It.Cultura.Storia.Militare On-Line
invia stampa testo grande testo standard
Bookmark and Share
[HOME] > [icsm WORLD] > [Cinema: Classici di guerra]
Obiettivo Burma
di Piero Fiorili
[torna indietro]
OBIETTIVO BURMA (Objective, Burma! , USA 1945)
Regia: RAOUL WALSH
Sceneggiatura: Lester Cole e Ronald McDougall, da un racconto di Alvah Bessie
Fotografia: James Wong Howe; Montaggio: George Amy; Musica: Franz Waxman
Cast: ERROL FLYNN (Capt. C.R. Nelson), WILLIAM PRINCE (Ten. Jacobs), JAMES BROWN (Serg. Treacy), WARNER ANDERSON (Col. Carter), HENRY HULL, GEORGE TOBIAS, ANTHONY CARUSO, JOHN ALVIN, STEPHEN RICHARD, DICK ERDMAN.
Prodotto da Jerry Wald per la Warner Bros. (B/N, durata 127')

Birmania, 1944: un gruppo di paracadutisti americani viene lanciato nella giungla birmana per distruggere e neutralizzare una postazione radar giapponese. La missione riesce alla perfezione, grazie all'elemento sorpresa, e i parà si avviano rapidamente verso il punto di raccolta. Pur inseguiti dal nemico, riescono a raggiungere facilmente la radura dove dovrebbe aspettarli un aereo. Sembra che tutto sia finito nel migliore dei modi, nessuna perdita subita, ma..

L'aereo non atterra, il nemico è troppo vicino cadrebbero tutti in trappola. Via radio il capitano Nelson concorda un nuovo rendez-vous che sarà fissato da lì a due giorni in un altro punto della giungla, distante 70 km. Quella che sembrava la fine diventa l'inizio della tragica avventura. Incerti sulla strada da prendere, gli americani si dividono in due colonne: una di esse verrà completamente annientata, mentre l'altra porterà solo pochi sopravvissuti all'appuntamento, mentre inizia l'attacco decisivo degli Alleati in Birmania.

Girato da Walsh, con la solita sbrigativa naturalezza, in un ranch paludoso dell'Oramge County, California, Objective Burma è forse il film di guerra più riuscito fra quelli che vennero prodotti da Hollywood durante la guerra stessa. Uno dei motivi della sua grandezza è l'evocazione di archetipi classici della letteratura epica: e benché molti citino l'Odissea come modello, il modello più calzante sembra essere l'Anabasi di Senofonte. La disperata marcia verso un'improbabile salvezza si rivelò talmente efficace dal lato emotivo, che Walsh la replicò anni dopo in un altro film, Tamburi lontani (Distant Drums, 1951), un episodio della lotta ispano-americano per il controllo della Florida, nei primi decenni del XIX secolo. Fotografato splendidamente dal grande operatore cinese James Wong Howe, l'ambiente della giungla appare di una ostilità terrificante, e i giapponesi più che vedersi si intravvedono: sono più che altro delle ombre minacciose che si muovono tra le foglie, mentre ad uno ad uno i fuggiaschi cadono sotto il fuoco dei cecchini.

Solo in un'occasione la propaganda bellica fa capolino, ed è quando lo spaurito drappello di sopravvissuti fa irruzione in villaggio birmano occupato dai giapponesi, scoprendo i resti dei commilitoni dell'altra colonna, orrendamente torturati e mutilati. L'indignazione sorregge il morale dei fuggiaschi, disposti a morire con la certezza di aver dato la vita per una causa giusta: la vittoria della civiltà sulla barbarie... Piccola e insignificante caduta di tono in un grande, grandissimo film epico, giustamente lodato da tutti gli storici del cinema. Ebbe tre nomination all'Oscar, per il soggetto, il montaggio e la musica. Di diverso avviso furono gli inglesi, ma non per quanto riguarda la qualità artistica del film. Si indignarono terribilmente per l'assoluta assenza di ogni riferimento alla loro presenza nel quadro della campagna birmana, al punto di rifiutare alla Warner la distribuzione del film in Gran Bretagna e Commonwealth (alcuni riferiscono che fu la Warner, per evitare ritorsioni su altri suoi film, a ritirare le copie per il mercato britannico: comunque la querelle finì nel 1952, e Objective Burma circolò poi sugli schermi britannici).

antologia della critica

Mario Guidorizzi (in: Hollywood 1930/59) giudizio **** (capolavoro)
Forse il miglior film sulla seconda guerra mondiale questo capolavoro dell'avventura che, prendendo a pretesto un tema classico del genere, si esalta in una parabola emblematica esistenziale grazie ai suoi momenti lirici, epici e di "respiro biblico". Emozionante, incalzante, struggente, anche commovente, è una pellicola mitica che può ricordare nella sua struttura narrativa il magistero della poesia omerica. Asciutto e indimenticabile Errol Flynn.

Ermanno Comuzio (in: RAOUL WALSH / Castoro Cinema)
A dispetto del suo tono "realistico", quasi documentario, in questo film tutto è "finto", ricostruito (in un ranch paludoso dell'Orange County, in California): dunque tutto cinema al suo grado più specifico. Al di là della definizione di film di guerra, Objective Burma vale per il senso metafisico che emana da questa lunga, insidiosa, inesausta marcia verso l'ignoto, con una speranza di salvezza sempre rimandata e una meta sempre incerta; una lotta tesa fino allo spasimo con la natura e con il mondo, nonché con se stessi, col proprio destino. Senza incoraggiare troppo la tendenza a metaforizzare tutto, questo misurarsi in pratica con l'invisibile (i giapponesi appaiono raramente), è anche un misurarsi con quella parte d'ignoto che è in ciascuno di noi, con la selva oscura dell'esistenza.

Norman Kagan (in: I film di guerra / Storia illustrata del cinema)
La giungla è il vero nemico della pattuglia sperduta, con i suoi silenzi notturni rotti solo dall'urlo di qualche animale, una tremenda insidia quando i giapponesi attaccano l'accampamento americano di notte. Sopravvive solo una dozzina di uomini impegnati in una strenua difesa su una collina, finché vengono salvati in extremis dall'inizio dell'invasione. Obiettivo Burma è in sostanza una «last-stand story» con un gratuito lieto fine.

George Morris (in: ERROL FLYNN / Storia illustrata del cinema)
Objective Burma rimane uno dei migliori film del periodo bellico. Il film di Walsh eccelle per le magnifiche sequenze d'azione, per la differenza e la ricchezza di personaggi e per l'intensità da incubo del suo finale. Flynn dà una delle sue interpretazioni più articolate: il suo personaggio costituisce il fulcro emozionale e morale del film, come anche del gruppo di uomini devoti che comanda. Si tratta di una delle sue performance più sottili e contenute; il suo avventuriero è veramente integro e acutamente consapevole delle responsabilità che ha nei confronti dei suoi uomini e sensibile a tutti i loro bisogni.

Guido De Falco (in: Dizionario del cinema americano, a cura di F.Di Giammmatteo)
Raoul Walsh, anziano regista specialista in film d'azione (nel 1945 ha 56 anni), ottiene con Objective, Burma! il suo maggiore successo. La lunga avventura dei paracadutisti dietro le linee nemiche (oltre due ore di proiezione) è scandita da una incalzante serie di indidenti e di sorprese. Soprattutto la prima parte rivela il giusto ritmo che il cinema americano ha sempre saputo imprimere ai film di guerra, mentre il finale risente un poco della ripetitività dei fatti e della lentezza del montaggio. Il trentaseienne Errol Flynn è un perfetto, rude e simpatico comandante. Il bianco e nero realizzato dal grande operatore James Wong Howe coincide perfettamente con il tono realistico ed epico dell'avventura bellica. Lo stile del film è quello del cinema classico americano, il tono - asciutto e meditativo - corrisponde alle esigenze del paese in guerra.

Paolo Mereghetti (in: Dizionario dei film)
Uno dei migliori film di guerra mai realizzati, denso d'azione e di avventure, raccontato con magistrale senso narrativo e ottimamente fotografato. L'idea che la guerra è un'avventura collettiva, tragica e grave, che richiede la solidarietà profonda di tutti i suoi combattenti, è raccontata da Walsh attraverso la varietà dei vari membri del gruppo, di cui illustra i diversi atteggiamenti di fronte al pericolo e alla fatica, alla speranza e alla delusione. Commissionato con intenti evidentemente propagandistici e girato quando ancora l'esito della guerra era incerto, il film riesce a evitare i molti difetti del film "di genere" (le notazioni nevrotiche o roboanti tanto comuni in quegli anni) e si fa ammirare ancora oggi per la composta classicità della sua regia.
[torna indietro]
RIPRODUZIONE RISERVATA ©
[HOME] > [icsm WORLD] > [Cinema: Classici di guerra]