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Andrea Checchi
di Piero F.

Andrea Checchi (1916-1974) è stato forse il primo vero attore "moderno" che il cinema italiano abbia avuto. Moderno perché antidivo a dispetto della notorietà, moderno perché la sua figura dimessa ne faceva un perdente nato, un predestinato al fallimento.
Fiorentino di nascita, si trasferì a Roma per frequentare, ancora giovanissimo, il Centro Sperimentale di Cinematografia. Debuttò diciottenne nel kolossal 1860 di Alessandro Blasetti, e apparve poi in ruoli minori in numerosi film degli anni '30. Sul finire del decennio la sua interpretazione in L'assedio dell'Alcazar lo impose all'attenzione del pubblico, e per qualche anno divenne il più ricercato attor giovane del cinema italiano ed ebbe numerose parti da protagonista sia in ruoli drammatici, che in commedie sentimentali.

Ma già nell'immediato dopoguerra appariva precocemente invecchiato, con una perenne smorfia amara dipinta sul volto (ha solo trent'anni nella foto a fianco!). Pur continuando a godere della stima di registi e produttori, non si vide più affidare ruoli da protagonista, finendo per diventare un comprimario "di lusso". La sua maschera scettica e disillusa lo rendeva particolarmente adatto al clima di quegli anni, quando l'Italia stava cambiando pelle troppo in fretta, senza curarsi di chi restava indietro. Checchi si specializzò quindi nella figura del perdente, del marginale scarto di una società impegnata nella corsa al successo; e tuttavia i suoi personaggi esprimevano nella sconfitta una dignità e una grandezza che mancavano, ad esempio, al meschino «italiano medio» di Alberto Sordi. Lavorò con tutti i maggiori registi italiani, ma sono tanti (troppi) i film modesti e da dimenticare. Da ricordare è invece Caccia tragica, intenso dramma sul banditismo postbellico, forse la migliore interpretazione della sua carriera.

WAR FILMS
E' sorprendente il numero di pellicole di ambientazione bellica nelle quali appare Andrea Checchi, ma in molte di esse recita modeste parti di contorno. Resta comunque uno dei pochissimi attori italiani ad aver interpretato negli anni '30 film "eroici" d'ispirazione fascista, e nei '60 plumbee opere di stampo antifascista.

"1860", 1934
Luciano Serra pilota, 1938
Ettore Fieramosca, 1938
L'assedio dell'Alcazar, 1940
Due lettere anonime, 1945
Roma città libera, 1946
Il grido della terra, 1949
Achtung! Banditi!, 1951
Siluri umani, 1954
Tripoli bel suol d'amore [I quattro bersaglieri], 1954
I quattro del getto tonante, 1955
La ciociara, 1960
La lunga notte del '43, 1960
L'oro di Roma, 1961
Gli invasori, 1961
Dieci italiani per un tedesco [Via Rasella], 1962
Il mio amico Benito, 1962
Il processo di Verona, 1963
Italiani brava gente, 1964
Quien sabe?, 1966
I sette fratelli Cervi, 1968
El "Che" Guevara, 1968
Waterloo, 1970

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