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Linea Maginot: Barrage Rapide du Montgenevre
di Gianfranco Genta © (01/07)
Circa un chilometro ad ovest dell'abitato di Montgenevre, sul lato destro della strada che scende verso Briançon è posizionata un'opera costituita da un blocco di calcestruzzo facente parte della Maginot Alpina (settore Delfinato) denominato dai francesi Sbarramento Rapido del Monginevro.

Compito di quest'avamposto era quello di interdire, in concorso con le opere dello Janus il transito a veicoli e mezzi corazzati sulla rotabile che dall'Italia (Claviere) scende verso Briançon. Il suo presidio era di circa una decina di uomini, e l'armamento composto da 2 mitragliatrici gemellate(JM) ed un pezzo anticarro da 47 mm. Fin qui tutto normale, un avamposto come tanti si potrebbe pensare, ma non è così.

Ciò che rende rara quest'opera è il sistema che veniva adottato per sbarrare la rotabile. Con un'ingegnoso sistema dalla fessura visibile sulla pesante corazzatura frontale (in posizione perpendicolare alla sede stradale) veniva fatta uscire e scorrere su un'apposita rotaia una piastra corazzata spessa alcuni cm. e lunga circa 6 m. ovvero la larghezza della strada in quel punto.

Finite le operazioni, con il processo inverso la pesante piastra veniva fatta rientrare all'interno dell'opera.

Per la cronaca si ha notizia di solo altre 2 opere similari in tutta la Maginot:una nei pressi di Versoyen e l'altra a Ponte San Luigi vicino a Menton.

Non sappiamo se nei giorni che vanno dal 10 al 25 giugno del 40 la pesante piastra venne fatta uscire per interdire la rotabile ai mezzi Italiani nel corso dell'offensiva che doveva portarci ad occupare Briançon, però è certo che con il suo armamento intervenne efficacemente contro una colonna della Divisione Sforzesca che il giorno 20, partendo dall'abitato di Montgenevre, occupato dagli Italiani il giorno precedente, fermandone l'avanzata appena fuori dal centro abitato. Causa il violento tiro dell'artiglieria francese alla sera le truppe italiane rientrano alle posizioni di partenza sulla linea di confine. Il giorno 22 le truppe Italiane rioccupano nuovamente l'abitato di Montgenevre ma l'azione dell'opera francese continua ad interdire agli Italiani l'uso della rotabile. Riesce invece l'azione di alcuni nostri reparti che penetrando a cavallo della rotabile nelle zone Bois de Suffin e Bois du Sestrieres riusciranno ad avanzare di qualche chilometro. L'opera Maginot pur essendo stata scavalcata continuerà a restare in mano Francese e a bloccare la strada per Briançon fino all'armistizio. La nostra avanzata nel settore del Monginevro al 25 giugno, data dell'armistizio sarà di circa 4 chilometri senza però esserci mai assicurati il controllo della rotabile. Situazione analoga a quella del settore del Moncenisio dove le truppe Italiane pur occupando Lanslebourg e la valle dell'Arc, a causa dell'azione dei Revet e del Turra non ebbero il controllo della RN 6 fino alla data dell'armistizio. Non posso descrivere l'interno dell'opera in quanto l'ingresso è sbarrato da una porta corazzata chiusa e le feritoie delle cannoniere otturate.

Come detto in precedenza l'opera è stata visitata dallo scrivente lo scorso 8 ottobre dopo la visita al centro n.38 del Caposaldo Scala. Per raggiungere il Monginevro dal Col della Scala si scende verso Nevache, indi percorrendo tutta la Valle della Clarèe si raggiunge La Vachette e da qui si sale al Colle del Monginevro. E' un percorso stupendo, la Valle della Clarèe con suoi magnifici colori autunnali e le piccole frazioni di Nevache che abbiamo incontrato sono veramente uno spettacolo imperdibile.

Un grazie particolare a Barbara per avermi fornito le fotografie invernali dell'opera.

Le fotografie estive sono state scattate l'8 ottobre, quelle invernali il 9 dicembre 2006.

Bibliografia:
Le fortezze delle Alpi Occidentali di D.Gariglio e M.Minola ed.L'Arciere-Cuneo
Le Operazioni del giugno 1940 sulle Alpi Occidentali-Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito

Foto 1: l'alta valle della Clarèe con visibile l'abitato di Nevache fotografata dal Centro n.34 del Caposaldo Sueur. Foto 2: la Clarèe scorre tranquilla,sullo sfondo è visibile la Guglia Rossa,sulle sue pendici orientali è ubicato il Centro 38 visitato in mattinata.
Foto 3: il simpatico cartello stradale che segnala l'inizio della frazione Plampinet. Foto 4: colori autunnali nei pressi della frazione Val des Pres.
Foto 5: siamo giunti al Barrage Rapid du Montgenevre.Il fronte sud dell'opera. Foto 6: vista invernale del fronte sud.
Foto 7: vista da SW dell'opera.Sono distinguibili: la trincea in cemento e l'ingresso protetto dalla porta corazzata, la parte corazzata dalla cui feritoia usciva la barra d'arresto e la postazione per la mitragliatrice. Foto 8: vista invernale dalla stessa posizione.
Foto 9: vista frontale dell'opera: qui è visibile a destra la cannoniera del pezzo anticarro da 47mm. Foto 10: vista frontale invernale.
Foto 11: la porta corazzata dell'ingresso. Foto 12: la corazzatura frontale,dalla feritoia visibile usciva e rientrava la piastra di sbarramento della sede stradale.
Foto 13: la cannoniera della mitragliatrice. Foto 14: la cannoniera del pezzo anticarro.
Foto 15: particolare della feritoia protetta da piastra corazzata del pezzo anticarro. Foto 16: l'opera vista da Est (Italia). Di fronte scorre la rotabile che scende verso Briançon.
Foto 17: la vetta del monte Janus.Perfettamente mimetizzate ed appena visibili le opere che concorsero a fermare l'avanzata Italiana. Foto 18: la giornata è finita; guardando un'ultima volta il monte Chaberton che sovrasta maestoso la zona il nostro pensiero è corso riverente a tutti quegli uomini, Italiani e Francesi che in quei tragici giorni del 1940 in queste montagne hanno combattuto, sofferto e sacrificato le loro giovani vite.
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