Chiudi finestra

Karl Malden
di Piero F.

Karl Mladen Sekulovich (1913, o 1914) non è un nome adatto per fare carriera nel cinema, anche se si è nati a Chicago. Diventato Karl Malden, l'attore iniziò a lavorare nel cinema nel 1940, come generico in insignificanti particine. Ma più che il nome, era la faccia che rimaneva impressa, con quel naso schiacciato (rotto due volte in incidenti di football) e finché non si mise a frequentare l'Actor's Studio non pareva destinato a una grande carriera.
Gli anni '50 lo videro invece partecipare a una quantità incredibile di film, apparendo in quasi tutti quelli di Elia Kazan (ottenne un Oscar per Un tram che si chiama desiderio, e una nomination per Fronte del porto). Stimato da tutti gli addetti ai lavori, il suo limite era la mancanza di carisma come attore principale, ciò che lo costrinse per tutta la vita in parti di supporto. Generalmente utilizzato, con quell'aspetto bonaccione, quale personaggio sincero e leale, seppe interpretare ottimamente anche parti da perfido e traditore (I due volti della vendetta) o da frustrato erotomane (Baby doll), ma una delle parti che si ricordano di più è quella dell'ambiguo "cartaio" in Cincinnati Kid.
Imponente anche il suo curriculum televisivo, tra cui la serie, conosciuta anche in Italia, Le strade di San Francisco. Nel 1989 è stato eletto presidente dell'Academy of Motion Picture, quella che assegna gli Oscar.

WAR FILMS
Non sono molte le occasioni in cui Karl Malden ha vestito la divisa, a partire dalla particina in un film girato in pieno periodo bellico. Ma l'ultima volta, in Patton, corona splendidamente la carriera, interpretando addirittura il ruolo del gen. Omar Bradley.

Winged Victory, 1944 [Vittoria alata]
Halls of Montezuma, 1950 [Okinawa]
Operation Secret, 1952 [Altra bandiera]
Take the High Ground, 1953 [Femmina contesa]
Bombers B-52, 1957 [I giganti toccano il cielo]
Patton, 1970 [Patton, generale d'acciaio]
RIPRODUZIONE RISERVATA ©

Chiudi finestra