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Pittura di soldatini con i colori acrilici
di Roberto Bagna
Le seguenti note sono adatte per la colorazione di soldatini di piccola scala (fino a 45 mm.) in lega metallica. Per formati maggiori la tecnica di base è la stessa, ma sarà necessario effettuare le lumeggiature e le ombreggiature con più passaggi.

Preparazione dei soldatini


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Occorre un minimo d'attrezzatura. Serviranno tre lime piccole (1 triangolare, 1 piatta, 1 tonda a coda di topo) reperibili nei negozi di modellismo o fai da te ed un taglierino piccolo, meglio ancora, un coltellino da modellismo con lama triangolare. Sarà inoltre necessaria una confezione di colla cianoacrilica (tipo attak). Utilizzando questi strumenti si ripuliscono le miniature da tutte le sbavature, difetti di fusione e residui delle materozze. Alcune miniature sono fornite con particolari separati (ad esempio armi, scudi ecc.), si deve pertanto decidere se fissarli alla miniatura subito oppure dipingerli separatamente e attaccarli a lavoro ultimato. La scelta dipende dalla posizione che questi oggetti assumono sul soldatino e se sarà facile dipingerli una volta fissati. In genere armi e scudi preferisco dipingerli separatamente e poi incollarli sul soldatino già dipinto.

Si procede quindi a passare la mano di fondo, che serve a facilitare la presa dei colori acrilici ed ad evidenziare eventuali altri difetti di fusione sfuggiti al primo esame (Foto 1). Io uso del colore bianco opaco acrilico in bomboletta spray, reperibile presso ferramenta e negozi di fai da te. Da evitare gli spray alla nitro perché sulle miniature lasciano una superficie a bolle. Per passare il colore conviene operare all'aria aperta, mettere dei giornali in terra, sistemare le miniature sopra una cassetta da frutta rovesciata (o altra superficie rialzata) e spruzzare il colore.

Attenzione a dosare bene la quantità e la distanza (25-40 cm.), altrimenti si può depositare troppo colore che finisce per mascherare i dettagli dei soldatini. Trattandosi di miniature in piccola scala (15-25 mm. le più diffuse) non conviene dipingerle una ad una, ma prepararne un certo numero appartenente allo stesso reparto e dipingerle in serie. Come mano di fondo alcuni preferiscono il nero opaco o il grigio opaco, che danno una finitura più scura al soldatino.

I pennelli ed i colori

Serviranno almeno 4 pennelli (n° 00000, 000, 0 e 1), i migliori sono quelli in martora Kolinski, che se trattati con cura durano a lungo. Il pennello n° 00000 è da riservarsi esclusivamente alla pittura degli occhi e di pochi altri particolari minuti come strisce dei gradi, filettature ecc. I pennelli, ogni volta che si puliscono, devono essere asciugati con uno straccio e la punta rifatta passandosela tra le labbra.


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I colori acrilici (Foto 2) furono sviluppati tra gli anni '20 e '30 da un gruppo di muralisti messicani tra cui David Alvaro Siqueiros che nel 1936 gli presentò in un congresso tenutosi a New York. Ma raggiunsero il loro completo sviluppo solo dagli anni '50 in America e dagli anni '60 in Europa. Nei colori acrilici il pigmento è legato ad una resina sintetica, si diluiscono con l'acqua e asciugano rapidamente. Sono reperibili sia presso i negozi di modellismo (marca Vallejo, Andrea, Lifecolor, Games Workshop) oppure presso negozi di Belle Arti (marca Maimeri, Marabu-Tamma, Pelikan), solo per citare le marche più diffuse. I colori per modellismo costano sulle 3.800-4.000 a boccetta mentre quelli reperibili presso i negozi di Belle Arti costano sulle 6.000-8.000 a barattolo, ma durano molti anni (da 5 a 10, dipende dal colore), ad esempio il bianco che è il più usato finisce prima.

Quali toni di colore acquistare? E' una scelta personale che dipende dall'abilità e dalle risorse finanziarie di ciascuno. Ovviamente alcuni colori sono fondamentali come, ad esempio, il bianco, il nero, il rosso ed il blu. Di altri se ne può fare a meno perché facilmente ottenibili per miscelazione come l'arancione o il grigio. E' inoltre necessario munirsi di due contenitori d'acqua (uno per diluire i colori e l'altro per sciacquare i pennelli) e di uno straccio morbido, che non lasci peli, per asciugare i pennelli una volta puliti. Il luogo di lavoro deve ricevere una buona illuminazione naturale ed artificiale (per lavorare fino a tardi). Si devono scegliere lampade che non alterino i colori, sono quindi da evitare i neon e simili. Infine utilizzare un foglio di cartone da imballaggio per proteggere la superficie del tavolo da lavoro.

I colori non devono essere usati prelevandoli direttamente dal contenitore con il pennello, ma mettendo le quantità da utilizzare su una tavolozza e diluendoli con l'acqua. I colori della Vallejo e Andrea sono in boccette dotate di contagocce e quindi non creano problemi, basta agitare bene e spremere. Quelli per artisti sono in barattoli, perciò ci si deve munire di un tondino di metallo o plastica (2-3 mm. di diametro) per prenderne la quantità necessaria. Immediatamente dopo l'uso, il tondino deve essere accuratamente ripulito altrimenti si possono contaminare gli altri colori. Al posto della tavolozza io utilizzo i tappi a corona delle bottiglie di birra e bibite, ovviamente uno per colore, sono pratici ed economici.

Maneggiare le miniature

Come si maneggia un soldatino durante la colorazione? Con molta attenzione! Si prendono tra il pollice e l'indice, toccandoli sulla parte inferiore della base e sulla parte superiore del copricapo o della testa e si procedere a dipingere. Può tornare utile, specialmente nelle fasi finali o per piccoli pezzi, maneggiarli utilizzando quei particolari contatti elettrici denominati pinze a coccodrillo (ne esistono di varie dimensioni nei negozi d'elettronica). Si usano queste pinze per prendere dalla base il soldatino. La preparazione dei colori I colori sono in genere densi e necessitano di essere diluiti. Se sono troppo diluiti risulteranno trasparenti e poco coprenti, se poco diluiti saranno pastosi e formeranno uno strato troppo spesso sul soldatino. Per trovare il giusto grado di diluizione si deve provare per tentativi aggiungendo acqua poco alla volta; prendendola con il tondino si riesce ad aggiungere poche gocce alla volta. All'inizio fate alcune prove su un pezzo di scarto o sulla base dei soldatini. Si preleva un po' di colore con la punta del pennello (non troppo) e si passa sul soldatino. Alcuni colori (es. giallo, bianco) possono risultare poco coprenti. Non importa. Si passa un primo strato (sottile, non troppo spesso) e quando è asciutto sì da una seconda mano ed il gioco è fatto.

La colorazione delle miniature


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La prima cosa da fare è osservare attentamente i pezzi da dipingere e decidere l'ordine con cui i vari particolari dovranno essere colorati. In genere procedo dai particolari inferiori verso quelli superiori. Ad esempio una giacca si trova sotto il cinturone e varie cinghie, che a loro volta saranno sotto lo zaino sopra il quale vi sarà una coperta arrotolata e tenuta ferma da altre cinghie. L'ordine in cui dipingere questi particolari pertanto sarà: giacca-cinture/cinghie-zaino-coperta-cinghie della coperta.

Procedendo in questo modo la correzione d'eventuali sbavature sarà facilitata, inoltre si potranno dipingere i particolari più ampi senza preoccuparsi troppo della precisione. Ad esempio se dipingendo la giacca, il colore strabordasse sul cinturone, non creerà problemi perché quest'ultimo sarà dipinto successivamente. Se l'uniforme del reparto che si vuol riprodurre è giacca rossa e pantaloni blu, si può semplicemente con il rosso dipingere la giacca, e con il blu i pantaloni. Stesso procedimento per gli altri particolari del soldatino.

A questo punto il lavoro sarebbe finito e la miniatura pronta. Sicuramente è il modo più semplice, però si ottengono delle figure alquanto piatte, scialbe e prive di movimento (Foto 3).

Intendiamoci, fissate su una basetta sono comunque più che adatte per giocare a qualsiasi wargame. Per ottenere risultati migliori non ci si limita a stendere solo il colore base, ma si applicano ombreggiature e lumeggiature. Non è un'operazione difficile, si tratta semplicemente d'armarsi di pazienza e soprattutto non disperare di fronte ai primi risultati (in genere non troppo soddisfacenti), con la pratica ed il tempo otterremo risultati migliori. Utile da questo punto di vista l'osservazione delle fotografie e tavole a colori, riportate nelle riviste di modellismo o sui libri e l'osservazione diretta di pezzi alle mostre di modellismo, dove è possibile incontrare anche i modellisti stessi e chiedere informazioni sulle tecniche da loro usate.

Osservando la propria immagine davanti ad uno specchio si noterà che i vestiti formano delle pieghe e che nelle incavature il colore di fondo del vestito appare più scuro, mentre nelle parti in rilievo è più chiaro. Lo stesso dicasi per il volto, le braccia e le mani. Le vesti dei soldatini, almeno quelli scolpiti bene, hanno anch'esse le stesse pieghe, lo stesso vale per la muscolatura del viso e delle parti del corpo scoperte. Il procedimento è semplice.

Una volta passato il colore di base (Foto 4) si procede con le ombreggiature e le lumeggiature. Lavorando in serie, quando si è dato il colore di base all'ultima miniatura, la prima sarà già pronta per le ombreggiature. Al colore base (blu) si aggiunge un po' di nero fino ad ottenere un colore più scuro. Si passa questo colore all'interno delle pieghe e nelle parti comunque in ombra (es. il sotto di un kilt scozzese o di un mantello, i bordi di una cintura, le cuciture, la sagoma delle tasche ecc.). Questa è l'ombreggiatura (Foto 5). L'ombreggiatura si esegue utilizzando il colore normalmente diluito e passandolo con il pennello sulle parti in ombra.

Al colore base si aggiunge un po' di bianco fino ad ottenere un colore più chiaro. Si passa questo colore sulle parti sporgenti (parte superiore delle pieghe, retro in corrispondenza del sedere, ginocchi ecc.) o comunque le parti più colpite dalla luce oltre che sulle parti che eventualmente si vuol riprodurre più usurate. Questa è la lumeggiatura (Foto 6). Il colore per le lumeggiature può anche essere steso con la tecnica del "pennello asciutto". Occorre un pennello vecchio (quelli nuovi si rovinano utilizzando questa tecnica), s'immerge la punta nel colore e se ne toglie l'eccesso strofinando il pennello su della carta da cucina, da lettere o su di un cartoncino. Si passa quindi, con mano leggera, il pennello sulle parti in rilevo (quelle da lumeggiare), in questo modo solo le parti più sporgenti riceveranno il colore. Si può utilizzare questa tecnica anche per riprendere quelle ombreggiature che dovessero risultare troppo scure, o per ottenere un minore contrasto tra parti in ombra ed in piene luce. Se si desidera un contrasto minore basta passare, nei punti di contatto tra ombre e luci, il colore più chiaro sopra alle ombre precedentemente realizzate.

Quanto deve essere scuro il colore per l'ombreggiatura e quanto deve essere chiaro quello per la lumeggiatura? E' questione di gusti personali a seconda che si preferisca avere una miniatura più o meno contrastata. E' anche possibile effettuare ombreggiature e lumeggiature progressive, sovrapponendo passate di colore rispettivamente sempre più scure e sempre più chiare. Quest'ultimo metodo è però più indicato per soldatini di scale maggiori. Il suddetto procedimento si usa per tutti i particolari del soldatino (giacche, copricapi, armi, scudi, scarpe, zaini, cinture, viso e parti nude del corpo, capelli ecc.) (Foto 7)



Analizziamo adesso la pittura di alcuni particolari.

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Pittura dei visi


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E' possibile utilizzare il color carne che normalmente si trova in commercio già pronto, altrimenti si può procedere nel seguente modo.

Al bianco si aggiunge, poco alla volta, della terra di siena bruciata fino ad ottenere la tonalità di base richiesta. (Si può provare a passarsi un po' di colore sulla pelle del dorso di una mano, per verificare di aver ottenuto la tonalità corretta).

Tenere conto che il colore, una volta asciutto, tenderà ad assumere una tonalità leggermente più scura. Questo colore si passa sul viso e anche sulle altre parti scoperte del corpo (braccia, mani, torso, gambe piedi ecc.) (Foto 8).

Si aggiunge della terra di siena bruciata scura o comunque un marrone scuro e si procede con le ombreggiature (cavità degli occhi, lati del naso, interno della bocca, attaccatura dei capelli o bordo del copricapo, interno delle orecchie, fossetta sul mento, incavatura delle guance, parte sotto il naso e quant'altro ci sia in ombra sul viso) (Foto 9).

Al colore base si aggiunge del bianco e si lumeggiano le zone in luce del viso (fronte, parte frontale del naso, parti sporgenti delle orecchie, guance, punta del mento) (Foto 10).

Volendo ottenere un aspetto più vivo, si aggiunge al colore base un po' di rosso e si dà una leggera passata sulle guance (Foto 11). Attenzione a non esagerare altrimenti si ottiene l'effetto soldato ubriaco.

Al colore base si aggiunge un po' di rosso carminio (anche qui attenzione a non esagerare, altrimenti si ottiene un'effetto "eccesso di rossetto") e si dipingono le labbra (Foto 12).

Per gli occhi due sistemi.

1. Si dipinge con il bianco l'occhio (Foto 13) (usare il pennello n° 00000, e riservarlo solo a questo scopo). Poi con il nero si fa la pupilla (un puntino) e le sopracciglia (Foto 14). Se il soggetto è rosso o biondo le sopracciglia devono essere rosse o bionde.

2. Si dipinge nel cavo dell'occhio un puntino nero e sopra la linea del sopracciglio. [esempio: (.] ovviamente il puntino deve andare al centro. Entrambi i sistemi sono validi. Il secondo soprattutto per i soldatini da 15 mm. Si tenga sempre presente che vedere un soldatino da 25 mm. a 30 cm. dagli occhi, equivale a vedere un uomo a 10 mt. di distanza. Ed a 10 metri tanti piccoli particolari non si vedono.


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Aggiungendo del grigio di payne o di blu al colore base e passandolo leggermente su viso si ottiene l'effetto barba mal rasata (Foto 15).

Pittura di capelli e barbe

Neri: dipingere di nero e lumeggiare con grigio scuro.
Biondi: dipingere di ocra gialla+marrone chiaro, ombreggiare con inchiostro di china seppia, lumeggiare con ocra gialla.
Castani: dipingere con tonalità marrone, ombreggiare con inchiostro di china seppia, lumeggiare con il colore base leggermente schiarito con il bianco.
Rossi: dipingere con ocra rossa+rosso, ombreggiare con inchiostro di china seppia, lumeggiare con colore base schiarito leggermente con l'arancione.
Grigi: dipingere con grigio scuro, ombreggiare con nero, lumeggiare con grigio chiaro.

Pittura dei metalli

Per i metalli (ferro, acciaio, ottone, oro, argento) i colori metallici della Vallejo non mi soddisfano. Uso o quelli acrilici reperibili nei negozi di belle arti (Marabù-Tamma o Maimeri) oppure gli smalti dell'Humbrol (reperibili nei negozi di modellismo). Per gli smalti, si avrà bisogno del loro specifico diluente per pulire i pennelli (anche se per questo è possibile usare della benzina avio - serve per smacchiare e si può trovare nelle mesticherie). Non mescolare mai un colore metallico, ma prelevarne la quantità che serve con il tondino e usarla sulla tavolozza (o sul tappo). Generalmente al colore metallico (troppo lucido) si aggiunge un po' di nero e si procede alla pitturazione del pezzo (Foto 16). Quando è asciutto (alle volte richiedono un po' più di tempo rispetto agli altri colori), si ombreggia con il colore metallico maggiormente scurito oppure con dell'inchiostro di china color seppia. L'inchiostro si diluisce con acqua e i pennelli si puliscono con normale alcool denaturato. A questo punto lumeggio con il colore metallico puro (Foto 17).

Pittura delle maglie ferrate

Per le armature costituite da maglie ferrate, si dipinge di nero l'intera armatura. Quando il colore è secco si passa, sulle parti in rilievo, con la tecnica del pennello asciutto, dell'argento scurito con un po' di nero. Con un po' di pratica si ottengono buoni risultati (Foto 18).


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Pittura dei cavalli

Per i cavalli oltre che l'osservazione delle foto sulle riviste di modellismo, è bene acquistare un libro che riporti le varie razze con foto a colori. Si sceglie il tipo di cavallo con un mantello adeguato al soldato che si vuole realizzare (alcuni reparti utilizzavano cavalli con mantelli di un solo colore, da evitare anche di montare un romano antico su un cavallo pezzato tipo Mustang del Nord America) e si procede al solito modo, colore base, ombreggiature, lumeggiature. Da notare che alcuni particolari hanno una propria colorazione in base alla razza ed al mantello, come muso, bocca, zoccoli, criniera e coda (Foto 19 - 20 - 21). La stessa tecnica è valida per dipingere qualsiasi altro animale (Foto 22).


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Araldica

Se si deve dipingere figure con araldica, all'inizio conviene scegliere forme semplici e geometriche (scudi bipartiti, bande verticali, trasversali, scacchi ecc.) e quando si sarà fatta un po' di pratica si passerà a leoni, grifoni, draghi ecc. Fatto il disegno con una matita sottile e con mano leggera, si procede alla colorazione (Foto 23 - 24).


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Utilizzo delle vernici trasparenti

Le vernici trasparenti si usano per protezione dei soldatini finiti e per ottenere particolari effetti. Si usano di tre tipi, matt cote, satin cote e il gloss cote. Il matt dà: una finitura opaca che serve da protezione oppure per opacizzare qualche colore che sia rimasto con un'innaturale lucentezza. Il satin si passa su tutte quelle parti che devono avere una finitura semilucida come il cuoio (cinghie, cinture, scarpe, zaini ecc.) ed il manto dei cavalli. Il gloss si usa poco a causa della finitura lucida, adatta solamente a pochi particolari e per soldati in assetto da parata e non certo di combattimento.

Il nero ed il bianco.


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Si può dipingere il particolare con questi due colori e fare solamente, con la giusta tonalità di grigio, le lumeggiature per il nero e le ombreggiature per il bianco (Foto 25). Altrimenti si aggiunge del marrone al nero, fino ad ottenere un marrone molto scuro oppure del bianco fino ad ottenere un grigio molto vicino al nero, quindi si ombreggia con il nero puro e si lumeggia con il giusto tono di grigio. Al bianco si aggiunge una piccolissima quantità di nero, avana oppure ocra, quindi si ombreggia con il giusto tono di grigio e si lumeggia con bianco puro.

Da notare che non tutti i colori si scuriscono o schiariscono utilizzando il nero ed il bianco. Il giallo si scurisce con il marrone e si schiarisce con il bianco; Il rosso si scurisce con il marrone e si schiarisce con il bianco per un effetto più freddo e con il giallo per un effetto più caldo; Il verde si scurisce con il nero, si schiarisce con il bianco per un effetto più freddo e con il giallo per uno più caldo.

Realizzazione di bandiere e stendardi


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Asta: si realizza con uno spillo o con tondini d'ottone o acciaio (reperibili nei negozi di modellismo) di diametro adeguato alla scala del soldatino. Limandolo opportunamente si creano la punta ed il fondo dell'asta. Bandiera: si realizzano utilizzando sottili fogli di piombo (reperibili nei negozi di modellismo), altrimenti si può ricorrere a fogli d'ottone molto sottile, chiamato carta di Spagna, ed utilizzato in meccanica per spessorare i macchinari (reperibile presso grosse ferramenta) ma è di lavorazione meno facile rispetto al piombo, oppure ricorrere alla carta. Alcune ditte, producono bandiere in carta già stampate, sicuramente con disegni più precisi rispetto a quelle autocostruite. Inoltre è possibile scaricare da alcuni siti Internet bandiere da riprodurre successivamente su carta con una stampante a colori.

Ritagliata la bandiera nella scala corretta (ricordarsi di aumentare leggermente il lato che andrà all'asta) si arrotola intorno all'asta fino a che il lembo di un lato non tocca il retro. Quindi si fissa con l'attack. Mantenendo la bandiera piana (in pratica senza piegature del drappo), si pianta l'asta in un po' di plastilina in modo da tenere la bandiera dritta e sì passa la mano di fondo come per i soldatini. Quando il colore è asciutto, con una matita molto appuntita oppure utilizzando una pilot con mina fine e con mano molto leggera, si traccia il disegno della bandiera. Il disegno può andare dalle classiche strisce verticali od orizzontali fino alle più complesse figure araldiche. Ora maneggiandola con cura si dà forma al drappo, piegandolo e movimentandolo come se fosse effettivamente una bandiera al vento, regolandosi anche sulla posizione che dovrà assumere in mano al soldatino (se è tenuta inclinata in avanti da un figurino fermo, è chiaro che assumerà delle piegature diverse da quella tenuta in mano da un soldato in corsa).

Non si può piegare la bandiera una volta dipinta, perché la pittura si screpolerebbe rovinando così tutto il lavoro. La mano di fondo, in particolare se data leggera, al contrario riesce a sopportare bene la piegatura. Se è a strisce nessun problema si dipingono e si ombreggiano e lumeggiano come di consueto. Se c'è qualche disegno araldico, si dipinge prima il campo (cioè il colore di fondo della bandiera, ad esempio un drago verde su una bandiera rossa è un drago verde in campo rosso) ombreggiando e lumeggiando. Poi si dipinge l'araldica ombreggiandola e lumeggiandola per quanto reso possibile dalle sue dimensioni (Foto 26).

Imbasettamento dei soldatini

Se i figurini sono dipinti non solo per collezione ma per formare unità da usare nei wargames, sarà necessario procedere al loro montaggio su apposite basi. Di per sè i singoli soldatini stanno in piedi da soli e niente vieta di lasciarli così. Però è sicuramente scomodo, nel corso delle partite, muovere 40-60 singoli pezzi. Al contrario muovere 10-20 basette è più comodo, senza contare che maneggiando continuamente i singoli pezzi, questi possono danneggiarsi o perdere il colore. Per questo quasi tutti i regolamenti prevedono che i soldatini siano montati su basette rigide (di qualsiasi materiale, cartone, compensato, plastica, plexiglass, metallo ecc.) con dimensioni regolamentate, che rappresentano le varie unità da cui è composta l'armata. A questo punto viene il difficile, non tanto per la realizzazione tecnica quanto la scelta. Mi spiego. Ogni regolamento ha un suo sistema d'imbasettamento, diverso dagli altri per dimensioni delle basette e numero di soldatini da collocare sulle stesse. Si rischia di avere un esercito imbasettato per un regolamento che successivamente può non piacere più e completamente inutile per quello che, nel frattempo, è diventato il nostro regolamento preferito. Ad ogni modo, i regolamenti più moderni tendono a cercare una certa compatibilità tra loro e a non dare troppo peso a come le figure sono imbasettate. Detto questo passo ad illustrare i vari modi d'imbasettamento, poi ognuno farà la scelta a lui più congeniale (io utilizzo basette in cartoncino rigido o legno, è possibile che i materiali che impiego non abbiano la stessa resa se utilizzati su basette di plastica o metallo). Nota: quando parlo di dipingere o cospargere, s'intende che tali trattamenti riguardano sia la basetta vera e propria, sia le basi proprie dei singoli soldatini.


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1. (Foto 27) Incollare i soldatini sulla basetta e dipingere il tutto di verde scuro o marrone o color sabbia (dipende dall'ambientazione). Vantaggi: rapidità d'esecuzione e possibilità di rimozione per cambio di regolamento senza grossi danni ai soldatini, soprattutto se fissati su basette di cartone con colla vinilica (anche se ha una tenuta minore rispetto all'attak). Svantaggi: pessima estetica.

2. (Foto 28) Incollare i soldatini sulla basetta. Passare sul tutto uno strato (di spessore tale da pareggiare e coprire le basi dei singoli soldatini) di colla vinilica, e versarci sopra della sabbia fine o immergere la basetta in un contenitore pieno di sabbia fine. La sabbia si trova nei negozi di modellismo o più semplicemente e gratuitamente al mare. Una volta asciutto, dipingere di marrone o verde di varie tonalità e sfumature con passaggi a pennello asciutto. Vantaggi: relativamente veloce, livello estetico accettabile/buono per i 15 mm., possibilità di rimuovere i soldatini se si opera con attenzione e cura. Svantaggi: cattivo/basso livello estetico per i 25 mm.

3. (Foto 29) Incollare i soldatini sulla basetta. Si prepara un impasto utilizzando stucco per muri (conviene acquistare confezioni piccole da 250-500 gr., altrimenti si secca prima che si abbia il tempo di utilizzarlo tutto) e colla vinilica. Le proporzioni sono: 70% stucco, 30% colla. Se l'impasto dovesse essere troppo denso si può diluirlo leggermente con un po' d'acqua. Con una piccola spatola o analogo utensile si spalma sulla basetta in modo da livellare le basi dei singoli soldatini. Quando lo stucco è ben asciutto si spennella con vinavil diluito con acqua (40% d'acqua) e subito dopo si cosparge con sabbia fine. Quando la sabbia è asciutta si colora con terra d'ombra o altra tonalità di marrone che simuli il terreno. Ombreggiando e lumeggiando di conseguenza e dando una leggera passata finale a pennello asciutto di color sabbia.

Quando il colore è asciutto si stende in alcuni punti della basetta la solita colla vinilica diluita e si cosparge la basetta con erba sintetica (si trova nei negozi di modellismo, in genere usata per plastici ferroviari) e subito dopo si rimuove l'eccesso scuotendo la basetta, capovolgendola, e soffiandoci sopra. L'erba sintetica ha generalmente una tonalità troppo verde non adatta per la stagione estiva, pertanto per simulare l'erba ingiallita ci si passa sopra del color ocra gialla, a pennello asciutto (prima di procedere, assicurarsi che la colla vinilica sia ben asciutta).

Oltre all'erba sintetica si possono aggiungere altri particolari, qualche sassolino, piccoli rametti che simulino tronchi d'albero o alberi caduti, qualche sasso più grosso per simulare una roccia, filamenti ricavati da palline di posidonia secca (è un'alga facilmente reperibile sulle spiagge) o da barbe di palma per simulare canne o erba più alta, piccoli pezzi di lichene per simulare cespugli. Comunque in genere è bene non esagerare con queste aggiunte e realizzare terreni consoni all'epoca storica ed al tipo di truppe rappresentate. Ad esempio su una basetta di truppe leggere come gli psiloi, una zona sassosa e cespugliosa va bene. Non andrebbe altrettanto bene per una falange. Vantaggi: Ottima resa estetica. Svantaggi: esecuzione relativamente lunga e laboriosa, difficoltà di rimuovere i soldatini senza danneggiarli.

Infine ricordarsi di non scoraggiarsi se i primi risultati saranno inferiori alle attese; per ottenerne di buoni si deve provare, provare, provare, provare, provare e provare. Sempre utile inoltre l'osservare il lavoro d'altri modellisti alle Mostre o sulle riviste specializzate. In ultimo dare sempre libero sfogo alla fantasia, sperimentare nuove metodologie, colori e materiali fino a formarsi una propria tecnica personale.
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