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Edward Dmytryk
di Piero F.

La vicenda di Edward Dmytryk (1908-1999), nato in Canada da genitori ucraini, è esemplare per illustrare la storia di Hollywood e delle sue "liste nere" nell'era maccartista. Approdato ancora adolescente alla Mecca del cinema, spinto da una passione irrefrenabile, Dmytryk si adattò a tutti i lavori, anche i più umili (fattorino, proiezionista) negli studi Paramount. Negli anni '30 divenne un apprezzato montatore, e nel '39 gli fu affidata la prima regia. Nel periodo bellico si fece notare per i suoi solidi film di guerra, non originalissimi ma di ottimo mestiere, ma è con i drammi a sfondo sociale dell'immediato dopoguerra che si caratterizzò come "autore" di notevole peso: Anime ferite, e più ancora Odio implacabile (per il quale ricevette una nomination all'Oscar), erano potenti opere che riflettevano le sue idee radicali e progressiste. Forse proprio per questo, subito dopo venne citato a comparire davanti alla Commissione per le attività antiamericane. Dmytryk aveva aderito al partito comunista nel 1944, ma ne era uscito un anno dopo, per contrasti ideologici. Tuttavia rifiutò di deporre, come altri artisti radicali dell'epoca, più che altro perché aborriva la delazione come sistema inquisitorio. Finì così nella "lista nera" dei proscritti, fu licenziato dagli studi RKO e non riuscì più a trovare lavoro; per cui riparò in Inghilterra, dove fece il suo film forse più personale, Cristo fra i muratori. Ma nel 1951, scadutogli il passaporto, dovette ritornare forzatamente negli USA e scoprì di essere stato condannato in contumacia per oltraggio alla Corte. Dovette scontare sei mesi di carcere, che lo piegarono definitivamente. Con una onorevole ammenda, abiurò ogni idea "non ortodossa", denunciò alcuni suoi colleghi, e fu quindi reintegrato nel "sistema". Ma con questo drammatico pentimento perse non solo il coraggio di affrontare temi sociali, ma anche quello di sperimentare nuove soluzioni registiche. Divenne un buon artigiano tuttofare, affidabile ma anonimo, e solo in rare occasioni lasciò un segno significativo nelle sue regie (nella saga bellica I giovani leoni, ma soprattutto in Ultima notte a Warlock, un western barocco e pregevolissimo), al punto che i suoi critici/biografi distinguono nettamente la sua produzione tra un "prima" e un "dopo". La sua stella, che aveva brillato luminosamente nei pochi anni del dopoguerra, si era malinconicamente spenta in un carcere federale.

WAR FILMS
Dopo i primi film, girati negli anni di guerra nell'ambito del programma di propaganda "Perché combattiamo?", Dmytryk ritornò spesso al genere bellico e militare, sempre affrontato con sicuro mestiere, senza particolari acuti ma con grande senso dello spettacolo.

Counter-Espionage, 1942 [inedito in Italia]
Behind the Rising Sun, 1943 [Tragico oriente]
Hitler's Children, 1943 [inedito in Italia]
Back to Bataan, 1945 [Gli eroi del Pacifico / La pattuglia invisibile]
Cornered, 1945 [Missione di morte]
Crossfire, 1947 [Odio implacabile]
Eight Iron Men, 1952 [Otto uomini di ferro]
Mutiny, 1952 [Gli ammutinati dell'Atlantico]
The Caine Mutiny, 1954 [L'ammutinamento del Caine]
Raintree County, 1957 [L'albero della vita]
The Young Lions, 1958 [I giovani leoni]
Alvarez Kelly, 1966 [Alvarez Kelly]
Anzio, 1968 [Lo sbarco di Anzio, produz. Italiana, co-regia con Duilio Coletti]
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