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John Frankenheimer
di Piero F.

John Frankenheimer (1930-2002) iniziò a fare del cinema quand'era sotto le armi, facendo l'assistente di regia per i documentari dell'Air Force. Approdò poi alla CBS, che a quell'epoca era una fucina di talenti, una specie di centro sperimentale di cinematografia. Dopo un corto tirocinio, debuttò sul grande schermo nel 1957 con Colpevole innocente, remake di una precedente produzione televisiva. Ma la sua carriera ristagnava, il mondo del cinema sembrava non interessarsi a lui. La svolta avvenne quando l'attore Burt Lancaster, che possedeva una propria casa di produzione, prese a benvolere il giovane regista, e lo chiamò a dirigere Il giardino della violenza, e successivamente L'uomo di Alcatraz. Il successo di quest'ultimo film attirò finalmente l'attenzione dei grandi Studios, e il successivo Va e uccidi, un thriller sulla guerra fredda, consacrò definitivamente Frankenheimer come maestro di un nuovo genere, la "fantapolitica", che restò in voga per qualche anno. Lancaster lo impose anche in Sette giorni a maggio, altro strepitoso successo, e lo chiamò poi a sostituire Arthur Penn sul set di Il treno. In soli tre anni John Frankenheimer si era fatto una solida fama di grande regista di azione e di maestro della suspense, ma il suo momento magico era già finito. Quando Burt Lancaster smise di sostenerlo, il regista non seppe camminare da solo, e sbagliò un numero impressionante di film, compresa un'ultima collaborazione con Lancaster, I temerari (un flop tremendo).
Negli anni '70 e '80 firmò poche pellicole, tutte passate inosservate, e pareva ormai un desaparecido del cinema, quando il suo nome tornò alle cronache nel 1998 col buon successo diRonin (opera piuttosto convenzionale ma finalmente gradita dal pubblico). Troppo tardi per un rilancio della carriera: riuscì a fare solo altri due film prima di morire. Rimarrà sempre, nel ricordo dei cinefili, un uomo tipicamente kennediano, legato esclusivamente alla breve, inebriante stagione degli anni '60.

WAR FILMS
L'approccio di Frankenheimer alle tematiche di guerra è del tutto anticonvenzionale, pregno di simbolismi e di interrogativi filosofici. La ragione del suo successo, almeno nei suoi film più celebrati, è da ricercare nella tensione narrativa di prim'ordine, capace di diluire e di rendere accettabili tesi sociopolitiche che altrimenti apparirebbero troppo "edificanti", se non addirittura stucchevoli.

The Manchurian Candidate, 1962 [Va e uccidi]
Seven Days in May, 1964 [Sette giorni a maggio]
The Train, 1965 [Il treno]
The Extraordinary Seaman, 1969 [Il capitano di lungo... sorso]
The Fourth War, 1990 [La quarta guerra]
Andersonville, 1996 [Andersonville, prod. TV]
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