di tiro dell'arma n.3. Foto 50: i gradoni della cannoniera visti dall'interno.
Foto 51: siamo ritornati al Ricovero n.2, in fondo a sx la derivazione che ci condurrà verso il blocco dei servizi logistici. Foto 52: corridoio verso i servizi logistici.
Foto 53: stipite della porta stagna, i due vani visibili a destra sono i depositi della riserva d'acqua n 1 e 2. Foto 54: il basamento dei serbatoi in eternit del deposito n.\, a terra i resti dei medesimi.
Foto 55: deposito n.2,sul basamento dei serbatoi è ancora presente il distanziale in legno che separava i medesimi dal muro. Foto 56: il Ricovero n.1, visibile a sx il vano che ospitava l'impianto di ventilazione.
Foto 57: il vano e la presa d'aria dell'impianto di ventilazione. Foto 58: il basamento dei serbatoi del deposito acqua n.3.
Foto 59: tubazione dell'acqua. Foto 60: il basamento del motore del gruppo elettrogeno n.1.
Foto 61: vano accumulatori, le staffe di sostegno dei medesimi. Foto 62: il vano del gruppo elettrogeno n.2,di maggior potenza del n.1, visibile di fronte al basamento il condotto per lo scarico del motore.
Foto 63: il pozzetto del serbatoio della riserva carburante. Foto 64: lato interno della postazione per fucile mitragliatore in cunicolo armato a protezione dell'ingresso principale.
Foto 65: l'ingresso principale, murato, visto dall'interno. Foto 66: lo sportello applicato al muro dell'ingresso principale. Come si può notare dalla neve che si è accumulata all'esterno il medesimo è apertoo.
Foto 67: la luce del giorno, che iniziamo a intravedere ci dice che l'uscita è vicina. Foto 68: notare la perfetta integrazione fra il mascheramento in calcestruzzo e le rocce circostanti.
Foto 69: dopo tanta oscurità questo spettacolo non può che farci piacere. Foto 70: anche al Moncenisio l'estate è ormai vicina.


Ingresso Batteria B1

Quando il 19 maggio scorso mi sono recato a visitare la Batteria B1, l'ingresso principale, il locale latrine, un locale di servizio e una vicina cucina da campo erano quasi totalmente sepolti dalla neve, così da impedirmi di documentare fotograficamente i fabbricati. Passato in zona lo scorso 21 luglio, durante l'avvicinamento al Centro XIII ho pensato di fermarmi a scattare alcune fotografie che completeranno il Reportage sulla Batteria B1.

Foto 71: la Batteria B1 con a sx un locale di servizio e al centro l'ingresso principale. Foto 72: il locale con funzione sconosciuta. Forse un locale di servizio.
Foto 73: l'ingresso principale. I 2 'funghi' visibili in alto ai lati non sono altro che gli scarichi dei gas dei motori dei 2 gruppi elettrogeni. Foto 74: particolare dello scarico di sx.
Foto 75: il locale latrine. Foto 76: l'ingresso secondario, da cui accedemmo nel mese di maggio per la visita agli interni.
Foto 77: ubicati su un terrazzino naturale ,qualche decina di metri ad W della Batteria, questi manufatti in cemento fanno pensare ad una cucina da campo (manufatto n.1). Foto 78: manufatto n.2.
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