Chiudi finestra

Francis Ford Coppola
di Piero F.

Benché sia indiscutibilmente uno dei più grandi registi viventi, Francis Ford Coppola (n. 1939 a Detroit, ma newyorker fino al midollo), è principalmente un produttore. Ma non nel senso di mero finanziatore come s'intende in Europa, bensì in quello di film-maker come s'intende in America. Colui cioè che ha il controllo effettivo del film in ogni suo stadio di lavorazione, e dunque è autore, molto spesso, ben più di un regista che si limiti a dirigere le riprese. Compito, questo, che Coppola lascia spesso e volentieri ad altri, riservandosi la direzione delle opere che "sente" di più a livello artistico (filosofia condivisa, peraltro, anche da altri suoi geniali coetanei, come George Lucas e Steven Spielberg).
Coppola iniziò a produrre, sceneggiare e dirigere film all'età di 23 anni, ma si fece notare dalla critica nel 1969, con il sensibile e intelligente Non torno a casa stasera, dove esordirono (o quasi) James Caan e Robert Duvall, due degli attori che sarebbero stati a lui più legati. All'inizio degli anni '70, poco più che trentenne, ebbe la consacrazione mondiale, dapprima producendo American Graffiti di Lucas, e poi, come director, con la saga del Padrino, che ebbe anche il merito di rilanciare la carriera (ormai asfittica) di un mostro sacro come Marlon Brando. Sull'onda di questo successo, seguì immediatamente la messa in cantiere del suo film più controverso, Apocalypse Now, che in oltre tre anni di tribolatissima lavorazione, fece rischiare il fallimento alla sua compagnia, l'American Zoetrope, e l'esaurimento nervoso allo stesso Coppola. Non solo: le vicende di quel film lo portarono alla soglia del divorzio. Il film però riuscì a recuperare i capitali investiti, fu premiato a Cannes e divenne, nel bene e nel male, una delle pietre miliari nella storia del cinema. In seguito Coppola non osò più rischiare tanto, e fece film largamente apprezzati, ma decisamente più "tranquilli" (Cotton Club, Tucker, Dracula), eppure quella certa vena di megalomania che affligge molti artisti, lo portò più volte ad appoggiare progetti fallimentari. Ma un cineasta del suo calibro trova sempre chi lo tira fuori dai guai: d'altronde, cinque Oscar e una dozzina di nominations stanno a testimoniare il suo consolidato carisma nell'ambiente del cinema americano. Anche con la moglie le cose infine si appianarono; e non avrebbe potuto essere altrimenti tra oriundi italiani, cattolici e con un ferreo senso della famiglia.
Quell'istinto de "la famiglia innanzitutto" che tanto ammaliò gli spettatori del Padrino e li fece trepidare per la sorte dei gangsters Corleone, è poi lo stesso istinto posseduto dal Coppola produttore-padrino, che ha affidato la musica dei suoi film al padre Carmine (un ottimo orchestrale che suonò con Toscanini), ruoli importanti alla sorella Talia Shire (attrice modesta), e regie ancora acerbe alla figlia Sophia (che comunque ha del talento). Come non bastasse, il mediocre ma onnipresente attore noto col nome di Nicholas Cage è figlio di suo fratello..

WAR FILMS
Sono solo due i film di guerra diretti da Coppola: se Apocalypse Now, come si è detto, è un'opera allucinata, fondamentale, che ha segnato un'epoca, Giardini di pietra, drammatica e commossa commemorazione dei caduti in combattimento, è un film esemplare dello stile "normale" del regista. Da segnalare che, come sceneggiatore, fu premiato con l'Oscar per Patton, generale d'acciaio (1970, diretto da F.J. Schaffner)

Apolcalypse Now, 1979 [Apocalypse now]
Gardens of Stone, 1987 [Giardini di pietra]
RIPRODUZIONE RISERVATA ©

Chiudi finestra