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Argomento: Guerra del 1809 - Recensione di Heinrich Freiherr von Schmitt (12/07)
Copertina Wagram. L'ultima Vittoria di Napoleone di Gunther E. Rothenberg, Libreria Editrice Goriziana, Collana LEGuerre, Gorizia, 2007, 283 pagine, tavole a colori e cartine
I libri dedicati a Napoleone e alle sue guerre non sono moltissimi nel panorama editoriale italiano: a parte qualche pregevole opera sulle solite Austerlitz e Waterloo è molto difficile trovare lavori seri sul periodo nella nostra lingua. Particolarmente gradita risulta perciò la decisione della benemerita Libreria Editrice Goriziana di tradurre e pubblicare l'opera del celebre studioso Gunther E. Rothenberg, "Wagram. L'ultima vittoria di Napoleone" (Titolo originale: "The Emperor's Last Victory"). L'autore è stato un celebre pioniere della riscoperta del contributo delle truppe asburgiche nelle guerre del XIX e XX secolo, i suoi libri più celebri essendo "Napoleon's Great Adversaries: Archduke Charles and the Austrian Army" e "The Army of Francis Joseph" (trad. it. "L'Esercito di Francesco Giuseppe", pregevole opera sulle armate austriache post-metternichiane, purtroppo condita da errori a volte sbalorditivi, come quello sull'"abolizione" della Landwehr nel 1831!!!).

L'opera su Wagram è di impianto abbastanza differente rispetto ai succitati lavori:è un libro di più facile lettura e di impronta divulgativa che potrà essere molto utile al lettore generico italiano che affronti per la prima volta la materia e non abbia immediato accesso alla ricca produzione tedesca sull'argomento; tuttavia, chi ha già un'infarinatura sulla campagna del 1809 non troverà nulla di nuovo in quest'ultima opera di Rothenberg e chiuderà il libro con la sensazione - legittima - che da uno studioso come Rothenberg ci si potesse e dovesse aspettare qualche dettaglio in più.

Il libro è diviso in 9 capitoli principali più 4 appendici e un indice analitico. Nei primi 2 capitoli si tratteggiano brevemente le cause della guerra del 1809 e viene descritta la natura degli eserciti contendenti. Il tutto è molto interessante e ben scritto, anche se la parte sull'esercito asburgico mi è sembrata una versione condensata di quanto già scritto dal medesimo autore nel suo "Napoleon's Great Adversaries" pubblicato nel 1982. La narrazione prosegue poi con l'esposizione dell'offensiva austriaca in Baviera e degli avvenimenti sui teatri di guerra secondari (piccole insurrezioni in Germania, rivolta Tirolese, campagna del Vicerè Eugenio, eccetera) il tutto senza perdersi molto in dettagli ma con notevole capacità narrativa e di sintesi. La narrazione della fase climatica della campagna, le battaglie di Aspern-Eslling e Wagram, è buona: Rothenberg, in questo libro come in quello del 1982, è piuttosto critico nei confronti dell'Arciduca Carlo e non perde occasione per evidenziarne i limiti, concludendo che, malgrado la sua notevole competenza tattica, Carlo uscì sconfitto da Napoleone soprattutto sul piano organizzativo e della "voglia di vincere".

Le appendici non impreziosiscono granché l'opera: la selezione di biografie essenziali è davvero troppo scarna e in genere le informazioni in essa contenute sono stranote. La bibliografia però è molto buona e contiene i titoli di alcuni interessanti lavori moderni sull'esercito austriaco, l'arciduca Carlo e la guerra del 1809. Gli ordini di battaglia sono discreti ma non dettagliati abbastanza: Rothenberg, che conosce molto bene l'opera ufficiale austriaca su questa guerra, avrebbe ben potuto sforzarsi di più anche se, come sospetto, la morte improvvisa (il libro è postumo) potrebbe avere stroncato anzitempo i lavori di rifinitura delle appendici.

Le bellissime tavole uniformologiche a colori dell'italiano Ilario Bailot valgono, come si dice in gergo, il prezzo del libro: oltre all'accuratezza del disegno e alla precisione dei colori, sono presenti anche delle dettagliatissime didascalie che ci informano un po' sulla storia e le dinamiche dell'uniformologia napoleonica. Le illustrazioni raffigurano soldati della Guardia Imperiale napolenica, della fanteria di linea francese, della cavalleria imperiale - sia francese sia alleata (Regno Italico); per quanto riguarda gli stati satelliti del grande Impero napoleonico troviamo disegnati un tiratore scelto del battaglione Jaeger badenesi del colonnello Johann von Lingg; un cavalleggero sassone del regimento sassone "von Clement" e un tenente del 3° reggimento di linea bavarese. Altrettanto ricca è la selezione di illustrazioni uniformologiche austriache. Le 6 cartine presentate ad inizio volume sono infine molto precise e chiare. Un'opera consigliatissima per i neofiti: chiara, ben scritta e ottimamente presentata a livello editoriale. Rappresenta un buon punto di partenza in attesa che altre e più dettagliate opere appaiano anche nella nostra lingua.
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